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giovedì 4 gennaio 2018

Nel modenese a gennaio taglio del nastro per il monumento dedicato al patriota Pietro Giannone

Un monumento per il patriota Pietro Giannone
“Il ritorno dell’Esule”. Il  Comune di Camposanto in provincia di Modena dedicherà il 13 gennaio una manifestazione alla memoria di Pietro Giannone, poeta e patriota, cui la piccola cittadina dell’Emilia Romagna diede i natali il 14 marzo 1791. Amico di Ugo Foscolo e poi di Giuseppe Mazzini, Giannone aderì alla Giovine Italia e si battè per la libertà dell’Italia. Il 3 novembre i suoi resti sono finalmente stati traslati nel Cimitero del suo paese natale, che lo ricorderà con una giornata a lui dedicata organizzata dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Grande Oriente, con il comune di Firenze, l’Istituto per la Storia del Risorgimento, il Comitato di Modena, l’Istituto Comprensivo di San Felice sul Panaro e Camposanto. Il primo appuntamento è alle ore 15, quando nel cimitero cittadino verrà scoperto il monumento che gli è stato dedicato alla presenza del sindaco Antonella Baldini, del parroco don Valter Tardini, dell’assessore all’Istruzione della regione Patrizio Bianchi, dello scultore autore del busto Orazio Vitaliti e David Materassi.  Presso l’Aula Magna della scuola a lui intitolata seguirà un convegno al quale prenderanno parte il professor Giovanni Greco, il professore e Grande Oratore del Goi Claudio Bonvecchio, il professore Giorgio Monetecchi, il professore Guido Ragazzi. Modererà Luca Gherardi, assessore alla Cultura.
ALLEGATI

martedì 4 luglio 2017

Lettera di Giuseppe Mazzini ai massoni siciliani




Abbiatevi una stretta di mano da me ed una parola di gratitudine e di augurio. La stretta di mano è a voi come patrioti dell’Isola iniziatrice. La parola usata e d’augurio è a voi come Massoni. Voi avete una importante missione da compiere: quella di restituire la Massoneria all’antico spirito dell’istituzione. E dico: restituire, perché la Massoneria non fu, nei periodi nella sua potenza, straniera, come poi la fecero, ai destini politici dei popoli. Fu dall’origine la santificazione del Lavoro. E il Tempio, simbolo d’ un ordinamento sociale, racchiudeva nel concetto tutta quanta l’attività umana. Molay cadde vittima d’un re e d’un papa. Più dopo, la Massoneria dava parola d’ordine ai suoi: L.P.D. lilia pedibus destinam e distruggeva infatti i gigli di Francia. Gli Illuminati erano repubblicani. Fu soltanto nell’epoca del suo decadimento che l’istituzione si ridusse a formola di amicizia e di carità mutua, accogliendo principi nel suo seno. Il risorgere d’un Popolo è solenne occasione al risorgere dell’istituzione. E voi lo intendete e lo farete intendere ad altri. L’Italia Una e Repubblicana deve essere il Tempio dal quale la bandiera che non conosce padronise non Dio nel  cielo e il Popolo in terra, insegnerà amore, fratellanza d’uguali e associazione delle nazioni. La vostra fede abbraccia tutta quanta l’Umanità. Ma la Patria è il punto d’appoggio della leva, l’altare dell’Umanità. Siate dunque Italiani per potere operare colla forza di venticinque milioni di liberi a pro’ dell’intero mondo. Fate che i vostri non dimentichino nelle forme lo spirito. Il simbolo senza l’idea è cadavere. E i massoni del XIX secolo e d’Italia devono essere più vicini d’un passo alla rivelazione dell’Idea che non quelli dei secoli addietro. Voi volete gli uomini fratelli; volete dunque che sia abolito il privilegio ereditario governativo. Il Gran Maestro non è né può essere ereditario. Voi volete la luce per tutti. Voi dunque volete abolire il monopolio della luce e della scienza in un solo individuo. Il Grande Architetto dell’Universo non ha vicarii in terra, se non quelli che più lavorano col sagrificio all’edificazione del suo Tempio. Guardate al Papato, e dite se la sua caratteristica è il sacrificio. Monarchia e Papato adunque sono incompatibili col trionfo della vostra Istituzione. Non lo dimenticate. Dio e il Popolo: ecco il vostro simbolo; la vostra parola sacra. Guidate per mano i vostri adepti ad esso e moltiplicate.
E non vi separate da quanto riguarda i dolori, i bisogni, le aspirazioni dei vostri fratelli profani ancora. Il miglior metodo d’iniziazione è la comunione con essi. Abbiatemi fratello nella fede dell’avvenire.

Lugano, 27 Agosto 1863