Blog Ufficiale della Loggia Heredom 1224 di Cagliari, Emulation Lodge all'Obbedienza della Libera Muratoria Universale - Grande Oriente d'Italia - Palazzo Giustiniani
“La costruzione del tempio interiore”: è questo il tema che il grande teologo Vito Mancuso, introdotto dal giornalista Claudio Giomini, ha affrontato nel corso della conferenza che ha tenuto al Palacongressi di Rimini, nella prima giornata di lavori della Gran Loggia 2018 Liberi di Conoscere in corso a Rimini. Un tema affascinante, ripercoso attraverso piani e prospettive diverse. Mancuso ha esordito spiegando il senso antropologico del tempio e sottolineando come questa icona della spiritualità e della divinità costituisca una presenza – anche se costantemente discussa e controversa- universale nella storia dell’umanità che si accompagna alla necessità dell’uomo di fare di se stesso un tempio, un luogo appartato, lontano dalla via principale. Quel che è certo, ha sottolineato, “è che in ciascun essere umano esiste una dimensione divina”. “C’è un cuore dentro un cuore” , che è “il pensiero che precede le parole”.
Ma qual è il nostro rapporto con tutta questa “ricchezza, complessità, inquietudine” che abbiamo dentro? C’è chi, ha spiegato il teologo, realizza una perfetta continuità tra il tempio interiore e quello esteriore, una continuità acritica, replicando dentro di sè il modello di spiritualità o religione che gli viene trasmesso tra le colonne del tempio esteriore, se è buddista il tempio buddista, se è cattolico la chiesa, se ebreo la sinagoga, e così via se musulmano, indù e anche massone.
C’ è invece chi invece critica e supera in senso hegeliano, e cioè conservando e non negando, ciò che impara nel tempio esteriore. E infine chi è convinto che solo attravero la negazione del tempio esteriore, si possa realizzare quello in maniera pura quello interiore.
Sono tre diversi atteggiamenti, tre strade. Quale percorrere? Quale è a migliore? “E’ certamente la seconda”, è la risposta che ha dato il teologo. “Chi vuole costruire il proprio tempio interiore non deve rinunciare alla propria libertà, al proprio spirito critico” ma non deve neppure rifiurare la realtà, scollegarsi da essa, cadendo nella trappola del soggettivismo più assoluto e della negazione
Vito Mancuso ha insegnato Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011; dal 2013 al 2014 è stato docente di “Storia delle dottrine Teologiche” presso l’Università degli Studi di Padova, mentre dal 2009 collabora con il quotidiano “La Repubblica”. I suoi scritti hanno suscitato notevole attenzione da parte del pubblico, in particolare “L’anima e il suo destino” (Raffaello Cortina, 2007),”Io e Dio Una guida dei perplessi” (Garzanti, 2011), “Il principio passione La forza che ci spinge ad amare” (Garzanti 2013), “Dio e il suo destino” (Garzanti 2015), quattro bestseller da oltre centomila copie con traduzioni in altre lingue e una poderosa rassegna stampa, radiofonica e televisiva. Il suo pensiero è oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico sia in campo strettamente dogmatico. Il suo ultimo libro è “Il bisogno di pensare” (Garzanti Editore, ottobre 2017).
“Liberi dal pregiudizio”, il tema del dibattito che si è tenuto a chiusura della seconda giornata della Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia tra le colonne del tempio allestito al Palacongressi di Rimini per i lavori massonici. Un dibattito, che ha richiamato tantissimo pubblico, e che ha avuto come protagonisti Paolo Mieli, Annalisa Chirico, Umberto Cecchi nelle vesti di moderatore, e il Gran Maestro Stefano Bisi al quale sono state affidate le conclusioni.
Liberi da pregiudizi, ma fino a che punto lo possiamo davvero essere? Intorno a questo interrogativo, ma anche intorno ai luoghi comuni che oggi come ieri mirano a offuscare l’immagine della Massoneria è ruotato il dibattito, al quale ha dato il via l’intervento di Mieli, incalzato dalle domande e dalle osservazioni di Cecchi, che dal canto suo ha ricordato anche la questione Tangentopoli, rievocando gli anni degli arresti facili e del grande male della corruzione, ma anche l’altra grande ferita inferta dalla Massoneria italiana dall’maxi-inchiesta del procuratore di Palmi, Agostino Cordova, avviata nel 1992 e conclusasi 25 anni più tardi con l’archiviazione.
Storia di un pregiudizio
“Il fatto che il mondo della Massoneria si apra ai non massoni è la prova di una grande libertà di pensiero, di un’apertura mentale che spesso –ha detto Mieli rivolto alla platea di fratelli- non c’è stata invece nei vostri confronti. Quando ci si sente assediati –ha aggiunto facendo riferimento agli attacchi subito dal Grande Oriente da parte della politica in quest’ultimo anno e mezzo- si tende a chiudersi, voi invece non l’avete fatto”.
“Si pensa che il pregiudizio antimassonico sia sostanziale alla stessa Massoneria, che sia nato con essa. In realtà non è così”, ha spiegato Mieli, ricostruendo la storia della Libera Muratoria e della Massofobia. La reazione nei confronti della Libera Muratoria, ha riferito il giornalista, arrivò ventuno anni dopo la sua nascita quando la Chiesa lanciò la scomunica nei confronti dei liberi muratori, introducendo pene nei confronti dei massoni che giunsero a prevedere anche la condanna a morte. Ciò non impedì a questa istituzione di prendere piede e svilupparsi. Quanto al pregiudizio nato intorno ad essa, cominciò ad attecchire solo molti anni più tardi dall’incrocio virtuoso con la Rivoluzione Francese”.
Le teorie complottiste
A questo poi si aggiunsero, secondo Mieli, le teorie cospirazioniste, alle quali diede impulso la pubblicazione, nel 1797, del celeberrimo libro del gesuita Augustin Barruel, Memorie per una storia del giacobinismo, in cui per la prima volta viene avanzata la tesi secondo la quale il complotto massonico sarebbe stato all’origine della Rivoluzione francese. Idea, ha osservato Mieli, che non è poi quasi più morta, anche se per tutto il secolo successivo, caratterizzato dalle lotte Risorgimentali e dalla costruzione dell’Unità d’Italia, non ebbe grande fortuna fino ad un altro punto di svolta: la formazione annunciata nel 1887 da Civiltà Cattolica di una Lega per combattere la Massoneria.
Cinque presidenti del consiglio massoni
Il clima cambiò ma la Massoneria non ne uscì danneggiata, anzi espresse in quegli anni ben cinque presidenti del Consiglio, Depretis, Crispi, Zanardelli, Fortis e Boselli, amministratori di alcune importanti città, tra cui il sindaco di Roma Ernesto Nathan. Poi ci fu l’avvento del fascismo che mise al bando i liberi muratori e la Massoneria ebbe la sfortuna di riaffiorare dopo la II Guerra Mondiale in un clima in cui l’avversione del fascismo, che non era scomparsa con il fascismo, finì per coniugarsi con il pregiudizio cattolico e il vento tornò a soffiare poi con forza contro la Libera Muratoria con lo scandalo della P2.
La P2 e la grave omissione dei media
“Pochi –ha sottolineato Mieli- misero in evidenza il fatto che la Massoneria si era liberata di Gelli prima che scoppiasse lo scandalo”. Fu una grave omissione. Da allora l’idea di deviazione si legò irrimediabilmente alla parola Massoneria e alla sua immagine . Che fare, dunque? Secondo Mieli, la Libera Muratoria dovrebbe cercare di circondarsi da amici non massoni , intellettualmente onesti.
Le proposte di legge anti-massoniche fotocopia di quella varata da Mussolini
“E’ quello che stiamo facendo”, ha replicato Bisi, ricordando i numerosi eventi organizzati dal Grande Oriente d’Italia in questi anni, gli eventi, ad esempio con i quali il Grande Oriente ha celebrato i 70 anni della repubblica italiana e a cui preso parte tantissimi rappresentanti di spicco del mondo della società civile non appartenenti alla Comunione. “E’ vero –ha detto- il Gran Maestro- noi dobbiamo aprirci di più ma credo che anche i giornalisti, gli intellettuali, i politici, dovrebbero avvertire come una minaccia per tutti, il pregiudizio che ci circonda. Non c’è stata una ribellione davanti alle due proposte di legge presentante in parlamento durante la scorsa legislatura che ricopiano in fotocopia la legge fascista firmata il 26 novembre del 1925 da Benito Mussolino e dal suo ministro della giustizia Alfredo Rocco. Non c’è stata nessuna reazione all’annuncio dei 5Stelle di una analoga iniziativa “.
I pregiudizi sono radicati nell’essere umano
Appassionato è stato poi l’intervento di Annalisa Chirico, più volte interrotto dagli applausi del pubblico. “Ho accolto con curiosità e interesse il vostro invito”, ha esordito. “Mi interessa molto indagare alle radici del pregiudizio. Penso innanzitutto – ha aggiunto la giornalista, che è anche presidente dell’associazione Fino a Prova Contraria- che non possiamo non leggere la realtà attraverso la lente del pregiudizio. I pregiudizi sono radicati in noi. Nessuno di noi è tabula rasa e dobbiamo avere l’onestà intellettuale di ammetterlo.
La libertà di associazione è sacrosanta
Comunque –ha affermato- mi fa sentire profondamente libera essere qui. Io non temo l’azione, ma temo chi vuole censurarla. Temo chi vuole silenziare voci diverse. Io penso che, mai come in questo momento nel nostro paese, sia fondamentale difendere i pilastri di una società aperta, libera e democratica, dove ognuno di noi viene giudicato per ciò che fa, per le azioni che compie, e non per le idee che professa o per l’associazione alla quale decide liberamente di iscriversi”. “Ho sempre pensato – ha sottolineato la Chirico- che la Costituzione italiana sia bellissima, nella prima parte è un monumento alle libertà individuali”. Per esempio, l’articolo 18 quando sancisce ‘‘il diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati dalla legge penale’’.
Le espulsioni dei 5 Stelle sono contro la Costituzione
Il Movimento 5Stelle, che espelle un componente in quanto ‘massone’, discrimina una persona, calpesta i suoi diritti civili, si pone al di fuori del perimetro di un partito democratico, come è tracciato dall’art. 49 della nostra Costituzione. “Non so che cos’abbia fatto nella sua vita Di Maio, ma so che Cavour e Garibaldi hanno fatto l’Unità d’Italia, Crispi e Zanardelli hanno abolito la pena di morte con un secolo di anticipo rispetto a Francia, Gran Bretagna, Santa Sede…. E se ci sono persone che , nel dopolavoro- ha sottolineato la Chirico- non vanno in chiesa o in moschea, ma si recano in loggia e portano avanti, nel rispetto della legge, progetti ispirati ai valori della fratellanza e della libertà, io penso che abbiano il diritto di farlo e che non debbano essere discriminati in ragione del pregiudizio e del sospetto. Penso che nessuna commissione governativa o parlamentare dovrebbe violare la libertà associativa delle persone e il sacrosanto diritto alla riservatezza. Le liste degli iscritti a Magistratura democratica, per esempio, non riuscì a procurarsele neppure l’allora ministro Cesare Previti”.
Scheda
Paolo Mieli, giornalista e saggista, inizia la sua carriera nella redazione de l’Espresso. È stato direttore de la Stampa dal 1990 al 1992, e del Corriere della Sera dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009, quando è diventato Presidente di Rcs Libri Spa, incarico che ha ricoperto fino al 2016. Attualmente è editorialista del Corriere della Sera.Laureato in Storia con Renzo De Felice e Rosario Romeo ha tenuto per oltre dieci anni un seminario sulla “Storia dell’Italia Repubblicana” presso la facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università degli Studi di Milano. Tra i suoi volumi: Storia e Politica (Rizzoli 2001) – La goccia cinese (Rizzoli 2002) – Le storie, la storia. Dall’Atene di Alcibiade a oggi (Rizzoli 2004) – I Conti con la Storia (Rizzoli 2013) – L’Arma della Memoria (Rizzoli 2015) – In guerra col passato. Le falsificazioni della storia (Rizzoli 2016) – Il caos italiano. Alle radici del nostro dissesto (Rizzoli 2017).
Annalisa Chirico. Dottorato in Teoria politica alla LUISS Guido Carli, apprendistato pannelliano, ossessione garantista. Scrive di giustizia, politica e donne.“Siamo tutti puttane – Contro la dittatura del politicamente corretto” è il titolo del suo bestseller (Marsilio 2014). Ha scritto inoltre “Confessioni di un anticonformista”, autobiografia a 4 mani con Umberto Veronesi (Marsilio 2015), e “Fino a prova contraria – Tra gogna ed impunità. L’Italia della giustizia sommaria” (Marsilio 2017), un libro che indaga la trasformazione del nostro paese in una repubblica giudiziaria, dove giustizia e politica si intrecciano e si confondono, investendo inesorabilmente i diritti e le libertà dei cittadini. Sul suo profilo facebook si legge la seguente frase: “La mente è la mia chiesa, i tacchi il mio paracadute”. Presiede Fino a prova contraria – Until proven guilty, movimento per una giustizia giusta ed efficiente.
Umberto Cecchi, giornalista e scrittore,dal 30 novembre 1998 al 17 aprile 2002 ha diretto il quotidiano La Nazione del quale oggi è editorialista di punta. E’ autore di moltissimi saggi e romanzi, tra cui, Io che uccidevo le bambole, Fegato, ispirato alla vicenda del mostro di Firenze e Sulla via dorata per Samarcanda, per il quale è stato premiato con il fiorino d’oro nel 2005, nella sezione narrativa. Parlamentare di Fi durante la XII Legislatura (15 aprile 1994 – 8 maggio 1996). Ricopre la carica di consigliere nel Consiglio di Amministrazione del Maggio Musicale Fiorentino.
Terzo appuntamento il 22 marzo della rassegna itinerante ‘La Massoneria invita i liguri al cinema’ del Collegio Circoscrizionale ligure (Goi Liguria) del Grande Oriente d’Italia che questa volta sarà a Savona grazie all’organizzazione dell’Associazione culturale Felice Cornelli. Al Cinema Nuovofilmstudio (in piazza Rebagliati) sarà proiettato il film “Il mago di Oz” (The Wizard of Oz) del 1939 diretto da Victor Fleming, George Cukor, Mervyn LeRoy, Norman Taurog, King Vidor. Interpreti: Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger, Billie Burke, Amelia Batchelor, Bert Lahr. La proiezione avrà inizio alle 20 e 30.
Tratto dal celebre racconto di Frank Baum, il film narra la prodigiosa avventura della giovane Dorothy che finisce nel mondo di Oz per salvare il suo cane Totò. Nella ricerca del Mago che regna sul paese, la bimba trova la compagnia dello Spaventapasseri, dell’Uomo di latta e del Leone pauroso. Una sorta di viaggio di un’eroina che durante il percorso troverà amici e nemici, e dovrà affrontare prove e ostacoli per trovare finalmente la vera se stessa. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 3 Premi Oscar.
La rassegna cinematografica itinerante di Goi Liguria è una iniziativa che intende stimolare, spiega Giuseppe Ballauri, uno degli ideatori, “il libero pensiero alla ricerca della verità ontologica e trascendente senza pregiudizi e preconcetti”. L’ingresso per l’intero ciclo cinematografico è libero e gratuito e ogni proiezione è preceduta da una breve introduzione. Alla fine del film è previsto un dibattito aperto a tutti.
Emanuele Montagna interpreta Giordano Bruno nel 2015
Emanuele Montagna ancora una volta ospite della Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia. Dopo il recital, nella scorsa edizione, su Enzo Tortora e la sua tragica vicenda giudiziaria e di vita, Montagna propone quest’anno la storia di un altro martire della libertà, Giordano Bruno arso vivo dall’Inquisizione il 17 febbraio del 1600 nella piazza romana di Campo de’ Fiori. Bruno, filosofo e frate domenicano, non abiurò per rivendicare il diritto alla libera ricerca filosofica di fronte alle asserzioni dogmatiche e alla negazione della ragione ed è per questo che viene ricordato ancora oggi come il ‘martire del libero pensiero’.
Emanuele Montagna interpreta “Giordano Bruno” nell’ambito della Gran Loggia “Liberi di Conoscere” il 6 aprile al Palacongressi di Rimini nel tempio appositamente allestito per i lavori interni del Grande Oriente d’Italia e che sarà aperto a tutti alle ore 18. L’ingresso è libero e gratuito
Sarà un monologo, quello di Emanuele Montagna su Giordano Bruno, estrapolato da uno spettacolo storico del Gruppo Teatro Colli di Bologna. Venti minuti divisi in tre parti. Nella prima parte il Nolano parla di Filosofia scomoda. Secondo Montagna, il filosofo, nel momento in cui acquisisce sapienza, acquisisce contemporaneamente dolore. La conoscenza, ostacolata dalla Chiesa, in definitiva, va di pari passo con la frustrazione dell’intellettuale cui viene negata la libertà di pensiero. Nella seconda parte Bruno cerca di creare una stretta connessione fra il Cosmo e l’Uomo perché, secondo lui, una nuova concezione del Cosmo dovrebbe portare a una nuova concezione dell’Uomo. Nella terza ed ultima brevissima parte, il ‘martire del libero pensiero’, rivolgendosi ai Fratelli Massoni, affronta l’attualità dell’Italia contemporanea, nella quale la Massoneria deve difendersi dalla violenza mediatica di politici ignoranti ed oscurantisti”.
Attore, regista e docente universitario, Emanuele Montagna è il fondatore e direttore artistico della Scuola di Teatro Colli in Bologna, una fra le più interessanti realtà private della didattica teatrale italiana dal 1980. Come regista, alla guida del Gruppo Teatro Colli, ha curato circa cento allestimenti teatrali sui palcoscenici nazionali. E’ docente di Tecniche di Comunicazione della Persuasione presso l’Unione Camere Penali Italiane. Nel 2003 riceve il Premio Internazionale Rodolfo Valentino per la Comunicazione. Nel 2008 vince il Premio dell’Avvocatura Veneziana Carlo Goldoni per lo spettacolo “E lo difendono pure…” da lui scritto, diretto ed interpretato con il pubblico.
Le pubblicazioni comparse in occasione dei 300 anni della Massoneria moderna, celebrati lo scorso anno, sono numerose e sono state realizzate in gran parte da istituzioni massoniche nazionali, tra le quali il Grande Oriente d’Italia. Saranno illustrate in apertura della Gran Loggia “Liberi di Conoscere”, in programma dal 6 all’8 aprile, nell’incontro “Gli studi massonici in occasione del 300esimo anniversario della fondazione dell’Ordine. Contributi internazionali” organizzato dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente e al quale porteranno contributi il filosofo Gian Mario Cazzaniga, già professore ordinario di Filosofia Morale all’Università di Pisa e Thierry Zarcone, direttore di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi e l’Ecole Pratique des Hautes Etudes dell’Università Sorbonne. L’appuntamento è nella Sala del Castello Uno alle ore 10,30 con ingresso libero.
Il testo inglese (Reflections on 300 Years of Freemasonry, ed. by J. S. Wade, London, Lewis Masonic, 2017) è invece ricco di storie nazionali in ambito anglofono, anche coloniali afroasiatiche, e contiene un saggio che mette in discussione la data di nascita della Libera Muratoria moderna, che sarebbe il 1721 e non il 1717 come da tutti riconosciuto.
La Gran Loggia Nazionale Francese, nella sua pubblicazione (Trois cent ans de Franc-maçonnerie, Paris, Dervy, 2017) ha curato più di tutti le influenze di filoni esoterici e la pluralità dei riti, mentre quello edito da Dervy (La fabrique de la Franc-maçonnerie française. Histoire, sociabilité et rituels, 1725-1750, sous la direction de Thierry Zarcone, avec la collaboration de Jean-Marie Mercier, Paris, Dervy, 2017), frutto della partecipazione di studiosi di Comunioni diverse, è il più ricco sulla storia della Massoneria settecentesca.
In ambito ispanofono abbiamo sia un numero speciale di Rehmlac. Revista de Estudios Históricos de la Masonería Latinoamericana y Caribeña, vol. 9 n. 2 (dic. 2017-avr. 2018) sia una storia in cinque volumi, coordinati da José Ferrer Benimeli (300 años: masonerías y masones, 1717-2017, Ciudad de México, Palabra de Clío, 2017.) che trattano delle Massonerie latinoamericane e delle influenze europee avute nel XIX secolo e di cui sono già usciti i primi tre tomi: Migraciones (I); Silencios (II); Artes (III).
A queste produzioni, che offrono una buona sintesi della storiografia massonica attuale, si affiancano due cataloghi di esposizioni, uno francese e l’altro austriaco, che illustrano storie collettanee della massoneria con eccellenti apparati iconografici. Si tratta di La Franc-maçonnerie (Paris, Bibliothèque Nationale de France, 12 Avril-24 Juillet 2016, 2017) e 300 Jahre Freimaurer. Das wahre Geheimnis (Wien, Nationalösterreichische Bibliothek, Ausstel-lungskatalog 23 Juni 2017–7 Jänner 2018, 2017).
I relatori dell’incontro
Gian Mario Cazzaniga è studioso di illuminismo e filosofia classica tedesca, già professore ordinario di Filosofia Morale all’Università di Pisa, dove è stato insignito dell’Ordine del Cherubino. Organizzatore di dodici convegni internazionali, visiting professor in una ventina di università straniere. Tra le sue opere: La religione dei moderni (1999), la direzione per la Storia d’Italia Einaudi di due Annali: Massoneria (2006) ed Esoterismo(2010), Per una storia della carboneria dopo l’unità d’Italia, 1861-1975 (2014), Carbonari del XX secolo fra rituali adelfici e intransigenza repubblicana (2015), La catena di unione. Contributi per una storia della massoneria(2016). Thierry Zarcone è direttore di ricerca presso il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi e l’Ecole Pratique des Hautes Etudes dell’Università Sorbonne. I suoi studi si concentrano principalmente sul mondo islamico e sui suoi rapporti con la massoneria e con il sufismo nell’Impero Ottomano, in Turchia e in Asia Centrale. Tra le sue pubblicazioni: Secret et sociètés secrètes en Islam. Turquie, Iran et Asie centrale, XIXe-XXe siècles. Franc-Maçonnerie, Carboneria et Confréries soufie (2002) e la direzione, con la collaborazione di Jean-Marie Mercier, dello studio La fabrique de la Franc-maçonnerie française. Histoire, sociabilité et rituels, 1725-1750 (2017).
In nome di un’antica sapienza che riconosce nella forma un movimento, un romanzo di formazione è tale solo in nome di un continuo divenire che ha la fine inclusa nella propria essenza. Il protagonista di questo bel libro di Sonia Malvica (in uscita per Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno), esortato a proseguire da una volontà che non sa del tutto identificare ma sente, in qualche modo, essere anche la sua, intraprende un viaggio fatto di incontri necessari, sotto l’attento sguardo di ciò che ogni cosa permette. E se un viaggio non è tale senza una meta, l’epilogo è concepibile ma, per essere afferrato, esige il coraggio di andare avanti, senza ingannarsi. Partecipando a qualcosa di più grande dell’individualismo.
Ma può esistere e in che senso una 'chiesa interiore', una religione che davvero 'unica', 'leghi' tutti i suoi aderenti? Qualcosa, cioè, di autenticamente universale, a cui allude una Rivelazione storica? Le istituzioni storiche possono incarnare e con quali limiti questa 'chiesa interiore'? Non sono domande nuove nella storia della filosofia. Già ne La Religione nei limiti della sola ragione, distingueva la Religione Universale, il Cristianesimo, dalle 'fedi storiche' che tentano di esprimerla. La chiarezza non è solo teoretica, perché in nome di 'verità rivelate' in senso esclusivo e di copyright in maniera di sacro da sempre ci si è ammazzati, ci sono sempre state esperienze più vere di altre, rivelazioni più compiute di altre e così via. Ma allora che requisiti deve avere un'esperienza autentica e 'interiore'? Ha risposto Ivan V. Lopukhin in questo libro, proposto in lingua italiana da Mauro Cascio per Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno e nelle prossime settimane presente nel suo catalogo, un volume che tanta fortuna ha avuto in ambienti 'martinisti' a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento e la cui lettura oggi ci torna utile non solo e non tanto per aver chiaro il 'Martinismo delle Origini', cioè quell'esperienza durata pochi anni attorno all'Ordine degli Eletti Cohen di Martinez de Pasqually, ma anche per studiare il rapporto tra Massoneria e Cristianesimo (con Saint-Martin, Willermoz, e soprattutto de Maistre) e un afflato iniziatico che tutte le esperienze empiriche vuole superare per arrivare all'unica cosa che conta davvero.
Grande successo a Roma, a Villa Sciarra, per la presentazione del libro «Goethe Massone» di Marino Freschi. La Massoneria è una categoria dello spirito. Una ricerca di senso, arricchita nel suo Dna, dalla tradizione alchemica e cabalistica. Una società iniziatica, per dirla in modo compiuto e preciso, che ha incantato e formato la crema del pensiero europeo, da Goethe fino a Rudolf Steiner (che proprio a Goethe fino all'ultimo sarà debitore). Marino Freschi, docente universitario, saggista per Liguori e Laterza ha proposto questa sua nuova fatica, pubblicata da Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno, assieme a GianMario Cazzaniga (Università di Pisa), al germanista Gianluca Paolucci (Istituto Italiano di Studi Germanici). Ha cordinato Roberta Ascarelli (ordinario di Letteratura tedesca all’Università di Arezzo).
«La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma piuttosto, come legna, di una scintilla che l'accenda e vi infonda l'impulso della ricerca e un amore ardente per la verità».
Plutarco di Cheronea, “L'arte di ascoltare”, 80/90 d.C.
Rassegna cinematografica organizzata dai fratelli anche a Firenze, dove dal 6 febbraio al cinema Alfieri di Via dell’Ulivo 6 alle ore 21 prenderà il via, su iniziativa del Collegio della Toscana e dal Consiglio dei Maestri Venerabili di Firenze, la rassegna “Fratelli Lumière” tra esoterismo e magia .
Dopo una serata a teatro con degli amici una coppia dell’alta borghesia messicana organizza una cena.A tarda notte, quando è ormai ora di accomiatarsi, tutte le persone presenti nel salone si accorgono di non poter uscire dalla stanza, bloccate da un’inespicabile forza estranea. Allo stesso modo i soccorsi, all’esterno, non riescono ad entrare nonostante non manchino idee e iniziative da parte di tutti i presenti…
“Lei puzza di iena! Che cosa? Dico che lei puzza di iena, signora!”
Martedì 13 Febbraio 2018
Melancholia 2011
Lars Von Trier
Justine arriva con il neomarito alla festa delle nozze che il cognato e la sorella Claire le hanno organizzato con un ritmato protocollo. Justine sorride molto ma dentro di sé prova un disagio profondo che la spingerà ad allontanarsi in più occasioni dai festeggiamenti provocando lo sconcerto di molti, marito compreso. Non si tratta però solo di un malessere esistenziale privato. Una grave minaccia incombe sulla Terra: il pianeta Melancholia si sta avvicinando e, benché il mondo scientifico inviti all’ottimismo, il rischio di collisione e di distruzione totale del globo terrestre è più che mai realistico. Tempo dopo, con Melancholia sempre più vicino, sarà Claire a invitare a casa sua la sorella.
“La vita sulla terra è cattiva”
Martedì 25 Febbraio 2018
L’inquilino del terzo piano (The tenant) 1976
Roman Polanski
Trelkovski, modesto impiegato di origini polacche, prende possesso a Parigi di un appartamento la cui inquilina precedente, Simon Chule, si è uccisa buttandosi dalla finestra. O, sarebbe meglio dire, è l’appartamento stesso a prendere possesso dell’uomo. Circondato da inquietanti e grotteschi vicini, Trelkovski scopre nell’appartamento orribili tracce dell’ex-inquilina e finisce progressivamente in un tunnel di follia che lo conduce ad un totale sdoppiamento di personalità.
“Dimmi in quale preciso momento un individuo smette di essere quello che crede di essere? “
Martedì 13 Marzo 2018
L’ultima tentazione di Cristo (The last temptation of Christ)1988 Martin Scorsese.
Gesù falegname fabbrica croci per i Romani. Rimproverato da Giuda, inizia la predicazione; poi, perché il suo destino si compia, chiede a Giuda di tradirlo e, sulla croce, ultima tentazione, sogna la vita che avrebbe fatto sposando la Maddalena.
“Vuoi sapere chi è il mio Dio? La paura!”
Martedì 20 Marzo 2018
I diavoli (The devils) 1971
Ken Russell
La fama di Grandier, frate corrotto e libertino nella cittadina di Loudun, eccita la curiosità della superiora delle suore che gli propone di stabilirsi nel suo convento come padre spirituale. Il rifiuto di Grandier scatena la rabbia feroce della badessa che si abbandona alle più frenetiche follie, imitata dalle consorelle. Alcuni avversari del frate strumentalizzano l’isteria collettiva delle suore e si liberano di lui accusandolo d’esser il responsabile del satanico avvenimento.
“Ciò che si trova nel deserto di una vita frustrata dà speranza e con la speranza viene l’amore e con l’amore viene l’odio”
Il 22 gennaio all’Istituto Italiano di Studi Germanici a Villa Sciarra, a Roma, si presenterà di libro di Marino Freschi «Goethe Massone» (Tipheret - Gruppo editoriale Bonanno) con il filosofo GianMario Cazzaniga (Università di Pisa) e il germanista Gianluca Paolucci (Istituto Italiano di Studi Germanici). Coordina Roberta Ascarelli (ordinario di Letteratura tedesca all’Università di Arezzo).
Ad un poeta che cerca Dio, come Dante, non poteva sfuggire il senso segreto delle cose, riposto in quella ‘Magia Naturale’, così detta da Alberto Magno, che era a quel tempo l’arte della trasmutazione, intesa dai più come l’Arte di trasmutare i metalli, e dagli Adepti come la Scienza della Umana e Spirituale Trasmutazione. L’argomento del lavoro riguarda, particolarmente, lo studio approfondito e in chiave alchemica dell’opera “magna” di Dante e, precisamente la Commedia. Per alcuni questa trattazione potrà sembrare una forzatura, nel senso che bisogna a tutti i costi trovare qualcosa che ci riporta all’ermetismo filosofico ma le coincidenze trovate nella lettura di questa opera immensa ha spinto a scrivere alcune considerazioni. Ciò non è solo frutto solo degli studi dell’autore, ma è il voler seguire il pensiero di personaggi come Trusso, Contro, Angelini e altri che ebbero il merito di aprire nuove vie per una giusta e proficua comprensione della Commedia. «Gnosi e Alchimia nella Divina Commedia» è l'ultimo lavoro di Rosario Marcello Puglisi, con la prefazione di Tiziano Busca, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei LLMM del Rito di York...
Allieva di Elemire Zolla e di Marisa Bulgheroni, pioniera degli studi in Italia su Thomas Pynchon, Paul Bowles, gli scrittori Native-American; specialista di letteratura post-moderna, di cultura italo-americana, dei rapporti tra gli Stati Uniti e il Mediterraneo; visiting professor a Berlino, Toronto, New York, San Diego, Austin; direttore del Dottorato di Studi Inglesi e Anglo-americani da lei istituito presso l'Università di Catania (1997-2010); socia dell'International Society for Contemporary Literature and Theatre di Bruges, dell'European Association for American Studies (EAAS) e dell'Associazione Italiana di Studi Nordamericani (AISNA), di cui è stata co-fondatrice, Maria Vittoria D'Amico è figura di prima grandezza nel panorama degli studi anglo-americani in Italia. Il presente Festschrift raccoglie i contributi di quanti, fra le due sponde dell'oceano, hanno avuto il piacere e l'onore di conoscerne e apprezzarne le qualità di maestra, collega e amica che al rigore della ricerca ha sempre saputo coniugare profonda umanità e coinvolgente passione. A cura di Salvatore Marano, il volume è in uscita per Bonanno editore.
« Un sistema è una casa che, subito dopo costruita e adornata, ha bisogno (soggetta com'è all'azione corroditrice degli elementi) di un lavorio, più o meno energico ma assiduo, di manutenzione, e che a un certo punto non giova più restaurare e puntellare, e bisogna gettare a terra e ricostruire dalle fondamenta. Ma con siffatta differenza capitale: che, nell'opera del pensiero, la casa perpetuamente nuova è sostenuta perpetuamente dall'antica, la quale, quasi per opera magica, perdura in essa. Come si sa, gl'ignari di codesta magia, gli intelletti superficiali o ingenui, se ne spaventano; tanto che uno dei loro noiosi ritornelli contro la filosofia è che essa disfaccia di continuo l'opera sua, e che un filosofo contraddica l'altro: come se l'uomo non facesse e disfacesse e rifacesse sempre le sue case, e l'architetto seguente non fosse il contraddittore dell'architetto precedente; e come se da questo fare da e disfare e rifare delle case, e da questo contraddirsi degli architetti, si potesse trarre la conclusione, che è inutile costruire case! »
La vita tra le stelle, tra nuove scoperte e interrogativi: se ne è parlato il 13 gennaio a Trieste.
Il mistero della vita anima il confronto intellettuale e filosofico sin dagli albori dell’umanità. Le più recenti scoperte aprono, tuttavia, la strada a nuove suggestive ipotesi. La dimostrata presenza di forme di vita negli abissi oceanici e la sempre più diffusa idea che organismi extraterrestri possano realmente esistere, non rappresentano solo elementi di novità di carattere puramente scientifico, ma forniscono linfa a interrogativi sul nostro ruolo nell’Universo. Il Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Friuli Venezia Giulia ha dunque deciso di partire da queste stimolanti premesse per promuovere un confronto tra relatori qualificati al fine di tratteggiare gli orizzonti di un mutamento degli equilibri su cui si è retta la nostra nozione della vita e del mondo. L’iniziativa, che si è svolta sabato 13 gennaio 2018, alle ore 16, nella Sala Saturnia della Stazione Marittima di Trieste, rientra nel percorso inteso a rilanciare la funzione della Libera Muratoria quale soggetto capace di chiarire dubbi e sollevare interrogativi sulla funzione dell’Uomo nel disegno dell’Essere. A moderare Francesco Zucconi. Sono intervenuti Massimo Ramella, astronomo presso l’Osservatorio di Trieste, Paola Del Negro, ricercatrice presso l’Istituto Nazionale Oceanografico e di geofisica sperimentale, e Corrado Ocone, filosofo e saggista. Il Gran Maestro Stefano Bisi ha concluso il convegno.
Il servizio del Tg3 Rai Friuli Venezia Giulia andato in onda il 13 gennaio alle 19:30
Nell’ambito del programma di iniziative mensili curato dalla Commissione Attività Culturali del Collegio Circoscrizionale del Piemonte e Valle d’Aosta del Grande Oriente d’Italia, sabato 20 gennaio, alle ore 17, presso la Casa Massonica di Torino (Piazza Vittorio Veneto 19) si svolgerà l’incontro pubblico “Oltre le colonne d’Ercole. Animati dallo spirito di avventura per andare al di là dei nostri limiti”. Sarà presente il Gran Maestro Stefano Bisi.
Perché il desiderio di esplorare nuovi territori, sia materiali sia spirituali, ha spinto da sempre uomini e donne a spingersi oltre le comodità e le convinzioni? È questo l’interrogativo che ha animato gli organizzatori nel dare il tema a questo nuovo evento culturale della circoscrizione che, attraverso il racconto della vita di Giacomo Costantino Beltrami, esploratore, massone, vissuto nell’Ottocento, tenterà di comprendere le ragioni che accomunano ancora oggi massoni e non massoni nel loro cammino di ricerca e nella loro avventura umana. Affronteranno l’argomento Luigi Grassia, giornalista del quotidiano “La Stampa” – dove si occupa di affari esteri, economia, scienze e cultura – e autore del libro “Balla coi Sioux. Beltrami, un italiano alle sorgenti del Mississipi” edito da Mimesis, e Lino Sacchi, già ordinario di Geologia all’Università di Torino è autore di diversi testi a carattere massonico tra i quali “Massoneria per principianti” pubblicato da Edizioni L’Età dell’Acquario.
L’ingresso al convegno è libero fino a esaurimento posti. Info e prenotazioni: eventiculturali@goioiemonte-aosta.it
Chi era Giacomo Costantino Beltrami? Introduzione di Luigi Grassia al suo libro “Balla coi Sioux“
Chi ha scritto il primo dizionario della lingua sioux? Non un americano ma un italiano, che si chiamava Giacomo Costantino Beltrami. E chi ha scoperto la sorgente del Mississippi più lontana dalla foce, andando da solo alla ventura in mezzo ai Sioux e ai Chippewa, vestito di pelli d’animale? Di nuovo quell’italiano, Beltrami. E chi ha raccolto la prima collezione di oggetti sacri, pipe, canoe e abiti delle tribù pellerossa, in un periodo storico (l’inizio dell’Ottocento) in cui nessuno in America lo faceva, perché ai nativi si sparava e basta? Sempre Beltrami. Che oggi negli Stati Uniti è conosciuto molto più che in Italia, come esploratore, studioso delle lingue sioux e azteca e pioniere della multiculturalità, in anticipo di varie generazioni sui suoi tempi. Uno spirito universale che nel momento in cui culmina la sua avventura, cioè quando scopre le sorgenti del “Padre dei Fiumi”, scioglie un inno al Grande Architetto dell’Universo. Nel nostro XXI secolo il «Sioux Vocabulary 1823» di Beltrami è pubblicato in America dalla più autorevole casa editrice di testi sioux. E le collezioni di oggetti nativi di Beltrami suscitano tanto interesse che lo Smithsonian Institution di Washington ha chiesto (invano) di comprarsele e riportarle oltreoceano. Oggi quei reperti fanno bella mostra di sé presso il museo Caffi di Bergamo e il palazzo Luchetti Gentiloni di Filottrano (Ancona). Molti oggetti della collezione sono stati prestati nel 1987 al Glenbow Museum di Calgary, in Canada, per una grande esposizione internazionale di arte amerinda. E vale la pena di raccontare che cosa è successo quando una delegazione di stregoni sioux è arrivata a Bergamo apposta per ispezionare quel tesoro. Gli sciamani erano sempre più entusiasti, mentre giravano fra le teche del museo Caffi. Si sono emozionati soprattutto davanti a un pezzo senza eguali, un tamburo-da-medicina come non se ne conservano in America, per i motivi detti sopra. Ma gli stregoni sono rimasti interdetti nel trovare i calumet, cioè le pipe sacre, esposti in maniera sbagliata. Il personale del museo non poteva neanche immaginarsi il problema: i cannelli erano attaccati ai rispettivi fornelli, mentre il rituale prevede che le due componenti vengano innestate solo al momento di fumare. Una cosa che avrebbe scandalizzato il famoso sciamano Alce Nero del famosissimo libro “La sacra pipa”. Da allora, al Museo Caffi i cannelli e i fornelli sono esposti nelle loro teche vicini gli uni agli altri, ma rigorosamente staccati, nel pieno rispetto del rituale. È il trionfo di multiculturalità. Beltrami si considerava antropologo, linguista e promotore di ideali di fratellanza universale, anche in quanto espressione dello spirito massonico in cui si riconosceva; e soprattutto vedeva se stesso come esploratore: è stato questo il cuore della sua azione e della sua apertura multiculturale al mondo. Esploratore in senso lato, ricercatore spirituale, ma anche esploratore del mondo fisico. Vestito un po’ da “Ultimo dei Mohicani” come nel romanzo di James Fenimore Cooper, Beltrami raggiunge il 31 agosto 1823 le sorgenti sconosciute all’estremo nord della valle del Mississippi, facendosi rispettare lungo la strada dalle tribù native (senza mai uccidere nessuno) come grande guerriero e anche un po’ come stregone. Nel nostro XXI secolo quella sorgente, il Lake Julia, porta ancora il nome che Beltrami gli ha dato in onore della donna amata. E nel Minnesota ci sono pure una cittadina che si chiama Beltrami, e una Contea Beltrami. Proprio quel Beltrami lì. Non bisogna farsi ingannare dalle apparenze: sotto la scorza rude e i vestiti di pelle a frange da pellerossa, Giacomo Costantino Beltrami nascondeva una personalità raffinata. Era un gentiluomo, già soldato di Napoleone, patriota, giudice, scrittore e alla fine viaggiatore un po’ per gusto e un po’ per forza. L’Italia post-napoleonica era divisa in tanti staterelli reazionari e Beltrami non poteva più vivere nella sua natia Bergamo, ormai occupata dagli austriaci, e neppure nelle Marche, dove aveva comprato una bella proprietà ma la polizia del papa lo vessava in quanto libero pensatore, simpatizzante carbonaro e massone. Per questo Beltrami se ne andò esule per il mondo. Un esule capace di dominare gli eventi, però. Da segnalare che il presidente degli Stati Uniti, James Monroe (fra parentesi, un fratello massone), ricevette Beltrami alla Casa Bianca in visita privata. E che i corrispondenti epistolari di Beltrami erano del calibro di Jefferson, La Fayette, Chateaubriand, Constant. Alcune lettere inedite sono state trovate da me in archivi poco esplorati, al pari di un diploma massonico con il suo nome. Ma questo è il contorno: il piatto forte è la grande avventura di Beltrami fra i pellerossa in stile “Balla coi lupi” (il film), o meglio “Balla coi Sioux”, come un Kevin Costner italiano. Però un Kevin Costner vero. (Luigi Grassia)
Appuntamento lunedì 22 gennaio 2018 dalle ore 18 alle 19.30 presso Villa Sciarra (Via Calandrelli, 25) per la presentazione del volume Goethe massone di Marino Freschi
Goethe aderì, nel 1780, alla Loggia Anna Amalia delle tre rose. Nel 1781 divenne “compagno” e nel 1782 “maestro”. Ma poi successe qualcosa d’imprevisto: le lotte interne nella massoneria tedesca si ripercossero anche nella loggia di Weimar che “entrò in sonno”, chiuse i battenti per una ventina di anni. Goethe continuò a interessarsi della attività massonica: nel dicembre 1782 fu iniziato agli “alti gradi”, mistici e spiritualistici, e nel febbraio 1783 aderì alla “concorrenza” entrando nell’ordine degli Illuminati, radicali e laici. Se ne parlerà nel corso della presentazione organizzata dall’Istituto Italiano di Studi Germanici del volume Goethe Massone di Marino Freschi (Tipheret). La più autentica elaborazione della concezione massonica la dobbiamo cercare nelle sue opere: alcune specificamente massoniche, come “I segreti”, “Il Flauto Magico” (continuazione dell’opera mozartiana), il dramma “Il gran cofto”, nonché in varie liriche, ma soprattutto nel romanzo “Wilhelm Meister” – il vero monumento settecentesco alla massoneria – e nel “Faust”, l’estremo poema universale incentrato sulla magia e sul suo superamento spirituale, un tema appassionatamente dibattuto tra Illuminati e illuminés, che non ha perso la sua attualità.
Interverranno con l’autore Gianmario Cazzaniga e Gianluca Paolucci. Coordina Roberta Ascarelli
Franco Cuomo : Intellettuale, letterato e storico templare: è il tema del convegno che si svolgerà sabato 27 gennaio (ore 10,00), a Casa Nathan (Piazzale delle Medaglie d’Oro, 44, Roma), a cura dell’accademia Templare e del Collegio circoscrizionale Lazio del Grande Oriente d’Italia.L’incontro sarà presieduto e moderato da Carlo Ricotti, presidente del Collegio Lazio.Parleranno Alberto Cuomo, su “Il Maestro del sogno”, Bernardino Fioravanti su “Franco Cuomo: tra Templari e Templarismo”, Filippo Grammauta su “Gunther d’Amalfi: Cavaliere templare. Un romanzo storico”, Sergio Masini su “Il pensiero e le opere di Franco Cuomo”, Valter Guandalini su “Franco Cuomo, Fratello Scozzese”. Il convegno sarà aperto a tutti. Franco Cuomo, giornalista e scrittore, nato a Napoli il 22 aprile 1938 e scomparso a Roma il 23 luglio 2007, è autore di opere teatrali e romanzi di grande successo, da Gunther d’Amalfi, appena ripubblicato da Tipheret a Il Codice Macbeth, entrambi finalisti al Premio Strega, a I semidei, I sotterranei del cielo, che racconta la storia di San Galgano, Il tatuaggio, Carlo Magno, Il Signore degli Specchi, Anime perdute e l’ultimo, Il tradimento del Templare, pubblicato postumo nel 2008. Numerosi anche i saggi, tra i quali L’Elogio del Libertino, Santa Rita degli Impossibili, Le Grandi Profezie, I Dieci, libro in cui Franco Cuomo affronta l’oscuro mistero che si cela dietro l’intoccabilità degli scienziati che firmarono il Manifesto della Razza del 1938 e che in occasione degli 80 anni delle razziali è stato ripubblicato da Bonanno.E ancora, Il Maestro del Sogno, uscito nel 2012, che raccoglie i suoi scritti iniziatici ed esoterici, e La Cavalleria, opere entrambe pubblicate da Tipheret. Allo scrittore e giornalista e libero muratore è intitolato anche il Franco Cuomo International Award, un premio internazionale di prestigio.