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giovedì 2 novembre 2017

Cento anni fa l’omicidio di Achille Ballori. Il Grande Oriente lo ha ricordato con una cerimonia davanti a Palazzo Giustiniani e con un incontro al Vascello


Il Gran Maestro Bisi al centro con il Sovrano Gran Commendatore Taroni nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. A sinistra il Gran Segretario Pietrangeli e il I Gran Sorvegliante Seminario a sinistra il Consigliere dell’Ordine in Giunta Celani
Il Grande Oriente d’Italia ha voluto ricordare, a cento anni dalla morte,  Achille Ballori, il fratello martire ucciso a colpi di pistola nella serata del 31 ottobre del 1917 all’interno di Palazzo Giustiniani all’epoca sede della Comunione, poi confiscato dal fascismo, e che oggi ospita gli uffici del Senato. Il Gran Maestro Stefano Bisi, insieme al Primo Gran Sorvegliante Tonino Seminario, al Gran Segretario Michele Pietrangeli e al Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato Leo Taroni, nel pomeriggio del 30 ottobre, hanno deposto una corona d’alloro dinanzi all’ingresso laterale dello storico edificio. Il Gran Maestro ha ricordato la figura di Ballori, medico stimato, che era stato assessore e vicesindaco di  Roma,  e  che quando venne assassinato ricopriva la carica di Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato ed era in attesa di diventare Gran Maestro al posto di Ettore Ferrari. Dopo la cerimonia Bisi, insieme agli altri alti rappresentanti del Goi ha visitato quello che un tempo era il Tempio Maggiore del Grande Oriente, ossia la bellissima sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, ospite speciale del senatore Lucio Barani,  che ha il suo ufficio nella stanza che era lo studio dei Gran Maestri dell’epoca. Subito dopo, appuntamento a Villa il Vascello per un convegno dedicato a Ballori, nel corso del quale lo storio Massimo Nardini dell’Università di Firenze ha ricostruito il clima dell’epoca e il momento particolare che la Massoneria italiana si trovò ad attraversare in quel 1917. Un momento caratterizzato da profonde divisioni interne, che si acuirono dopo i due storici incontri della Libera Muratoria internazionale che si tennero a gennaio e giugno a Parigi, che posero le basi alla nascita della Società delle Nazioni e ai quali parteciparono in rappresentanza del Grande Oriente d’Italia Ernesto Nathan e il Gran Maestro Ettore Ferrari. I due eventi, come ha spiegato Nardini, tracciarono le linee di un nuovo percorso comune per le Massonerie europee all’indomani della sconfitta degli imperi centrali. Percorso che era in contraddizione con il Patto segreto di Londra che prevedeva che anche l’Italia partecipasse alla spartizione delle spoglie del vecchio mondo e al cui spirito aderirono Ferrari e Nathan. Un passo il loro che provocò una grande frattura interna – Ferrari rassegnò le dimissioni, per passare a Ballori il testimone- e che ebbe come effetto quello di dare il via ad una campagna mediatica dai toni esasperati contro la Massoneria, che sicuramente contribuì a gettare cattiva luce su di essa fino a spingere un fanatico paranoide come Lorenzo D’Ambrosio al folle gesto di colpire Ballori,  l’uomo che in quel momento incarnava il simbolo della Libera Muratoria in Italia. Una campagna mediatica che per certi versi, ha sottolineato lo storico, assomiglia a quella in atto ai nostri giorni. “L’omicio Ballori è accaduto cento anni fa, ma sembra che parliamo di oggi”,  ha detto anche il Sovrano Gran Commendatore del Rsaa, facendo anche appello ai fratelli, nel segno del grande impegno pubblico che caratterizzò la Massoneria a inizio secolo, a fare politica come allora in maniera seria. Ha concluso l’incontro il Gran Maestro invitando la Comunione a ricordare Ballori, vero martire massone la cui figura è rimasta troppo a lungo nell’oblio, anche intitolandogli  delle officine. “Il clima di oggi -ha detto il Gran Maestro- non è bello. Nel momento della nostra massima apertura, con tantissimi eventi organizzati in tutt’Italia e le case massoniche aperte al pubblico, come a Genova dove l’inziativa ha riscosso grande successo, sono stati presentati -ha ricordato- due progetti di legge che mirano a colpirci e minano il diritto di associazione e di appartenenza a una associazione. Noi -ha sottolineato- continueremo la nostra battaglia. Nessun cavallo di Frisia o filo spinato potrà fermare il vento impetuoso della fratellanza e della libertà, che è il vento al quale noi diamo forza”.
Un momento della cerimonia in via Giustiniani
Il Gran Maestro al termine della cerimonia. Dietro il labaro del Grande Oriente
Il Gran Maestro con il sen. Lucio Barani al termine della visita a Palazzo Giustiniani

L’intervento del prof. Massimo Nardini all’incontro dedicato ad Achille Ballori al Vascello
Scheda
Achille Ballori
Il 31 ottobre 1917, mentre a Nord è in atto la ritirata di Caporetto, verso le 18,15 un uomo sulla quarantina con pizzetto, abito grigio e cappello a lobbia, di media statura e robusto, suona il campanello del portone in via della Dogana Vecchia di Palazzo Giustiniani a Roma. Si presenta come Giobbe Giobbi e chiede di parlare con il 67enne Gran Commendatore del Rito Scozzese Achille Ballori, nonché Gran Maestro Aggiunto e sicuro successore di Ettore Ferrari alla Gran Maestranza.
Il presunto  Giobbi si era recato già, senza trovarlo, a casa di Ballori in Via San Martino al Macao dicendo che doveva parlargli di un affare importante, ma Filomena la governante gli aveva riferito che era uscito e che lo avrebbe trovato appunto nella sede della Massoneria a Palazzo Giustiniani.
L’uomo viene fatto accomodare dagli usceri di Palazzo Giustiniani su una sedia all’ingresso, mentre un impiegato, Santolini,  raggiunge Ballori nel suo ufficio per avvisarlo dell’ospite. Ballori, che è in compagnia del professor Ulisse Bacci, il Gran Segretario della Massoneria, si reca dal visitatore.
Racconta Santolini che l’uomo chiese: “È lei il commendator Ballori?”. E che alla risposta affermativa del primo, gridò: “Voglio parlare con lei, solo, fuori tutti” e “così dicendo – è la testimonianza dell’impiegato-  fece un gesto largo con la mano e si vide che era  armato di rivoltella. Contemporaneamente cominciò a sparare dei colpi contro Ballori che mi sembrarono tre o quattro. Avvenne una grande confusione, ed io, che mi trovavo nella seconda camera, ove si trova l’archivio, corsi verso gli uffici per chiedere aiuto”.
Ballori è lasciato solo, si rincantuccia in un angolo ma quando tenta di fuggire l’assassino spara 4 colpi, uno fa cilecca. Rimette la pistola in tasca, non va però via subito, anzi si mette a fischiare l’incipit di Cavalleria. Tranquillo solo quando un altro abitante dello stabile sale le scale ed entra impugnando una pistola si allontana.
Continua Santolini. “Tornato nella camera, trovai in quella della Giunta il Comm. Ballori sorretto dal Bacci e da qualche altro, il quale disse solamente: mi pare che mi abbia ferito qui, ed accennando la nuca cadde per terra. Cercammo di sorreggerlo, trasportandolo poi sul divano, ma egli quasi subito spirò”.
Dall’esame autoptico, eseguito all’Istituto di Medicina Legale in San Bartolomeo all’Isola, emerge che la morte è avvenuta per un colpo entrato alle spalle che gli ha spappolato mezzo cuore.
L’assassino lascia Palazzo Giustiniani e in tram, alle sette e mezzo è al n. 9 di via Augusto Valenziani dove è la casa dell’ex Gran Maestro Ettore Ferrari. Si rivolge alla portiera Clorinda Discepoli, affermando di dovergli consegnare una grossa somma di denaro. Ma lei ha la prontezza di dirgli che non c’è, che rientrerà solo la mattina dopo.
Lasciata casa Ferrari l’assassino è a palazzo Sciarra, sede del “Giornale d’Italia” dove ferma un fattorino a cui chiede perché non sia ancora uscito il giornale. Quando però questi gli risponde che il ritardo è dovuto all’annuncio dell’uccisione del professor Ballori lui esulta. Quasi ne è felice.
La Questura, allertata decide di porre in sicurezza tutte le case dei massimi dirigenti della Massoneria, ed a ragione. Tant’è il sedicente Giobbe Giobbi viene arrestato il giorno dopo verso le tre e mezzo da due poliziotti proprio mentre si aggira in via Torino, dinanzi casa dell’ex Gran Maestro nonché ex sindaco di Roma Ernesto Nathan.
Interrogato in strada dai due agenti in borghese, l’uomo esibisce il passaporto. E’ intestato a Lorenzo D’Ambrosio di anni 47, nato ad Avellino e residente a Roma in via Carlo Alberto 63, di professione farmacista. Ha moglie e due figli. Portato al commissariato di P.S. di via Magnanapoli, viene perquisito. In tasca ha un coltello a serramanico «a foglia d’olivo» di 9 cm e un revolver Smith & Wesson a 5 colpi, calibro 7,65 scarico.
Anarchico individualista, dinanzi al commissario manifesta tutta la sua avversione psicotica contro la Massoneria, che accusa delle peggiori cose del mondo secondo un ossessivo canone persecutorio. Era stato edotto a questa visione sotto le armi dal commilitone Angiolillo, l’anarchico che nel 1897 ammazzò il primo ministro spagnolo Cánovas del Castillo.
Assurde le accuse che D’Ambrosio rivolge all’Obbedienza: la porta di casa imbrattata di sterco, ricoperta di «segni minatori». Eppoi minacce ai suoi clienti per dissuaderli dall’entrare nella sua farmacia al punto da essere costretto a venderla.
Ed ancora la considera colpevole del suo internamento nel manicomio di Nocera nel 1916, e di ogni altro accidente o follia connessa alla sua vita, come la morte della sorella Costantina in America, asfissiata dalle esalazioni di gas illuminante per un rubinetto lasciato aperto.
Uscito dal manicomio di Nocera Inferiore, D’Ambrosio decide di vendicarsi. Dopo esserci stato già altre volte, si trasferisce definitivamente a Roma, qui trova lavoro presso alcune farmacie da cui per comportamenti strani viene ripetutamente licenziato. Ha un buon stipendio, 250 lire al mese. Dopo essersi fatto ancora licenziare il 24 ottobre si reca dall’armiere Armando Frinchillucci, in via Quattro Fontane 118 e acquista per 40 lire un revolver. Trova gli indirizzi dei massoni sulla Guida Monaci. Ed inizia a pedinare per primo lo scultore Ettore Ferrari, ma decide che la sua prima vittima deve essere Achille Ballori, il futuro Gran Maestro.
Durante l’interrogatorio dirà: “Debbo dichiarare che non avevo ragione alcuna di speciale antipatia per il Ballori, persona di ottimo cuore e di grande onestà. La mia intenzione era di colpire la Massoneria nelle sue personalità più rappresentative: avevo idea di uccidere, oltre il povero Ballori, anche Ettore Ferrari ed Ernesto Nathan. Che io non avessi ragione di odio contro il Ballori ve lo dimostri il fatto che stamane ho comprato due mazzi di fiori per deporre sulla sua tomba. Se non mi aveste arrestato avrei seguito fino all’ultimo il mio programma. Sabato mi sarei recato ai funerali del Ballori, e avrei fatto una strage […]
Nel corso dell’istruttoria il giudice Mosca, per il sospetto che fosse pazzo, chiede una perizia psichiatrica dell’imputato. Da essa risulta che Lorenzo D’Ambrosio è un «alienato criminale» affetto da «demenza paranoide», pertanto ritengono che ai sensi dell’art. 46 del Codice Penale egli non sia imputabile, ma essendo la sua libertà «pericolosa a sé e agli altri» si ordina il suo ricovero in manicomio. (Autore: Servizio Biblioteca)
Chi era Achille Ballori
Achille Ballori: medico, nacque a Dicomano (Pisa) il 29 aprile 1850. Fu direttore dell’ospedale civile di Mantova prima e degli ospedali Riuniti di Roma poi. Sotto l’amministrazione Nathan fu assessore all’igiene al Comune di Roma.
Nel 1874 risulta Maestro nella Loggia “Umanità e Progresso” di Pisa e nel 1891 fu Maestro Venerabile della Loggia “Rienzi” di Roma. Nel 1893 fu eletto Grande Maestro Aggiunto del Grande Oriente d’Italia. Il 20 marzo 1899 fu insignito del 33° grado e nel 1906 divenne Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato, carica che ricoprì sino alla morte. Per sua volontà fu cremato e seppellito nella tomba monumentale dei Gran Maestri al Verano.
Un Radio dramma per ricordare la tragedia
Durante la Gran Loggia di Rimini del 2016, in apertura delle porte del tempio a conclusione della prima giornata di lavori, venne mandanta in onda   una drammatizzazione radiofonica intitolata “Il delitto di Palazzo Giustiniani” che ricostruiva appunto l’assassinio di Achille Ballori. A firmare l’opera, della durata di circa 6 minuti, e realizzata sulla base di documenti giudiziari originali,  rapporti della polizia che indagò sul caso, articoli pubblicati dalla stampa d’epoca,  Enzo Antonio Cicchino e Andrea Giuliano. Ballori era un personaggio noto nella capitale – fu direttore degli Ospedali Riuniti, consigliere comunale, vicesindaco e assessore nella giunta Nathan – e i giornali si occuparono molto del suo omicidio. Il radio dramma ha ricostruito quei fatti e il delirio dell’omicida, Lorenzo D’Ambrosio, che riferì agli inquirenti: “debbo dichiarare che non avevo ragione alcuna di speciale antipatia per il Ballori, persona di ottimo cuore e di grande onestà. La mia intenzione era di colpire la Massoneria nelle sue personalità più rappresentative: avevo idea di uccidere, oltre il povero Ballori, anche Ettore Ferrari ed Ernesto Nathan”.
Della vicenda si interessò anche il criminologo Enrico Ferri: “D’Ambrosio è evidentemente un allucinato […] la sua forma di follia mi sembra essere la paranoia o il delirio di persecuzione”. Il 29 aprile 1918, l’assassino venne prosciolto perché ritenuto “totalmente infermo di mente” e rinchiuso per sempre in manicomio.

Platone dalle dottrine non scritte al linguaggio simbolico. Incontro a Bari il 4 novembre


“Platone dalle dottrine non scritte al linguaggio simbolico”. E’ il titolo del convegno aperto al pubblico e organizzato dalla loggia Cairoli Risorta n. 777 che si terra’ a Bari sabato 4 novembre presso l’Hotel Palace dalle 14,30 alle 19. Dopo i saluti delle autorità e l’intervento dell’ maestro venerabile Emanuele Valenzano, si darà il via ai lavori che saranno moderati dalla professoressa  Antonietta D’Alessandro, ex docente di Storia della Filosofia Antica presso l’Università degli Studi di Bari.
Interverranno
  • Maria Koutra, studiosa  del mondo greco antico;
  • Carmelo Muscato, saggista e docente di Filosofia a Palermo;
  • Giuseppe Girgenti, professore associato di Storia della Filosofia Antica presso l’Università S. Raffaele di Milano.
Concluderà il 2° Gran Sorvegliante, Pasquale La Pesa.
E’ obbligatoria la registrazione sul sito (https://cairolirisorta777.wixsite.com/platone)


I liberi muratori nella Resistenza romana. Appuntamento il 7 novembre al Museo di via Tasso per la presentazione del libro di Mauro Valeri


Il prossimo 7 novembre presso il Museo Storico della Liberazione a Roma (Via Tasso, 145) si svolgerà, a cura del Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia, la presentazione del volume “A testa alta verso l’Oriente eterno. Liberi muratori nella Resistenza romana” di Mauro Valeri pubblicato dalla Mimesis
Il Museo storico della Liberazione è stato allestito nei locali dell’edificio che, nei mesi dell’occupazione nazista di Roma (11 settembre 1943 – 4 giugno 1944), venne utilizzato come carcere dal Comando della Polizia di sicurezza. Dopo l’occupazione di Roma, l’edificio di via Tasso 145-155 che già ospitava gli uffici culturali dell’ambasciata tedesca, divenne la sede del comando Sichereitdienst (SD, servizio di sicurezza) e della Sicherheitdienst polizei (SIPO, polizia di sicurezza), sotto il comando del Ten. Col. Herbert Kappler. Era il luogo dove si veniva portati, anche senza motivo, interrogati, detenuti e torturati e da cui si poteva uscire destinati al carcere di Regina Coeli, al Tribunale di guerra (condanne al carcere in Germania o alla fucilazione a Forte Bravetta), alla deportazione, oppure, come accadde per molti, alle Fosse Ardeatine.
Le celle di detenzione sono ancora come furono lasciate dai tedeschi in fuga. Queste stanze sono oggi dedicate alla memoria di coloro che vi furono detenuti, e ricordano le più drammatiche e significative vicende nazionali e romane dell’occupazione.
È pertanto significativo ricordare in questa sede i liberi muratori che finirono nel carcere di Via Tasso ed il loro tragico e coraggioso epilogo.
L’incontro avrà inizio alle ore 17.30; ci sarà la possibilità, per chi lo desidera, a partire dalle 16 di vedere il film-documentario “Via Tasso 145: dal carcere al museo” di Lucrezia Lo Bianco e Agostino Pozzi (2013) che ricostruisce la storia di questi luoghi.
Il volume traccia la storia e le caratteristiche della Resistenza romana a cui hanno partecipato attivamente non solo le forze legate al Comitato di Liberazione Nazionale, ma anche un arcipelago di organizzazioni che hanno contribuito a contrastare l’occupazione tedesca e il rinascere del fascismo. Tra queste c’era anche l’Unione Nazionale della Democrazia Italiana (UNDI), promossa da Placido Martini, che ha pagato la sua scelta con otto dirigenti trucidati alle Fosse Ardeatine.
Dell’UNDI si sa ancora poco, probabilmente anche per una ingiustificata diffidenza legata al fatto che si trattava di un’organizzazione “a forte matrice massonica”, dato che i suoi dirigenti erano anche affiliati alla loggia clandestina “Carlo Pisacane”, fondata al confino di Ponza nell’estate 1931. Nel libro vengono riportate le attività e il programma politico dell’UNDI, ma soprattutto le storie di Placido Martini, Teodato Albanese, Carlo Avolio, Silvio Campanile, Giuseppe Celani, Mario Magri, Giovanni Rampulla, Carlo Zaccagnini, trucidati alle Fosse Ardeatine, con l’aggiunta, in Appendice, anche della storia di un altro massone antifascista, Giordano Bruno Ferrari, ucciso poche settimane dopo a Forte Bravetta.
All’incontro, che sarà moderato dal Prof. Antonio Parisella, Presidente del Museo Storico della Liberazione, parteciperanno il Vicepresidente della Fondazione Museo della Shoah Paolo Masini, e i Professori Filippo Motta, in rappresentanza della famiglia Campanile, e Carlo Ricotti. Interverrà il Gran Maestro Stefano Bisi
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Massoneria: passato, presente e futuro. Appuntamento il 9 novembre a Parma


“Massoneria: passato, presente e futuro” è il titolo dell’intervento che il Grande Oratore Claudio Bonvecchio terrà il 9 novembre a Parma in occasione dell’inaugurazione dell’Accademico dell’Università Popolare. L’evento è in programma per le ore 17  presso l’Istituto Storico della Resistenza e dell’ età contemporanea (Vicolo delle Asse,5). Interverranno Filippo Fritelli, presidente della Provincia di Parma e il presidente dell’Università Popolare, Italo Comelli, che presenterà i corsi.
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Religione civile e patriottismo costituzionale. Da Ugo Bassi ai nostri giorni. Appuntamento l’11 novembre a Bologna


Ugo Bassi, eroe, patriota, libero muratore e martire dell’epopea garibaldina e del Risorgimento italiano, ma soprattutto padre barnabita, in grado di coniugare, nella sua testimonianza storica, la fede cristiana e il libero pensiero, la religione e la passione civile, il cattolicesimo e la Massoneria. A questa straordinaria figura esemplare della nostra storia è dedicato il convegno dal titolo “Religione Civile e Patriottismo Costituzionale da Ugo Bassi ai nostri giorni”, che si terrà l’11 novembre a Bologna e le cui conclusioni saranno affidate al Gran Maestro Stefano Bisi. L’evento, che si svolgerà presso l’Aula Prodi (in Piazza San Giovanni in Monte n. 2), alle ore 10,00, è organizzato dalla Rispettabile Loggia Ugo Bassi n. 1216 all’Oriente di Bologna. Ugo Bassi, che antichi e purtroppo perduti documenti indicano quale Fratello Massone appartenente, dal 1848 (anche se c’è chi lo dà iniziato precedentemente al 1840), alla Loggia “Concordia” all’Oriente di Bologna, rappresenta il simbolo del Risorgimento e della lotta per la
libertà e l’indipendenza di un popolo. Bassi, , dopo Dio e sopra ogni cosa, ha amato la patria per la quale si è immolato. Proprio per questo motivo, a lui la Massoneria bolognese del Grande Oriente d’Italia ha dedicato una loggia, che, scomparsa all’avvento del Fascismo, è rinata all’Oriente di Imola nel dopoguerra. Le colonne dell’officina Ugo Bassi sono, poi, state demolite, ma, nel 2004, dall’oblio, sono state nuovamente erette, con forza e vigore d’animo. L’importante appuntamento, che ha ricevuto il patrocinio del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna e del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, è stato inserito all’interno delle manifestazioni del Grande Oriente per la celebrazione dell’anniversario dei 300 anni dalla fondazione della Massoneria moderna. A presiedere i lavori del convegno il maestro venerabile della loggia, Andrea Ghiaroni. Moderatore il Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna, avvocato Mario Martelli. Relatori il professore Giovanni Greco (Ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Bologna) che incentrerà il suo intervento su “Ugo Bassi, patriota e massone”, il professore  Raffaele K. Salinari (Università di Bologna) che metterà in evidenza “Le basi teologiche dell’impegno civile in Ugo Bassi” e il professore e avvocato Angelo Scavone (Docente di Diritto Costituzionale all’Università di Bologna) il quale parlerà di “Patria, Repubblica e Cittadinanza in Ugo Bassi”. A conclusione del convegno è previsto un buffet per i partecipanti.


Scheda 
Ugo Bassi (che in realtà si chiamava Giuseppe, ma adottò il nome di Ugo in onore al poeta Foscolo) nacque a Cento di Ferrara il 12 agosto 1801. Adolescente durante l’età napoleonica, studiò nel collegio Barnabita di Bologna, dove si avvicinò agli ambienti culturali e liberali. Rimane affascinato dal “Proclama” che Gioacchino Murat lanciò da Rimini nel 1815, parlando per la prima volta di una Italia libera e unita. Fuggì dal collegio per arruolarsi, ma per la giovane età venne rifiutato. Dopo gli studi a Bologna, Napoli e Roma, nel 1821 pronunciò i voti nella città capitolina. Uomo di grande cultura divenne famoso e ricercato predicatore, ma spesso si ritrovò a scontrarsi con le gerarchie ecclesiastiche a causa delle sue denunce sui mali della società e alle tematiche patriottiche che sempre inserì nei suoi discorsi. Nel 1848 senza esitazione si unì ai volontari che partirono per combattere nella Prima Guerra di Indipendenza contro l’Austria per poter offrire il suo appoggio morale e a Treviso venne ferito e poi portato a Venezia, dove sosterrà la Repubblica di San Marco.
Nel 1849 era a Roma, dove assistette alla nascita della Repubblica Romana e venne nominato cappellano della Legione di Garibaldi. A seguito della caduta della Repubblica Romana fuggì verso Venezia con Garibaldi, Anita, Francesco Nullo, Ciceruacchio, Giovanni Livraghi e gli altri volontari che seguirono il Generale. Arrivati dopo varie peripezie a San Marino, il gruppo si divise e Ugo Bassi e Livraghi rimasero con Garibaldi e Anita ormai morente. Nei pressi di Comacchio, Bassi e Livraghi vennero catturati, arrestati dagli austriaci e trasferiti a Bologna. Per ironia della sorte, il padre barnabita non era stato riconosciuto come Ugo Bassi, bensì scambiato proprio per Garibaldi, al quale effettivamente assomigliava.  Avvertito, non volle fuggire, preferendo farsi arrestare (forse per dare ulteriore vantaggio allo stesso Garibaldi). Il 7 agosto, senza aver subito alcun processo, Ugo Bassi e Giovanni Livraghi vennero condannati a morte e il giorno successivo furono portati in Via della Certosa, fucilati e buttati in una unica fossa all’altezza degli archi 66/67 del portico in cui oggi sorge la Torre di Maratona dello Stadio. I bolognesi si recarono  a rendere omaggio ai patrioti, tanto da indurre gli austriaci a decidere di esumare le salme nella notte fra il 18 e il 19 e di seppellirli in luogo segreto all’interno del cimitero. Soltanto nell’agosto del 1859 i parenti ottennero che le ossa di Ugo Bassi fossero collocate nella tomba di famiglia accanto ai genitori.

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La porta del Mediterraneo: immigrazione ed integrazione. Convegno ad Agrigento il 18 novembre


“La porta del Mediterraneo: immigrazione ed integrazione”. E’ il titolo del convegno che si terrà il 18 novembre ad Agrigento. L’appuntamento è alle ore 17 all’Hotel Akrabello in via Parco degli Angeli. Introdurrà il presidente del Collegio della Sicilia Antonino Recca, moderatore Pasquale Hamel, direttore del Museo della Società Siciliana di Storia Patria . I relatori saranno Alessandro Cecchi Paone, giornalista, e  Desiree Pangerac, docente universitaria di Antropologia dello Sviluppo. Le conclusioni saranno affidate al Gran Maestro Stefano Bisi.
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Il Premio Nobel dimenticato. il 25 novembre a Milano incontro dedicato al patriota e garibaldino Ernesto Teodoro Moneta


Ernesto Teodoro Moneta ( 20/09/1833-10/02/1918) Garibaldino e Patriota, combattente delle guerre di indipendenza e giornalista quale direttore per lunghi anni del quotidiano “Il Secolo”. E’ stato l’unico Premio Nobel per la Pace italiano. Un progetto di pace internazionale, il suo, collegato proprio a questa formazione risorgimentale, nella convinzione che il costituirsi di libere comunità nazionali guidate da istituzioni rappresentative sfociasse inevitabilmente nell’ armoniosa, appunto, pacifica convivenza tra i popoli.
Del resto, la stagione in cui si svolse il suo ruolo di infaticabile propugnatore del movimento pacifista sembrò confermare un simile obbiettivo: nessun conflitto turbò i paesi del vecchio Continente nel trentennio a cavallo tra Ottocento e Novecento, mentre si andavano consolidando gli stati frutto delle aspirazioni nazionali dei precedenti decenni. Nel 1887 Moneta fonda “Unione Lombarda per la Pace” e la “ Società per la Pace e Giustizia Internazionale”.
Nel 1898, dopo 30 anni alla direzione del “Il Secolo”, fonda la rivista: “La Vita Internazionale” rivolta a sollecitare un diretto impegno verso l’obbiettivo pacifista fino al raggiungimento nel 1907 del Premio Nobel.
“Il Premio Nobel Dimenticato” è il titolo del Convegno organizzato dalla Loggia “ Missori Risorgimento” N 640 all’Oriente di Milano che si terrà sabato 25 Novembre 2017 alle ore 10.00 presso la Casa Massonica di Milano, che per l’occasione ha invitato ad intervenire i seguenti relatori: Prof. Marco Cuzzi, Dott. Sandro Zarcone, Prof. Annita Garibaldi Jallet, Prof. Claudio Bonvecchio.Coordinatore e Moderatore: Francesco Maria Rabazzi
Per info: segreteria@goilombardia.it”
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Casa massonica aperta contro i pregiudizi. “Presto un centro dentistico per i meno abbienti”(Video)


“L’obiettivo della Massoneria è quello di tutelare il libero pensiero e il progresso dell’umanità. Una sintesi più che mai attuale che dette il fratello Mario Calvino, ligure e padre di Italo”. Con queste parole il Gran Maestro Stefano Bisi ha spiegato la decisione del Grande Oriente d’Italia di aprire al pubblico la casa massonica di Genova. Il Collegio Circoscrizionale della Liguria ha organizzato una serie di incontri aperti a tutti per mostrare il luogo in cui i massoni genovesi si incontrano oltre ad annunciare una forte iniziativa solidaristica, ovvero l’apertura di un centro dentistico, interamente realizzato è gestito dalla massoneria genovese nella zona di Genova San Fruttuoso, per assicurare le cure alle famiglie meno abbienti.
“Noi cerchiamo di sfatare i pregiudizi anche se è impresa ardua. La libera muratoria non è mai stata segreta, è riservata, anche se durante la dittatura non potevamo fare altrimenti. Le nostre sedi sono aperte, si conoscono i liberi muratori e le opere di solidarietà che fanno, così come succederà a Genova, dove apriremo un laboratorio odontoiatrico per fornire servizi gratuiti a chi non ha i mezzi sufficienti”, sottolinea il Gran Maestro.
 Per ora, quindi, la prima apertura della sede di Genova Sampierdarena. “La nostra casa massonica sarà aperta a tutti quelli che vogliono visitarla con iniziative di carattere storico, culturale e artistico che raccontano cos’è stata e cos’è la massoneria con i suoi principi universali di libertà, uguaglianza e fratellanza”, spiega Carlo Alberto Melani, presidente circoscrizionale e vertice del Grande Oriente d’Italia in Liguria. Il primo appuntamento del 28 e 29 ottobre ha ospitato una mostra di pittura dedicata ai tarocchi curata dal pittore Carlo Piterà. La casa massonica di via La Spezia a Genova sarà aperta a tutti anche il 4 e 5 novembre, dalle 10 alle 17.
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“GLI ELENCHI DEGLI ISCRITTI NON SI SEQUESTRANO,
TRASPARENZA ASSOLUTA E’ DEI REGIMI TOTALITARI”
“Gli elenchi degli iscritti non si sequestrano a nessuna associazione perché se cominciamo così, con i liberi muratori, domani cosa sequestreranno? Viene messa in pericolo la libertà di associazione”. Il Gran Maestro Stefano Bisi, a margine della visita a Genova, cita una poesia di Brecht per spiegare quanto, a suo giudizio, sia stata grave la decisione della commissione antimafia che, nei mesi scorsi, aveva avviato un ciclo di audizioni sul rapporto tra Massoneria e organizzazioni criminali.
Di fronte al rifiuto di fornire l’elenco degli associati, infatti, era stato deciso il sequestro. “Abbiamo fatto ricorso alla corte europea per i diritti dell’uomo – sottolinea Bisi – perché lo consideriamo un abuso. Un garante della privacy che non era massone, Stefano Rodotà, diceva che la trasparenza assoluta è tipica dei regimi totalitari. Noi viviamo in uno stato democratico e il fatto che non abbiamo nulla da temere – conclude – non vuole dire che in ogni cittadino non ci sia una sfera intima riservata”.
IL GRANDE ORIENTE DIVENTA SMART SUL WEB
BISI: “LIBERI MURATORI AL PASSO COI TEMPI”
Il Grande Oriente d’Italia si adegua ai tempi e, grazie a internet, muta il percorso di avvicinamento alla Massoneria. Se fino a qualche anno fa era necessario conoscere un massone per iniziare il percorso di iniziazione a una loggia adesso il contatto è molto più “smart”. Basta solo una visita alla pagina web che ha una sezione dedicata ai contatti per diventare “bussante web”.
“Da questo primo contatto conoscitivo – spiega il Gran Maestro Stefano Bisi – si apre un percorso di valutazione tradizionale che può essere anche molto lungo che può portare alla decisione o meno della presentazione di domanda che poi sarà discussa nella loggia e, nel caso, culminerà con la cerimonia di iniziazione”.

“La libera muratoria è sempre stata al passo coi tempi, fedele ai principi fondanti che si basano sul trinomio libertà, uguaglianza e fratellanza. Nel periodo della cosiddetta società liquida c’è bisogno di connessioni tra gli uomini”, ha concluso Bisi.
 (fonte: Notiziario Goi Liguria)

Massoneria: diventa smart, avvicinamento anche via web. Gran Maestro Goi, libera muratoria sempre al passo con i tempi/Ansa


Massoneria: Grande Oriente apre a cittadini sede di Genova
Gran Maestro,apriremo centro dentistico per cure a meno abbienti
(ANSA) – GENOVA, 27 OTT – “L’obiettivo della Massoneria è
quello di tutelare il libero pensiero e il progresso
dell’umanità. Una sintesi più che mai attuale che dette il
fratello Mario Calvino, ligure e padre di Italo”. Con queste
parole il Gran Maestro Stefano Bisi ha spiegato la decisione del
Grande Oriente d’Italia di aprire al pubblico la casa massonica
di Genova. Il Collegio Circoscrizionale della Liguria ha
organizzato una serie di incontri aperti a tutti per mostrare il
luogo in cui i massoni genovesi si incontrano oltre ad
annunciare una forte iniziativa solidaristica, ovvero l’apertura
di un centro dentistico, interamente realizzato è gestito dalla
massoneria genovese nella zona di San Fruttuoso, per assicurare
le cure alle famiglie meno abbienti. “Noi cerchiamo di sfatare
i pregiudizi – sottolinea il Gran Maestro – anche se è impresa
ardua. La libera muratoria non è mai stata segreta, è riservata,
anche se durante la dittatura non potevamo fare altrimenti. Le
nostre sedi sono aperte, si conoscono i liberi muratori e le
opere di solidarietà che fanno, così come succederà a Genova,
dove apriremo un laboratorio odontoiatrico per fornire servizi
gratuiti a chi non ha i mezzi sufficienti”. Per ora, quindi, la
prima apertura della sede di Sampierdarena. “La nostra casa
massonica – spiega Carlo Alberto Melani, presidente
circoscrizionale e vertice del Grande Oriente d’Italia in
Liguria – sarà aperta a tutti quelli che vogliono visitarla con
iniziative di carattere storico, culturale e artistico che
raccontano cos’è stata e cos’è la massoneria con i suoi principi
universali di libertà, uguaglianza e fratellanza. Il primo
appuntamento ci sarà sabato 28 e domenica 29 ottobre, dalle
10 alle 17?, con una mostra di pittura dedicata ai tarocchi
curata dal pittore Carlo Piterà”. La Casa Massonica di via La
Spezia sarà aperta anche il 4 e ?5 novembre? (sempre ?dalle 10
alle 17). (ANSA).
YL6-CLG
27-OTT-17 17:23 NNN
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QBXW, 27/10/2017
Massoneria: diventa ‘smart’, avvicinamento anche via web
Gran Maestro Goi, libera muratoria sempre al passo con i tempi
(ANSA) – GENOVA, 27 OTT – Il Grande Oriente d’Italia si
adegua ai tempi e, grazie a internet, muta il percorso di
avvicinamento alla massoneria. Se fino a qualche anno fa era
necessario conoscere un massone per iniziare il percorso di
iniziazione a una loggia adesso il contatto e’ molto più “smart”
e basta solo una visita alla pagina web che ha una sezione
dedicata ai contatti per diventare “bussante web”. A spiegarlo
Stefano Bisi, Gran Maestro del Goi.
“Da questo primo contatto conoscitivo – spiega – si apre un
percorso di valutazione tradizionale che può essere anche molto
lungo, nel mio caso era durato quattro anni, e che può portare
alla decisione o meno della presentazione di domanda che poi
sarà discussa nella loggia e, nel caso, culminerà con la
cerimonia di iniziazione”.
“La libera muratoria è sempre stata al passo coi tempi,
fedele ai principi fondanti che si basano sul trinomio libertà,
uguaglianza e fratellanza. Nel periodo della cosiddetta società
liquida – conclude – c’è bisogno di connessioni tra gli uomini”.
YL6-CLG
27-OTT-17 17:55 NNN
3
QBXB, 27/10/2017
Massoneria: Bisi, rifiuto credenziali Vaticano sarebbe grave
Per ambasciatore Libano, come Francesco vogliamo ponti non muri
(ANSA) – GENOVA, 27 OTT – “Io ho solamente letto la notizia
ma non posso saperne e non so se il rifiuto sia stato legato
alla presenza del diplomatico nelle file massoniche o se ci sono
altre motivazioni”. Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande
Oriente d’Italia commenta così le indiscrezioni sul rifiuto che
sarebbe arrivato dal Vaticano delle credenziali diplomatiche
all’Ambasciatore del Libano perché legato alla massoneria
francese. “Un fatto che, se fosse confermato – spiega il Gran
Maestro – sarebbe grave ma noi muratori vogliamo costruire ponti
con tutti e non muri e credo che questo sia un pensiero anche di
Papa Francesco”. (ANSA).
YL6-CLG
27-OTT-17 18:04 NNN
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QBXB, 27/10/2017
Massoneria: Bisi, elenchi iscritti non si sequestrano
Massoneria: Bisi, elenchi iscritti non si sequestrano
Rodotà diceva, trasparenza assoluta è dei regimi totalitari
(ANSA) – GENOVA, 27 OTT – “Gli elenchi degli iscritti non si
sequestrano a nessuna associazione perché se cominciamo così,
con i liberi muratori, domani cosa sequestreranno? Viene messa
in pericolo la libertà di associazione”. Stefano Bisi, Gran
Maestro del Grande Oriente d’Italia, a margine della visita a
Genova, cita una poesia di Brecht per spiegare quanto, a suo
giudizio, sia stata grave la decisione della commissione
antimafia che, nei mesi scorsi, aveva avviato un ciclo di
audizioni sul rapporto tra massoneria e organizzazioni
criminali. Di fronte al rifiuto di fornire l’elenco degli
associati, infatti, era stato deciso il sequestro. “Abbiamo
fatto ricorso alla corte europea per i diritti dell’uomo –
sottolinea Bisi – perché lo consideriamo un abuso. Un garante
della privacy che non era massone, Stefano Rodota’, diceva che
la trasparenza assoluta e’ tipica dei regimi totalitari. Noi
viviamo in uno stato democratico e il fatto che non abbiamo
nulla da temere – conclude – non vuole dire che in ogni
cittadino non ci sia una sfera intima riservata”.
(ANSA).
YL6-CLG
27-OTT-17 18:05 NNN

Addio al Gran Maestro Onorario Silvano Radi


Grande tristezza e labari abbrunati nel Grande Oriente d’Italia. Oggi all’età di 94 nella sua Massa Marittima e’ passato all’Oriente Eterno il carissimo fratello Silvano Radi, Gran Maestro onorario dell’Ordine. Uomo mite ma di grande forza era molto apprezzato ed amato per le sue grandi doti umane e massoniche da tutti i fratelli r molto stimato dai suoi concittadini.  Da 67 anni nell’Istituzione, in occasione del 65 anniversario della sua iniziazione aveva scritto questa bellissima lettera indirizzandola a tutti i fratelli della Comunione:
“Oggi, 28 Ottobre 2015, per me è un giorno particolare che festeggerò, seppure interiormente. Iniziato il 28 Ottobre 1950, compio 65 anni di appartenenza alla Massoneria – Grande Oriente d’Italia. Vorrei rivolgere un profondo ringraziamento ai miei vecchi Maestri della Loggia Vetulonia di Massa Marittima, tutti appartenenti al Rito Scozzese Antico e Accettato. Essi mi aiutarono a perseguire la strada della verità, della giustizia, della tolleranza, della saggezza, tutte racchiuse nel trinomio LIBERTA’ – UGUAGLIANZA – FRATELLANZA, principio fondamentale della Massoneria Universale. In questi 65 anni, anche nella vita profana, ho cercato di non dimenticare mai i doveri del massone. Non so se ci sono riuscito. La nostra Istituzione Iniziatica non è una setta e neppure un partito, è una scuola di pensiero e come tale non discrimina nessuno, per nessuno motivo. Accetta solamente uomini liberi e di buoni costumi. Da tanti anni molti Fratelli operano nel campo della solidarietà: Aiuto ai più bisognosi, sia nel settore della sanità, che nell’assistenza, fornendo mense e posti letto. Anche a Massa Marittima alcuni Fratelli, molto volenterosi, hanno costituito un gruppo di lavoro per giungere, in questo campo, a iniziative concrete. Rivolgo loro fraterni auguri di riuscire presto in questo intento. Concludo queste poche frasi dicendomi soddisfatto della mia vita massonica; ho creduto opportuno esternarlo attraverso face book per completare il mio profilo. Ringrazio chi mi leggerà, invio loro un amichevole e cordiale saluto. Silvano Radi”.
Silvano lascia un grande vuoto nel Grande Oriente d’Italia. Ai familiari vadano le più sentite condoglianze da parte del Gran Maestro Stefano Bisi, a lungo onorato della sua amicizia fraterna e del suo affetto, della Giunta e dei fratelli del Grande Oriente d’Italia.

La “Guerra giusta” della Massoneria. Appuntamento ad Ancona l’11 novembre


 Sabato 11 novembre alle ore 16, presso il Ridotto del Teatro delle Muse in Piazza della Repubblica 14, il Grande Oriente d’Italia, il Rito Simbolico Italiano Loggia Regionale Marchiae e il Collegio dei Maestri Venerabili delle Marche organizzano il convegno dal titolo La “Guerra Giusta” della Massoneria italiana che vedrà come moderatore il giornalista e conduttore televisivo Alessandro Cecchi Paone. L’ingresso è libero e la cittadinanza è invitata.
Dopo i saluti di Fabrizio Illuminati, presidente del Collegio dei MM.VV. delle Marche, e di Mauro Raimondi, presidente del Rito Simbolico Italiano Loggia Regionale Marchiae, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi introdurrà il tema del convegno.
Prestigiosi i relatori: Marco Cuzzi (Università di Milano) presenterà il libro “Dal Risorgimento al Mondo Nuovo. La Massoneria italiana nella prima guera mondiale”. A seguire Marco Severini (Università di Macerata) esporrà “Il fronte davanti casa: la Marche e la Grande Guerra” mentre Moreno Neri (Filologo e saggista) tratterà “Guerra e Massoneria. Condannati a ripetere la storia?”.
Dopo gli interventi del pubblico le conclusioni saranno tracciate da Giovanni Cecconi, Serenissimo Presidente del Rito Simbolico Italiano.
La massoneria italiana rappresentò uno dei protagonisti della Grande Guerra, dall’impegno per l’intervento al conflitto al fianco dell’Intesa. Dal maggio 1915 i massoni si mobilitarono con tutte le loro «logge» nel cosiddetto «fronte interno», con azioni di propaganda e di solidarietà, affiancando le autorità nell’individuazione degli elementi disfattisti e dei sabotatori, e trasformandosi pertanto in una sorta di «milizia civile». Il conflitto rappresentava per i massoni il compimento del Risorgimento e la sua evoluzione verso un ‘Mondo nuovo’ dominato dalla democrazia e dall’armonia tra i popoli. Ma il nazionalismo sempre più radicale avrebbe investito i massoni, che al pari del resto del Paese sarebbero giunto all’appuntamento con il dopoguerra profondamente trasformati, al pari dello Stato liberale che avevano contribuito a creare. Attraverso un’approfondita analisi dei documenti disponibili e in parte inediti, questo libro vuole dare un contributo significativo alla comprensione di quel particolare periodo della nostra storia, ricostruendo le complicate dinamiche delle Obbedienze massoniche nazionali.
ALLEGATI

Per colloquia aedificare. Tanti fratelli a Palmi all’evento del 13 ottobre. Il prossimo appuntamento il 10 novembre






Terzo appuntamento nella Casa Massonica di Palmi il prossimo 10 novembre nell’ambito della diciassettesima edizione della rassegna “Per Colloquia Aedificare” organizzato dall’Officina Pitagora XXIX Agosto n. 1168 , che per quest’anno ha previsto come tema narrante “Libera Muratoria 1717 – 2017 : il futuro della memoria”. Protagonista sarà il Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele. Lo scorso 13 ottobre è stato Carlo Ricotti, Presidente del Collegio Circoscrizionale del Lazio a trattenere i tantissimi fratelli arrivati da ogni parte per ascoltarlo con le sue acute e originali riflessioni sugli anni importanti per la Libera Muratoria italiana quale quelli del XIX secolo. La straordinaria partecipazione dei fratelli calabresi è stata ulteriormente arricchita dalla presenza ai lavori di Ugo Bellantoni – Gran Maestro Onorario del GOI – e Tonino Seminario – I° Gran Sorvegliante del GOI – che hanno voluto condividere i lavori della serata scanditi dal “farsi memoria” attraverso un reale “percorso di senso”.

Casa Massonica aperta a Genova. Il 4-5 novembre si bissa l’iniziativa. Grande successo e risonaza sui media, tutti i link


Grande successo per l’iniziativa del Grande Oriente d'Italia a Genova che ha aperto le porte della Casa Massonica al pubblico  il  28 e 29 ottobre, un’iniziativa che si ripeterà anche il 4 e 5 novembre dalle 10 alla 17. Tantissimi sono stati i riscontri sui media. “Noi cerchiamo di sfatare i pregiudizi anche se è impresa ardua. La libera muratoria non è mai stata segreta, è riservata, anche se durante la dittatura non potevamo fare altrimenti. Le nostre sedi sono aperte, si conoscono i liberi muratori e le opere di solidarietà che fanno, così come succederà a Genova, dove apriremo un laboratorio odontoiatrico per fornire servizi gratuiti a chi non ha i mezzi sufficienti”, sottolinea il Gran Maestro, Stefano Bisi.
Ecco i link degli articoli usciti
Massoneria: diventa smart, avvicinamento anche via web. Gran Maestro Goi, libera muratoria sempre al passo con i tempi/Ansa
Gazzettino Sampierdarenese http://www.stedo.ge.it/?p=24453
Blitzquotidiano  http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/genova-massoneria-sede-2778772/


“La scuola del coraggio”. Il Premio del Grande Oriente d'Italia per gli studenti più meritevoli delle zone colpite dal terremoto




“La Scuola del coraggio” è il premio bandito dal Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani e destinato agli studenti delle zone terremotate dell’Umbria, delle Marche, del Lazio e dell’Abruzzo che hanno conseguito quest’anno la maturità con il massimo dei voti (100 e lode). Ragazzi, che si sono trovati a dover fare  i conti con la triste e difficile esperienza post terremoto e con la quotidiana preoccupazione di sedere fra i banchi di scuola mentre avvenivano nuove scosse sismiche.L’iniziativa ha suscitato numerosi consensi ed  è stata accolta con grande entusiasmo dai sindaci di tre storici Comuni del Centro Italia, colpiti dal sisma che a più riprese ha devastato vaste aree dell’Abruzzo, delle Marche, dell’Umbria e del Lazio, da Sergio Pirozzi, primo cittadino di Amatrice (Rieti), a Nicola Alemanno, primo cittadino di Norcia (Perugia), a  Gianluca Pasqui, primo cittadino di Camerino (Macerata), che hanno definito il concorso bandito dal Grande Oriente “un segno di grande attenzione” per i loro territori e i loro giovani e una “straordinaria opportunità per i ragazzi che hanno combattuto ogni giorno per riconquistare la loro quotidianità”.

La consegna dei premi avverrà nel corso di una cerimonia pubblica.
Per informazioni rivolgersi a ufficio.gm@grandeoriente.it