Il buonismo, la perdita di identità, la mancanza di cultura e di sapere: sono i virus che rendono difficile costruire un percorso di convivenza e di tolleranza con chi da lontano arriva nel nostro sempre più debole Vecchio continente. Nella sala della Cavallerizza del Castello sforzesco di Vigevano, sabato 26 settembre, alle 16, si è … Continua
martedì 3 novembre 2015
A Busto Arsizio la terza tornata congiunta annuale delle Logge “Logos”
Si è tenuta il 3 ottobre scorso nel tempio della “Logos” (1185) di Busto Arsizio (Varese) la terza tornata congiunta annuale delle “Logos” id’Italia. Ai lavori, condotti dal maestro venerabile Salvatore Giorgino dell’officina ospite insieme ai maestri venerabili Angelo di Fede di Palermo; Sergio Sabatini di Firenze e Pippo Cassia di Siracusa rappresentato dal primo … Continua
Omaggio a Edgardo Abbozzo, le Logge Gentile di Fabriano e Humanitas di Perugia in tornata congiunta
Tornata congiunta il 23 ottobre delle logge Gentile di Fabriano (1475) di Fabriano e Humanitas (1071) di Perugia per commemorare la figura di Edgardo Abbozzo, artista di fama internazionale e intellettuale di spicco della città, scomparso nel 2004. I lavori rituali si sono svolto nella suggestiva sede del Collegio Circoscrizionale dell’Umbria di Via Cavour alla presenza dei presidenti … Continua
Il Gran Maestro Onorario Silvano Radi e i suoi 65 anni di orgogliosa appartenenza all’Istituzione
L’orgoglio dell’appartenenza, un grande fuoco massonico che nel corso degli anni e’ stato sempre alimentato con saggezza ed equilibrio, l’amore per i fratelli e la costante consapevolezza dei perenni doveri del massone. Il Gran Maestro onorario Silvano Radi, 92 anni, carismatico fratello di Massa Marittima ha voluto celebrare i suoi 65 anni di appartenenza al … Continua
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La Spezia, Massoneria e Lunigiana Storica, eventi fino a gennaio. Prossimo appuntamento il 5 novembre
Dopo l’inaugurazione alla Spezia della mostra “La tradizione della Libera Muratoria. Documenti e vicende dalla Lunigiana Storica“, ospitata dal Museo Etnografico fino al 13 dicembre, continuano gli eventi sulla Massoneria organizzati dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia. Dal 31 ottobre sono sei gli appuntamenti in programma nel capoluogo spezzino, cinque al CAMeC (Centro di … Continua
#Dantemania, le Logge “Dante Alighieri” di tutta Italia in tornata congiunta a Ravenna
Nel 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri le logge del Grande Oriente d’Italia intitolate al Sommo Poeta si sono riuniti in tornata congiunta il 31 ottobre a Ravenna. L’incontro si è svolto nella storica Casa Matha. Hanno preso parte ai lavori le logge “Dante Alighieri” di Ravenna (108), Firenze (117), Arezzo (827), Viareggio (932), Milano (1120), Torino … Continua
Il Grande Oriente d’Italia a Berlino per l’insediamento del nuovo Gran Maestro tedesco
Una delegazione del Grande Oriente d’Italia guidata dal Gran Maestro Stefano Bisi ha partecipato a Berlino alla ‘Triannual Convention’ delle Grandi Logge Unite di Germania, che si è tenuta dal 30 ottobre al 1° novembre, e nel corso della quale si è insediato il nuovo Gran Maestro per il triennio 2015-2018. A raccogliere il testimone … Continua
Focus sulla solidarietà. A Ferrara, incontro pubblico della Loggia “Girolamo Savonarola”
La loggia ferrarese “Girolamo Savonarola” chiude la celebrazione del suo 70° anniversario di fondazione, con un incontro pubblico incentrato sulla solidarietà massonica verso i più deboli. Sabato 7 novembre alle ore 16 presso la Sala della Musica (Complesso ex San Paolo in via Boccaleone 19) è infatti in programma una conferenza-presentazione del libro di Marco Cauda “Barboni … Continua
Torino, la Loggia Libero Pensiero celebra decennale in nome della solidarietà
La Loggia Libero Pensiero (1255) di Torino festeggia i primi 10 anni di attività pensando a chi soffre. Per il 20 novembre ha infatti in programma un concerto di solidarietà presso l’Auditorium Orpheus del capoluogo piemontese (Corso Trento 13). L’appuntamento è alle ore 20 con il Recital di Fabio Luz, pianista brasiliano di fama internazionale, … Continua
Cuba, quale futuro. Incontro a Casa Nathan il 3 dicembre
Dopo 54 anni riaprono le relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti. La bandiera a stelle e strisce è tornata a sventolare sul lungomare del Malecon. Raul Castro e Barack Obama hanno ringraziato il papa per la mediazione compiuta e Francesco si è recato sull’isola accolto come un trionfatore. La Massoneria a Cuba ha … Continua
Servizio Biblioteca. L’alambicco di Lev Tolstoj. Guerra e pace e la Massoneria russa
L’alambicco di Lev Tolstoj. Guerra e pace e la massoneria russa (Viella) è il titolo del volume di Raffaella Faggionato che il Servizio Biblioteca ha presentato lo scorso giovedì 22 ottobre a Casa Nathan. Con l’autrice sono intervenuti il Secondo Gran Sorvegliante Pasquale La Pesa e i Professori Gian Mario Cazzaniga (Università di Pisa), Cesare … Continua
lunedì 2 novembre 2015
Il supremo Ordine del Sacro Arco Reale
di EDWARD EUGENE STOLPER, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d'Italia (apparso su «Rivista Massonica» – N. 10 del Dicembre 1977)
Mentre sul continente d'Europa, l'Ordine dell'Arco Reale è stato diffuso soltanto dopo quest'ultima
guerra, nel mondo massonico dei paesi anglosassoni esso è stato un protagonista preminente, ed essenziale, da alcuni secoli.
Il suo rituale, attraente e caloroso, merita di essere conosciuto meglio, tanto più per il suo nesso intimo con la Massoneria simbolica. Ma, non è lo scopo di questo articolo di entrare in dettagli ritualistici e, nel riguardo, ci limiteremo a dire che si tratta del ritrovamento, sotto le macerie del Tempio di Salomone, di un segreto, perduto nel 3° grado simbolico (*A).
Di conseguenza, l'Arco Reale viene generalmente considerato un logico seguito, o complemento, del grado di Maestro.
In comune con quasi tutti i rituali massonici, non si sa con esattezza da dove provenga e quando fu adottato per la prima volta. Molti studiosi, come Mackey e Goblet d'Alviella, hanno ritenuto che l'Arco Reale, originariamente, facesse parte del rituale di Maestro, dopo l'introduzione della leggenda iramitica, all'inizio del 18° secolo. I sostenitori di questa tesi (del resto non illogica) hanno pensato che, in seguito, quest'ultimo rituale fu abbreviato (e mutilato) eliminando appunto la parte dell'Arco Reale.
Altri massoni ricercatori sono stati, però, dell'opinione che il grado fu inventato in Francia, forse dall'esule giacobita Dr. Ramsey.
Oggi si pensa generalmente che nessuna di queste tesi è da scartare ma che, probabilmente, la verità si trova nel mezzo.
In vari antichi documenti sono state trovate delle espressioni, che potrebbero far pensare all'esistenza, in Gran Bretagna, dell'Arco Reale negli anni '20 e '30 del 18° secolo. Certa, è, però, soltanto l'esistenza in Scozia (Stirling) nel 1743, in Inghilterra nel 1752, in Irlanda nel 1752 ed in America (la colonia inglese della Virginia) nel 1753.
Nell'epoca, furono le Logge simboliche che conferirono questo grado, del resto senza avere una autorizzazione particolare da nessuno. Infatti, molte Logge, e soprattutto quelle che non riconoscevano l'autorità della Gran Loggia, sorta a Londra nel 1717, non esitavano ad adottare qualsiasi rituale attraente che, a loro avviso, avesse un aspetto di autenticità, o che fosse basato su una tradizione locale (*B).
L'Inghilterra ha il primato mondiale, non soltanto di avere creato la prima Grande Loggia, ma anche di avere conosciuto la prima guerra massonica che, però, restò tipicamente inglese. Infatti, questa lotta accanita era in sostanza nient'altro che una guerra «ritualistica», scatenata da un gruppo di dissidenti che era dell'opinione che la Gran Loggia non si fosse tenuta strettamente agli antichi rituali, introducendo vari cambiamenti ed aggiornamenti.
Nel 1751 questi «ribelli», che si denominarono gli «Antichi», costituirono una Gran Loggia rivale, destinata a vivere per oltre 60 anni.
Verso la fine del secolo, nel 1792, la Gran Loggia dei «Moderns» precisò per l'ennesima volta: «che la Gran Loggia non ha niente a che fare con i procedimenti della Società dei Massoni dell'Arco Reale». Ma malgrado queste asserzioni, il Gran Capitolo dei «Moderns» era in costante crescita e, nell'anno 1800, aveva 116 Capitoli alla sua dipendenza. Molte Logge dei «Moderns» continuarono, però, a lavorare nel grado senza nessuna Bolla.
Nel 1771, gli «Antichi», preoccupati di questi sviluppi nel campo dei rivali, si sentirono in dovere di creare, anche essi, un Gran Capitolo, ma sembra che risultasse molto attivo, fino al 1783. Inoltre, a differenza del Gran Capitolo dei «Moderns» non aveva una indipendenza di azione ed era strettamente lega-to alla rispettiva Gran Loggia.
E finalmente, nel 1813, le due Grandi Logge rivali mettevano fine alla loro assurda guerra.
Ovviamente, durante le lunghe e dure trattative, la questione dell'Arco Reale fu un argomento di grande rilievo. Secondo la Gran Loggia dei «Moderns» avrebbe continuato ad essere una «Società distinta», mentre, per gli «Antichi» il grado era una parte essenziale della Massoneria simbolica.
Il risultato fu un compromesso che, dice Bernard Jones, «stabilì, per tutti gli anni seguenti, la posizione alquanto anomala, occupata dall'Arco Reale nella giurisdizione inglese».
Infatti, il famoso atto di Unione fra le due Grandi Logge, stabilì che: «Pure antient Masonry consists of three Degrees, and no more, viz. those of the Entered Apprentice, the Fellow Craft, and the Master Mason, including the Supreme Order of the Holy Royal Arch». Ossia che "La pura, antica Massoneria è composta da tre gradi, e non di più, cioè quelli dell'Apprendista Ammesso, del Compagno di Mestiere e del Maestro Muratore, ivi incluso il Supremo Ordine del Sacro Arco Reale".
In sostanza, con questa dichiarazione l'Arco Reale fu destinato ad essere un'appendice del 3° grado simbolico.
Citiamo lo studioso inglese Bernard Jones (1), che si chiede, quasi ironicamente: «... Non è strano, che quello, che nel 1813 fu considerato di essere soltanto il completamento di un grado simbolico, è rimasto sotto la giurisdizione di un Corpo [cioè il Gran Capitolo] estraneo all'Ordine...? ... Una simile condizione anomala deve essere stata il risultato di un compromesso, concluso dopo difficili trattative - un compromesso possibile soltanto nel modo di pensare inglese ma si deve ammettere che il compromesso, illogico che sia, ha funzionato...».
Nel 1817, dopo ulteriori trattative, anche i due rivali Gran Capitoli si unirono e, ancora una volta, fu ribadito che l'Arco Reale non era un grado.
Anche il rituale inglese subì varie modifiche, per essere allineato con i principi del compromesso, ed il risultato dimostra di nuovo una serie di anomalie.
Infatti, durante la cerimonia della «esaltazione», il rituale parla continuamente di «questo supremo grado». Ad un certo punto il candidato viene poi informato che non si tratta affatto di un grado, ma di un complemento del terzo grado. Dopo di che il rituale continua a parlare di «questo supremo grado», il quale, del resto, nel rituale Aldersgate è chiamato «L'essenza della Massoneria» (*E).
Una delle prime decisioni del Gran Capitolo Unito fu il riconoscimento di tutti i Capitoli costituiti in precedenza. Pure nel 1817, la Gran Loggia Unita deliberò all'unanimità, di riconoscere «sempre le procedure del Gran Capitolo, purché esse non interferiscano con i Regolamenti della Gran Loggia».
Citiamo alcuni articoli, validi ancora oggi nella giurisdizione d'Inghilterra:
- Ogni Capitolo deve essere «innestato» su una Loggia regolare e porta il numero di matricola di quest'ultima.
- Ogni petizione per un nuovo Capitolo deve essere sottomessa al Gran Capitolo, sottoscritta da almeno
9 Compagni dell'Arco Reale, ed accompagnata da una raccomandazione del Venerabile, Sorveglianti e
membri di una Loggia regolare.
In Scozia, il Gran Capitolo gestisce anche il grado di Mark Master (Maestro del Marchio, che in Inghilterra è un Corpo indipendente) e di Excellent Master (il passaggio dei veli). Questi ultimi 2 gradi sono prerequisiti per quello dell'Arco Reale (*F).
Naturalmente, fra l'Inghilterra e la Scozia vi sono dei rapporti di amicizia e, quindi, il grado dell'Arco Reale di un visitatore inglese, è riconosciuto in Scozia. Ma, fatto strano, la visita non sarebbe un grande successo. Il visitatore non potrebbe partecipare alle cerimonie di Mark Master e di Excellent Master e, di conseguenza, in Scozia, il traffico dei visitatori inglesi non è molto intenso. Viceversa, un visitatore scozzese non troverebbe difficoltà in Inghilterra, se non fosse per il fatto che, in quel paese, generalmente le visite sono fatte per invito. E così si verifica il fatto curioso che i due Grandi Capitoli si riconoscono ma si conoscono poco.
Il caso dell'Irlanda è quasi analogo a quello della Scozia, ma negli Stati Uniti la situazione è ancora molto più complicata. In quell'immenso paese, dove l'Arco Reale conta circa 1 milione di aderenti, ogni Stato ha il suo Gran Capitolo, sotto l'ombrello di un Gran Capitolo Generale (al quale non fanno capo, però, tutti gli Stati (*G).
Ogni Gran Capitolo ha sotto la sua giurisdizione una sequenza di 4 gradi del cosiddetto
Rito di York (*H): Mark Master, Virtual Past Master, Most Excellent Master (non paragonabile con l'omonimo grado in Scozia) e Royal Arch Mason.
Per quanto concerne i rapporti di amicizia con la Gran Bretagna, alle difficoltà menzionate per la Scozia, è da aggiungere quella della distanza geografica. Di conseguenza, nel passato, sia l'Arco Reale americano, che quello britannico, hanno sempre lavorato nei propri territori, senza dare molta importanza al problema, puramente teoretico, del reciproco riconoscimento.
Durante, e soprattutto dopo, l'ultima guerra, i militari americani hanno portato le loro Logge e Capitoli anche in Europa, ed in particolar modo nelle zone occupate della Germania. In questo paese sono casi sorti alcuni Capitoli ed, in seguito, un Gran Capitolo del sistema americano. L'unico altro Gran Capitolo di quel sistema in Europa è quello costituito nel 1964 in Italia.
I punti di contatto con l'Arco Reale del tipo britannico sono, però, rimasti pochi.
Ecco le parole in merito di una nota autorità(scozzese) in materia (2 a pag.92): «La questione del riconoscimento dei (tre) Gran Capitoli è difficile e, forse, questo spiega perché il Masonic Year Book della Gran Loggia Unita d'Inghilterra non dà un elenco dei Gran Capitoli riconosciuti dal Supremo Gran Capitolo d'Inghilterra».
Ripetiamo però che alla base di questa situazione non vi è nessun senso di antagonismo. Anzi, analogamente alla politica di Gran Loggia, l'Inghilterra non costituisce, per esempio, Capitoli in paesi dove esiste già un G. Capitolo, indipendentemente dal fatto se questo sia riconosciuto o meno (2 a pag. 219).
Il Gran Capitolo Generale americano adotta un atteggiamento simile (*I). Inoltre, gli Americani non hanno mai esitato nel riconoscere validi i gradi dell'Arco Reale scozzese e olandese di chi scrive.
L'Autore ha vissuto in un paese dove 4 Grandi Logge e 3 Grandi Capitoli dell'Arco Reale cooperavano pacificamente e fra-ternamente, senza limiti territoriali e senza la pur minima frizione. Si aspetta quindi che in Italia altrettanto serenamente possano convivere, nel medesimo territorio massonico, l'Arco Reale di tipo americano e l'Arco Reale di tipo inglese, di cui una parte della Fratellanza italiana ha rivendicato la originaria peculiarità. I rituali e l'organico dei due sistemi sono or mai tanto differenziati che un Maestro Massone può ben volere arricchirsi di entrambe queste bellissime iniziazioni.
N. d. D.
Il suo rituale, attraente e caloroso, merita di essere conosciuto meglio, tanto più per il suo nesso intimo con la Massoneria simbolica. Ma, non è lo scopo di questo articolo di entrare in dettagli ritualistici e, nel riguardo, ci limiteremo a dire che si tratta del ritrovamento, sotto le macerie del Tempio di Salomone, di un segreto, perduto nel 3° grado simbolico (*A).
Di conseguenza, l'Arco Reale viene generalmente considerato un logico seguito, o complemento, del grado di Maestro.
In comune con quasi tutti i rituali massonici, non si sa con esattezza da dove provenga e quando fu adottato per la prima volta. Molti studiosi, come Mackey e Goblet d'Alviella, hanno ritenuto che l'Arco Reale, originariamente, facesse parte del rituale di Maestro, dopo l'introduzione della leggenda iramitica, all'inizio del 18° secolo. I sostenitori di questa tesi (del resto non illogica) hanno pensato che, in seguito, quest'ultimo rituale fu abbreviato (e mutilato) eliminando appunto la parte dell'Arco Reale.
Altri massoni ricercatori sono stati, però, dell'opinione che il grado fu inventato in Francia, forse dall'esule giacobita Dr. Ramsey.
Oggi si pensa generalmente che nessuna di queste tesi è da scartare ma che, probabilmente, la verità si trova nel mezzo.
In vari antichi documenti sono state trovate delle espressioni, che potrebbero far pensare all'esistenza, in Gran Bretagna, dell'Arco Reale negli anni '20 e '30 del 18° secolo. Certa, è, però, soltanto l'esistenza in Scozia (Stirling) nel 1743, in Inghilterra nel 1752, in Irlanda nel 1752 ed in America (la colonia inglese della Virginia) nel 1753.
Nell'epoca, furono le Logge simboliche che conferirono questo grado, del resto senza avere una autorizzazione particolare da nessuno. Infatti, molte Logge, e soprattutto quelle che non riconoscevano l'autorità della Gran Loggia, sorta a Londra nel 1717, non esitavano ad adottare qualsiasi rituale attraente che, a loro avviso, avesse un aspetto di autenticità, o che fosse basato su una tradizione locale (*B).
L'Inghilterra ha il primato mondiale, non soltanto di avere creato la prima Grande Loggia, ma anche di avere conosciuto la prima guerra massonica che, però, restò tipicamente inglese. Infatti, questa lotta accanita era in sostanza nient'altro che una guerra «ritualistica», scatenata da un gruppo di dissidenti che era dell'opinione che la Gran Loggia non si fosse tenuta strettamente agli antichi rituali, introducendo vari cambiamenti ed aggiornamenti.
Nel 1751 questi «ribelli», che si denominarono gli «Antichi», costituirono una Gran Loggia rivale, destinata a vivere per oltre 60 anni.
Una delle accuse era che i «Moderni», come furono battezzati i sostenitori della Gran Loggia originaria, avevano abbandonato l'antica leggenda dell'Arco Reale. Essi, forse in parte per reazione, replicavano però che l'Arco Reale non faceva affatto parte degli antichi rituali e, di conseguenza, le Logge alla
loro dipendenza furono istruite di non occuparsi di questa nuova invenzione.
Gli «Antichi», invece, considerarono il grado come il punto culminante della Massoneria simbolica. La loro Costituzione, alla quale il compilatore (Gran Segretario) Laurence Dermott aveva dato il curioso nome di «Ahiman Rezon» (*C) diceva addirittura che l'Arco Reale era «la radice, il cuore ed il midollo della Massoneria». Perciò, la G. Loggia degli «Antichi» era anche conosciuta come la «Gran Loggia dei 4 gradi».
L'Arco Reale dimostrò, però, di avere una tale attrazione magnetica cui moltissimi Fratelli «moderni» non potevano resistere. Di conseguenza, essi prendevano questo 4° grado, segretamente od apertamente, in una Loggia degli «Antichi», od addirittura in una Loggia «moderna» che lo conferiva quasi clandestinamente. Malgrado l'attitudine ufficiale della Gran Loggia Madre, verso il 1766, persino molti Gran Dignitari e Grandi Ufficiali erano diventati Compagni dell'Arco Reale.
In quell'anno (1766) accadde che il Gran Maestro dei «Moderns», Lord Blainey, firmò, a titolo personale, il cosidetto «Charter of Compact», costituendo con esso il primo Gran Capitolo dell'Arco Reale del mondo (Grand and Royal Chapter of the Royal Arch of Jerusalem), con il diritto esclusivo di costituire Capitoli.
Tra i 30 firmatari si trovano i nomi di J. Heseltine (Gran Segretario dell'Ordine), Thos. French (ex Gran Segretario) ed un nome italiano: Pignatelli (finora non siamo stati in grado di stabilire di quale Pignatelli si trattava, forse di un diplomatico del Regno di Napoli).
Questo colpo di scena fu assai imbarazzante per la Gran Loggia che certamente non condivise l'azione del suo Gran Maestro. Sull'atto originale, qualcuno ha persino «falsificato» l'anno, cercando di convincerci che Lord Blainey aveva preso questa sua iniziativa nell'anno 1767, quando non era più Gran Maestro.
Da quel momento, la Gran Loggia dei «Moderns», di fronte alla realtà del Gran Capitolo, fu costretta a modificare il suo atteggiamento. Pur riconoscendo l'esistenza dell'Arco Reale, essa continuò ad affermare che quel grado non aveva niente a che fare con la Massoneria simbolica e che, quindi, non entrava nella giurisdizione della Gran Loggia.
Il Gran Segretario Spencer, nel 1768, ammonì una Loggia di Bristol: «Siete richiesti di non inserire mai le transazioni [dell'Arco Reale] nei vostri verbali di Loggia e di non occuparvi di quel grado durante le sedute di Loggia».
Nel 1767 il Fr. Spencer aveva scritto: «L'Arco Reale è una Società che noi non riconosciamo e che riteniamo di essere una invenzione, per introdurre delle innovazioni e per sedurre i Fratelli». È curioso che lo stesso Fr. Spencer, l'anno precedente, era stato «esaltato» nel grado dell'Arco Reale in un Capitolo londinese.
Anche il Fratello italiano Ruspini, ancora oggi famoso nel mondo massonico inglese (∗), era un protagonista eminente dell'Arco Reale, pur appartenendo alla Gran Loggia dei «Moderns».
Il Gran Segretario Heseltine, nel 1774, scrisse: «È vero che molti Fratelli appartengono ad un grado in Massoneria, che si dice di essere superiore, e che si chiama Arco Reale... Ho l'onore di appartenere a questo grado..., ma esso non è riconosciuto dalla Gran Loggia...».
Gli «Antichi», invece, considerarono il grado come il punto culminante della Massoneria simbolica. La loro Costituzione, alla quale il compilatore (Gran Segretario) Laurence Dermott aveva dato il curioso nome di «Ahiman Rezon» (*C) diceva addirittura che l'Arco Reale era «la radice, il cuore ed il midollo della Massoneria». Perciò, la G. Loggia degli «Antichi» era anche conosciuta come la «Gran Loggia dei 4 gradi».
L'Arco Reale dimostrò, però, di avere una tale attrazione magnetica cui moltissimi Fratelli «moderni» non potevano resistere. Di conseguenza, essi prendevano questo 4° grado, segretamente od apertamente, in una Loggia degli «Antichi», od addirittura in una Loggia «moderna» che lo conferiva quasi clandestinamente. Malgrado l'attitudine ufficiale della Gran Loggia Madre, verso il 1766, persino molti Gran Dignitari e Grandi Ufficiali erano diventati Compagni dell'Arco Reale.
In quell'anno (1766) accadde che il Gran Maestro dei «Moderns», Lord Blainey, firmò, a titolo personale, il cosidetto «Charter of Compact», costituendo con esso il primo Gran Capitolo dell'Arco Reale del mondo (Grand and Royal Chapter of the Royal Arch of Jerusalem), con il diritto esclusivo di costituire Capitoli.
Tra i 30 firmatari si trovano i nomi di J. Heseltine (Gran Segretario dell'Ordine), Thos. French (ex Gran Segretario) ed un nome italiano: Pignatelli (finora non siamo stati in grado di stabilire di quale Pignatelli si trattava, forse di un diplomatico del Regno di Napoli).
Questo colpo di scena fu assai imbarazzante per la Gran Loggia che certamente non condivise l'azione del suo Gran Maestro. Sull'atto originale, qualcuno ha persino «falsificato» l'anno, cercando di convincerci che Lord Blainey aveva preso questa sua iniziativa nell'anno 1767, quando non era più Gran Maestro.
Da quel momento, la Gran Loggia dei «Moderns», di fronte alla realtà del Gran Capitolo, fu costretta a modificare il suo atteggiamento. Pur riconoscendo l'esistenza dell'Arco Reale, essa continuò ad affermare che quel grado non aveva niente a che fare con la Massoneria simbolica e che, quindi, non entrava nella giurisdizione della Gran Loggia.
Il Gran Segretario Spencer, nel 1768, ammonì una Loggia di Bristol: «Siete richiesti di non inserire mai le transazioni [dell'Arco Reale] nei vostri verbali di Loggia e di non occuparvi di quel grado durante le sedute di Loggia».
Nel 1767 il Fr. Spencer aveva scritto: «L'Arco Reale è una Società che noi non riconosciamo e che riteniamo di essere una invenzione, per introdurre delle innovazioni e per sedurre i Fratelli». È curioso che lo stesso Fr. Spencer, l'anno precedente, era stato «esaltato» nel grado dell'Arco Reale in un Capitolo londinese.
Anche il Fratello italiano Ruspini, ancora oggi famoso nel mondo massonico inglese (∗), era un protagonista eminente dell'Arco Reale, pur appartenendo alla Gran Loggia dei «Moderns».
Il Gran Segretario Heseltine, nel 1774, scrisse: «È vero che molti Fratelli appartengono ad un grado in Massoneria, che si dice di essere superiore, e che si chiama Arco Reale... Ho l'onore di appartenere a questo grado..., ma esso non è riconosciuto dalla Gran Loggia...».
Verso la fine del secolo, nel 1792, la Gran Loggia dei «Moderns» precisò per l'ennesima volta: «che la Gran Loggia non ha niente a che fare con i procedimenti della Società dei Massoni dell'Arco Reale». Ma malgrado queste asserzioni, il Gran Capitolo dei «Moderns» era in costante crescita e, nell'anno 1800, aveva 116 Capitoli alla sua dipendenza. Molte Logge dei «Moderns» continuarono, però, a lavorare nel grado senza nessuna Bolla.
Nel 1771, gli «Antichi», preoccupati di questi sviluppi nel campo dei rivali, si sentirono in dovere di creare, anche essi, un Gran Capitolo, ma sembra che risultasse molto attivo, fino al 1783. Inoltre, a differenza del Gran Capitolo dei «Moderns» non aveva una indipendenza di azione ed era strettamente lega-to alla rispettiva Gran Loggia.
E finalmente, nel 1813, le due Grandi Logge rivali mettevano fine alla loro assurda guerra.
Ovviamente, durante le lunghe e dure trattative, la questione dell'Arco Reale fu un argomento di grande rilievo. Secondo la Gran Loggia dei «Moderns» avrebbe continuato ad essere una «Società distinta», mentre, per gli «Antichi» il grado era una parte essenziale della Massoneria simbolica.
Il risultato fu un compromesso che, dice Bernard Jones, «stabilì, per tutti gli anni seguenti, la posizione alquanto anomala, occupata dall'Arco Reale nella giurisdizione inglese».
Infatti, il famoso atto di Unione fra le due Grandi Logge, stabilì che: «Pure antient Masonry consists of three Degrees, and no more, viz. those of the Entered Apprentice, the Fellow Craft, and the Master Mason, including the Supreme Order of the Holy Royal Arch». Ossia che "La pura, antica Massoneria è composta da tre gradi, e non di più, cioè quelli dell'Apprendista Ammesso, del Compagno di Mestiere e del Maestro Muratore, ivi incluso il Supremo Ordine del Sacro Arco Reale".
In sostanza, con questa dichiarazione l'Arco Reale fu destinato ad essere un'appendice del 3° grado simbolico.
Citiamo lo studioso inglese Bernard Jones (1), che si chiede, quasi ironicamente: «... Non è strano, che quello, che nel 1813 fu considerato di essere soltanto il completamento di un grado simbolico, è rimasto sotto la giurisdizione di un Corpo [cioè il Gran Capitolo] estraneo all'Ordine...? ... Una simile condizione anomala deve essere stata il risultato di un compromesso, concluso dopo difficili trattative - un compromesso possibile soltanto nel modo di pensare inglese ma si deve ammettere che il compromesso, illogico che sia, ha funzionato...».
Nel 1817, dopo ulteriori trattative, anche i due rivali Gran Capitoli si unirono e, ancora una volta, fu ribadito che l'Arco Reale non era un grado.
Anche il rituale inglese subì varie modifiche, per essere allineato con i principi del compromesso, ed il risultato dimostra di nuovo una serie di anomalie.
Infatti, durante la cerimonia della «esaltazione», il rituale parla continuamente di «questo supremo grado». Ad un certo punto il candidato viene poi informato che non si tratta affatto di un grado, ma di un complemento del terzo grado. Dopo di che il rituale continua a parlare di «questo supremo grado», il quale, del resto, nel rituale Aldersgate è chiamato «L'essenza della Massoneria» (*E).
Una delle prime decisioni del Gran Capitolo Unito fu il riconoscimento di tutti i Capitoli costituiti in precedenza. Pure nel 1817, la Gran Loggia Unita deliberò all'unanimità, di riconoscere «sempre le procedure del Gran Capitolo, purché esse non interferiscano con i Regolamenti della Gran Loggia».
Citiamo alcuni articoli, validi ancora oggi nella giurisdizione d'Inghilterra:
- Ogni Capitolo deve essere «innestato» su una Loggia regolare e porta il numero di matricola di quest'ultima.
- Il Gran Maestro dell'Ordine diventa automaticamente il Primo Grande Principale del Gran Capitolo, se egli, in precedenza, è stato Primo Principale di un Capitolo regolare. Anche il Gran Segretario, il Gran Tesoriere, ed il
Gran Cancelliere dell'Ordine occupano normalmente posti equivalenti nel Gran Capitolo.
Oggi, nell'Arco Reale esistono 4 «gruppi» o «sistemi» originari, tutti nel mondo anglosassone.
Essi sono, in ordine di importanza numerica: gli Stati Uniti, l'Inghilterra, la Scozia e l'Irlanda.
Tre di essi, ovviamente, non sono stati coinvolti nella «guerra» inglese, anche se, nell'epoca, spesso dimostrarono una preferenza per gli «Antichi». I loro Gran Capitoli sono completamente distaccati dalle rispettive Grandi Logge, ma tutti, attraverso i loro rituali, affermano la grande affinità con i gradi simbolici.
Il rituale americano dice, per es.: «Il grado dell'Arco Reale è il complemento del grado di Maestro... Senza l'Arco Reale, il Grado di Maestro è come una storia raccontata a metà...».
I rituali di questi 4 gruppi si sono sviluppati individualmente ma, per la verità, oggi dimostrano una sorprendente similarità.
Nel 18° secolo il rituale inglese è stato adattato alle esigenze dei due ex-rivali. A parte le anomalie, forse la cerimonia ha perso qualcosa in calore ma in compenso, ha guadagnato in profondità filosofica. Probabilmente per adeguarsi ai tempi moderni, fu sentita la necessità di abbreviare il rituale e cosi, oggi, in Inghilterra non viene più praticata la bella e suggestiva cerimonia del «passaggio dei veli» (ad eccezione di un Capitolo di Bristol, dove anche i rituali simbolici dimostrano delle divergenze interessanti).
In Scozia la Massoneria, meno «élite» di quella inglese, è molto popolare. Essa è pervasa di un grande calore umano, di uno spirito quasi nostalgico di fratellanza. Dello spirito, insomma, di Robert Burns e dell'Auld Lang Syne. Pure l'Arco Reale scozzese, che include il «passaggio dei veli», ha molto calore anche se, in alcuni punti, sembra essere stato influenzato dai cambiamenti inglesi (il lettore avrà capito che l'origine massonica di chi scrive è la Scozia).
Mentre la leggenda dei rituali inglesi e scozzesi si svolge nell'era di Ciro di Persia, quando quest'ultimo consentì agli Ebrei di ricostruire il loro Tempio, guidati dal Re Zorobabele, il Gran Sacerdote Giosuè ed il profeta Aggeo, quella irlandese si riferisce alla riparazione del Tempio, sotto il Re Giosuè, assistito da Shaphan ed Hilkiah.
Anche il rituale irlandese conosce il «passaggio dei veli». Probabilmente, il rituale è di notevole antichità.
Forse, il rituale americano può pretendere di avere subito meno cambiamenti e, di conseguenza, di essere più antico degli altri. Indizi in quella direzione potrebbero essere la sua estrema lunghezza (3 ore) e, talvolta, una certa ingenuità, tipica dei tempi passati. Non può destare sorpresa che il rituale americano sia stato influenzato, in una certa misura, da quello irlandese. Esso contiene molte verità celate e, quindi, vale la pena uno studio attento.
Malgrado la grande similarità ritualistica, pochi sono i reali rapporti amichevoli fra questi 4 gruppi dell'Arco Reale e, di conseguenza, in pratica, ognuno di essi vive nella propria «galassia», senza sapere molto del modo di lavorare degli altri. Persino l'esperto inglese, Bernard Jones (1), parla relativamente poco della Scozia e dell'Irlanda, mentre dell'America sa dirci quasi niente.
Questo fatto curioso non è certamente da attribuirsi a sentimenti di inimicizia o di malvolontà ma, in parte, all'isolamento geografico e, soprattutto alle grandi differenze in struttura organica, differenze che non esistono nei vari organici dei gradi simbolici.
Il Gran Capitolo inglese gestisce esclusivamente l'iniziazione dell'Arco Reale, alla quale possono accedere tutti i Maestri Muratori.
Oggi, nell'Arco Reale esistono 4 «gruppi» o «sistemi» originari, tutti nel mondo anglosassone.
Essi sono, in ordine di importanza numerica: gli Stati Uniti, l'Inghilterra, la Scozia e l'Irlanda.
Tre di essi, ovviamente, non sono stati coinvolti nella «guerra» inglese, anche se, nell'epoca, spesso dimostrarono una preferenza per gli «Antichi». I loro Gran Capitoli sono completamente distaccati dalle rispettive Grandi Logge, ma tutti, attraverso i loro rituali, affermano la grande affinità con i gradi simbolici.
Il rituale americano dice, per es.: «Il grado dell'Arco Reale è il complemento del grado di Maestro... Senza l'Arco Reale, il Grado di Maestro è come una storia raccontata a metà...».
I rituali di questi 4 gruppi si sono sviluppati individualmente ma, per la verità, oggi dimostrano una sorprendente similarità.
Nel 18° secolo il rituale inglese è stato adattato alle esigenze dei due ex-rivali. A parte le anomalie, forse la cerimonia ha perso qualcosa in calore ma in compenso, ha guadagnato in profondità filosofica. Probabilmente per adeguarsi ai tempi moderni, fu sentita la necessità di abbreviare il rituale e cosi, oggi, in Inghilterra non viene più praticata la bella e suggestiva cerimonia del «passaggio dei veli» (ad eccezione di un Capitolo di Bristol, dove anche i rituali simbolici dimostrano delle divergenze interessanti).
In Scozia la Massoneria, meno «élite» di quella inglese, è molto popolare. Essa è pervasa di un grande calore umano, di uno spirito quasi nostalgico di fratellanza. Dello spirito, insomma, di Robert Burns e dell'Auld Lang Syne. Pure l'Arco Reale scozzese, che include il «passaggio dei veli», ha molto calore anche se, in alcuni punti, sembra essere stato influenzato dai cambiamenti inglesi (il lettore avrà capito che l'origine massonica di chi scrive è la Scozia).
Mentre la leggenda dei rituali inglesi e scozzesi si svolge nell'era di Ciro di Persia, quando quest'ultimo consentì agli Ebrei di ricostruire il loro Tempio, guidati dal Re Zorobabele, il Gran Sacerdote Giosuè ed il profeta Aggeo, quella irlandese si riferisce alla riparazione del Tempio, sotto il Re Giosuè, assistito da Shaphan ed Hilkiah.
Anche il rituale irlandese conosce il «passaggio dei veli». Probabilmente, il rituale è di notevole antichità.
Forse, il rituale americano può pretendere di avere subito meno cambiamenti e, di conseguenza, di essere più antico degli altri. Indizi in quella direzione potrebbero essere la sua estrema lunghezza (3 ore) e, talvolta, una certa ingenuità, tipica dei tempi passati. Non può destare sorpresa che il rituale americano sia stato influenzato, in una certa misura, da quello irlandese. Esso contiene molte verità celate e, quindi, vale la pena uno studio attento.
Malgrado la grande similarità ritualistica, pochi sono i reali rapporti amichevoli fra questi 4 gruppi dell'Arco Reale e, di conseguenza, in pratica, ognuno di essi vive nella propria «galassia», senza sapere molto del modo di lavorare degli altri. Persino l'esperto inglese, Bernard Jones (1), parla relativamente poco della Scozia e dell'Irlanda, mentre dell'America sa dirci quasi niente.
Questo fatto curioso non è certamente da attribuirsi a sentimenti di inimicizia o di malvolontà ma, in parte, all'isolamento geografico e, soprattutto alle grandi differenze in struttura organica, differenze che non esistono nei vari organici dei gradi simbolici.
Il Gran Capitolo inglese gestisce esclusivamente l'iniziazione dell'Arco Reale, alla quale possono accedere tutti i Maestri Muratori.
In Scozia, il Gran Capitolo gestisce anche il grado di Mark Master (Maestro del Marchio, che in Inghilterra è un Corpo indipendente) e di Excellent Master (il passaggio dei veli). Questi ultimi 2 gradi sono prerequisiti per quello dell'Arco Reale (*F).
Naturalmente, fra l'Inghilterra e la Scozia vi sono dei rapporti di amicizia e, quindi, il grado dell'Arco Reale di un visitatore inglese, è riconosciuto in Scozia. Ma, fatto strano, la visita non sarebbe un grande successo. Il visitatore non potrebbe partecipare alle cerimonie di Mark Master e di Excellent Master e, di conseguenza, in Scozia, il traffico dei visitatori inglesi non è molto intenso. Viceversa, un visitatore scozzese non troverebbe difficoltà in Inghilterra, se non fosse per il fatto che, in quel paese, generalmente le visite sono fatte per invito. E così si verifica il fatto curioso che i due Grandi Capitoli si riconoscono ma si conoscono poco.
Il caso dell'Irlanda è quasi analogo a quello della Scozia, ma negli Stati Uniti la situazione è ancora molto più complicata. In quell'immenso paese, dove l'Arco Reale conta circa 1 milione di aderenti, ogni Stato ha il suo Gran Capitolo, sotto l'ombrello di un Gran Capitolo Generale (al quale non fanno capo, però, tutti gli Stati (*G).
Ogni Gran Capitolo ha sotto la sua giurisdizione una sequenza di 4 gradi del cosiddetto
Rito di York (*H): Mark Master, Virtual Past Master, Most Excellent Master (non paragonabile con l'omonimo grado in Scozia) e Royal Arch Mason.
Per quanto concerne i rapporti di amicizia con la Gran Bretagna, alle difficoltà menzionate per la Scozia, è da aggiungere quella della distanza geografica. Di conseguenza, nel passato, sia l'Arco Reale americano, che quello britannico, hanno sempre lavorato nei propri territori, senza dare molta importanza al problema, puramente teoretico, del reciproco riconoscimento.
Durante, e soprattutto dopo, l'ultima guerra, i militari americani hanno portato le loro Logge e Capitoli anche in Europa, ed in particolar modo nelle zone occupate della Germania. In questo paese sono casi sorti alcuni Capitoli ed, in seguito, un Gran Capitolo del sistema americano. L'unico altro Gran Capitolo di quel sistema in Europa è quello costituito nel 1964 in Italia.
I punti di contatto con l'Arco Reale del tipo britannico sono, però, rimasti pochi.
Ecco le parole in merito di una nota autorità(scozzese) in materia (2 a pag.92): «La questione del riconoscimento dei (tre) Gran Capitoli è difficile e, forse, questo spiega perché il Masonic Year Book della Gran Loggia Unita d'Inghilterra non dà un elenco dei Gran Capitoli riconosciuti dal Supremo Gran Capitolo d'Inghilterra».
Ripetiamo però che alla base di questa situazione non vi è nessun senso di antagonismo. Anzi, analogamente alla politica di Gran Loggia, l'Inghilterra non costituisce, per esempio, Capitoli in paesi dove esiste già un G. Capitolo, indipendentemente dal fatto se questo sia riconosciuto o meno (2 a pag. 219).
Il Gran Capitolo Generale americano adotta un atteggiamento simile (*I). Inoltre, gli Americani non hanno mai esitato nel riconoscere validi i gradi dell'Arco Reale scozzese e olandese di chi scrive.
L'Autore ha vissuto in un paese dove 4 Grandi Logge e 3 Grandi Capitoli dell'Arco Reale cooperavano pacificamente e fra-ternamente, senza limiti territoriali e senza la pur minima frizione. Si aspetta quindi che in Italia altrettanto serenamente possano convivere, nel medesimo territorio massonico, l'Arco Reale di tipo americano e l'Arco Reale di tipo inglese, di cui una parte della Fratellanza italiana ha rivendicato la originaria peculiarità. I rituali e l'organico dei due sistemi sono or mai tanto differenziati che un Maestro Massone può ben volere arricchirsi di entrambe queste bellissime iniziazioni.
Una delegazione della Loggia Heredom a Siena il 14 e 15 Novembre
Una delegazione di Fratelli della Loggia Heredom 1224 di Cagliari, guidata dall'Immediato Past Master, il 14 e 15 Novembre, si recherà a Siena per partecipare al primo Anniversario della Cerimonia di Consacrazione della Loggia Agostino Fantastici 1472.
E', infatti, trascorso un anno da quel 8 novembre 2014, quando, a Siena, alla presenza dell'Ill.mo e Ven.mo Gran Maestro Fr. Stefano Bisi, presso la Villa Belvedere di Colle Val d'Elsa, è stata consacrata, secondo il tradizionale Rituale Emulation, la Loggia 'Agostino Fantastici' n. 1472 di Siena, Emulation Lodge all'Obbedienza del Grande Oriente d'Italia.
Durante la Cerimonia del prossimo 15 Novembre, i Fratelli della Loggia Fantastici attribuiranno il titolo di Fratello Onorario all'Ill.mo e Ven.mo Gran Maestro, Fr. Stefano Bisi, al Fr. Francesco Borgognoni, Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana, che presiedette la Cerimonia di Consacrazione della Loggia, e a tutti i Fratelli che parteciparono in qualità di Ufficiali Consacratori, tutti Past Master provenienti dalle Logge Emulation di tutta Italia.
Invito alla 330a Tornata di Loggia - 6 Novembre 2015
Carissimo Signore e Fratello,
Sei cordialmente invitato a partecipare alla 330a Tornata di questa Loggia che si terrà presso il Tempio n° 2 della Casa dei Liberi Muratori di Piazza Indipendenza 1 a Cagliari, il prossimo Venerdì 6 Novembre 2015, alle ore 19,30 per le ore 20.00.
Durante questa Tornata verrà celebrata la Cerimonia di Investitura a fratello Onorario del Fr. G.S., M.M. della Loggia Giordano Bruno n° 852 di Ferrara, e la Spiegazione della Seconda Sezione della Terza Lettura Prestoniana.
Scarica l'Agenda dei Lavori dall'area Riservata.
Su comando del Maestro Venerabile.
Sinceramente e Fraternamente
Fr. B.L.,
Segretario
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