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mercoledì 21 marzo 2018

Gran Loggia 2018. Emanuele Montagna interpreta Giordano Bruno


Emanuele Montagna in "Giordano Bruno" nel 2015
Emanuele Montagna interpreta Giordano Bruno nel 2015
Emanuele Montagna ancora una volta ospite della Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia. Dopo il recital, nella scorsa edizione, su Enzo Tortora e la sua tragica vicenda giudiziaria e di vita, Montagna propone quest’anno la storia di un altro martire della libertà, Giordano Bruno arso vivo dall’Inquisizione il 17 febbraio del 1600 nella piazza romana di Campo de’ Fiori. Bruno, filosofo e frate domenicano, non abiurò per rivendicare il diritto alla libera ricerca filosofica di fronte alle asserzioni dogmatiche e alla negazione della ragione ed è per questo che viene ricordato ancora oggi come il ‘martire del libero pensiero’.
Emanuele Montagna interpreta “Giordano Bruno” nell’ambito della Gran Loggia “Liberi di Conoscere” il 6 aprile al Palacongressi di Rimini nel tempio appositamente allestito per i lavori interni del Grande Oriente d’Italia e che sarà aperto a tutti alle ore 18. L’ingresso è libero e gratuito
Sarà un monologo, quello di Emanuele Montagna su Giordano Bruno, estrapolato da uno spettacolo storico del Gruppo Teatro Colli di Bologna. Venti minuti divisi in tre parti. Nella prima parte il Nolano parla di Filosofia scomoda. Secondo Montagna, il filosofo, nel momento in cui acquisisce  sapienza, acquisisce contemporaneamente  dolore. La conoscenza, ostacolata dalla Chiesa,  in definitiva, va di pari passo con la frustrazione dell’intellettuale cui viene negata la libertà di pensiero. Nella seconda parte Bruno cerca di creare una stretta connessione fra il Cosmo e l’Uomo perché, secondo lui, una nuova concezione del Cosmo dovrebbe portare a una nuova concezione dell’Uomo. Nella terza ed ultima brevissima parte, il ‘martire del libero pensiero’, rivolgendosi ai Fratelli Massoni, affronta l’attualità dell’Italia contemporanea, nella quale la Massoneria deve difendersi dalla  violenza mediatica di politici ignoranti ed oscurantisti”.
Attore, regista e docente universitario, Emanuele Montagna è il fondatore e direttore artistico della Scuola di Teatro Colli in Bologna, una fra le più interessanti realtà private della didattica teatrale italiana dal 1980. Come regista, alla guida del Gruppo Teatro Colli, ha curato circa cento allestimenti teatrali sui palcoscenici nazionali. E’ docente di Tecniche di Comunicazione della Persuasione presso l’Unione Camere Penali Italiane. Nel 2003 riceve il Premio Internazionale Rodolfo Valentino per la Comunicazione. Nel 2008 vince il Premio dell’Avvocatura Veneziana Carlo Goldoni per lo spettacolo “E lo difendono pure…” da lui scritto, diretto ed interpretato con il pubblico.