Blog Ufficiale della Loggia Heredom 1224 di Cagliari, Emulation Lodge all'Obbedienza della Libera Muratoria Universale - Grande Oriente d'Italia - Palazzo Giustiniani
Niccolò Scatoli è il bersagliere che il 20 settembre 1870 suonò la carica della breccia di Porta Pia, data che segna il culmine dell’epopea risorgimentale con Roma che diventa finalmente italiana.
Il Grande Oriente d’Italia, che ogni anno celebra questa storica ricorrenza nel segno dei valori di quell’epoca e dei suoi protagonisti, gli renderà omaggio con due eventi che si terranno il 18 settembre: alle ore 10 una delegazione del Goi, guidata dal Gran Maestro Stefano Bisi, si recherà al Cimitero di Anzio per gli onori al bersagliere, al quale nel pomeriggio alle 18,30 verrà dedicato poi un convegno dal titolo “Niccolò Scatoli, eroe e spirito di un’epoca”.
Scatoli era un giovane di Chiusdino (Siena), dove era nato nel novembre 1845, che spinto da grandi ideali e forti passioni non esità a mettere a rischio, come tantissimi altri ragazzi in quegli anni , la propria vita per realizzare il sogno di una Italia libera e unita. Nel 1864 era riuscito ad arruolarsi nel corpo dei Bersaglieri, dove poi era stato promosso caporale di tromba del 34mo Battaglione.
Nel 1866 aveva combattuto a Custoza e nel 1870 si era ritrovato a partecipare all’impresa di Roma e a incitare con la tromba dagli spalti di Porta Pia i compagni all’assalto decisivo. Le cronache dell’epoca raccontano che nonostante fosse ferito gravemente alla gamba sinistra, che poi gli verrà amputata, proseguì il combattimento, tentando addirittura di salvare la vita a un suo superiore.
Scatoli morì nel 1935. E’ lui uno dei due trombettieri ritratti da Michele Cammarano nel celebre dipinto dedicato all’ingresso dei bersaglieri a Roma. Una targa lo ricorda al Gianicolo, dove gli è stato intitolato un Belvedere.
La vicenda esaltante della Repubblica Romana del 1849 rivivrà al Vascello per celebrare il 147esimo anniversario del XX Settembre 1870. Lo farà al Vascello il 17 settembre – alle ore 20,30 – in uno spettacolo teatrale liberamente tratto da uno scritto di Sandro Giacchetti con la regia di Andrea D’Emilio. L’evento si svolge nell’ambito del fitto programma di festeggiamenti organizzati a Roma dal Grande Oriente d’Italia per ricordare, dal 16 al 20 settembre, la storica data della Breccia di Porta Pia e inaugurare la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva.
Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli, Carlo Armellini, Aurelio Saffi, Cesare Pascarella saranno in scena, protagonisti di quella impresa, esempio di democrazia e libertà, che ancora ha da insegnare. Pensiamo alla modernità della Costituzione della Repubblica Roma che più tardi ispirò i legislatori della Costituente. La Repubblica voluta da Mazzini visse solo cinque mesi ma in così poco tempo fece di Roma il banco di prova delle libertà democratiche più avanzate che fecero ingresso in Europa solo un secolo dopo. Raccontare quelle vicende e farle rivivere al Vascello – che fu avamposto garibaldino e triste teatro dell’epilogo – non sarà una semplice rievocazione storica. Il Grande Oriente d’Italia vuole in più offrire l’occasione di condividere lo spirito di quell’epoca romantica, fatta di passione, coraggio e alti principi, per riscoprire le radici del paese e ritrovare una componente fondamentale della sua cultura. Senza retorica, sarà un modo di rendere omaggio a uomini e idee a cui gli italiani devono molto.
Armanino: Attacco del 30 aprile 1849 (Museo Centrale del Risorgimento, Roma)
Cosa fu la Repubblica Romana del 1849? Per Sandro Giacchetti, che presenterà lo spettacolo,”fu l’acme nella risorgenza di un Popolo che s’alzò in piedi nell’anelito di diventare Nazione. Si potrebbe dire, usando allegorie massoniche, che nella Loggia ideale del Risorgimento, la Gloriosa Repubblica, è il quadro tracciato al centro del Tempio della Storia patria illuminato dalla Forza che non cede innanzi al Sacrificio che si compie, dalla Bellezza che fiorisce nell’Ideale che l’accarezza e dalla Sapienza che non si distrae sostenuta come è dalla Volontà che non vacilla”. “Quella Gloriosa Repubblica – ci dice ancora l’autore – che si è tentato con tutti i mezzi di far dimenticare e sulla quale conversero gli sguardi, le volontà e gli aneliti di Uomini Liberi fece paura allora e continua ad essere, per alcuni, scomoda ancor oggi perché quando gli Uomini Liberi, e quelli che Liberi vogliono essere, si alzano in piedi fanno paura a chi quella Libertà la trova sconveniente se non addirittura pericolosa e mettono a disagio chi quella Libertà, nella sua mediocre sciatteria di suddito, non la capisce”.
DIO E POPOLO
Regia: Andrea D’Emilio – Produttore esecutivo: Alberto De Venezia – Autore e voce maschile: Sandro Giacchetti
Prima voce maschile: Gianni Garko – Voci maschili: Giulio Neglia, Tiziano Mariani, Antonio Luigi Maccanio – Voci femminili: Maria Tonia, Marzia Medda, Francesca Casali – Cantante lirica: Diletta Di Rauso – Bersaglieri: Ermanno Righetti, Robero Mercoldi, Luca Cardia, Luca Sammuri.
Organizzazione generale: Gabriele Pacitto – Scenografia, luci e suoni: Francesco Triggiani – Fotografia: Valeria Scorza
La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica della Breccia di Porta Pia quando Roma divenne italiana. Quegli eventi costituiscono il culmine dell’epopea risorgimentale e sono anima del nostro paese. Nel 2017 il Grande Oriente rinnova lo spirito di quell’epoca e il valore dei suoi uomini esprimendo con il tradizionale Manifesto per il XX Settembre il continuo impegno dei liberi muratori. Un impegno che si è unito a quello di tanti uomini di buona volontà, non massoni, che oggi come ieri credono fermamente che il bene comune debba essere il motore per migliorarsi e migliorare. In nome della Libertà.
Manifesto XX Settembre 2017
Oltre. Per una nuova stagione dei diritti
L’Uomo, la Società, il mondo stanno avvitandosi verso situazioni e dinamiche che appaiono all’orizzonte della nostra quotidianità in tutta la loro negatività e con aspetti sempre più divisori e laceranti. Siamo entrati in un’epoca difficile già da molti anni e tutto intorno a noi appare più cupo e incerto. Le economie dividono, le politiche non riescono più a fare sintesi ed unire più possibile gli Stati che fanno prevalere gli interessi a scapito dei comuni valori e dei diritti che si assottigliano sempre più creando nuove e profonde diseguaglianze fra gli uomini. Persino il libero pensiero e la Massoneria nella nostra Patria sono minacciati da forze che vogliono fare pressione agitando vecchi fantasmi e pensano a leggi discriminatorie e di palese antidemocraticità.
In questo inquieto divenire servono uomini e atti che vadano oltre. Oltre, ecco la potente parola che può cambiare il nostro futuro e che noi liberi muratori che veniamo da una sublime storia nata 300 anni fa e che continua nel presente, dobbiamo costantemente pronunciare e difendere. Dobbiamo essere coraggiosi e forti. Dobbiamo andare oltre. Oltre le divisioni, oltre i conflitti, oltre le aberranti propagande che vogliono trasformare e trascinare l’uomo in nuovi egoismi e materialismi che non produrranno nulla di buono e scateneranno solo tensioni e odi razziali. Noi Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia siamo pronti ad andare oltre. Forti dei nostri principi e della nostra benefica opera per migliorare l’Umanità siamo già proiettati con slancio e con il cuore impavido a farlo. Oggi la vera Libertà è quella di sapere andare oltre. Per il bene di tutti.
“Oltre. Per una nuova stagione dei diritti” è il tema che costituisce il filo rosso delle manifestazioni organizzate per il XX Settembre di quest’anno al Vascello, e al quale è dedicato anche il dibattito che darà il via, sabato 16 settembre alle 10, alle cinque giornate di incontri ed eventi organizzati dal Grande Oriente d’Italia per il tradizionale appuntamento che coincide con l’Equinozio di Autunno e con l’anniversario della Breccia di Porta Pia e che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva. L’incontro, al quale interverranno esponenti del mondo della cultura e della comunicazione e le cui conclusioni come sempre saranno affidate al Gran Maestro Stefano Bisi, sarà l’occasione per riflettere e analizzare, da differenti prospettive, la realtà che ci circonda -segnata sempre più da una diffusa incertezza politica e sociale, da rigurgiti populisti, dall’approfondirsi dei divari economici- e il futuro che ci attende, e che ci impone non tanto di “andare avanti”, che è cosa inevitabile, quanto di avere la forza di “andare oltre” con coraggio. “Oltre” contro chi agita vecchi fantasmi, “oltre” nella difesa di diritti e libertà, anche acquisiti che appaiono sempre più di nuovo a rischio, “oltre” il cinico materialismo, “oltre” i conflitti che generano dolore e morte, “oltre” l’intolleranza, le tensioni e gli odi razziali, che mettono a repentaglio le grandi conquiste dell’umanità.
Consuete celebrazioni del Grande Oriente d’Italia a settembre per la ricorrenza dell’Equinozio di Autunno, che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva, e l’anniversario del XX Settembre 1870, data storica dell’Unità d’Italia, che con la Breccia di Porta Pia unì Roma al paese. Cinque le date dei festeggiamenti nazionali che si svolgeranno nella capitale dal 16 al 20 settembre a cura della Massoneria del Grande Oriente d’Italia.
Sabato 16 settembre
Giornata clou delle celebrazioni sarà sabato 16 settembre con mattina e sera dense di attività al Vascello (Via San Pancrazio 8, Roma), sede nazionale del Grande Oriente.
Alle ore 10 – e fino alle 12,30 circa – è previsto un dibattito con interventi di esponenti del mondo della cultura e della comunicazione. “Oltre. Per una nuova stagione dei diritti” è il titolo dell’incontro, che è poi il tema generale della manifestazione, le cui conclusioni sono affidate al Gran Maestro Stefano Bisi.
Dopo una pausa, i festeggiamenti riprendono nel primo pomeriggio per proseguire fino a sera inoltrata e la tradizionale allocuzione del Gran Maestro sarà il momento centrale di tutta la giornata. Il programma prevede:
ore 16 |“Insieme nel Giardino della Fratellanza”, incontro con il Gran Maestro e la Giunta
ore 17 |Concerto della Banda Nazionale Garibaldina di Poggio Mirteto
ore 18 |Dante Esoterico. Lectura Dantis… in concerto. Recital di Emanuele Montagna con musiche originali di Franco Eco
ore 19:30 | Allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi
I festeggiamenti del 16 settembre si chiuderanno con un buffet. Tutti gli eventi sono pubblici ma per intervenire nel pomeriggio è necessaria la registrazione. Gli iscritti al Grande Oriente d’Italia e gli altri ospiti potranno accreditarsi scrivendo, entro l’8 settembre, a: xxsettembre@grandeoriente.it.
Domenica 17 settembre
Ancora attività al Vascello. Due gli eventi interni: alle 9:30 la riunione del Consiglio dell’Ordine e alle 15 quella dei Presidenti dei Collegi Circoscrizionali. Gli eventi aperti a tutti avranno inizio nel tardo pomeriggio:
ore 18 | Concerto della Banda Nazionale Garibaldina di Poggio Mirteto
ore18:45 | Un sogno oltre lo sport. Presentazione dell’iniziativa di sostegno alla squadra di basket in carrozzina di Reggio Calabria
ore 19:30 | Consegna Premio Giacomo Treves. Saranno premiati i vincitori della XII edizione della rassegna biennale del Grande Oriente d’Italia che promuove studi specialistici sulla Massoneria ancora inediti. Il Premio è dedicato a Giacomo Treves, membro del “Comitato Segreto” dell’impresa dannunziana di Fiume le cui carte sono state donate al Grande Oriente dai figli Eugenia e Giorgio con la richiesta di istituire, a suo nome, borse di studio per ricerche sulla Libera Muratoria in Italia e all’estero. In questi anni il Premio ha valorizzato molte opere in varie discipline e nell’ultima edizione si è rivolto anche agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori. Giacomo Treves, massone, fu maestro venerabile della storica Loggia Ausonia di Torino e a Trieste, alla fine del primo conflitto mondiale, fondò la Loggia Guglielmo Oberdan.
ore 20:30| Dio e Popolo. Spettacolo teatrale sulla vicenda della Repubblica Romana liberamente tratto da uno scritto originale di Sandro Giacchetti. Regia di Stefano Alleva.
Michele Cammarano, La carica dei bersaglieri alle mura di Roma (1871, Napoli, Museo di Capodimonte)
Lunedì 18 Settembre
ore 10 Cimitero di Anzio | Onori al Bersagliere Niccolò Scatoli
ore 18 Il Vascello | Un eroe di oggi. Premiazione del giovane atleta Valerio Catoia
ore 18:30 Il Vascello | convegno “Niccolò Scatoli, eroe e spirito di un’epoca”. Il bersagliere Scatoli, la mattina del 20 settembre 1870 ha assistito allo sgretolarsi delle prime mura di Porta Pia, sotto il fuoco dell’artiglieria italiana. È lui uno dei due trombettieri ritratti da Michele Cammarano nel celebre dipinto che celebra l’ingresso dei bersaglieri a Roma.
Martedì 19 Settembre
ore 18 Il Vascello | Vascello Letterario. Rassegna culturale del Grande Oriente d’Italia che vede protagonisti i libri, con i loro autori, in una carrellata di titoli dai generi diversi. L’evento si svolge in collaborazione con il Servizio Biblioteca.
Edizione straordinaria di Paese Sera del 20 settembre 1870
Mercoledì 20 settembre
Sarà un altro giorno di celebrazioni che ricorderà l’ingresso dei bersaglieri a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia. La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica di quegli eventi che sono il culmine dell’epopea risorgimentale e anima dell’identità del nostro paese. Il Gran Maestro Stefano Bisi con una delegazione si troverà, come ogni anno, presso la targa che ricorda i fatti del 20 Settembre 1870 dove sarà deposta una corona d’alloro e lo stesso Gran Maestro terrà un breve discorso commemorativo. Una corona sarà collocata anche alla base del monumento a Giuseppe Garibaldi sul Monte Gianicolo. Tutti sono invitati a partecipare.
L’appuntamento è alle 15:30 al Gianicolo e alle 16:30 a Porta Pia
Porta Pia fu fatta erigere a Roma nel 1561 da Pio IV, presso l’antica Porta Nomentana, su disegno di Michelangelo. Il 20 settembre 1870 il tratto tra Porta Pia e Porta Salaria fu l’obiettivo dell’attacco principale delle truppe italiane, guidate dal generale Raffaele Cadorna, contro l’esercito papalino per l’occupazione di Roma. I primi colpi di artiglieria raggiunsero le mura alle 5,15. I pontifici alzarono la bandiera bianca alle 10,05, mentre i reparti più prossimi all’ampio varco, che nel frattempo era stato aperto, davano inizio all’ingresso degli Italiani a Roma. Il primo soldato a varcarlo fu il sottotenente Federico Cocito della 5ª batteria del 9° reggimento artiglieria pesante comandata dal Capitano Giacomo Segre. Tra i giornalisti al seguito degli artiglieri italiani c’era anche Edmondo De Amicis che immortalò con queste parole quello storico momento: “Porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine della Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di mucchi di terra; di materassi fumanti, di berretti di Zuavi, d’armi, di travi, di sassi. Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti”.
‘La presa di Roma’, realizzato nel 1905, è il primo film prodotto in Italia da una casa cinematografica. Il regista, Filoteo Alberini, maestro massone del Grande Oriente d’Italia, ha compreso che il cinema rappresenta uno strumento pedagogico formidabile per costruire un’identità nazionale fondata sui valori morali e civili del Risorgimento.
Breccia di Porta Pia in una foto d’epoca
Da quel giorno soleggiato di fine estate di 147 anni fa, in cui a tuonare erano stati i cannoni, la Breccia di Porta Pia è simbolo dell’Unità d’Italia. L’apertura di quelle mura consentì lo scambio di uomini e di idee e l’avvio del nostro paese alla modernità. Nel 1895 il XX Settembre diventò festa nazionale, poi revocata nel 1930 dopo la firma dei Patti Lateranensi. Di recente sono stati presentati disegni di legge per ripristinare la festività. Oggi, il dissidio che a lungo oppose Stato e Chiesa è stato superato con la conciliazione dei valori laici e cattolici in nome di un unico spirito nazionale che coniuga tutte le radici culturali del nostro paese. Nel 2010 il cardinale Tarcisio Bertone, che all’epoca era segretario di stato vaticano, ha partecipato per la prima volta alle celebrazioni del XX Settembre a Porta Pia insieme all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Consuete celebrazioni del Grande Oriente d’Italia a settembre per la ricorrenza dell’Equinozio di Autunno, che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva, e l’anniversario del XX Settembre 1870, data storica dell’Unità d’Italia, che con la Breccia di Porta Pia unì Roma al paese. Cinque le date dei festeggiamenti nazionali che si svolgeranno nella capitale: dal 16 al 20 settembre il Grande Oriente mette in campo una serie di iniziative per ricordare, riflettere ed elaborare il futuro. Maggiori dettagli saranno diffusi nelle prossime settimane.
Giornata clou delle celebrazioni sarà sabato 16 settembre con mattina e sera dense di attività al Vascello (Via San Pancrazio 8, Roma), sede nazionale del Grande Oriente. Alle 10,30 – fino alle ore 13 circa – è previsto un dibattito con interventi di esponenti del mondo della cultura e della comunicazione. Le conclusioni saranno del Gran Maestro Stefano Bisi. Dopo una pausa fino al primo pomeriggio, i festeggiamenti proseguiranno fino a serata inoltrata e la tradizionale allocuzione del Gran Maestro sarà il momento centrale della giornata.
I festeggiamenti del 16 settembre si chiuderanno con un buffet. L’accesso al Vascello sarà libero solo la mattina, mentre per il pomeriggio è necessaria la registrazione. Gli iscritti al Grande Oriente d’Italia e gli altri ospiti potranno accreditarsi scrivendo, entro l’8 settembre, a: xxsettembre@grandeoriente.it.
Mercoledì 20 settembre sarà un altro giorno di celebrazioni che ricorderà l’ingresso dei bersaglieri a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia. La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica di quegli eventi che sono il culmine dell’epopea risorgimentale e anima dell’identità del nostro paese. Il Gran Maestro Stefano Bisi con una delegazione si troverà, come ogni anno, presso la targa che ricorda i fatti del 20 Settembre 1870 dove sarà deposta una corona d’alloro e lo stesso Gran Maestro terrà un breve discorso commemorativo. Una corona sarà collocata anche alla base del monumento a Giuseppe Garibaldi sul Monte Gianicolo. Tutti sono invitati a partecipare.
Consuete celebrazioni del Grande Oriente d’Italia a settembre per la ricorrenza dell’Equinozio di Autunno, che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva, e l’anniversario del XX Settembre 1870, data storica dell’Unità d’Italia, che con la Breccia di Porta Pia unì Roma al paese. Cinque le date dei festeggiamenti nazionali che si svolgeranno nella capitale: dal 16 al 20 settembre il Grande Oriente mette in campo una serie di iniziative per ricordare, riflettere ed elaborare il futuro. Maggiori dettagli saranno diffusi nelle prossime settimane.
Sabato 16 e mercoledì 20 settembre
Il Vascello, vista del parco dall’alto
Giornata clou delle celebrazioni sarà sabato 16 settembre con mattina e sera dense di attività al Vascello (Via San Pancrazio 8, Roma), sede nazionale del Grande Oriente. Alle 10,30 – fino alle ore 13 circa – è previsto un dibattito con interventi di esponenti del mondo della cultura e della comunicazione. Le conclusioni saranno del Gran Maestro Stefano Bisi. Dopo una pausa fino al primo pomeriggio, i festeggiamenti proseguiranno fino a serata inoltrata e la tradizionale allocuzione del Gran Maestro sarà il momento centrale della giornata.
I festeggiamenti del 16 settembre si chiuderanno con unbuffet. L’accesso al Vascello sarà libero solo la mattina, mentre per il pomeriggio è necessaria la registrazione. Gli iscritti al Grande Oriente d’Italia e gli altri ospiti potranno accreditarsi scrivendo, entro l’8 settembre, a: xxsettembre@grandeoriente.it.
Mercoledì 20 settembre sarà un altro giorno di celebrazioni che ricorderà l’ingresso dei bersaglieri a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia. La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica di quegli eventi che sono il culmine dell’epopea risorgimentale e anima dell’identità del nostro paese. Il Gran Maestro Stefano Bisi con una delegazione si troverà, come ogni anno, presso la targa che ricorda i fatti del 20 Settembre 1870 dove sarà deposta una corona d’alloro e lo stesso Gran Maestro terrà un breve discorso commemorativo. Una corona sarà collocata anche alla base del monumento a Giuseppe Garibaldi sul Monte Gianicolo. Tutti sono invitati a partecipare.
Le celebrazioni del 2016
La Breccia di Porta Pia
Porta Pia era stata fatta erigere a Roma nel 1561 da Pio IV, presso l’antica Porta Nomentana, su disegno di Michelangelo. Il 20 settembre 1870 il tratto tra Porta Pia e Porta Salaria fu l’obiettivo dell’attacco principale delle truppe italiane, guidate dal generale Raffaele Cadorna, contro l’esercito papalino per l’occupazione di Roma. I primi colpi di artiglieria raggiunsero le mura alle 5,15. I pontifici alzarono la bandiera bianca alle 10,05, mentre i reparti più prossimi all’ampio varco, che nel frattempo era stato aperto, davano inizio all’ingresso degli Italiani a Roma. Il primo soldato a varcarlo fu il sottotenente Federico Cocito della 5ª batteria del 9° reggimento artiglieria pesante comandata dal Capitano Giacomo Segre. Tra i giornalisti al seguito degli artiglieri italiani c’era anche Edmondo De Amicis che immortalò con queste parole quello storico momento: “Porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine della Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di mucchi di terra; di materassi fumanti, di berretti di Zuavi, d’armi, di travi, di sassi. Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti”.
‘La presa di Roma’, realizzato nel 1905, è il primo film prodotto in Italia da una casa cinematografica. Il regista, Filoteo Alberini, maestro massone del Grande Oriente d’Italia, ha compreso che il cinema rappresenta uno strumento pedagogico formidabile per costruire un’identità nazionale fondata sui valori morali e civili del Risorgimento.
Breccia di Porta Pia in una foto d’epoca
Da quel giorno soleggiato di fine estate di 147 anni fa, in cui a tuonare erano stati i cannoni, la Breccia di Porta Pia è simbolo dell’Unità d’Italia. L’apertura di quelle mura consentì lo scambio di uomini e di idee e l’avvio del nostro paese alla modernità. Nel 1895 il XX Settembre diventò festa nazionale, poi revocata nel 1930 dopo la firma dei Patti Lateranensi. Di recente sono stati presentati disegni di legge per ripristinare la festività. Oggi, il dissidio che a lungo oppose Stato e Chiesa è stato superato con la conciliazione dei valori laici e cattolici in nome di un unico spirito nazionale che coniuga tutte le radici culturali del nostro paese. Nel 2010 il cardinale Tarcisio Bertone, che all’epoca era segretario di stato vaticano, ha partecipato per la prima volta alle celebrazioni del XX Settembre a Porta Pia insieme all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Consuete celebrazioni del Grande Oriente d’Italia a settembre per la ricorrenza dell’Equinozio di Autunno, che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva, e l’anniversario del XX Settembre 1870, data storica dell’Unità d’Italia, che con la Breccia di Porta Pia unì Roma al paese. Due le date dei festeggiamenti nazionali che si svolgeranno nella capitale. Maggiori dettagli saranno diffusi nelle prossime settimane.
Sabato 16 e mercoledì 20 settembre, le date delle celebrazioni
Giornata clou delle celebrazioni sarà sabato 16 settembre con mattina e sera dense di attività al Vascello (Via San Pancrazio 8, Roma), sede nazionale del Grande Oriente. Alle 10,30 – fino alle ore 13 circa – è previsto un dibattito con interventi di esponenti del mondo della cultura e della comunicazione. Le conclusioni saranno del Gran Maestro Stefano Bisi. Dopo una pausa fino al primo pomeriggio, i festeggiamenti proseguiranno fino a serata inoltrata e la tradizionale allocuzione del Gran Maestro sarà il momento centrale della giornata. In programma anche la consegna del Premio Giacomo Treves, la rassegna biennale del Grande Oriente d’Italia che promuove studi inediti sulla Massoneria e che nell’ultima edizione si è rivolto anche agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori che hanno potuto confrontarsi su tre temi a scelta di grande attualità: laicità della scuola come garanzia di libertà e uguaglianza, crescita personale a servizio dell’umanità, unione di uomini e popoli nella sfida della globalizzazione.
I festeggiamenti del 16 settembre si chiuderanno con un buffet. L’accesso al Vascello sarà libero solo la mattina, mentre per il pomeriggio è necessaria la registrazione. Gli iscritti al Grande Oriente d’Italia e gli altri ospiti potranno accreditarsi scrivendo, entro l’8 settembre, a: xxsettembre@grandeoriente.it.
Mercoledì 20 settembre sarà un altro giorno di celebrazioni che ricorderà l’ingresso dei bersaglieri a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia. La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica di quegli eventi che sono il culmine dell’epopea risorgimentale e anima dell’identità del nostro paese. Il Gran Maestro Stefano Bisi con una delegazione si troverà, come ogni anno, presso la targa che ricorda i fatti del 20 Settembre 1870 dove sarà deposta una corona d’alloro e lo stesso Gran Maestro terrà un breve discorso commemorativo. Una corona sarà collocata anche alla base del monumento a Giuseppe Garibaldi sul Monte Gianicolo. Tutti sono invitati a partecipare.
Le celebrazioni del 2016
La Breccia di Porta Pia
Porta Pia era stata fatta erigere a Roma nel 1561 da Pio IV, presso l’antica Porta Nomentana, su disegno di Michelangelo. Il 20 settembre 1870 il tratto tra Porta Pia e Porta Salaria fu l’obiettivo dell’attacco principale delle truppe italiane, guidate dal generale Raffaele Cadorna, contro l’esercito papalino per l’occupazione di Roma. I primi colpi di artiglieria raggiunsero le mura alle 5,15. I pontifici alzarono la bandiera bianca alle 10,05, mentre i reparti più prossimi all’ampio varco, che nel frattempo era stato aperto, davano inizio all’ingresso degli Italiani a Roma. Il primo soldato a varcarlo fu il sottotenente Federico Cocito della 5ª batteria del 9° reggimento artiglieria pesante comandata dal Capitano Giacomo Segre. Tra i giornalisti al seguito degli artiglieri italiani c’era anche Edmondo De Amicis che immortalò con queste parole quello storico momento: “Porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine della Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di mucchi di terra; di materassi fumanti, di berretti di Zuavi, d’armi, di travi, di sassi. Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti”.
‘La presa di Roma’, realizzato nel 1905, è il primo film prodotto in Italia da una casa cinematografica. Il regista, Filoteo Alberini, maestro massone del Grande Oriente d’Italia, ha compreso che il cinema rappresenta uno strumento pedagogico formidabile per costruire un’identità nazionale fondata sui valori morali e civili del Risorgimento.
Breccia di Porta Pia in una foto d’epoca
Da quel giorno soleggiato di fine estate di 147 anni fa, in cui a tuonare erano stati i cannoni, la Breccia di Porta Pia è simbolo dell’Unità d’Italia. L’apertura di quelle mura consentì lo scambio di uomini e di idee e l’avvio del nostro paese alla modernità. Nel 1895 il XX Settembre diventò festa nazionale, poi revocata nel 1930 dopo la firma dei Patti Lateranensi. Di recente sono stati presentati disegni di legge per ripristinare la festività. Oggi, il dissidio che a lungo oppose Stato e Chiesa è stato superato con la conciliazione dei valori laici e cattolici in nome di un unico spirito nazionale che coniuga tutte le radici culturali del nostro paese. Nel 2010 il cardinale Tarcisio Bertone, che all’epoca era segretario di stato vaticano, ha partecipato per la prima volta alle celebrazioni del XX Settembre a Porta Pia insieme all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Roma, Palazzo Giustiniani: il 27 dicembre 1947 Enrico De Nicola, all'epoca Capo provvisorio dello Stato, firma il testo della Costituzione italiana entrato in vigore il 1° gennaio successivo. Sono presenti il Primo Ministro Alcide De Gasperi (a sinistra) e il Presidente dell'Assemblea Costituente Umberto Terracini.
Il Grande Oriente d'Italia celebrerà i sessant'anni della Carta costituzionale il 20 settembre 2008
Con la Costituzione
Nella Patria
Per la Democrazia
a 60 anni dalla Carta costituzionale
è il titolo del convegno che darà il via alle celebrazioni nel parco di Villa 'Il Vascello' la mattina del 20 settembre - alle 10,30 - dopo la consueta deposizione delle corone ai monumenti ai caduti a Porta Pia e a Garibaldi al Gianicolo. Interverranno, moderati dal filosofo della politica Claudio Bonvecchio, gli storici Lucio Villari e Carlo Ricotti, il politologo Massimo Teodori, il giornalista Oscar Giannino e il costituzionalista Antonio Baldassarre. Nel tardo pomeriggio, dalle ore 18, si svolgeranno i festeggiamenti che culmineranno con l'allocuzione del Gran Maestro Gustavo Raffi rivolta ai fratelli per la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva. Prima dell'intervento sono previsti un intrattenimento musicale del duo "I Fabula Rosa" dal titolo Il canto e l'ironia e la proiezione del film "1849 La difesa del Vascello" e di una inedita selezione di brani delle opere "Cavalcata d'Eroi" di Mario Costa (1950) e "Camicie Rosse" di Alessandrini-Rosi (1952) realizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale. Introdurranno Sergio Toffetti e Mario Musumeci della Cineteca Nazionale. Questa iniziativa è a cura del Servizio Biblioteca del Grande Oriente d'Italia. Un buffet nel parco chiuderà la serata.
L'accesso a Villa 'Il Vascello sarà libero solo la mattina mentre nel pomeriggio sarà riservato agli invitati. I maestri venerabili sono perciò invitati a comunicare alta Gran Segreteria (fax o6 5818096, email: gran.segreteria@grandeoriente.it), entro il 1° settembre, i nominativi dei partecipanti che verranno verificati dai questori all'ingresso. Per evidenti motivi di agibilità e sicurezza - e alla luce dell'affluenza record degli ultimi anni e dei problemi ad essa connessi - la Gran Segreteria rinnova l'invito ai maestri venerabili di non segnalare più di cinque fratelli per loggia.