Dopo Firenze il 25 febbraio, Crotone il 26, Palermo il 14 marzo, il libro-documento del Gran Maestro Stefano Bisi verrà presentato a Taranto il 29, in Gran Loggia a Rimini, e il 10 aprile ad Alessandria. L’appuntamento è Palazzo Monferrato alle 17,30nella sala Conferenze.
Visualizzazione post con etichetta Recensione Libro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recensione Libro. Mostra tutti i post
mercoledì 21 marzo 2018
Il 10 aprile “Massofobia: l’Antimafia dell’ Inquisizione” sarà presentato ad Alessandria
Dopo Firenze il 25 febbraio, Crotone il 26, Palermo il 14 marzo, il libro-documento del Gran Maestro Stefano Bisi verrà presentato a Taranto il 29, in Gran Loggia a Rimini, e il 10 aprile ad Alessandria. L’appuntamento è Palazzo Monferrato alle 17,30nella sala Conferenze.martedì 20 marzo 2018
Massofobia. Presentazione del libro del Gran Maestro Stefano Bisi a Taranto
“Massofobia. L’Antimafia dell’Inquisizione” è il libro-documento scritto dal Gran Maestro Stefano Bisi, edito da Tipheret, che racconta la complessa e articolata vicenda dell’indagine dell’Antimafia sulla Libera Muratoria associata alla mafia, del pretestuoso sequestro degli elenchi degli iscritti di Calabria e Sicilia e delle iniziative legali del Grande Oriente d’Italia a livello europeo. “Massofobia. Caccia al massone nell’Italia democratica” è il titolo dell’incontro che presenterà il libro a Taranto il 29 marzo, alle ore 17 presso l’Hotel Mercure Delfino, a cura del Consiglio dei Maestri Venerabili tarantini con il patrocinio del Collegio Circoscrizionale della Puglia del Grande Oriente d’Italia. La partecipazione al convegno è aperta a tutti.Interverranno l’autore, il presidente circoscrizionale Luigi Fantini, il giornalista Alessandro Cecchi Paone e lo storico Vito Bianchi dell’Università di Bari.
Il sequestro degli elenchi – scrive Stefano Bisi nella introduzione – è “un atto arbitrario e discriminatorio che da Gran Maestro ho subito stigmatizzato iniziando una battaglia laica per la salvaguardia e la difesa dei diritti associativi non solo degli iscritti al nostro Ordine ma di tutti, peraltro previsti in modo inequivocabile dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana”.
“Pensiamo che sia doveroso far conoscere – si legge ancora nel testo – non solo ai Fratelli ma anche agli uomini liberi e coscienti, gli avvenimenti e i fatti che attraverso meri teoremi e senza alcun reale notizia criminis hanno portato i membri della Commissione Antimafia, alcuni colpiti da vera e propria massofobia, a sostenere l’assunto delle infiltrazioni mafiose all’interno della Massoneria regolare senza distinguo e senza porsi il minimo dubbio. Questo singolare modo di pensare e di procedere unitamente ad alcuni disegni di legge palesemente antimassonici che si rifanno alla legge fascista che mise al bando la Libera Muratoria devono fare riflettere e indurre non solo i massoni alla difesa della libertà di associazione. Certi che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo saprà vagliare con equità ed equilibrio la vicenda giuridica della quale questo libro vuole essere fedele testimonianza”.ALLEGATI
- Locandina Massofobia, caccia al massone nell'italia democraticaDimensione: 97 KB
Gran Loggia 2018. Gli studi per i 300 anni della Massoneria moderna. Incontro del Servizio Biblioteca
Le pubblicazioni comparse in occasione dei 300 anni della Massoneria moderna, celebrati lo scorso anno, sono numerose e sono state realizzate in gran parte da istituzioni massoniche nazionali, tra le quali il Grande Oriente d’Italia. Saranno illustrate in apertura della Gran Loggia “Liberi di Conoscere”, in programma dal 6 all’8 aprile, nell’incontro “Gli studi massonici in occasione del 300esimo anniversario della fondazione dell’Ordine. Contributi internazionali” organizzato dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente e al quale porteranno contributi il filosofo Gian Mario Cazzaniga, già professore ordinario di Filosofia Morale all’Università di Pisa e Thierry Zarcone, direttore di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi e l’Ecole Pratique des Hautes Etudes dell’Università Sorbonne. L’appuntamento è nella Sala del Castello Uno alle ore 10,30 con ingresso libero.
La monografia curata dal Grande Oriente d’Italia per il trecentesimo anniversario massonico è l’unica che delinei una storia mondiale della Libera Muratoria con saggi tematico-cronologici dalle origini a oggi. Il libro Massoneria ed Europa: 300 anni di storia a cura di Santi Fedele e Giovanni Greco (Bonanno, 2017) sarà presentato sempre al Palacongressi di Rimini, nell’ambito della Gran Loggia, il 7 aprile (ore 14,30) nella rassegna l’Incontro con gli autori del Servizio Biblioteca.
Il testo inglese (Reflections on 300 Years of Freemasonry, ed. by J. S. Wade, London, Lewis Masonic, 2017) è invece ricco di storie nazionali in ambito anglofono, anche coloniali afroasiatiche, e contiene un saggio che mette in discussione la data di nascita della Libera Muratoria moderna, che sarebbe il 1721 e non il 1717 come da tutti riconosciuto.
La Gran Loggia Nazionale Francese, nella sua pubblicazione (Trois cent ans de Franc-maçonnerie, Paris, Dervy, 2017) ha curato più di tutti le influenze di filoni esoterici e la pluralità dei riti, mentre quello edito da Dervy (La fabrique de la Franc-maçonnerie française. Histoire, sociabilité et rituels, 1725-1750, sous la direction de Thierry Zarcone, avec la collaboration de Jean-Marie Mercier, Paris, Dervy, 2017), frutto della partecipazione di studiosi di Comunioni diverse, è il più ricco sulla storia della Massoneria settecentesca.
In ambito ispanofono abbiamo sia un numero speciale di Rehmlac. Revista de Estudios Históricos de la Masonería Latinoamericana y Caribeña, vol. 9 n. 2 (dic. 2017-avr. 2018) sia una storia in cinque volumi, coordinati da José Ferrer Benimeli (300 años: masonerías y masones, 1717-2017, Ciudad de México, Palabra de Clío, 2017.) che trattano delle Massonerie latinoamericane e delle influenze europee avute nel XIX secolo e di cui sono già usciti i primi tre tomi: Migraciones (I); Silencios (II); Artes (III).
A queste produzioni, che offrono una buona sintesi della storiografia massonica attuale, si affiancano due cataloghi di esposizioni, uno francese e l’altro austriaco, che illustrano storie collettanee della massoneria con eccellenti apparati iconografici. Si tratta di La Franc-maçonnerie (Paris, Bibliothèque Nationale de France, 12 Avril-24 Juillet 2016, 2017) e 300 Jahre Freimaurer. Das wahre Geheimnis (Wien, Nationalösterreichische Bibliothek, Ausstel-lungskatalog 23 Juni 2017–7 Jänner 2018, 2017).I relatori dell’incontro
Gian Mario Cazzaniga è studioso di illuminismo e filosofia classica tedesca, già professore ordinario di Filosofia Morale all’Università di Pisa, dove è stato insignito dell’Ordine del Cherubino. Organizzatore di dodici convegni internazionali, visiting professor in una ventina di università straniere. Tra le sue opere: La religione dei moderni (1999), la direzione per la Storia d’Italia Einaudi di due Annali: Massoneria (2006) ed Esoterismo(2010), Per una storia della carboneria dopo l’unità d’Italia, 1861-1975 (2014), Carbonari del XX secolo fra rituali adelfici e intransigenza repubblicana (2015), La catena di unione. Contributi per una storia della massoneria(2016). Thierry Zarcone è direttore di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi e l’Ecole Pratique des Hautes Etudes dell’Università Sorbonne. I suoi studi si concentrano principalmente sul mondo islamico e sui suoi rapporti con la massoneria e con il sufismo nell’Impero Ottomano, in Turchia e in Asia Centrale. Tra le sue pubblicazioni: Secret et sociètés secrètes en Islam. Turquie, Iran et Asie centrale, XIXe-XXe siècles. Franc-Maçonnerie, Carboneria et Confréries soufie (2002) e la direzione, con la collaborazione di Jean-Marie Mercier, dello studio La fabrique de la Franc-maçonnerie française. Histoire, sociabilité et rituels, 1725-1750 (2017).
venerdì 26 gennaio 2018
Il viaggio dimenticato, il romanzo iniziatico di Sonia Malvica
In nome di un’antica sapienza che riconosce nella forma un movimento, un romanzo di formazione è tale solo in nome di un continuo divenire che ha la fine inclusa nella propria essenza.
Il protagonista di questo bel libro di Sonia Malvica (in uscita per Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno), esortato a proseguire da una volontà che non sa del tutto identificare ma sente, in qualche modo, essere anche la sua, intraprende un viaggio fatto di incontri necessari, sotto l’attento sguardo di ciò che ogni cosa permette.
E se un viaggio non è tale senza una meta, l’epilogo è concepibile ma, per essere afferrato, esige il coraggio di andare avanti, senza ingannarsi. Partecipando a qualcosa di più grande dell’individualismo.
Pubblicato da ArcoReale
In libreria la Chiesa Interiore di Lopukhin
Ma può esistere e in che senso una 'chiesa interiore', una religione che davvero 'unica', 'leghi' tutti i suoi aderenti? Qualcosa, cioè, di autenticamente universale, a cui allude una Rivelazione storica? Le istituzioni storiche possono incarnare e con quali limiti questa 'chiesa interiore'? Non sono domande nuove nella storia della filosofia. Già ne La Religione nei limiti della sola ragione, distingueva la Religione Universale, il Cristianesimo, dalle 'fedi storiche' che tentano di esprimerla. La chiarezza non è solo teoretica, perché in nome di 'verità rivelate' in senso esclusivo e di copyright in maniera di sacro da sempre ci si è ammazzati, ci sono sempre state esperienze più vere di altre, rivelazioni più compiute di altre e così via. Ma allora che requisiti deve avere un'esperienza autentica e 'interiore'? Ha risposto Ivan V. Lopukhin in questo libro, proposto in lingua italiana da Mauro Cascio per Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno e nelle prossime settimane presente nel suo catalogo, un volume che tanta fortuna ha avuto in ambienti 'martinisti' a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento e la cui lettura oggi ci torna utile non solo e non tanto per aver chiaro il 'Martinismo delle Origini', cioè quell'esperienza durata pochi anni attorno all'Ordine degli Eletti Cohen di Martinez de Pasqually, ma anche per studiare il rapporto tra Massoneria e Cristianesimo (con Saint-Martin, Willermoz, e soprattutto de Maistre) e un afflato iniziatico che tutte le esperienze empiriche vuole superare per arrivare all'unica cosa che conta davvero.
Pubblicato da ArcoReale
Goethe massone. Successo per Marino Freschi
Grande successo a Roma, a Villa Sciarra, per la presentazione del libro «Goethe Massone» di Marino Freschi. La Massoneria è una categoria dello spirito. Una ricerca di senso, arricchita nel suo Dna, dalla tradizione alchemica e cabalistica. Una società iniziatica, per dirla in modo compiuto e preciso, che ha incantato e formato la crema del pensiero europeo, da Goethe fino a Rudolf Steiner (che proprio a Goethe fino all'ultimo sarà debitore).
Marino Freschi, docente universitario, saggista per Liguori e Laterza ha proposto questa sua nuova fatica, pubblicata da Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno, assieme a GianMario Cazzaniga (Università di Pisa), al germanista Gianluca Paolucci (Istituto Italiano di Studi Germanici). Ha cordinato Roberta Ascarelli (ordinario di Letteratura tedesca all’Università di Arezzo).
Pubblicato da ArcoReale
Liberté Chérie. Una loggia massonica nel campo di concentramento di Esterwegen (1943-1944)
Nel campo di concentramento di Esterwegen transitano per lo più oppositori del regime nazista in attesa di trasferimento definitivo verso campi di sterminio.
Sono tutti gestiti dal Decreto “Notte e Nebbia”: non si dovrà conoscere più nulla del loro destino, nemmeno i loro familiari.
Nella Baracca n° 6 si trovano in numero sufficiente per fondare una loggia massonica, cui è dato il nome Liberté Chérie, desunto dai versi del canto di lavoro dei prigionieri. Un’incredibile esperienza di spirito massonico, che per quei Fratelli costituì una coerente iniziativa con il dovere di essere Massoni. Alcuni detenuti superstiti, testimoni di quella vicenda, varcheranno la porta di Templi Massonici dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Oltre ai documenti storici sulla Loggia Liberté Chérie, è presentata la testimonianza del belga Franz Bridoux (1924-2017): un dovere verso quella loggia che è un simbolo di libertà e di sfida a ogni dittatura, che si riverbera nel nostro presente XXI secolo, dove esistono altre Esterwegen nel mondo, la cui presenza non ci consente di abbassare la guardia mai, perché il messaggio che ci è trasmesso è che la Massoneria è azione concreta, malgrado le privazioni e le sofferenze.
Franz Bridoux è l’ultimo sopravvissuto massone della Loggia Liberté Cherie che ci ha lasciato, all’età di 93 anni, il 14 gennaio 2017. Entra nell’Armata dei Partigiani nel luglio del 1943; viene arrestato il 3 agosto in un rastrellamento della polizia tedesca. Il 15 novembre 1943 arriva al campo di concentramento di Esterwegen. L’anno dopo viene trasferito a Ichtershausen da dove riesce a fuggire il 12 aprile 1945, tre giorni prima della liberazione da parte delle truppe americane.
IL LIBRO | AA. VV., Liberté chérie. Una loggia massonica nel campo di concentramento di Esterwegen (1943-1944), trad. di Carlo Masini, presentazione di Stefano Bisi, BastogiLibri, 2016, 170 p., brossura. I diritti d’autore sono devoluti agli Asili Notturni di Torino.
Franco Cuomo : intellettuale, letterato e storico templare. Convegno a Casa Nathan il 27 gennaio

Franco Cuomo : Intellettuale, letterato e storico templare: è il tema del convegno che si svolgerà sabato 27 gennaio (ore 10,00), a Casa Nathan (Piazzale delle Medaglie d’Oro, 44, Roma), a cura dell’accademia Templare e del Collegio circoscrizionale Lazio del Grande Oriente d’Italia.L’incontro sarà presieduto e moderato da Carlo Ricotti, presidente del Collegio Lazio.Parleranno Alberto Cuomo, su “Il Maestro del sogno”, Bernardino Fioravanti su “Franco Cuomo: tra Templari e Templarismo”, Filippo Grammauta su “Gunther d’Amalfi: Cavaliere templare. Un romanzo storico”, Sergio Masini su “Il pensiero e le opere di Franco Cuomo”, Valter Guandalini su “Franco Cuomo, Fratello Scozzese”. Il convegno sarà aperto a tutti. Franco Cuomo, giornalista e scrittore, nato a Napoli il 22 aprile 1938 e scomparso a Roma il 23 luglio 2007, è autore di opere teatrali e romanzi di grande successo, da Gunther d’Amalfi, appena ripubblicato da Tipheret a Il Codice Macbeth, entrambi finalisti al Premio Strega, a I semidei, I sotterranei del cielo, che racconta la storia di San Galgano, Il tatuaggio, Carlo Magno, Il Signore degli Specchi, Anime perdute e l’ultimo, Il tradimento del Templare, pubblicato postumo nel 2008. Numerosi anche i saggi, tra i quali L’Elogio del Libertino, Santa Rita degli Impossibili, Le Grandi Profezie, I Dieci, libro in cui Franco Cuomo affronta l’oscuro mistero che si cela dietro l’intoccabilità degli scienziati che firmarono il Manifesto della Razza del 1938 e che in occasione degli 80 anni delle razziali è stato ripubblicato da Bonanno.E ancora, Il Maestro del Sogno, uscito nel 2012, che raccoglie i suoi scritti iniziatici ed esoterici, e La Cavalleria, opere entrambe pubblicate da Tipheret. Allo scrittore e giornalista e libero muratore è intitolato anche il Franco Cuomo International Award, un premio internazionale di prestigio.


ALLEGATI
- Convegno su Franco Cuomo - LOCANDINA(2)Dimensione: 153 KB
giovedì 18 gennaio 2018
Goethe massone. Prestigioso appuntamento a Villa Sciarra
Il 22 gennaio all’Istituto Italiano di Studi Germanici a Villa Sciarra, a Roma, si presenterà di libro di Marino Freschi «Goethe Massone» (Tipheret - Gruppo editoriale Bonanno) con il filosofo GianMario Cazzaniga (Università di Pisa) e il germanista Gianluca Paolucci (Istituto Italiano di Studi Germanici). Coordina Roberta Ascarelli (ordinario di Letteratura tedesca all’Università di Arezzo).
Pubblicato da ArcoReale
Gnosi e Alchimia nella Divina Commedia
Ad un poeta che cerca Dio, come Dante, non poteva sfuggire il senso segreto delle cose, riposto in quella ‘Magia Naturale’, così detta da Alberto Magno, che era a quel tempo l’arte della trasmutazione, intesa dai più come l’Arte di trasmutare i metalli, e dagli Adepti come la Scienza della Umana e Spirituale Trasmutazione. L’argomento del lavoro riguarda, particolarmente, lo studio approfondito e in chiave alchemica dell’opera “magna” di Dante e, precisamente la Commedia. Per alcuni questa trattazione potrà sembrare una forzatura, nel senso che bisogna a tutti i costi trovare qualcosa che ci riporta all’ermetismo filosofico ma le coincidenze trovate nella lettura di questa opera immensa ha spinto a scrivere alcune considerazioni. Ciò non è solo frutto solo degli studi dell’autore, ma è il voler seguire il pensiero di personaggi come Trusso, Contro, Angelini e altri che ebbero il merito di aprire nuove vie per una giusta e proficua comprensione della Commedia.
«Gnosi e Alchimia nella Divina Commedia» è l'ultimo lavoro di Rosario Marcello Puglisi, con la prefazione di Tiziano Busca, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei LLMM del Rito di York...
Pubblicato da ArcoReale
Il velo di Maya
Allieva di Elemire Zolla e di Marisa Bulgheroni, pioniera degli studi in Italia su Thomas Pynchon, Paul Bowles, gli scrittori Native-American; specialista di letteratura post-moderna, di cultura italo-americana, dei rapporti tra gli Stati Uniti e il Mediterraneo; visiting professor a Berlino, Toronto, New York, San Diego, Austin; direttore del Dottorato di Studi Inglesi e Anglo-americani da lei istituito presso l'Università di Catania (1997-2010); socia dell'International Society for Contemporary Literature and Theatre di Bruges, dell'European Association for American Studies (EAAS) e dell'Associazione Italiana di Studi Nordamericani (AISNA), di cui è stata co-fondatrice, Maria Vittoria D'Amico è figura di prima grandezza nel panorama degli studi anglo-americani in Italia. Il presente Festschrift raccoglie i contributi di quanti, fra le due sponde dell'oceano, hanno avuto il piacere e l'onore di conoscerne e apprezzarne le qualità di maestra, collega e amica che al rigore della ricerca ha sempre saputo coniugare profonda umanità e coinvolgente passione.
A cura di Salvatore Marano, il volume è in uscita per Bonanno editore.
Pubblicato da ArcoReale
Goethe massone. Appuntamento a Roma a Villa Sciarra il 22 gennaio
Appuntamento lunedì 22 gennaio 2018 dalle ore 18 alle 19.30 presso Villa Sciarra (Via Calandrelli, 25) per la presentazione del volume Goethe massone di Marino Freschi
Goethe aderì, nel 1780, alla Loggia Anna Amalia delle tre rose. Nel 1781 divenne “compagno” e nel 1782 “maestro”. Ma poi successe qualcosa d’imprevisto: le lotte interne nella massoneria tedesca si ripercossero anche nella loggia di Weimar che “entrò in sonno”, chiuse i battenti per una ventina di anni. Goethe continuò a interessarsi della attività massonica: nel dicembre 1782 fu iniziato agli “alti gradi”, mistici e spiritualistici, e nel febbraio 1783 aderì alla “concorrenza” entrando nell’ordine degli Illuminati, radicali e laici. Se ne parlerà nel corso della presentazione organizzata dall’Istituto Italiano di Studi Germanici del volume Goethe Massone di Marino Freschi (Tipheret). La più autentica elaborazione della concezione massonica la dobbiamo cercare nelle sue opere: alcune specificamente massoniche, come “I segreti”, “Il Flauto Magico” (continuazione dell’opera mozartiana), il dramma “Il gran cofto”, nonché in varie liriche, ma soprattutto nel romanzo “Wilhelm Meister” – il vero monumento settecentesco alla massoneria – e nel “Faust”, l’estremo poema universale incentrato sulla magia e sul suo superamento spirituale, un tema appassionatamente dibattuto tra Illuminati e illuminés, che non ha perso la sua attualità.
Interverranno con l’autore Gianmario Cazzaniga e Gianluca Paolucci. Coordina Roberta Ascarelli
Franco Cuomo : intellettuale, letterato e storico templare. Convegno a Casa Nathan il 27 gennaio

Franco Cuomo : Intellettuale, letterato e storico templare: è il tema del convegno che si svolgerà sabato 27 gennaio (ore 10,00), a Casa Nathan (Piazzale delle Medaglie d’Oro, 44, Roma), a cura dell’accademia Templare e del Collegio circoscrizionale Lazio del Grande Oriente d’Italia.L’incontro sarà presieduto e moderato da Carlo Ricotti, presidente del Collegio Lazio.Parleranno Alberto Cuomo, su “Il Maestro del sogno”, Bernardino Fioravanti su “Franco Cuomo: tra Templari e Templarismo”, Filippo Grammauta su “Gunther d’Amalfi: Cavaliere templare. Un romanzo storico”, Sergio Masini su “Il pensiero e le opere di Franco Cuomo”, Valter Guandalini su “Franco Cuomo, Fratello Scozzese”. Il convegno sarà aperto a tutti. Franco Cuomo, giornalista e scrittore, nato a Napoli il 22 aprile 1938 e scomparso a Roma il 23 luglio 2007, è autore di opere teatrali e romanzi di grande successo, da Gunther d’Amalfi, appena ripubblicato da Tipheret a Il Codice Macbeth, entrambi finalisti al Premio Strega, a I semidei, I sotterranei del cielo, che racconta la storia di San Galgano, Il tatuaggio, Carlo Magno, Il Signore degli Specchi, Anime perdute e l’ultimo, Il tradimento del Templare, pubblicato postumo nel 2008. Numerosi anche i saggi, tra i quali L’Elogio del Libertino, Santa Rita degli Impossibili, Le Grandi Profezie, I Dieci, libro in cui Franco Cuomo affronta l’oscuro mistero che si cela dietro l’intoccabilità degli scienziati che firmarono il Manifesto della Razza del 1938 e che in occasione degli 80 anni delle razziali è stato ripubblicato da Bonanno.E ancora, Il Maestro del Sogno, uscito nel 2012, che raccoglie i suoi scritti iniziatici ed esoterici, e La Cavalleria, opere entrambe pubblicate da Tipheret. Allo scrittore e giornalista e libero muratore è intitolato anche il Franco Cuomo International Award, un premio internazionale di prestigio.


ALLEGATI
- Convegno su Franco Cuomo - LOCANDINA(2)Dimensione: 153 KB
giovedì 4 gennaio 2018
La Chiesa e lo spettro massonico. Troppo spesso sopravvalutato di Paolo Mieli/Corriere della Sera
Un saggio di Fulvio Conti, pubblicato in un volume a cura di Giorgio Fabre e Karen Venturini (il Mulino), mostra che le logge ebbero una parte di rilievo nella Rivoluzione francese e sotto Napoleone, non nel Risorgimento italiano
LO SPETTRO MASSONICO LA CHIESA CONDANNÒ I «LIBERI MURATORI» ESAGERANDO MOLTO LA LORO INFLUENZA
di Paolo Mieli
Perfino Gioacchino Belli, che pure fu un implacabile fustigatore del malcostume nello Stato pontificio, ebbe sentimenti non simpatizzanti nei confronti della massoneria e condivise al fondo l’ostilità della Chiesa ai liberi muratori. Nel 1838 Belli scrisse un sonetto, Li rivoltosi, in cui lasciò trasparire la propria diffidenza per i massoni: «Chiameli allibberàli o fframmasoni/ O ccarbonari, è sempre una pappina/ È sempre canaijaccia ggiacubbina/ Da levàssela for de li cojjoni». Segno che il pregiudizio antimassotiico si diffuse nell’Ottocento anche in ambienti che non possono essere considerati di stretta osservanza cattolica. Nel saggio Dalla condanna al dialogo: tre secoli di relazioni tra Chiesa e massoneria che uscirà nel libro, edito dal Mulino, curato da Giorgio Fabre e Karen Venturini, La Chiesa tra restaurazione e modernità (1815-2015) Ful- vio Conti ricostruisce le condanne della Chiesa a partire dalla lettera apostolica In eminenti (1738), con la quale, esattamente un secolo prima del sonetto del Belli, papa Clemente XII stabiliva il divieto, pena la scomunica, di affiliazione alla massoneria e ad altre associazioni dello stesso tipo «contrarie alla sicurezza dei regni» nonché a suo dire in grado di causare «mali gravissimi non solo alla tranquillità degli Stati, ma anche alla spirituale salvezza delle anime». La massoneria aveva all’epoca 21 anni. II suo atto di nascita, ricorda Conti, viene infatti comunemente individuato nella decisione adottata da quattro logge inglesi, i124 giugno 1717, di dar vita alla Grand Lodge of London. Sei anni dopo la «loggia madre» si dotò di un corpo di norme statutarie, Constitutions of the FreeMasons, codificate dal reverendo James Anderson, pastore della Chiesa presbiteriana scozzese. La Chiesa cattolica intuì immediatamente che quello dei «Liberi muratori» era un fenomeno con grandi potenzialità di proselitismo e si sentì minacciata. Nel 1739, l’anno successivo a quello della succitata lettera del Papa, un editto del cardinale Giuseppe Firmo, segretario dello Stato pontificio, ribadì il divieto per i fedeli di affiliarsi a quelle «perniciosissime aggregazioni», minacciando la confisca dei beni e addirittura la pena di morte per coloro che non avessero obbedito all’ingiunzione del pontefice. Proprio così: la pena di morte. Punizioni che per di più avrebbero dovuto essere inflitte, secondo l’editto, «irrimediabilmente e senza speranza di grazia». Ma queste disposizioni caddero sostanzialmente nel vuoto. E, anzi, durante la guerra di Successione austriaca (il conflitto che tra i11740 e il 1748 consacrò, su versanti opposti, Maria Teresa d’Asburgo e Federico II di Prussia) «ideali e modello associativo della libera muratoria», scrive Conti, «conobbero una grande espansione grazie alla nascita di logge militari, che ebbero una particolare diffusione nel mondo germanico». Così il successore di papa Clemente, Benedetto XIV, con la bolla Providas Romanorum Pontificum nel 1751 si sentì in dovere di aggiungere di suo uno specifico invito a tutti i sovrani e ai governi a che bandissero la massoneria. Tra i più lesti ad accogliere l’esortazione papale, in quello stesso anno, furono Carlo di Borbone a Napoli e Ferdinando VI a Madrid. Nel contempo però a bilanciamento dell’iniziativa pontificia si ebbe una certa sovrapposizione tra le idee della massoneria e quelle dell’Illuminismo. Poi la Rivoluzione americana del 1776 presentò, secondo Conti, «la realizzazione empirica, nell’elaborazione costituzionale e nella pratica di governo, dei valori espressi dalla cultura dell’Illuminismo». E della massoneria. La Gran loggia d’Austria giunse a proclamare che «ogni loggia era una democrazia», mentre la massoneria danese negli anni Sessanta affermava che la «libertà repubblicana» era un bene oltremodo prezioso. Ne11779 la loggia parigina Noef Soeurs, a cui era affiliato Voltaire assieme a molti altri intellettuali, accolse con grandi elogi Benjamin Franklin e presentò i propri appartenenti come «cittadini della democrazia massonica». E a ridosso della Rivoluzione francese come ha individuato Giuseppe Giarrizzo in Massoneria e Illuminismo nell’Europa del Settecento (Marsilio) non pochi segmenti europei dell’universo libero muratorio divennero vere e proprie «strutture terroristiche» dirette a favorire la conquista francese dei Paesi confinanti, nonché l’avvento di governi repubblicano-rivoluzionari in vari Stati italiani e tedeschi, in Svizzera e in Austria. È in questo contesto che viene pubblicato, nel 1797, il celeberrimo libro del gesuita Augustin Barruel considerato primogenito di ogni teoria «cospirazionista»: Memorie per una storia del giacobinismo. In esso viene esposta la tesi del complotto massonico che sarebbe stato all’origine della Rivoluzione francese. Tesi che nella seconda metà del Novecento sarebbe stata oggetto di un importante studio di Reinhart Koselleck, Critica illuministica e crisi della società borghese (Mulino) e per certi versi anche della Critica della Rivoluzione francese (Laterza) di Fratnois Furet. Conti ritiene che queste ipotesi interpretative siano suggestive, ma debbano essere contestualizzate e fortemente circoscritte nel tempo e nello spazio. Senza indulgere «alla costruzione di simili teoremi, i cui passaggi risultano talora difficilmente dimostrabili», l’influenza della massoneria sulla Rivoluzione francese «appare tuttavia indubbia… sia dal punto di vista ideologico (basti pensare all’apporto dato dalle logge alla diffusione dell’idea egualitaria e alla sperimentazione di forme di rappresentanza democratica), sia sotto il profilo organizzativo, con molte figure del mondo liberomuratorio che rivestirono contemporaneamente ruoli direttivi durante l’esperienza rivoluzionaria o nel giacobinismo europeo». Successivamente ha notato Franco Della Peruta in un saggio che compare nel volume, curato da Aldo Alessandro Mola, La massoneria nella storia d’Italia (Atanòr) tutti quelli che raccolsero le bandiere della rivoluzione fecero propri metodi organizzativi e simboli massonici. In toto o quasi, ha scritto Giarrizzo. Ma, secondo Della Peruta, i rivoluzionari si differenziavano dalla massoneria per la pratica attivistica e cospiratoria. Sotto questo aspetto «il terreno sul quale germinarono non è tanto quello delle logge deirranchi muratori quanto piuttosto quello delle congiure repubblicane de11794-95, delle cospirazioni patriottico-unitarie de11798-99, delle esperienze giacobine». Il periodo napoleonico, prosegue Conti, vide la massoneria divenire «un fenomeno à la page», svuotata del messaggio cosmopolita delle origini e «impegnata apertamente a sostenere i disegni espansionistici dell’impero». Napoleone la utilizzò come strumento di governo e «nelle terre cadute sotto il suo dominio favorì la diffusione delle logge, che si riempirono di militari, di burocrati e di funzionari del regime». Nel 1805 fu fondato a Milano un Grande Oriente d’Italia che «sancì l’aggregazione delle numerose logge sotto un unico centro organizzativo nazionale». Il ruolo di gran maestro, «ad eloquente testimonianza degli stretti legami esistenti fra potere politico e cariche massoniche», fu affidato a Eugenio di Beauharnais, appena insediato come viceré del Regno d’Italia. Qualche tempo dopo si costituì un Grande Oriente napoletano che, fra í11806 e il 18o8, fu guidato dal re di Napoli Giuseppe Bonaparte e, in seguito, da Gioacchino Murat. Conti accredita le stime secondo cui «nei territori italiani a egemonia francese si contarono circa ventimila affiliati, in larga parte funzionari civili e militari», che frequentarono le logge assieme ai rappresentanti dei ceti emergenti dei commerci, delle imprese e delle professioni. E riprende le tesi di Gian Mario Cazzaniga curatore di La massoneria. Storia d’Italia, Annali, 21 (Einaudi) secondo cui l’adesione alle logge fu per molti un fenomeno di convenienza ma, ad un tempo, esse costituirono un veicolo di circolazione delle idee liberali e un «laboratorio dell’unità nazionale». È sempre Cazzaniga a mettere in evidenza la «doppia realtà» della massoneria milanese e di quella napoletana: «Da una parte una adesione di massa, superficiale e provvisoria, a liturgie più dinastiche che muratorie, dall’altra una più ristretta e convinta rete liberale di spirito repubblicano, figlia spirituale degli Idéologues e degli Illuminati di Baviera, non senza presenze dell’esoterismo cristiano, che prepara ed anticipa le battaglie per le riforme costituzionali e per l’indipendenza nazionale». Ma, come documenta Aldo Alessandro Mola in Storia della massoneria italiana (Bompiani), dopo la sconfitta del Bonaparte e in epoca di Restaurazione la Libera muratoria cedette gradualmente il passo ad altre associazioni segrete. Rimase, per così dire, sullo sfondo. La massoneria fu sostanzialmente inerte tra il 1830 e il 187o. Inoltre mette in chiaro l’autore «non ebbe alcun coinvolgimento diretto nelle prime due guerre di indipendenza e, più in generale, non prese parte alcuna alla cospirazione patriottica e dei moti risorgimentali». Di qui, il paradosso. Mentre «la massoneria risultava di fatto pressoché annientata, la Chiesa continuava a vedere in essa l’oscura ispiratrice di tutti i suoi principali nemici: il liberalismo, la democrazia repubblicana, il movimento patriottico che si batteva per l’Italia unita con Roma capitale, il laicismo positivista e materialista». Di questa bizzarria si accorse Gaetano Salvemini, che nel febbraio 1914 così scrisse ad Alessandro Luzio: «La leggenda che il Risorgimento italiano sia stato opera della massoneria è stata creata dai clericali, i quali, incapaci di rendersi conto di questo fenomeno, lo attribuirono al diavolo» (la lettera è riportata in un libro dello stesso Luzio, La Massoneria e il Risorgimento italiano, edito da Zanichelli). Ma Pio IX e il suo successore Leone XIII continuarono a osteggiare senza tregua i Liberi muratori. Lo stesso fecero i Papi successivi. In Francia da11884 nacquero associazioni e giornali (cattolici) antimassonici. Ne11887 «La Civiltà Cattolica» annunciò la formazione di una Lega per combattere la massoneria. Che poi confluì nell’Unione antimassonica, la quale nel 1896 tenne un convegno a Trento, città (all’epoca austriaca) che nel 1545 aveva ospitato il Concilio antiluterano. Adesso anche per effetto dell’offensiva cattolica il clima era cambiato e, dopo l’avvento al potere della Sinistra (1876), la massoneria ebbe ben cinque presidenti del Consiglio: Depretis, Crispi, Zanardelli, Fortis e Boselli. Oltreché gli amministratori di alcune importanti città, primo tra tutti il sindaco di Roma (tra 111907 e 111913) Ernesto Nathan. All’avvento del fascismo, per avviare il percorso che avrebbe portato nel 1929 ai Patti lateranensi la Chiesa di Pio XI pretese e ottenne da Mussolini la messa al bando delle «associazioni segrete». E impose a don Sturzo le dimissioni dalla segreteria del Partito popolare, accusandolo di favorire, con il suo antifascismo, proprio la massoneria. Cosa che provocò una risentita lettera del sacerdote 1’8 luglio del 1923. E neanche dopo la caduta del fascismo, la fine della guerra e il ripristino in Italia della democrazia le cose cambiarono. Né con Pio XII, né con Giovanni XXIII. Fu solo all’epoca di Paolo VI che si allentò la presa. Nel 1974 una lettera del prefetto della Sacra congregazione per la dottrina della fede, il cardinale croato Franjo Seper, all’arcivescovo di Filadelfia, pur ribadendo il veto ai fedeli di iscriversi ad associazioni massoniche, affermava che la scomunica doveva applicarsi soltanto a «quei cattolici iscritti ad associazioni che veramente cospirano contro la Chiesa». Il gesuita Giovanni Caprile fece notare che implicitamente si ammetteva l’esistenza di «associazioni massoniche che nulla hanno di cospiratorio contro la Chiesa e contro la fede». Le cose si fermarono lì. Ma quando nel 1978 morì Paolo VI, la «Rivista massonica» pubblicò un corsivo anonimo in cui si leggeva: «E la prima volta nel- la storia della massoneria moderna che muore il capo della più grande religione occidentale, non in istato di ostilità coi massoni». Nel 1980 la Conferenza episcopale tedesca, dopo sei anni di incontri con esponenti delle Grandi logge di Germania, dava alle stampe una «Dichiarazione circa l’appartenenza di cattolici alla massoneria» in cui si accusava la Libera muratoria di non essere «mutata nella sua essenza» e si dichiarava che l’adesione ad essa metteva «in questione i fondamenti dell’esistenza cristiana». Successivamente tutte le principali personalità della Chiesa, fino a Joseph Ratzinger, hanno ribadito pur senza particolare enfasi la condanna della massoneria. Finché, a sorpresa (quantomeno per i toni), nel febbraio 2016 è comparso sul «Sole 24 Ore» un articolo del cardinale Gianfranco Ravasi dal titolo Cari fratelli massoni che ha riproposto le aperture della stagione di Paolo VI. Ma i tempi di una deposizione delle armi che possa essere considerata definitiva appaiono ancora lontani. paolo.mieliercs.it RIPRODUZIONE RISERVATA IMMIMINIMMACOMM Bibtiograria Una nuova collana di testi che esplorano il passato Il saggio di Fulvio Conti Dalla condanna al dialogo: tre secoli di relazioni tra Chiesa e massoneria si trova nel volume La Chiesa tra restaurazione e modernità 0815-2015/ a cura di Giorgio Fabre e Karen Venturini (il Mulino, pp. 256, ? 2o), che sarà in libreria dall’il gennaio. Questa raccolta fa parte di una nuova collana del Mulino, Critica storica, che scaturisce dagli studi del dipartimento di Storia e cultura dell’Università di San Marino, diretto da Luciano Canfora. Altri libri sui massoni: Giuseppe Giarrizzo, Massoneria e Illuminismo nell’Europa del Settecento (Marsilio,1994); Reinhart Koselleck, Critica illuminista e crisi della società borghese (traduzione di Giuseppina Panieri, il Mulino, 1972). Da segnalare inoltre il volume La massoneria negli «Annali» della Storia d’Italia Einaudi, a cura di Gian Mario Cazzaniga, edito nel 2006. Pontefice Il papa Clemente XII (qui in un ritratto realizzato dal pittore Agostino Masucci) fu il primo capo della Chiesa cattolica a condannare la massoneria, nel 1738. Nato a Firenze il 7 aprile 1652, Lorenzo Corsini venne eletto al Soglio pontificio il 12 luglio 1730 e assunse il nome di Clemente XII. Morì il 6 febbraio 1740 Coordinamento Nel 1805 venne fondato a Milano un Grande Oriente d’Italia che «sancì l’aggregazione di varie realtà in un unico centro nazionale» La svolta Solo negli anni Settanta, con Paolo VI, si ammise l’esistenza di associazioni massoniche che nulla avevano di cospiratorio contro la fede cristiana Il rito L’iniziazione di un apprendista massone intorno ai primi anni del XIX secolo. La data di nascita ufficiale della massoneria viene fissata comunemente al 24 giugno 1717, quando quattro logge inglesi assunsero la decisione di dar vita alla Grand Lodge of London. La condanna ecclesiastica giunse circa vent’anni dopo.
http://www.corriere.it/cultura/17_dicembre_26/dalla-condanna-al-dialogo-chiesa-massoneria-a9ccbea8-ea71-11e7-9b28-00bf098db776.shtml
lunedì 18 dicembre 2017
Torna in libreria Louis-Claude de Saint-Martin
Con questo titolo si completa la proposta della collana Martinista di Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno. Una importante iniziativa culturale che ha avuto centrale il Trattato sulla Reintegrazione degli esseri di Martinez de Pasqually il suo asse centrale (seguito dalla prima edizione italiana del rarissimo Manoscritto di Algeri, e da L'Universo a portata di mano). Curati da Mauro Cascio l'editore catanese ha poi proposto l'opera omnia di Willermoz (L'uomo-Dio. Trattato delle due nature, Le istruzioni di Lione, i Nove Quaderni D., Lettere, I miei pensieri (e quelli degli altri)), del primo Saint-Martin (Il cimitero di Amboise, Istruzioni della Saggezza, Lettera a un amico sulla Rivoluzione Francese, Ecce Homo), di de Maistre (La Massoneria), l'atlante di Prunelle de Lière (Le chiavi operative degli Eletti Cohen). In catalogo anche i Cenni storici sul Martinismo di Jean Bricaud, Martinezismo, willermozismo, martinismo, massoneria di Papus, Martinez de Pasqually e l'Illuminismo cristiano di Papus, Martinez de Pasqually di Constant Chevillon. Mauro Cascio, in questi giorni in libreria con il suo Piazza Dalmazia, aveva dedicato qualche tempo fa un libro a questo affascinante argomento: All'ombra della Riconciliazione.
Pubblicato da ArcoReale
giovedì 14 dicembre 2017
I pensieri di Willermoz. In libreria un rarissimo testo del XVIII secolo
Questo rarissimo testo, I miei pensieri (e quelli degli altri) di Jean-Baptiste Willermoz, a cura di Mauro Cascio e pubblicato in questi giorni da Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno, è estratto dall'archivio della II Provincia detta di Alvernia e del suo Collegio Metropolitano ed era destinato ai Professi dei Cavalieri Beneficenti della Città Santa. Un documento prezioso per studiare come la complessa cosmogonia del maestro di Willermoz, Martinez de Pasqually, sia sopravvissuta anche al di fuori dell'Ordine degli Eletti Cohen, in quello che diventerà in seguito il Rito Scozzese Rettificato. Un'altra incursione nel Martinismo delle Origini dopo la pubblicazione dell'opera omnia di Martinez, Willermoz, gli scritti di Saint-Martin, le biografie di Chevillon e Papus, l'inquadratura storica di Bricaud, l'atlante di Prunelle de Liere, l'esperienza di Joseph de Maistre. A questa esperienza iniziatica il filosofo pontino aveva già dedicato un suo saggio lo scorso anno: All'ombra della Riconciliazione.
Pubblicato da ArcoReale
mercoledì 13 dicembre 2017
Introduzione allo Zohar. In libreria Federico Pignatelli
Questa introduzione si rende necessaria poiché i documenti estratti dal Sepher ha-Zohar, fanno riferimento a elementi propri della Qabalah di cui il testo dà per scontata la conoscenza. Se è vero che molti lettori hanno loro stessi la capacità di istruirci, e ai quali presentiamo anticipatamente le nostre scuse per eventuali mancanze e ripetizioni, è anche vero che molti si troverebbero però in seria difficoltà nella comprensione di molti passaggi. Raggiungeremo il nostro scopo se «tutti» potranno godere della grande bellezza e della profondità delle parole del Sepher ha-Zohar». Così Federico Pignatelli nella presentazione di questo prezioso volume in uscita per Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno.
Pubblicato da ArcoReale
lunedì 4 dicembre 2017
I profili biografici dei massoni salentini. La presentazione del volume il 12 dicembre a Lecce
Autore di tanti testi di filosofia e di storia, Mario De Marco, ha dedicato ben otto volumi alle vicende della Massoneria salentina tracciandone per la prima volta la storia, non trascurando nel contempo i percorsi esistenziali ed iniziatici di molti di coloro che appartennero, sin dal XVI secolo, essenzialmente alle logge dell’Oriente di Lecce, Gallipoli e Brindisi. Ora rilancia, per le Edizioni del Grifo di Lecce, la seconda edizione, riveduta ed ampliata de I profili biografici di Massoni salentini che, già pubblicati nel 2007, riscossero soprattutto nel mondo profano un enorme successo, contribuendo così alla migliore delineazione della storiografia dell’estrema propaggine d’Italia, storia che per pregiudizi ha trascurato e trascura il ruolo sociale e culturale di tanti illustri cittadini che hanno lavorato con squadra e compasso. Il volume sarà presentato il 12 dicembre alle 18,30 presso la Fondazione Palmieri, in vico dei Sotterranei 21 a Lecce. Introdurrà il prof. Alessandro La Porta. Interverranno insieme all’autore l’architetto Enzo Parlangeli e l’avvocato Domenico Valletta.
Massone da circa quaranta anni, Mario De Marco ha sopperito con le sue pubblicazioni massoniche a tali carenze e questo suo libro, ricco di tante notizie e documenti reperiti in oltre quindici anni di febbrile ricerca presso famiglie ed archivi pubblici e privati, in 421 pagine, annovera ben 450 profili biografici di Massoni salentini che si distinsero in ogni campo sociale, contribuendo notevolmente all’elevazione morale e civile delle genti meridionali. Il libro, presentato dai fratelli Enzo Parlangeli e Domenico Valletta, si avvale anche del prestigioso contributo del prof. Alessandro Laporta, già direttore della Biblioteca provinciale di Lecce, intitolata a Nicola Bernardini che fu attivo massone e direttore della suddetta biblioteca tra il XIX e il XX secolo.
Come per le altre pubblicazioni di Mario De Marco il volume, che sta avendo vasta eco sulla stampa locale, è stato presentato e si presenterà presso scuole ed enti culturali di Lecce e di altri centri salentini.
Iscriviti a:
Post (Atom)













