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martedì 2 agosto 2016

Most Worshipful Grand Master Ebenezer Hall


Detroit's Masonic Temple


Masonic Times

Ancora alla ricerca della Parola Perduta


di Almerindo Duranti


Oggi è il compleanno di Tiziano Busca




Oggi compie gli anni Tiziano Busca, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori dell'Arco Reale - Rito di York. A lui vanno gli auguri di tutti i Compagni del Rito di York e della redazione del Blog.

Giordano Bruno, pioniere delle nostre libertà. Rai-Tv Protestantesimo


“Giordano Bruno, pioniere delle nostre libertà”: è il titolo del servizio che il programma Rai Protestantesimo – conduttore Paolo Emilio Landi- nella puntata andata in onda il 31 luglio, ha dedicato al filosofo nolano. A ricostruire la vita, la vicenda e la storia del filosofo, scrittore, personaggio caro alla Massoneria che nell’Ottocento contribuì a riscoprirne il pensiero e a realizzare il monumento che l’Italia postrisorgimentale gli eresse in Campo dè Fiori a Roma, sono stati Michele Ciliberto, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e Fulvio Ferrario della Facoltà Valdese di Teologia.  Vedi servizio

lunedì 1 agosto 2016

Il Caino Gnostico - seconda parte


di Filippo Goti




Leggiamo i passi della Genesi, che investono il rapporto fra Caino ed Abele, e fra essi e Dio.

Genesi 4:1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore».
Genesi 4:2 Poi partorì da ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
Genesi 4:3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore;
Genesi 4:4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta,
Genesi 4:5 ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.
Genesi 4:6 Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?
Genesi 4:7 Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo».
Genesi 4:8 Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.
Genesi 4:9 Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?».
Genesi 4:10 Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!
Genesi 4:11 Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello.
Genesi 4:12 Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra».
Genesi 4:13 Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono!
Genesi 4:14 Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere».
Genesi 4:15 Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato.
Genesi 4:16 Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.

Da questa lettura emerge che Caino è il primogenito di Adamo ed Eva. Per l’antica legge naturale a lui è destinata la proprietà delle terre, mentre al fratello minore è demandato al governo del bestiame. È utile ricordare, come nelle società dedite alla pastorizia e all’agricoltura, che colui che è proprietario della terra, è proprietario anche di tutto quanto su di esse era presente. In ultima analisi Abele altro non è che il governante delle greggi, sottoposto, come da tradizione, al potere del fratello maggiore.
Caino lavora la terra, ne regola la produzione, vive dei frutti della stessa in armonia e pace, mentre Abele trae il proprio sostentamento dal bestiame, che pascola sulle terre del fratello maggiore.


Di questo racconto vi sono almeno tre chiavi di interpretazione.
La prima vede il tentativo di sovversione da parte di Abele dell'ordine dinastico, che lo vedeva secondo rispetto a Caino. Una sovversione mediante il sacrificio di sangue alla Divinità-Autorità, di cui è richiesto l'intervento. In tale ottica Caino, uccidendo il fratello, semplicemente preserva il legittimo diritto di erede dall’ingiusta azione del fratello.
Una seconda lettura suggerisce il rifiuto alla circoncisione, simboleggiata dal sacrificio degli animali primogeniti, come purificazione e ammissione alla comunità. Indicando, al contempo, l’esistenza di un'altra realtà sociale e religiosa, che trova fondamento in riti non legati alla carne e al sangue. Due diverse realtà,  di difforme elevazione spirituale.
La terza lettura può avvenire in chiave psicologica dove Caino ed Abele altro non rappresentano che i due aspetti della composita e conflittuale condizione dell'uomo.
La Natura Superiore (Caino), legata alla metodica armonia, al rispetto dei cicli solari e lunari e la Natura Inferiore (Abele), che si nutre degli aspetti della carnalità, entrano in drammatico conflitto. Attraverso la morte iniziatica la prima trionfa sulla seconda, attirandosi però le ire delle potenze che lavorano affinché l'uomo rimanga legato alle cose di questo mondo. Queste potenze nello gnosticismo assumono il nome di Arconti, espressioni spirituali impure nate dall’errore della Sophia. Le quali nutrano gelosia per la natura spirituale dell’uomo: una natura che è emanazione del Dio prima di Dio.
Ecco quindi come lo gnostico rinasce per mezzo di questa catartica prova come "diverso" fra i suoi simili. Egli vive e percepisce le cose tutte non attraverso i sensi materiali, ma attraverso il segno : il marchio della Gnosi. Divenendo un perenne fuggiasco dalle cose di questo mondo, estraneo ed alieno alla comunità carnale, in radicale antagonismo verso l'ovvio e costante tributo di sensi che deve essere onorato al Signore del Mondo. In tale ottica lo Spirito, rappresentato da Caino, ha primogenitura rispetto alla carne, rappresentata da Abele. Esso viene bandito, osteggiato e ingiuriato in questo mondo senza però giungere a distruzione, in quanto da contenuto alla forma: animando la materia stessa.
Il Demiurgo e gli Arconti odiano e schiavizzano lo Spirito, ma in assenza di questo tutto il loro reame collasserebbe rovinosamente. Siamo qui davanti ad un'identificazione in Caino della componente spirituale, nobile ed elevata dell'animo umano, in Abele della natura carnale, e nel Dio li rappresentato degli agiti psicologici legati alle pulsioni e compulsioni che più ci legano ad una dimensione mondana ? Lascio ad ognuno di noi la risposta a questo quesito.
Alla luce di quanto detto, siamo innanzi ad una volontà degli gnostici di formare un’esegesi originale del testo originale? Ad un'allegoria dissacrante? Alla pretesa di inficiare il valore di tutto l’Antico Testamento? Sicuramente queste triplici inflessioni possono essere presenti nelle varie scuole gnostiche, che si sono cimentate in tali sottili inversioni, ma non dobbiamo dimenticarne una quarta che per importanza sopravanza le precedenti. Essa è rappresentata dall'anelito salvifico, che trova viatico nella sola conoscenza, e che rende lo gnostico degno di essere tale. Un ardente desidero che non può non concretizzarsi in una rivolta verso le cose di questo mondo, verso le convenienze, e incarnarsi in un doloroso processo di autocoscienza ed abiura di quei comportamenti che ci rendono più simili ad animali, piuttosto che a figli di un Dio di puro Spirito.
Il sacrificio animale quale allegoria del ciclo della vita e della morte, dell'esplosione emotiva e sensoriale, del potere inebriante e oscurante della carne, ma anche del coito sessuale. Della cecità che anima il gesto di distruggere, di togliere, di sprecare la vita in virtù di un comandamento, di un impulso cieco e non ragionato, che ottenebra la mente dell'uomo, costringendolo ad un barbarico scempio. Il sacrifico è l'olocausto che ogni giorno l'uomo impone a se stesso, al proprio corpo, alla propria mente, e alla propria anima. Attraverso la corruzione della carne, i bassi pensieri , le superstizioni e il cattivo uso delle facoltà intellettive, ed infine l'avvelenamento emozionale dell'anima.
Non è impossibile ravvisare nel racconto biblico di Caino, una similitudine di messaggio con le parole che compongono i seguenti passi del Vangelo di Matteo:

Matteo 10:34 Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.
Matteo 10:35 Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera:
Matteo 10:36 e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.

Dove il Cristo, il portatore del verbo del Dio prima di Dio, restauratore della comunione fra la vera fonte e i suoi figli dispersi, indica proprio in ciò che più ci lega a questo mondo, come risieda il veleno del mondo, e la causa di separazione da Dio.
Prima di concludere, un'ultima riflessione legata al luogo dove Caino va ad abitare, dopo l'abbandono della propria terra. Egli prende dimora a Nod, nelle terre di oriente, dove quindi sorge il Sole.

Ecco quindi un Caino legato al culto solare, e portatore di una verità, di un segno che assume il valore di un simbolo di conoscenza, acquisibile solamente attraverso la ribellione, e la morte interiore: le Porte dell'Eterno Oriente si aprono, donando la Luce a colui che ha dominato la propria natura inferiore, e viene ammesso ai riti del fuoco. 

Abramo, il nuovo libro di Claudio Saporetti




Abramo. Non si conosce nemmeno il vero significato del nome, ma lo vedremo poi; non è nemmeno chiaro quando sia vissuto, ma lo vedremo poi; e nemmeno sappiamo con certezza quando siano vissuti gli Autori che scrissero di lui, ma lo vedremo poi. Diciamo fin da ora che la descrizione di tutte teorie che hanno individuato nel Libro Genesi (che è il Libro della Bibbia in cui c’è la storia di Abramo) due e più mani, distinte nel tempo, a seconda che il nome di Dio venga scritto in un modo o nell’altro, oppure che certe espressioni siano caratteristiche di uno scrittore più che di un altro, vanno lasciate ad un libro che non voglia essere, come questo, di facile lettura, altrimenti, scherza l'autore, Claudio Saporetti, "certi lettori per i quali sto scrivendo lo rimetterebbero nello scaffale (o in altra peggiore sede) fin dalle prime pagine"...
Claudio Saporetti, è stato ordinario di Assirologia all'Università di Pisa, ha collaborato per Rubbettino, Sellerio, Aracne. Per Tipheret ha curato un saggio in appendice a «Il poema di Ishtar» di Oswald Wirth.

Massoni per la libertà. L’antifascismo italiano in esilio. Incontro del Servizio Biblioteca all’Academia Belgica


CopertinaL’evento chiude il 20 settembre a Roma le tradizionali celebrazioni della Massoneria per l’anniversario della storica Breccia di Porta Pia. Omaggio anche ai 70 anni della Repubblica che il Grande Oriente d’Italia festeggia da febbraio. È la prima volta che il Servizio Biblioteca organizza un evento con un istituto internazionale di cultura.

L’antifascismo italiano in esilio – specialmente in Francia e in Belgio – non è stato solamente politico ma anche massonico e laico. Nel contesto dell’esilio e dell’aiuto agli esuli che fuggono dal regime di Mussolini, le identità laica e liberomuratoria – più vicine all’ambito della filosofia e dell’etica – rinforzano la solidarietà tra i rifugiati. Grazie a questa solidarietà internazionale, alcuni esuli italiani, che sono stati massoni e militanti laici, hanno potuto mantenere la loro identità all’estero e c’è chi ha creduto fino alla fine dell’esilio di poter rientrare un giorno in Italia ed essere promotore di un nuovo Risorgimento laico. Stiamo parlando di un libro pubblicato in Francia che, sul modello degli studi realizzati dal Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele nel suo saggio “La massoneria italiana nell’esilio e nella clandestinità”, sta riscuotendo grande interesse in Belgio. “Libres et persécutés. Francs-maçons et laïques italiens en exil pendant le fascisme”, questo è il titolo del volume edito da Garnier, è frutto degli studi di Nicoletta Casano e nasce dalla sua tesi di dottorato vincitrice nel 2013 del Premio Giacomo Treves del Grande Oriente d’Italia. Il libro sarà presentato a Roma il 20 settembre prossimo, alle ore 18:30, presso l’Academia Belgica (Via Omero 8) su iniziativa del Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia che realizza l’incontro d’intesa con l’istituto culturale belga. Insieme all’autrice intervengono gli storici Santi Fedele, Gran Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia, e Anne Morelli della Université Libre de Bruxelles. Saranno presenti il Gran Maestro Stefano Bisi e il Direttore dell’Academia Belgica Wouter Bracke. La partecipazione è aperta a tutti.
Alessandro Tedeschi e Giuseppe Leti, esuli antifascisti, che ressero le sorti del Grande Oriente d'Italia in esilio durante il regime mussoliniano.
Alessandro Tedeschi e Giuseppe Leti, esuli antifascisti, che ressero le sorti del Grande Oriente d’Italia in esilio durante il regime mussoliniano.
In Belgio lo studio della ricercatrice italiana ha raccolto l’interesse non solo degli accademici tanto da essere presentato anche dall’associazione Bruxelles Laïque che si occupa dello sviluppo politico, sociale e culturale della laicità e della difesa degli ideali e dei valori democratici. Casano è stata inoltre intervistata dalla Radio Nazionale Belga.
È la prima volta che il Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia organizza un evento d’intesa con un istituto internazionale di cultura e il contesto delle celebrazioni della Massoneria italiana per il XX Settembre e il settantesimo della Repubblica sono la migliore occasione per inaugurare un filone di rapporti che stimoli la condivisione e la diffusione di nuovi principi educativi rivolti alla giustizia, alla libertà e alla pace.
L’Academia Belgica ha l’obiettivo di incoraggiare le relazioni scientifiche e culturali tra l’Italia e il Belgio, sia offrendo ospitalità a ricercatori e artisti belgi che sono in Italia per le loro ricerche, sia presentando al pubblico italiano le più importanti realizzazioni belghe in campo artistico e scientifico.  Al momento, l’istituto è uno spazio unico di ricerca, di creazione, di collaborazione e di promozione nel pieno centro di Roma.
Relatori al convegno
Nicoletta Casano è dottore di ricerca della Université Libre de Bruxelles (ULB) e dell’Università degli Studi della Tuscia. È autrice di numerosi saggi sulla storia della massoneria, del libero pensiero e della laicità. Collabora con il Centro interdisciplinare di studi delle religioni e della laicità dell’ULB. Santi Fedele è professore ordinario di storia contemporanea nell’Università di Messina. Direttore dell’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Messina, fa parte del Comitato scientifico della Fondazione di Studi Storici Filippo Turati di Firenze e del Centro internazionale di studi risorgimentali garibaldini di Marsala. I suoi studi sono prevalentemente indirizzati allo studio dei partiti e dei movimenti politici del Novecento italiano con particolare riferimento ai filoni della democrazia laica e repubblicana e del socialismo libertario. Tra le sue opere di argomento massonico: “La Massoneria italiana nell’esilio e nella clandestinità, 1927-1939” (2005), “Alessandro Tedeschi, Gran Maestro dell’esilio” (2008), “La Massoneria italiana tra Otto e Novecento (2011). Anne Morelli è una storica belga di origine italiana, specializzata in storia delle religioni e delle minoranze. Professore della Université Libre de Bruxelles (ULB), è stata direttrice del suo Centro interdisciplinare di studi delle religioni e della laicità. È autrice di numerose pubblicazioni sull’immigrazione italiana in Belgio, tra le quali “Recherches nouvelles sur l’immigration italienne en Belgique” del 2016, e tra i suoi numerosi articoli “Les exilés antifascistes italiens et la franc-maçonnerie” (in “Revue Belge d’Histoire Contemporaine, 1-2, 1986, pp. 3-34).
diploma Tedeschi 1938
Brevetto di Maestro rilasciato a Ernesto Candelli della Loggia Eugenio Chiesa di Parigi del Grande Oriente d’Italia in esilio. Il documento reca la firma del Gran Maestro Alessandro Tedeschi. Parigi, 30 aprile 1938 (Archivio Storico Goi, Collezione Donatello Viglongo)
ALLEGATI

XX Settembre 2016. Appuntamento dal 17 al 20 settembre. Roma sarà città emblema di #Repubblica70


E’ fissato per sabato 17 settembre l’inizio delle tradizionali celebrazioni della Massoneria italiana che, con l’Equinozio di Autunno, riprende i lavori nelle logge dopo la pausa estiva e ricorda l’anniversario del XX Settembre 1870. Il consueto appuntamento è come sempre a Roma, al Vascello, sede nazionale del Grande Oriente d’Italia che quest’anno ospiterà anche i festeggiamenti per il settantesimo anniversario della Repubblica italiana. La capitale sarà infatti città emblema di ‘Repubblica70‘, la rassegna culturale del Grande Oriente che da febbraio celebra i 70 anni della nostra Repubblica in luoghi simboli della nazione. Numerosi gli eventi in programma a Roma fino a martedì 20 settembre.
Sintesi delle attività a Roma dal 17 al 20 settembre
Sintesi delle attività a Roma dal 17 al 20 settembre
Porta Pia e XX Settembre
Breccia di Porta Pia in una foto d'epoca
Breccia di Porta Pia in una foto d’epoca
Porta Porta fu fatta erigere a Roma nel 1561 da Pio IV nelle mura aureliane, presso l’antica Porta Nomentana, su disegno di Michelangelo. Il 20 settembre 1870 il tratto tra Porta Pia e Porta Salaria fu l’obiettivo dell’attacco principale delle truppe italiane, guidate dal generale Raffaele Cadorna, contro l’esercito papalino per l’occupazione di Roma. I primi colpi di artiglieria colpirono le mura alle 5,10. I pontifici alzarono la bandiera bianca alle 10,05, mentre i reparti più prossimi all’ampia breccia, che nel frattempo era stata aperta nelle mura, davano inizio all’entrata degli Italiani a Roma. Il primo soldato a giungere nel varco e a superarlo fu il sottotenente Federico Cocito della 5ª batteria del 9° reggimento artiglieria pesante comandata dal Capitano Giacomo Segre. Tra i giornalisti a seguito degli artiglieri italiani c’era Edmondo De Amicis. Da allora la Breccia di Porta Pia è simbolo dell’Unità d’Italia: sancì l’annessione di Roma, decretando la fine dello Stato Pontificio come entità storico-politica, e l’avverarsi del sogno risorgimentale dei padri della patria. Nel 1895 il XX Settembre diventò festa nazionale, poi revocata nel 1930 dopo la firma dei Patti Lateranensi. Di recente sono stati presentati disegni di legge per ripristinare la festività. Oggi, quello che fu il dissidio tra Stato e Chiesa è stato superato con la conciliazione dei valori laici e cattolici in nome di un unico spirito nazionale che coniuga tutte le radici culturali del nostro paese. Nel 2010 il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di stato vaticano, ha partecipato per la prima volta alle celebrazioni del XX Settembre a Porta Pia insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Le celebrazioni del 2015
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Cecco D’Ascoli e il pensiero libero. Convegno a Castignano con il Gran Maestro Stefano Bisi


Castignano 6 agosto“Il Pensiero Libero, Cecco D’Ascoli” è tema del convegno del Grande Oriente d’Italia in programma nel Teatro Comunale di Castignano il 6 agosto (ore 18) alla presenza del Gran Maestro Stefano Bisi. Sarà esaminata la figura di Cecco D’Ascoli, poeta, medico, astronomo, che per le sue idee e i suoi studi fu condannato dall’Inquisizione a morire sul rogo. Fu arso vivo a Firenze, davanti alla basilica di Santa Croce, il 16 settembre 1327.
La loggia “Cecco D’Ascoli” di Ascoli Piceno e il Collegio circoscrizionale delle Marche sono gli organizzatori dell’incontro che porterà alla ribalta una figura medioevale forse poco conosciuta che però ha nella sua vicenda umana il senso di un’epoca. Cecco D’Ascoli, secondo la tradizione, nacque ad Ancarano probabilmente nel 1269; frate francescano, insegnò astrologia (all’epoca tra astrologia e astronomia non vi era differenza) in varie città d’Italia: da Bologna fu costretto ad allontanarsi nel 1324, come eretico, passò poi a Firenze al servizio di Carlo di Calabria, ma qui, sotto la stessa accusa di eresia, fu processato e condannato a morire sul rogo. Cecco, il cui vero nome era Francesco Stabili, aveva un approccio ‘scientifico’ alla conoscenza con uno studio diretto del mondo naturale al quale in più attribuiva legami indissolubili con le forze misteriose dell’universo. Da qui la sua leggendaria fama di mago che lo ha accompagnato fino ai giorni nostri.
Porteranno contributi al convegno: il filosofo Claudio Bonvecchio, Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia che parlerà di “Uomo e magia”; lo scrittore Pietro M. Benfatti che affronterà il tema “Cecco D’Ascoli haereticus“, la storica Simonetta Torresi che terrà una relazione su “Francesco Stabili e il volgare“. Gli interventi saranno presentati dal Consigliere dell’Ordine Giovanni Miconi mentre i lavori saranno aperti dal presidente circoscrizionale delle Marche Fabrizio Illuminati. Il Gran Maestro Bisi chiuderà il convegno.
Ingresso libero
Info: collegiocircoscrizionalemarche@gmail.com

Cecco D’Ascoli su Rai Storia

(Il Fogliettone.it) Grande Oriente d’Italia audito in Antimafia. Massoni: la mafia nostra nemica


Il Fogliettone.it 


Grande Oriente d’Italia audito in
Antimafia. Massoni: la mafia nostra
nemica
Il Grande Oriente d’Italia ha chiesto di essere audito in Commissione
Antimafia. La richiesta, si apprende, e’ arrivata attraverso una missiva
del 21 luglio in Commissione e dovrebbe essere accolta. L’audizione
dovrebbe avvenire mercoledi’ prossimo e segue la visita della
Commissione a Castelvetrano, il paese di Messina Denaro, effettuata
per monitorare sulla commistione in provincia di Trapani tra Cosa
nostra e massoneria deviata. La visita e’ avvenuta dopo l’informativa
inviata dalla Procura alla Prefettura sull’elenco di alcuni consiglieri
comunali iscritti nella massoneria. “Voglio che sia chiaro quali sono le
finalita’ delle logge massoniche ufficiali”, scrive il Gran Maestro
Stefano Bisi, alla guida dal 6 aprile 2014, manifestando la sua
disponibilita’ a chiarire “le tematiche riguardanti la Massoneria
regolare di cui mi pregio e mi onoro di appartenere”.
“Mafia e ‘ndrangheta e chi ne fa parte per noi sono i nemici della
Liberta’, della democrazia e della Giustizia”, aggiunge Bisi ricordando
poi “la dolorosa vinceda P2 che tanti danni ci ha arrecato” e che “la
Massoneria e’ una Istituzione universasle che si dedica al
perfezionamento dell’Uomo”. Tra l’altro la massoneria e’ chiamata in…Leggi tutto l’articolo
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I “suoni dell’anima” in corsia all’Istituto S. Anna | Cn24tv


Cn24tv del 28 luglio 2016
Cn24tv del 28 luglio 2016

“Appartenenza a logge massoniche? Nessun obbligo dichiararlo”. L’assessore Magi risponde al M5S | Arezzo Notizie


Arezzo Notizie 28 luglio 2016

I Premi “Libero Pensiero” vanno a Bisi e Gambardella. Domani la consegna a Lipari | Gazzetta del Sud


Gazzetta del Sud del 28 luglio 2016
Gazzetta del Sud del 28 luglio 2016

Il Gran Maestro al Quotidiano del Sud: “Logge segrete da noi non ce ne sono, né problematiche in Calabria e a Reggio. No a clima d’odio”


Massoneria e notizie stampa sull’inchiesta “Mammasantissima” della Dda di Reggio Calabria al centro dell’intervista di Annalia Incoronato su “Il Quotidiano del Sud” della Calabria. Il Gran Maestro Stefano Bisi: “L’Isis potrebbe colpire anche le nostre sedi, no a clima odio”.

Nel maggio scorso i visi erano tutti sorridenti, le celebrazioni del Grande Oriente d’Italia per i 70 anni della Repubblica hanno toccato anche la città di Reggio Calabria e l’auditorium Calipari di Palazzo Campanella era pieno di iscritti e studenti che hanno partecipato a un concorso indetto proprio dall’obbedienza massonica più numerosa del paese. Di recente, la Città dello Stretto è finita sotto i riflettori per altre questioni relative all’inchiesta “Mamma Santissima” della Dda, reggina che ipotizza l’esistenza di una cupola occulta con pesanti infiltrazioni nelle istituzioni e nella politica. Ne abbiamo parlato con Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.Quotidiano del Sud - prima
Reggio vi sta dando un po’ di pensieri ultimamente. «No, non ci sono problematiche particolari né in Calabria né a Reggio. La magistratura fa le sue indagini ma non riguardano il Grande Oriente d’Italia».
Il vostro ex iscritto Amerigo Minnicelli direbbe il contrario. «Lui è esterno al Goi, a me non risulta».
Cosa è successo veramente? Lui dice che è stato cacciato quando ha denunciato situazioni poco chiare. «No, lui è stato espulso dal Goi perché aveva offeso il Gran Maestro. Per la struttura che ha sul piano regionale, locale e nazionale, il Goi ha dei controlli rigorosi e queste infiltrazioni di cui lui parla non ci sono. lo vedo che in Calabria i nostri fratelli hanno una grande passione per la vita della Comunione e fanno anche molta solidarietà, più di quella che vogliono dire. Annuncio una nostra iniziativa imminente, nel 2017 partiremo con un camper di nostri fratelli dentisti e cureremo i migranti senza fargli spendere un solo euro».
Pur ammettendo che la maggioranza degli iscritti siano brave persone, tuttavia è capitato e può ancora capitare qualche mela marcia. «lo la domenica non vado in chiesa (tuttavia vedo nella chiesa cattolica un’istituzione importante) e non mi sentirei di giudicare o di non andarci più se ci sono sacerdoti pedofili. Oppure se in qualche partito, e i partiti hanno una funzione fondamentale nella vita pubblica, ci sono delle persone non coerenti con i principi che professano, non me la sento di dire che i partiti vanno aboliti».
Però i meccanismi interni di controllo devono funzionare. «Posso garantire che il Goi opera correttamente in questo senso. La presidente della commissione parlamentare antimafia ha detto che convocherà i Gran Maestri delle Gran Logge e attendo lieto per fare capire cosa siamo e facciamo. Logge segrete da noi non ce ne sono assolutamente, le logge del Goi sono regolari e compiono lavori rituali, siamo a conoscenza di tutti gli appartenenti alle singole logge, siamo 23mila».Il Quotidiano del Sud
Proprio perché siete tanti non è facile sapere che tutti sono puliti e si ispirano ai principi della libera muratoria. «Abbiamo un’organizzazione tale che permette di esaminare le domande e il percorso di ogni fratello. Quando ci sono provvedimenti da prendere, gli organi del Goi li prendono senza alcun problema. Quando si parla genericamente di massoneria bisogna stare attenti, proprio stamattina (ieri, ndr) leggevo che il Califfato nella sua rivista invita ad attaccare le chiese, i supermercati e anche le logge massoniche; io invito chi ha posti di responsabilità a usare con molta cautela la massoneria non associandola alla criminalità organizzata perché non vorrei che qualche mente un po’ labile prendesse a pretesto le dichiarazioni delle istituzioni per vendicare le proprie rabbie e gli insuccessi della vita con attacchi e violenze sconsiderate».
Si può pensare a un percorso di “scopertura” della massoneria? «Il nostro sito internet racconta tante cose che facciamo, ci sono i nomi delle logge, gli indirizzi delle sedi regionali, fuori dalle nostre sedi ci sono le targhe. Per celebrare i 70 anni della Repubblica siamo stati in 14 località, tra cui Reggio Calabria, e altre ancora le visiteremo. Tutte iniziative pubbliche».
Però c’è ancora chi associa la Massoneria a qualcosa di nascosto. «Ogni cittadino ha diritto alla riservatezza delle proprie inclinazioni culturali, religiose, sessuali, spirituali. Se in Italia è stata approvata una legge sulla privacy, mi chiedo se vale per tutti e non vale per i massoni. I fratelli calabresi sono molto aperti e trasparenti però hanno diritto come tutte le persone di non dover dire quello che sono. Io non chiedo alle persone se la domenica mattina vanno in chiesa o in moschea» .
Se parliamo di persone con principi sani siamo d`accordo, però se dagli atti dell’inchiesta della Dda di Reggio Calabria, ad esempio, emerge un’associazione segreta fa un po’ impressione. «Riguardo a questo devo segnalare un caso di omonimia, c’è un grosso equivoco. Il fratello che nell’inchiesta di Cordova aprì la porta al Vascello, il giorno della perquisizione nella sede di Roma, si chiama Antonino De Stefano, nato a Reggio Calabria e docente di scuola media, all’epoca era Gran Segretario Aggiunto. Nulla ha a che fare con Giorgio De Stefano che è stato arrestato nell’operazione “Mamma Santissima”, questo qui invece non ha mai messo piede nel Goi».
C’è una testimonianza importante in quelle carte che è quella dell’ex Gran Maestro Di Bernardo, al quale lei ha già risposto con una lettera. Parla di confidenze di Ettore Loizzo su infiltrazioni mafiose in 28 logge su 32 in Calabria. «Nei verbali delle Giunte di quel periodo non c’è traccia di questa conversazione tra il Gran Maestro Di Bernardo con l’Aggiunto Ettore Loizzo. Anzi, lo stesso Loizzo in un libro ha detto esattamente il contrario. Poi lui era vicesindaco di Cosenza e dobbiamo tributargli un profondo rispetto perché rinunciò a una carriera politica che era ben indirizzata, temendo una strumentalizzazione della sua appartenenza alla massoneria»
A prescindere dai verbali, ha chiesto cosa sia successo ad altri componenti della giunta dell’epoca che possono confermare o smentire quanto dice Di Bernardo? «Ho chiesto e ho guardato i verbali. Gli atti parlano di un Gran Maestro preoccupato perché naturalmente c’era l’inchiesta in corso del procuratore Cordova ma di quella confidenza non c’è traccia».
Tra politica e massoneria c’è incompatibilità? «I liberi muratori, singolarmente e senza impegnare la comunione massonica a cui fanno parte, possono partecipare alla vita pubblica se i cittadini daranno loro il consenso . Nelle logge si parla uno alla volta, si ascolta gli altri fratelli e soprattutto si rispetta l’idea dell’altro. Una bella scuola di cui anche la politica dovrebbe tener conto».
Sull’obbligo degli amministratori e dei dipendenti pubblici di dichiarare l’eventuale appartenenza massonica cosa pensa? «In Toscana e nelle Marche vige l’obbligo per gli amministratori di indicare tutte le associazioni di cui fanno parte. A me sembra una legge liberticida e ingiusta non solo contro i massoni ma contro le libertà di ogni cittadino. Perché dovrei dire di essere iscritto, ad esempio, all’associazione dei bambini cardiopatici esponendo così anche mio figlio? I cittadini hanno invece il diritto di valutarmi per quello che faccio».
Il capo struttura di un consigliere regionale della Calabria, Carlo Piroso, si è dimesso dichiarando la sua appartenenza al Goi. È stato coraggioso o sprovveduto? «La nostra è un’associazione di uomini liberi e ogni fratello può fare ciò che ritiene giusto nell’ambito delle proprie attività e del proprio lavoro. È una cosa che rimane nella sua sfera personale». (Annalia Incoronato, Il Quotidiano del Sud 28 luglio 2016)
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