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martedì 17 marzo 2009

Inno del Punto di Rottura


di Rudyard Kipling


Precisi manuali han calcolato

(in guardia costruttori!)

il carico, l’impatto, la pressione

che può reggere ogni materiale.
Così, quando per trave che s’incurva

l’intera campata è frantumata,

la colpa dei danni, o della morte,

sul conto dell’uomo va segnata.

Dell’uomo - non dei materiali!
Ma nel nostro rapporto quotidiano

con pietra e acciaio,

noi vediamo gli Dei non vincolati

a una simile giustizia per gli umani.
Ci forgiano senza prendere misure,

non frequentano un corso su di noi,

alla cieca ci gravano di pesi.

Troppo spietati da sopportare.
Precisi manuali hanno tabelle:

quale stress lacera i bulloni,

quanto traffico logora l’asfalto,

quant’a lungo dura il calcestruzzo.

Ma per noi, poveri figli di Adamo,

non stamparono tali avvertimenti.

Per l’uso in piena sicurezza.
Rapiniamo tutta la Terra

e Tempo e Spazio insieme;

troppo sazi ormai di meraviglie

per stupirci a nuovi miracoli;

finché, nella dolce illusione

d’aver già sottomano il divino,

una multipla confusione assale

ogni cosa compiuta o ideata:

Le opere possenti progettate.
Noi soli nel Creato soffriamo

(più fortunati ponti e rotaie!)

la duplice condanna di fallire

e sapere il proprio fallimento.
Ma un segno, l’unico, svela

che fummo Dei: è la vergogna

di crollare, pur sotto pesi immani.
Gran carico o dure avversità.

Oh Potenza velata di mistero,

di cui invano cerchiamo il sentiero,

assistici nell’ora di pena e rovina.

E per quel segno che Ti manifesta,

noi gli spezzati, proprio perché spezzati,

sorgeremo ancora a costruir di nuovo.
In piedi, a costruire ancora!

venerdì 13 marzo 2009

Rimini, 3-5 Aprile GRAN LOGGIA 2009: "Costruttori di sogni possibili"


La Gran Loggia 2009 del Grande Oriente d'Italia sarà intitolata “Costruttori di sogni possibili” e si svolgerà, come di consueto, al Palacongressi di Rimini (Via della Fiera 52). Dal 3 al 5 aprile il tradizionale appuntamento di primavera del Grande Oriente d’Italia presenta il solito modulo di attività pubbliche a corredo dei lavori rituali nel Tempio caratterizzati quest’anno dall’installazione del Gran Maestro e dei membri effettivi di Giunta eletti il 1° marzo per il rinnovo del governo dell’Ordine.
Per favorire la diffusione e la conoscenza dei principi e dei valori della Massoneria, anche in questa edizione il Gran Maestro terrà due allocuzioni: una pubblica, venerdì 3 aprile, e una domenica mattina, riservata a tutti i membri del Grande Oriente. Alle ore 17,45 i lavori rituali saranno sospesi e le porte del Tempio si apriranno per accogliere i fratelli apprendisti e compagni, le famiglie, gli amici e i rappresentanti delle istituzioni. Dopo un intermezzo musicale, il Gran Maestro terrà il suo intervento. Dedicata ai soli fratelli, invece, l’allocuzione di domenica 5 aprile: il momento più solenne della tornata di Gran Loggia nel quale saranno presenti le delegazioni delle Gran Logge estere. In questa occasione potranno partecipare anche fratelli apprendisti e compagni che dovranno indossare le loro insegne e presentare la tessera d’appartenenza ai questori situati all’ingresso del Tempio. Per quanto riguarda il programma culturale, accessibile anche ai non massoni, l’inizio dei lavori sarà la mattina del 3 aprile alle ore 9,30.
Nei tre giorni sono previsti tre talk show e la presentazione di libri d’interesse massonico organizzata dal Servizio Biblioteca che allestirà anche una mostra sull’epopea della Repubblica Romana. Saranno ancora presenti gli stand della “Fiera del Libro”, di opere d’arte e di oggettistica massonica, dislocati negli spazi del Palacongressi, senza dimenticare le consuete iniziative dell’Associazione Italiana di Filatelia Massonica del Grande Oriente d’Italia (Aifm-Goi) con l’annullo speciale realizzato con le Poste Italiane e una ricca esposizione di materiale filatelico da tutto il mondo. E non mancherà attenzione verso chi soffre. Anche in questa edizione ci sarà un’area per la ‘Solidarietà’ allestita con stand espositivi di associazioni che svolgono attività benefiche. Infine, solito appuntamento il sabato sera, al Palacongressi, con un grande evento musicale aperto a tutti (inizio ore 20,30). Ritorna Noa, nota cantante israeliana impegnata nell'utilizzo della musica come strumento di riavvicinamento fra popoli in conflitto, con particolare riguardo alla tragica questione mediorientale. E’ stata già ospite del Grande Oriente nel 2005. La cena di gala si svolgerà il giorno prima, venerdì 3 aprile, al Grand Hotel di Rimini. L’appuntamento è alle 21. I biglietti potranno essere acquistati al Palaconcressi il giorno d’apertura della Gran Loggia. Il programma dettagliato sarà diffuso al più presto.
NEL TEMPIO
Venerdì 3 aprile 2009 – ore 15:00
1.Apertura e ripresa dei lavori rituali
2.Lettura e approvazione del verbale della precedente tornata
3.Ricevimento del Gran Maestro
4.Saluto al Presidente della Repubblica e alle bandiera italiana e europea
5.Lettura dei messaggi ricevuti
6.Nomina di 10 o più scutatori per il conteggio dei voti (art. 96 Reg.)
7.Relazione della Commissione Verifica Poteri e comunicazioni del Gran Maestro (art. 93 Reg.
8.Relazione Morale del Grande Oratore
9.Interventi e discussione
10.Sospensione dei lavori rituali
GRAN LOGGIA APERTA AL PUBBLICO
Ingresso degli apprendisti, compagni ed eventuali altri maestri
Apertura del Tempio a ospiti e autorità
Allocuzione pubblica del Gran Maestro
Sabato 4 aprile 2009 – ore 9:30
11.Ripresa dei lavori rituali
12.Relazione Amministrativa del Gran Segretario
13.Relazione del Consiglio dell’Ordine
14.Comunicazione del Responsabile della Biblioteca Nazionale del Grande Oriente d’Italia
15.Discussione e votazione su eventuale riconoscimento di Grandi Logge estere
15/bis. Elezione di 2 Giudici della Corte Centrale
16.Lettura del verbale della C.E.N. e proclamazione, da parte del Gran Maestro uscente, degli eletti
17.Insediamento del neo eletto Gran Maestro e prestazione della Promessa Solenne del nuovo Gran Maestro
18.Insediamento e prestazione della Promessa Solenne dei Grandi Maestri Aggiunti e dei Grandi Dignitari
19.Nomina, da parte del Gran Maestro, del Gran Segretario
20.Sospensione dei lavori rituali
Domenica 5 aprile 2009 – ore 9:30
INGRESSO DI APPRENDISTI, COMPAGNI ED EVENTUALI MAESTRI
21.Ripresa dei lavori rituali
22.Ricevimento del Gran Maestro
23.Eventuale nomina a Gran Maestri Onorari
24.Ricevimento dei Rappresentanti dei Corpi Rituali
25.Ricevimento delle delegazioni di Grandi Logge estere
26.Saluto dei rappresentanti dei Corpi Rituali e delle delegazioni di Grandi Logge estere
26/bis Proclamazione dei 2 Giudici della Corte Centrale
27.Allocuzione del Gran Maestro
28.Proposte per il Bene Generale dell’Ordine e della Gran Loggia in particolare
29.Chiusura dei lavori

martedì 10 marzo 2009

50 Anni di invasione del Tibet - Anniversario


Nel 1950 la Repubblica Popolare Cinese invase il Tibet. L’invasione e l’occupazione del Tibet costituirono un inequivocabile atto di aggressione e violazione della legge internazionale. Il Dalai Lama, capo politico e spirituale del Tibet, tentò una pacifica convivenza con i cinesi, ma le mire colonialiste della Cina diventarono sempre più evidenti. La sistematica politica di sinizzazione e sottomissione del popolo tibetano segnò l’inizio della repressione cinese cui si contrappose l’insorgere della resistenza popolare.
Il 10 Marzo 1959 il risentimento dei tibetani sfociò in un’aperta rivolta nazionale. L’Esercito di Liberazione Popolare stroncò l’insurrezione con estrema brutalità uccidendo, tra il marzo e l’ottobre di quell’anno, nel solo Tibet centrale, più di 87.000 civili. Il Dalai Lama, seguito da circa 100.000 tibetani, fu costretto a fuggire dal Tibet e chiese asilo politico in India dove fu costituito un governo tibetano in esilio fondato su principi democratici. Attualmente, il numero dei rifugiati supera le 135.000 unità e l’afflusso dei profughi che lasciano il paese per sfuggire alle persecuzioni cinesi non conosce sosta. In Tibet, a dispetto delle severe punizioni, la resistenza continua.
Dominio cinese in Tibet L’occupazione cinese presenta tutte le caratteristiche del dominio coloniale: - Oltre 1.000.000 Tibetani sono morti a causa dell’occupazione. - Il 90% del patrimonio artistico e architettonico tibetano, inclusi circa seimila monumenti tra templi, monasteri e stupa, è stato distrutto. - La Cina ha depredato il Tibet delle sue enormi ricchezze naturali. Lo scarico dei rifiuti nucleari e la massiccia deforestazione hanno danneggiato in modo irreversibile l’ambiente e il fragile ecosistema del paese.- In Tibet sono di stanza 500.000 soldati della Repubblica Popolare.- Il massiccio afflusso di immigrati cinesi sta minacciando la sopravvivenza dell’identità tibetana e ha ridotto la popolazione autoctona a una minoranza all’interno del proprio paese.
Mentre prosegue la pratica della sterilizzazione e degli aborti forzati delle donne tibetane, la sistematica politica di discriminazione attuata dalle autorità cinesi ha emarginato la popolazione tibetana in tutti i settori, da quello scolastico a quello religioso e lavorativo.- Lo sviluppo economico in atto in Tibet arreca benefici quasi esclusivamente ai coloni cinesi e non ai Tibetani. La violazione dei Diritti Umani Nel 1959, 1961 e 1965, le Nazioni Unite approvarono tre risoluzioni a favore del Tibet in cui si esprimeva preoccupazione circa la violazione dei diritti umani e si chiedeva “la cessazione di tutto ciò che priva il popolo tibetano dei suoi fondamentali diritti umani e delle libertà, incluso il diritto all’autodeterminazione”.
A partire dal 1986, numerose risoluzioni del Congresso degli Stati Uniti, del Parlamento Europeo e di molti parlamenti nazionali hanno deplorato la situazione esistente in Tibet e all’interno della stessa Cina ed esortato il governo cinese al rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche. Malgrado gli incessanti appelli della comunita internazionale: il diritto del popolo tibetano alla libertà di parola è sistematicamente violato. Miglialia di tibetani sono tuttora impriogionati, torturati e condannati senza processo.
Le condizioni carcerarie sono disumane. Le donne tibetane sono costrette a subire involontariamente la sterilizzazione e l’aborto.
I tibetani sono perseguitati per il loro credo religioso.
Monaci e monache sono costretti a sottostare a sessioni di rieducazione patriottica, a denunciare il Dalai Lama e a dichiarare obbedienza al Partito Comunista.

Gustavo Raffi riconfermato alla guida del Grande Oriente d'Italia


Roma, 9 marzo 2009. L’avvocato Gustavo Raffi è stato riconfermato, per il quinquennio 2009 - 2014, alla guida del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, la maggiore istituzione Liberomuratoria esistente in Italia. La riconferma è avvenuta attraverso le elezioni cui sono stati chiamati gli oltre 14mila Maestri, su un totale di circa 19mila iscritti. Autore della rivoluzione culturale della trasparenza, che ha portato l’Istituzione ad un confronto aperto e costruttivo con la società civile, il Gran Maestro Raffi ha impegnato il Grande Oriente d’Italia in grandi battaglie. Tra queste quella per la riaffermazione e il rafforzamento della scuola pubblica, per la libertà di ricerca scientifica, per la riaffermazione del pensiero laico e per la necessità che la globalizzazione possa e debba estendersi anche ai diritti umani. Grazie all’impegno profuso nel corso di tutta la precedente Gran Maestranza Raffi, l’Istituzione ha ritrovato nel consesso delle Gran Logge dell’Europa la dovuta collocazione e la centralità che ad essa compete, quale legittima Obbedienza rappresentativa dei massoni regolari nel mondo. Grande rinnovamento anche nella vita interna del Grande Oriente d’Italia attraverso un profondo processo di democratizzazione che ha portato, ad esempio, ad attribuire – contrariamente a quanto avveniva in passato – ad ogni Massone con il grado di Maestro il diritto di voto individuale nella elezione del Gran Maestro. Tutto ciò nel rispetto della tradizione iniziatica, parte integrante ed inalienabile nella vita di ogni Libero Muratore, promuovendo seminari di studio, con la partecipazione di studiosi di fama internazionale, sull’esoterismo, sul linguaggio dei simboli e sul significato dei rituali. “La Massoneria – ha detto il Gran Maestro Raffi - deve proseguire nell’opera di proposizione del suo fondamentale contributo alla costruzione di una prospettiva etica, culturale e sociale capace di rafforzare quegli ideali di libertà, tolleranza, fratellanza che sono il suo patrimonio ideale. Nel contempo, deve porsi come luogo, intellettualmente libero e critico, di discussione e di dialogo esoterico-spirituale ed etico-filosofico. In questo modo essa può contribuire affinché la nostra società si basi sulla centralità dell’uomo e sulla difesa della sua libertà e dignità, nel rispetto della autonomia di opinione e di giudizio, e senza vincoli dogmatici e condizionamenti di alcuna natura.” “Nostro fine è che la Libera Muratoria Universale possa – ha concluso- offrire soprattutto alle nuove generazioni un messaggio antico e nuovo, allo stesso tempo, in cui i giovani possano trovare, se lo volessero, gli strumenti per affrontare la loro sete di conoscenza interiore e, non più, delle soluzioni confortevoli o aprioristiche”. Assieme all’avvocato Raffi il Grande Oriente d’Italia ha eletto i componenti della Giunta esecutiva composta da Massimo Bianchi e Antonio Perfetti, Gran Maestri Aggiunti; Gianfranco De Santis e Giuseppe Troise, rispettivamente Primo e Secondo Gran Sorvegliante; Morris Ghezzi e Piero Lojacono, Grande Oratore e Gran Tesoriere. La proclamazione – massonicamente, “l’installazione” - del Gran Maestro Raffi avrà luogo nel corso della Grande Loggia 2009, tradizionale assise annuale della Istituzione, che si svolgerà a Rimini dal 3 al 5 aprile prossimi e che avrà come titolo “Costruttori di sogni possibili”.

lunedì 16 febbraio 2009

«La chiave di Salomone» sui misteri della Massoneria



dal Corriere della Sera del 14 Febbraio 2009


Dopo il «Codice», torna Dan Brown. Protagonista è ancora il professor Robert Langdon, esperto in simbologia religiosa ed esoterica di Harvard.

MILANO - Dopo l'Opus Dei, tocca alla massoneria, forse per pareggiare i conti tra società segrete. Il nuovo romanzo dello scrittore americano Dan Brown The Solomon Key («La chiave di Salomone»), di cui si è cominciato a parlare già nel 2004, pare finalmente in dirittura d'arrivo. L'autore, che ha venduto la bellezza di settanta milioni di copie (cinque solo in Italia) con Il Codice da Vinci, uscito nel 2003, ora punta a bissare il successo mondiale con una storia sui misteri dei massoni che vedrà nuovamente protagonista il professor Robert Langdon, esperto in simbologia religiosa ed esoterica della Harvard University, già eroe del precedente bestseller.
La notizia è trapelata a Ginevra, durante la presentazione del film Angeli e demoni — tratto da un altro romanzo di Brown, precedente al Codice da Vinci — che uscirà nelle sale in America il prossimo 15 maggio. A rivelare che lo scrittore avrebbe ormai terminato la sua fatica è stato il regista Ron Howard, che ha diretto la nuova pellicola e nel 2006 aveva realizzato la versione cinematografica del Codice da Vinci, oggetto di dure contestazioni anche in Italia da parte dei fedeli cattolici, indignati per il modo in cui l'opera di Brown reinterpreta la vicenda terrena di Gesù Cristo.
Dopo la prima esternazione, compiuta in una conferenza stampa che lo vedeva al fianco dell'attore Tom Hanks e dell'attrice Ayelet Zurer, protagonisti di Angeli e demoni nella versione di celluloide, Howard è tornato sull'argomento in un'intervista al programma televisivo americano Entertainment Tonight, ma non si è sbottonato molto. Ha anzi ammesso di non conoscere la trama di The Solomon Key, ma ha aggiunto che, secondo Brown, si tratterebbe di un intreccio «molto eccitante».

Ancora meno è trapelato dalla portavoce della casa editrice americana Doubleday, che pubblicherà la nuova opera di Brown. Interpellata sulla sortita di Howard, Susanne Herz ha dichiarato che lo scrittore sta facendo «grandi progressi» nello stendere il suo libro, che sarà il primo dopo Il Codice da Vinci, ma ha aggiunto che ad oggi non è stato ancora deciso ufficialmente il titolo né vi sono indicazioni attendibili circa la data di pubblicazione. Qualche elemento in più si può ricavare dal sito ufficiale di Brown, dal quale risulta che il romanzo, ambientato nella città di Washington, sarà una sorta di viaggio all'interno della massoneria. Visto che l'opera precedente pare aver giovato più che nuociuto all'Opus Dei, presa pesantemente di mira nel Codice da Vinci, può darsi che anche i «liberi muratori» ne ricavino un'ampia pubblicità gratuita.

lunedì 9 febbraio 2009

Franz Joseph Haydn


224 anni fa, il 4 Febbraio del 1785 Franz Joseph Haydn, fu iniziato Apprendista Libero Muratore.
Era nato il 31 marzo 1732 a Rohrau (Bassa Austria).
Nel 1761 è al servizio del principe Esterházy ad Eisenstadt; secondo maestro di cappella presso il principe Paul Anton Esterházy e, dopo la sua morte, presso il principe Nikolaus Joseph detto "il Magnifico". La piccola orchestra si trasforma sotto la guida di Haydn in valente ensemble musicale.
Nel 1766 Haydn è primo maestro di cappella presso il principe Esterházy. Negli anni successivi hanno origine numerose composizioni quali sinfonie, opere, messe, quartetti d'archi e sonate.
Nel 1779 le sinfonie di Haydn vengono eseguite per la prima volta in Francia.
Nel 1781 Haydn allaccia ulteriori contatti con l'estero; nascono legami con Spagna, Francia e Inghilterra.
Nel 1782 le sinfonie di Haydn vengono eseguite in America.

Nel frattempo Wolfgang Amadeus Mozart viene iniziato il 14 dicembre 1784 nella piccola Loggia La Beneficenza di cui era Venerabile Otto von Gemingen. Dieci giorni dopo visitò la più famosa Loggia Austriaca "Alla Vera Armonia" della quale era Venerabile il grande scienziato mineralogista Ignaz von Born.

Mozart probabilmente persuase il suo amico Haydn a diventare massone.
Haydn chiede così l'ammissione alla Libera Muratoria con una lettera datata 29 dicembre 1784 in cui dichiara di desiderare sinceramente l'iniziazione all'Ordine, condividendone " i principi saggi ed umanitari".Viene iniziato il 4 febbraio 1785 nella Loggia "Alla Vera Armonia" di Vienna, alla presenza di Mozart.
Nel discorso di benvenuto il Fr:. von Holzimister, direttore del Ministero Imperiale della Guerra gli dice: " Voi Fratello Apprendista or ora eletto, conoscete particolarmente bene i disegni di questo dono celestiale, l'armonia; conoscete la sua potenza, che tutto abbraccia, in uno dei più bei campi dell'impegno dell'uomo; a Voi , questa incantevole dea ha concesso un po' del suo potere ammaliante, mediante il quale esssa calma i petti,assopisce le pene e i dispiaceri, illumina i pensieri malinconici e nuvolosi. »
È noto l'aneddoto che vede Mozart, al termine della cerimonia, rivelarsi al neo iniziato Haydn con queste parole: "Maestro, qui io vi sono Maestro!"

Haydn fu il compositore dell'inno nazionale austriaco, su parole del poeta Lorenz Leopold Haschka, massone anch'egli.
A Haydn, proprio nell'anno della sua iniziazione massonica, Mozart dedicò i suoi famosi sei quartetti, altra testimonianza della intramontabile esaltazione musicale della lotta della Luce contro le tenebre dell'ignoranza e della superstizione.
Nel 1790, in seguito alla morte del principe Nikolaus Joseph Esterházy, l'orchestra si scioglie. Haydn si reca a Vienna pur rimanendo maestro di cappella alla corte del principe.
Nel 1790-92 primi viaggi in Inghilterra; tra il 1759 e il 1789, prima del suo primo viaggio in Inghilterra, Haydn ha scritto 94 sinfonie.
Ritorna a Vienna nel luglio del 1792; Haydn ebbe alcuni allievi illustri, tra cui anche Ludwig van Beethoven, che nel 1792 si era trasferito a Vienna. Tra i due non si instaurò un intimo rapporto insegnante-allievo.
Nel 1794 secondo viaggio in Inghilterra. A Londra, dove Haydn ascoltò alcune delle opere più celebri di Georg Friedrich Händel, trasse ispirazione per la composizione dei suoi Oratori "Die Schöpfung" ("La Creazione") e "Die Jahreszeiten" ("Le Stagioni").
Nel 1796 Haydn inizia a comporre "Die Schöpfung" ("La Creazione").
Nel 1798 Haydn viene nominato membro dell'Accademia Reale svedese. "Die Schöpfung" ("La Creazione") viene eseguita per la prima volta.
Nel 1799 comincia a lavorare all'Oratorio "Die Jahreszeiten" ("Le Stagioni")Nel 1801 prima esecuzione assoluta dell'Oratorio "Die Jahreszeiten" ("Le Stagioni")
Il 1803 è l'anno dell'ultimo quartetto d'archi, il Quartetto op. 103, che resta incompiuto.
Il 27 marzo 1808 Haydn fa la sua ultima comparsa pubblica durante un'esecuzione della sua opera "Die Schöpfung" ("La Creazione").
Joseph Haydn muore a Vienna il 31 maggio 1809.
In occasione del bicentenario della nascita del grande compositore, l'oratorio "La Creazione" sarà eseguito il 31 maggio 2009 (con replica il 1° giugno) dall'Orchestra Sinfonica di Roma in simultanea con altre istituzioni musicali in tutto il mondo per onorare Haydn a livello internazionale.

lunedì 2 febbraio 2009

Francesco Saverio Geminiani


Sono trascorsi 284 anni da quando Francesco Saverio Geminiani, allievo di Arcangelo Corelli, virtuoso del violino, teorico della musica, uno dei maggiori compositori di musica strumentale della generazione di Händel, Bach e Vivaldi, fu iniziato a Londra in una Loggia atipica, formata da soli musicisti, la Philo-Musicae et Architecturae Societas Apollini, nata per iniziativa della loggia londinese Queen's Head con sede in Hollis Street (Oxford Square).
Era il 1° Febbraio del 1725 e Geminiani fu il primo italiano ad essere iniziato in una Loggia Massonica, contribuendo in seguito alla nascita delle prime Logge Massoniche italiane.

Il primo italiano ad essere iniziato in Italia fu invece Antonio Cocchi (1698-1758), medico e letterato di origini beneventane, che, il 4 agosto 1732, entrò a far parte della più antica Loggia operativa in Italia di cui si abbia notizia, la cosiddetta Loggia Inglese attiva a Firenze, facente capo a Sir Horace Mann, Ministro britannico residente presso il Granducato di Toscana.

Francesco Saverio Geminiani (il secondo nome non fu però mai utilizzato) nacque a Lucca il 5 Dicembre del 1687, cominciò giovanissimo a studiare la musica sotto la guidi di illustri Maestri: Alessandro Scarlatti, in seguito Carlo Ambrogio Lonati ed infine Arcangelo Corelli.
Nel 1711 era già Primo Violino e Direttore d'Orchestra del Teatro dell'Opera di Napoli. Nel 1714 si trasferì a Londra, dove non tardò a diventare famoso per la sua brillante tecnica e per l'irruenza esecutiva che gli valse l'appellativo di "il furibondo Geminiani".
Ebbe immenso successo quale esecutore delle Sonate dell'op. V di Arcangelo Corelli, allora ritenute ineseguibili, introducendovi varianti, abbellimenti, soluzioni tecniche ardite e lasciandone testimonianza scritta, evidentemente per preservare una prassi esecutiva che l'epoca galante andava emarginando.
Tra le sue composizioni numerosi Concerti solisti, Concerti Grossi, Soli per Violoncello, Sonate per Violino.
Dal 1733 fino alla fine dei suoi giorni visse a Dublino. Ci ha lasciato il libro "Art of Playing the Violin", scritto in inglese e pubblicato a Londra nel 1730, considerato il primo testo su quest'argomento (il secondo è il "Leopold Mozart's Violinschule", edito oltre venti anni più tardi), oltre a vari trattati di tecnica violinistica ed un trattato intitolato "Guida armonica".
Geminiani aveva impiegato parecchi anni a raccogliere materiali considerevoli per un libro sulla musica, ma il prezioso manoscritto che li conteneva fu rubato e mai più ritrovato. Questa perdita fece una impressione profonda sullo spirito di Geminiani ed accelerò probabilmente la fine della sua vita. Morì a Dublino il 17 Settembre del 1762.

martedì 27 gennaio 2009

"NON DIMENTICHIAMO"


Il termine olocausto viene principalmente utilizzato per indicare lo sterminio sistematico di circa 5 dei 7,5 milioni di ebrei che vivevano in Europa prima della seconda guerra mondiale.
Il numero delle vittime è confermato dalla vasta documentazione lasciata dai nazisti stessi (scritta e fotografica) e dalle testimonianze dirette (di vittime, carnefici e spettatori) e dalle registrazioni statistiche delle varie nazioni occupate.

In alcuni ambienti il termine olocausto viene usato per descrivere l'omicidio sistematico di altri gruppi che vennero colpiti nelle stesse circostanze dai Nazisti, compresi i gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, malati di mente, Pentecostali (classificati come malati di mente), Testimoni di Geova, russi, polacchi ed altre popolazioni slave (detti nel complesso Untermenschen) ed anche Liberi Muratori.

Aggiungendo anche questi gruppi il totale di vittime del Nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra. Oggigiorno il termine viene usato anche per descrivere altri tentativi di genocidio, commessi prima e dopo la seconda guerra mondiale, o più in generale, per qualsiasi ingente perdita deliberata di vite umane, come quella che potrebbe risultare da una guerra atomica, da cui l'espressione "olocausto nucleare".


LE VITTIME DELL'OLOCAUSTO durante la Seconda Guerra Mondiale


* 5,6–6,1 milioni di ebrei

* 3,5–6 milioni di civili Slavi

* 2,5–4 milioni di prigionieri di guerra

* 1–1,5 milioni di dissidenti politici

* 200.000–800.000 tra Rom e Sinti

* 200.000–300.000 portatori di handicap

* 10.000–250.000 omosessuali

* 2.000 Testimoni di Geova

* Totale da 13.012.000 a 18.952.000


I prigionieri, al loro arrivo, erano obbligati ad indossare dei triangoli colorati sugli abiti, che qualificavano visivamente il tipo di «offesa» per la quale erano stati internati. I più comunemente usati erano:


* Giallo: ebrei -- due triangoli sovrapposti a formare una stella di David, con la parola Jude (Giudeo) scritta sopra

* Rosso: dissidenti politici, compresi i comunisti

* Rosso con al centro la lettera S: repubblicani spagnoli

* Verde: criminali comuni

* Viola: Testimoni di Geova

* Blu: immigranti

* Marrone: zingari

* Nero: soggetti "antisociali"

* Rosa: omosessuali maschi


Nota vittima dell'Olocausto fu anche Anne Frank, una ragazzina ebrea olandese che morì nel 1944; ha scritto un diario pubblicato in seguito alla sua morte dal padre, che ha rappresentato una delle più note testimonianze, a livello internazionale, delle persecuzioni naziste. Anna scrive, il 15 luglio 1944: «"La gioventù in fondo è più solitaria della vecchiaia." Questa massima che, ho letto in qualche libro mi è rimasta in mente e l’ho trovata vera; è vero che qui gli adulti trovano maggiori difficoltà che i giovani? No, non è affatto vero. Gli anziani hanno un’opinione su tutto, e nella vita non esitano più prima di agire. A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio. Chi ancora afferma che qui nell’alloggio segreto gli adulti hanno una vita più difficile, non si rende certamente conto della gravità e del numero di problemi che ci assillano, problemi per i quali forse noi siamo troppo giovani, ma ci incalzano di continuo sino a che, dopo lungo tempo, noi crediamo di aver trovato una soluzione; ma è una soluzione che non sembra capace di resistere ai fatti, che la annullano. Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo, l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.» Anna Frank, op. cit. , 15 luglio 1944, pp 268-268.


"Voi che vivete sicuri / Nelle vostre tiepide case, / voi che trovate tornando a sera / Il cibo caldo e visi amici: / Considerate se questo è un uomo / Che lavora nel fango / Che non conosce pace / Che lotta per mezzo pane / Che muore per un sì o per un no. / Considerate se questa è una donna, / Senza capelli e senza nome / Senza più forza di ricordare / Vuoti gli occhi e freddo il grembo / Come una rana d'inverno. / Meditate che questo è stato: / Vi comando queste parole. / Scolpitele nel vostro cuore / Stando in casa andando per via, / Coricandovi alzandovi; / Ripetetele ai vostri figli. / O vi si sfaccia la casa, / La malattia vi impedisca, / I vostri nati torcano il viso da voi" - (Primo Levi, Se questo è un uomo)

Elezioni per il Gran Maestro e la Giunta del Grande Oriente d'Italia - 1 Marzo 2009


Carissimi Fratelli,


questi sono i Siti Ufficiali delle 4 Liste che concorrono alle Elezioni per la Gran Maestranza del Grande Oriente d'Italia:

lunedì 12 gennaio 2009

212° ANNIVERSARIO DEL TRICOLORE


L'albero Tricolore della libertà
di Aldo Chiarle




Il Tricolore come bandiera ufficiale dell'Italia nasce il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia, dove sono convenuti i delegati di quattro città (Reggio, Modena, Ferrara e Bologna) che si erano scrollati di dosso i loro dominatori (il Papa da Bologna a Ferrara), intenzionati a costituire la Repubblica Cisalpina.

La consacrazione del Vessillo avvenne nella Sala (ora soprannominata del Tricolore) dell'Archivio Ducale edificio progettato dall'Architetto Lodovico Bolognini, alla presenza di 36 delegati di Bologna, 24 di Ferrara, 22 di Modena e 20 da Reggio. Perché la scelta di Reggio Emilia? Forse perchè a Reggio Emilia (oltre che a Genova) si era piantato per la prima volta in Italia l'albero della libertà, un grande albero che rappresentava la natura, adorno di nastri tricolori e sormontato da emblemi rivoluzionari.

Il Tricolore sventolò in Italia sino alla caduta di Napoleone (1814) e, con il ritorno del dominio austriaco, la bandiera dei tre colori, divenne simbolo di sovversione e di cospirazione; ma proprio in questi giorni venne consacrato con il sangue dei martiri come unica bandiera della Italia che stava per iniziare con i moti carbonari il lungo e sanguinoso cammino verso la sua unità. Il Tricolore riemerse ufficialmente il 23 marzo del 1848, quando Carlo Alberto lo adottò come bandiera con l'aggiunta dello stemma sabaudo.

Una delle prime apparizioni della bandiera tricolore fu a Milano nel 1796 (un anno prima della celebrazione ufficiale a Reggio Emilia) e fu lo stesso Napoleone a consegnare uno stendardo bianco, rosso e verde ad un corpo di volontari lombardi, e alla sommità dell'asta vi era il "livello" massonico. Bianco, rosso e verde, perchè bianco e rosso erano due dei tre colori della bandiera francese e il verde era il colore dell'albero della libertà (mentre il blu della bandiera francese era il colore della comune di Parigi), che secondo la tradizione giacobina, rappresentava la natura e quindi il simbolo del diritto dei popoli alla libertà. Alcuni storici parlando del colore verde accennato al "sacro ed iniziatico colore della massoneria" il chi è vero e non solo perchè la bandiera dei tre colori consegnata da Napoleone ai volontari lombardi aveva sull'asta il "livello" massonico, ma perché il Tricolore era la bandiera sacra delle "vendite" carbonare e delle "logge" massoniche.
E non bisogna dimenticare il primo martire del Tricolore, il bolognese Luigi Zamboni, che nel suo tentativo di sollevare nella città di Bologna una insurrezione contro il Pasqua, adottò come simbolo il Vessillo dei tre colori. Arrestato, si uccide nel 1795: aveva solo ventitré anni.
La celebrazione del primo centenario del Tricolore (Reggio Emilia, 7 gennaio 1897) fu affidata a Giosuè Carducci, il Vate del Risorgimento; rivolgendosi ai cittadini delle quattro città iniziò la sua orazione: "Risuonano ancora nell'austerità della storia a vostro onore, le parole che il Congresso Cispadano mandava da queste mura al popolo di Reggio. Il vostro zelo per la causa della libertà fu eguale al vostro amore per il buon ordine. Sapranno i popoli di Modena, di Ferrara, di Bologna e il popolo di Reggio Emilia, esempio nella Carriera della gloria e della virtù. L'epoca della nostra repubblica ebbe il principio fra queste mura e quest'epoca luminosa sarà uno dei più bei momenti della città di Reggio. L'Assemblea costituente delle quattro città segnò il primo passo da un confuso vagheggiamento di confederazioni al proposito dell'unità statuale, che fu il nocciolo dell'unità nazionale. Quelle città che sino allora s'erano riscontrate solo sui campi di battaglia con la spada calante a ferire, con l'ira scoppiante a maledire; che fio in una dissonanza d'accento fra fraterni dialetti cercavano la barriera immortale della divisione e dell'odio; che fino inventarono un modo nuovo di poesia per oltraggiarsi, quelle città si erano per una volta trovate a gittarsi l'una nelle braccia dell'altra, acclamando la repubblica una e indivisibile. Non rampare di aquile e leoni, non sormontare di belve rapaci nel santo Vessillo; ma i colori della nostra primavera, dal Cenisio all'Etna; le nevi delle Alpi, l'aprile delle valli e le fiamme dei vulcani.

E subito quei colori parlarono alle anime generose e gentili, con le ispirazioni e gli effetti della virtù onde la patria sta e si augusta: il bianco, la fede sicura e serena alle idee che fanno divina l'anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù dei poeti; il rosso, la passione e il sangue dei martiri e degli eroi. E subito il popolo cantò alla sua bandiera che ella era la più bella di tutte e che voleva lei e con lei la libertà". E alcuni ancora oggi parlando del Tricolore parlano di tradizione "sabauda". Quale più colossale menzogna!

venerdì 19 dicembre 2008

Elezioni 2009 per il Gran Maestro e la Giunta del Grande Oriente d'Italia.


La Loggia Heredom 1224 di Cagliari, in un'Area Riservata del proprio sito ufficiale, http://www.heredom1224.it/, ha inserito una sezione relativa alle Elezioni 2009 per il Gran Maestro e la Giunta del Grande Oriente d'Italia.
In questa sezione potrete trovare e, quindi, scaricare i programmi elettorali delle diverse liste, nonchè ogni altra informazione relativa a questo importante momento della vita del nostro Ordine.
Al momento sono presenti i Programmi elettorali della Lista "Tradizione e Futuro", del Candidato Fr. Giorgio Losano, e della Lista "Uniti nella Regolarità" del Candidato Fr. Natale Mario Di Luca.

lunedì 15 dicembre 2008

Rivoluzione storica nella massoneria di Washington DC


L'avvocato Kwame Acquaah, originario del Ghana e cittadino americano, e' il nuovo Gran Maestro della Grand Lodge of Washington DC.
Il 'maglietto', simbolo della responsabilità, gli e' stato passato da Akram Elias che ha concluso un anno di gran maestranza all'insegna di memorabili eventi internazionali organizzati nella Capitale degli Stati Uniti dove sono convenuti per un seminario mondiale più di mille gran maestri e gran segretari provenienti da tutte le parti del mondo.
La cerimonia di installazione del nuovo Gran Maestro (negli Stati Uniti le cariche massoniche durano un anno ad ogni livello) si e' tenuta nell'auditorium dello Scottish Rite Temple non sufficiente ad accogliere le centinaia di fratelli massoni che sono convenuti per celebrare e festeggiare il nuovo responsabile di una delle più importanti Gran Logge a livello internazionale.
Si deve ricordare che la Grand Lodge of Washington comprende al suo interno anche una decina di 'officine' bilingue ognuna delle quali svolge una intensa attività di raccordo con il paese di riferimento. Tra queste di particolare importanza Italia Lodge #2001 che è divenuta il ponte massonico tra la capitale degli Stati Uniti e il Grande Oriente d'Italia.
All'installazione di Kwame Acquaah numerosa la presenza della delegazione della Gran Loggia DC di Prince Hall, l'obbedienza massonica degli African Americans. Nel salutare l'uscente Akram Elias, il gran maestro della Prince Hall ha detto: "Questo e' un momento storico per la nostra istituzione e voi state facendo la storia".
L'allusione era al fatto che per la prima volta sia stato eletto un nero a capo di una grande loggia di bianchi, proprio a pochi giorni dalla installation di Barak Obama, nuovo presidente degli Stati Uniti.
Ma il nome di Kwame Acquaah non viene fuori dal cappello di qualche prestigiatore. Il nuovo Gran Maestro nero ha inziato il suo cursus dall'ultimo gradino della 'line' della Grand Lodge sette anni fa ed ogni anno e' stato confermato alla 'stazione' superiore dalla assemblea dei Fratelli, fino a raggiungere la posizione di massimo rappresentante dei massoni di Washington.
I massoni americani ogni giorno investono 2 milioni di dollari in opere di beneficenza e nella gestione di cliniche ospedaliere specializzate in grandi ustioni, ortopedia e recupero dei bambini affetti da problemi di espressione e udito.

mercoledì 10 dicembre 2008

Presentazione del libro "Massoneria: una nuova primavera. Il Gran Maestro Gustavo Raffi racconta"


Venerdi 19 dicembre 2008 nella Sala Auditorium del palazzo delle Esposizioni Milano si terrà la presentazione del libro "Massoneria: una nuova primavera. Il Gran Maestro Gustavo Raffi racconta", di Paolo Gambi, edito da Gangemi Editore.


Sono previsti gli interventi di Gian Mario Cazzaniga dell'Università di Pisa, di Luigi Compagna dell'Università LUISS "Guido Carli" di Roma, di Paolo Gambi, autore del testo, di Massimo Teodori dell'Università di Perugia.


Le conclusioni saranno affidate all'Ill.mo e Ven.mo Fr. Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia.


Walt Disney


Il 5 dicembre di 107 anni fa nasce a Chicago un genio assoluto del Novecento, un uomo che avrebbe regalato al mondo creature meravigliose, frutto della sua infinita fantasia: il leggendario Walt Disney o, se si preferisce, il papà di Topolino.
Quarto figlio di Elias Disney e Flora Call, la sua famiglia si trasferisce a Marceline, nel Missouri. Qui cresce lavorando duramente nei campi ed è forse per questo che l'infanzia felice e spensierata che Walt Disney cita nelle sue opere rappresenta più il suo sogno che i suoi ricordi, caratterizzati da fatica e sudore.
Nell'autunno del 1909 una serie di eventi portano la famiglia Disney a vendere la fattoria e trasferirsi a Kansas City. La vita nella grande città è sicuramente più dura: il padre si alza a notte fonda per la consegna dei giornali, e Walt che gli dà una mano. Lui stesso ricorderà come talvolta si mettesse in un angolino della strada per "rubare" un pisolino durante il lavoro. Un po' di riposo per poi poter seguire le lezioni scolastiche.
Nel 1918, stanco delle regole paterne e della sua autorità, Walt Disney decide di arruolarsi nell'esercito per partecipare alla Prima guerra mondiale. Fa parte della divisione delle ambulanze della Croce Rossa americana in Francia fino al 1919.


Tornato in patria, pare che a Kansas City Walt Disney abbia lavorato per circa un mese presso un'agenzia pubblicitaria, dove avrebbe conosciuto Ubbe Ert Iwerks, bravissimo quanto straordinario disegnatore. Allora nessuno poteva immaginare che Walt e Ub avevano un appuntamento con la storia.
Walt trova lavoro come ritagliatore di immagini presso la "Kansas-City Ad", società che si occupava di animazione (anche se ad un livello inferiore rispetto ai cartoni prodotti a New York in quegli anni). Scoppia la scintilla: chiede e ottiene in prestito una cinepresa con la quale esegue degli esperimenti. Walt intuisce che se fosse riuscito a far muovere quegli inermi pezzi di carta avrebbe rivoluzionato il mondo del disegno.
Con Ub Iwerks ottiene ottimi risultati, e grazie all'aiuto economico del fratello Roy, Walt Disney apre uno studio in cui realizzano gli storici "Laugh-o-grams", "Alice Comedies" (in cui Disney mise una bimba vera in un mondo creato sui tavoli da disegno), "Oswald The Lucky Rabbit" (oggi ritenuto una sorta di anello di congiunzione tra 'Felix The Cat' di Otto Messmer e il celeberrimo 'Topolino'.


Presentati i loro lavori alle case di distribuzione, ottengono rapidamente un contratto con la Universal che intuisce l'enorme potenziale economico che la novità rappresenta.
Qualche tempo dopo le cose cominciano ad andare male. Per ricostruire la vicenda bisogna fare un passo indietro: la Universal a quel tempo era di proprietà di Margareth Winkler, donna abile nella gestione degli affari, che consentiva a Disney e Iwerks di ritenersi soddisfatti, anche sul piano economico. In quel breve periodo Walt e Ub assunsero diverse persone per mettere in piedi uno studio di animazione. Le cose cambiarono quando la Winkler prese marito. La Universal passò di fatto nelle mani del suo sposo Walter Mintz, il quale ritenne opportuno ridurre i pagamenti e trattare tutti con il pugno di ferro. I creativi che ruotavano intorno a Walt e Ub vennero messi ben presto alle strette. A nulla valsero le discussioni che ne seguirono: legalmente "Oswald", il fortunato coniglio, apparteneva alla Universal e, quel che è peggio, Mintz aveva intrappolato Disney.
La produzione dei cartoni avveniva grazie ad un gruppo di animatori che Walt e Ub pagavano col denaro portato dai cartoni stessi; una volta tagliati i pagamenti non fu difficile per Mintz sottrarre forza lavoro a Disney. I soli a rifiutare di tradire Walt furono gli amici degli esordi: Les Clark, Johnny Cannon, Hamilton Lusky e, naturalmente Ub.
Il gruppo decide di reagire al ricatto creando un personaggio tutto loro. Semplicemente accorciando le orecchie di Oswald, trasformando la coda e ritoccando qualcosa qua e là ottengono ..... un topo.
Walt è un genio nell'ideare gag e situazioni interessanti; Ub realizza tutto su carta al ritmo impensabile di 700 disegni al giorno. Il miracolo viene intitolato "Plane Crazy": il protagonista è un certo Mickey Mouse. L'idea rivoluzionaria è quella di aggiungere il sonoro e farlo parlare.

Nel 1923 Walt Disney viene iniziato all'Ordine De Molay nel Capitolo Mother di Kansas City. Riportiamo le sue parole in una intervista rilasciata molti anni dopo: "Provo un gran senso di gratitudine nei confronti dell'Ordine di De Molay per la parte importante che ha rappresentato nella mia vita. I suoi precetti si sono rivelati incalcolabili durante tutti i momenti decisivi della mia esistenza. Il De Molay rappresenta tutto ciò che è utile alla famiglia ed al nostro paese. Sono onorato di aver fatto parte del De Molay."


E' il 18 novembre 1928 quando nel Colony Teather di New York viene proiettato un film di guerra, seguito da un breve cartone animato. Il giorno dopo è il tripudio. La data per molti coincide con l'inzio della biografia di Disney, quel Walt Disney inserito nelle pagine d'oro del libro di Hollywood.
Riceve il suo primo Oscar (ne seguiranno altri 31) nel 1932 per il film "Flowers and trees".
Il primo grande classico della animazione Disney risale al 1937: "Biancaneve e i sette nani".
Citiamo una frase interessante, pronunciata nel film da Biancaneve, a proposito del fatto che Cucciolo non parla: "Lui non è muto, semplicemente non ha mai parlato".

Nel 1940 apre i suoi primi studios in California a Burbank. E' il 1955 quando si decide il lancio di Disneyland e vengono realizzati i primi programmi per la televisione (tra cui ricordiamo Zorro, un personaggio di probabile attinenza massonica).
Dieci anni più tardi Disney personalmente comincia a disegnare Epcot, Experimental Prototype City (or Community) of Tomorrow, o Città prototipo sperimentale di domani. EPCOT è concepita come una città operativa dove gli abitanti possono vivere, lavorare e interagire usando tecnologie sperimentali o avanzate mentre degli scienziati sviluppano e testano altre nuove tecnologie per migliorare la vita e la salute dell'uomo.
Dopo decenni di tentativi, Disney ottiene i diritti del libro di Pamela Lyndon Travers a proposito di una balia magica: Mary Poppins esce nel 1964, diventando il film di Disney degli anni Sessanta ad aver riscosso il maggior successo: molte persone considerano che l'unione tra film d'animazione e live action abbiano ormai raggiunto l'apice dello splendore.

Il 15 dicembre 1966 un collasso cardiocircolatorio pone fine alla travagliata esistenza di un genio della creatività, capace di dar corpo ai sogni. In tutto il mondo la notizia ottiene grande risonanza. Si ricorda spesso il commento del governatore della California, il futuro presidente Ronald Reagan: "Da oggi il mondo è più povero".

Walt Disney è considerato una leggenda, un eroe del ventesimo secolo. La sua popolarità in tutto il mondo è basata sulle idee che il suo nome rappresenta: immaginazione, ottimismo e successo costruito da solo, nella tradizione americana. Walt Disney ha toccato i cuori, le menti e le emozioni di milioni di persone. Attraverso il suo lavoro ha portato la gioia, la felicità e i mezzi di comunicazione universali alla gente di ogni nazione.

Il 10 dicembre 1948 a Parigi, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


ARTICOLO 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
ARTICOLO 2
1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico internazionale del paese o del territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
ARTICOLO 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
ARTICOLO 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
ARTICOLO 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.
ARTICOLO 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
ARTICOLO 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
ARTICOLO 8
Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.
ARTICOLO 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.
ARTICOLO 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri nonché della fondatezza di ogni accusa penale gli venga rivolta.
ARTICOLO 11
1) Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.2) Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.
ARTICOLO 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione.Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
ARTICOLO 13
1) Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
2) Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
ARTICOLO 14
1 ) Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
2) Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
ARTICOLO 15
1) Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
ARTICOLO 16
1) Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.
2) Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3) La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.
ARTICOLO 17
1) Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
ARTICOLO 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.
ARTICOLO 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
ARTICOLO 20
1) Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
2) Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.
ARTICOLO 21
1) Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
2) Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.
3) La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve sere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.
ARTICOLO 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.
ARTICOLO 23
1) Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2) Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3) Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
4) Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
ARTICOLO 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
ARTICOLO 25
1) Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2) La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
ARTICOLO 26
1 ) Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria.L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
2) L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

3) I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
ARTICOLO 27
1) Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2) Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
ARTICOLO 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.
ARTICOLO 29
1 ) Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2) Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3) Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.
ARTICOLO 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati