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mercoledì 7 dicembre 2016

Regala un sorriso. L’iniziativa a Villa dei Fiori di Acerra della Loggia Harry Truman di Napoli


Una giornata particolare, tutta dedicata al gioco e al sorriso, è stata organizzata il 19 novembre dalla Loggia Harry S. Truman (649) di Napoli nella Casa di Cura Villa dei Fiori di Acerra. Rivolta ai ragazzi disabili della struttura, l’iniziativa si è rivelata di grande successo grazie, in particolare, alla collaborazione di due membri onorari della loggia, Raffaele Sgambato della “Trismegisto” (1019) di Napoli e Maurizio Aloia della “Federico Torre” (1287) di Benevento.
È il secondo anno consecutivo che la “Truman” rivolge l’attenzione a questi giovani che hanno dimostrato di apprezzare tutte le iniziative per loro organizzate, a cominciare da un pranzo all’americana fino allo spettacolo di un clown che ha inscenato una serie di gag che hanno divertito tutti. Senza dimenticare la consegna di doni. Tanta la felicità e i sorrisi con il buon auspicio, per gli organizzatori, di ripetere l’esperienza il prossimo anno.

A Latina si parla di Massoneria con Mauro Cascio


L’ex sindaco di Perugia Mario Valentini, libero muratore, ricorda la persecuzione inflitta ai massoni venti anni fa

Mario Valentini, perugino, classe 1939, è massone da un quarto di secolo. È iscritto al Grande Oriente d’Italia e continua a frequentare con passione i lavori di loggia, la sua è denominata “I Forti” (1490) e si riunisce a Perugia. Il 23 settembre di quest’anno, durante una tornata interna, ha presentato una ‘tavola’, così si chiamano nei lavori rituali gli interventi a tema, intitolata “Massoneria, Tolleranza e Società contemporanea. Il diritto a non tremolare”. Il suo non è stato un intervento qualsiasi perché oltre a fare – e sollecitare – una riflessione sulla recentissima richiesta della presidente dell’Antimafia Rosy Bindi di avere gli elenchi degli iscritti del Grande Oriente d’Italia, rievoca fatti lontani nel tempo, di quando era sindaco di Perugia e fu testimone-protagonista di una lunga vicenda degna del più retrivo sistema istituzionale.

Bando contro i massoni di epoca fascista, affisso a Padova nel 1926
Bando contro i massoni di epoca fascista, affisso a Padova nel 1926.
Era il 1993, era appena partita l’indagine del Procuratore di Palmi Agostino Cordova contro la Massoneria e tutta l’Italia era scossa. Da nord a sud – senza motivazioni chiare – furono sequestrati elenchi con decine di migliaia di nomi, e non solo di iscritti a istituzioni massoniche, che esposero cittadini onesti al pubblico ludibrio. I massoni diventarono oggetto della ‘cultura della gogna’ più violenta. Scrive Valentini nella sua ‘tavola’: “A Perugia, negli angoli delle vie, negli ingressi degli uffici e delle istituzioni, dove lavorava un massone, venivano affissi manifesti e volantini, incitando direttamente o indirettamente a discriminare il lavoratore massone, il magistrato massone, l’avvocato o li professore massone. Alcuni pubblici ufficiali vennero trasferiti in altre sedi con provvedimenti persecutori. In più regioni ci furono tentativi di approvare leggi chiaramente discriminatorie, degne dei regimi più abbietti che la storia abbia mai conosciuto. L’obiettivo era quello di discriminare il massone, quasi a volerlo catalogare come cittadino di serie inferiore”.
Mario Valentini, con la richiesta dell’Antimafia dell’agosto scorso, non ha potuto non ricordare e ha rivissuto, turbato, quelle atmosfere cupe. Racconta di quando “carabinieri del Ros, inviati dalla Procura di Palmi, il 10 dicembre 1993 fecero irruzione nella sede del Sodalizio di San Martino, gloria e vanto di Perugia per la sua meritevole azione a favore degli anziani, alla ricerca di logge deviate, sequestrando gli elenchi dei suoi 400 “confatri” iscritti, e documenti relativi ai suoi amministratori, per lo più massoni, degli ultimi vent’anni”. Oppure quando, “nel momento più acuto della crisi aperta al comune di Perugia” , allora sindaco – e massone pubblico – Valentini incontrò l’allora presidente della giunta regionale. “L’oggetto dell’incontro – ricorda – verteva sull’atteggiamento che il Pds avrebbe dovuto assumere in consiglio comunale sul voto della mozione sulla Massoneria, con la quale si chiedevano le dimissioni del sindaco e della giunta”. “Il presidente – racconta ancora Valentini – mi pose precise condizioni e mi chiese di abiurare pubblicamente alla mia appartenenza massonica. Aggiunse che così facendo avrei avuto garantito il mio futuro”. Inutile dire che Valentini mantenne ferma la sua posizione nel respingere il diktat e restò sindaco e massone fino alla fine del mandato amministrativo.
Sembra incredibile che fatti simili siano accaduti in Italia solo 23 anni fa. E Mario Valentini li ha raccontati proprio per tenere viva la testimonianza, soprattutto tra i più giovani. Ecco perché la sua tavola (qui in allegato) merita attenzione.
L’inchiesta di Cordova finì nel nulla, con una archiviazione da parte del gip di Roma del 3 luglio del 2000. La notizia passò in silenzio e solo mesi dopo fu diffusa dalle agenzie (leggi Agi) senza riscontro nei giornali. Come se non bastasse i famosi elenchi circolano ancora, addirittura sul web messi da chissà chi, e continuano ad alimentare, senza motivo e sebbene ormai superati, un certo tipo di informazione.
I massoni sono ciclicamente i capri espiatori del decadimento delle società ma ci sono tante altre figure emergenti che sono pronte ad essere buttate nell’agone del pregiudizio e del discredito e il libero muratore, nonostante le difficoltà, deve continuare a essere esempio di tolleranza. Fa parte dei suoi principi che deve seguire con coraggio e senza paura – il massone ha “il diritto a non tremolare”, dice Valentini –  per portare avanti la sua storia di civiltà.
ALLEGATI

martedì 6 dicembre 2016

Per Natale il tradizionale concerto di solidarietà della Loggia Italia Libera di Arezzo


Anche quest’anno la Loggia Italia Libera (748) di Arezzo, con l’avvicinarsi delle feste natalizie, non dimentica i più deboli e, com’è sua tradizione da più di vent’anni, organizza un concerto di solidarietà. Quest’anno lo ha intitolato “Dalle Tenebre alla Luce” e ha chiamato tre artisti ad esibirsi in musica e parole. Il Concerto di Natale, per pianoforte e violoncello, si terrà il 17 dicembre nella casa massonica di Arezzo, in Via Pescioni, con inizio alle 17,30.
Il ricavato della serata sarà devoluto al Banco Alimentare dell’Associazione Acacia.

Il Cantico delle Creature chiude la rassegna della Loggia Ettore Ferrari di Palmi


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Immagine della rassegna “L’essenziale è invisibile agli occhi”
Si è tenuto il 2 dicembre nella casa massonica di Palmi l’ultimo appuntamento della rassegna “L’essenziale è invisibile agli occhi” della Loggia Ettore Ferrari (272) della città. “Laudato sii…” è il titolo della tavola presentata nella tornata conclusiva da Nicola Catalano, membro della Loggia Giuseppe Logoteta (277) di Reggio Calabria.
Il “Cantico delle Creature” musicato da Angelo Branduardi ha aperto i lavori per poi lasciare spazio all’esposizione di Catalano che ha iniziato il suo intervento illustrando gli elementi presenti, in chiave esoterica, nella vita di Francesco e nel Cantico, la prima lirica scritta in italiano di cui si ha notizia, e che appaiono insospettabili indizi del legame tra via mistica e cammino iniziatico. Il Cantico delle Creature o di Frate Sole è, infatti, una lode all’Altissimo per la bellezza del creato che contiene riferimenti numerologici e influenze islamiche e orientali, frutto probabilmente della permanenza di Francesco presso il Sultano d’Egitto e in Israele, basti pensare al TAU francescano, ultima lettera dell’alfabeto ebraico. L’oratore non ha trascurato il simbolismo esoterico sotteso alla costruzione della Basilica di Assisi, opera di frate Elia, suo discepolo soffermandosi sulla sua figura, per molti versi rimasta misteriosa, legata, tra l’altro, all’imperatore Federico II e alla costruzione di Castel del Monte.
Alla tornata hanno partecipato rappresentanze delle logge Pitagora-XXIX Agosto di Palmi, Monteleone di Vibo Valentia e Mazzini, Pitagora, Logoteta e Garibaldi di Reggio Calabria.
A tutti i presenti è stato distribuito, in ricordo della tornata un segnalibro con raffigurato il Rosone della Basilica di Assisi (il Tetramorfo, i quattro simboli degli Evangelisti che, nelle dottrine ermetiche, riconduce alle quattro creature associate ai quattro elementi: il Toro alla Terra, l’Uomo all’Acqua, il Leone al Fuoco e l’Aquila all’Aria).
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Il segnalibro, dono della serata

lunedì 5 dicembre 2016

Festa della Luce a Napoli il 13 dicembre


logo-campaniaGrandi celebrazioni a Napoli il 13 dicembre, nella storica sede massonica di Galleria Umberto I, per festeggiare l’approssimarsi del Solstizio d’Inverno con la tradizionale Festa della Luce. L’iniziativa è del Collegio circoscrizionale di Campania e Lucania del Grande Oriente d’Italia che, per l’occasione, ha invitato a partecipare il Gran Maestro Stefano Bisi. Con lui, hanno confermato la presenza il Primo e il Secondo Gran Sorvegliante del Grande Oriente, Antonio Seminario e Pasquale La Pesa. Numerose le autorità massoniche, nazionali e locali, attese all’evento che ha rilievo nella tradizione esoterica e si ripete ogni anno in varie sedi del Grande Oriente d’Italia. La Festa della Luce, con la celebrazione del Solstizio d’Inverno, festeggia l’inizio della ripresa della supremazia della luce sulle tenebre annunciando, simbolicamente, un momento di rigenerazione, individuale e collettivo. Si celebra l’avvento di quella “luce vera che illumina ogni uomo”, dice Giovanni Evangelista che pure viene celebrato dai massoni in questa parte dell’anno.
Nel corso dei lavori del 13 dicembre – che saranno a carattere interno –  verrà consegnata una medaglia commemorativa agli esponenti del Grande Oriente della circoscrizione che hanno maturato 25 anni di anzianità massonica. A fare gli onori di casa sarà il neo eletto presidente circoscrizionale di Campania e Lucania, Lucio D’Oriano.
L’appuntamento è alle ore 19:30.

Grande Assemblea dello York in Francia. La delegazione italiana per progettare insieme lo sviluppo del Rito in Europa




Si è svolta a Parigi la Grande Assemblea dell’Arco Reale del Rito di York della Francia. All’incontro ha partecipato Sommo Sacerdote Internazionale Louis Bertrand, il past Ted Harrison, l’ex Gran Maestro della Gran Loggia di New York, in qualità di Gran Sacerdote dell’Arco Reale del Capitolo di New York e numerose delegazioni dal Togo, dal Gabon, dalla Romania, dal Portogallo e dalla Grecia.
Era presente una delegazione italiana con il Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dell’Arco Reale Tiziano Busca, il Gran Maestro dei Massoni Criptici Mario Pieraccoli con il GM Delegato Davide Bertola, il Gran Segretario per le relazioni estere Nicola Zanetti, l’ambasciatore del Sommo Sacerdote Internazionale Carlo De Rysky e il Comp. Alessandro Giuliani.
È stato un momento importante, si sono infittiti i rapporti tra Francia, Italia e Austria, si è ipotizzato lo sviluppo del Rito di York in Europa, si sono intessuti progetti importantissimi che vedranno la luce le prossime settimane, progetti che vedono già impegnati Tiziano Busca e Nicola Zanetti.
Gerard Rajola è stato confermato Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dell’Arco Reale francese..

La candela che illumina il buio




Nel percorso di crescita interiore che ci vede impegnati ogni giorno, tra mille prove, successi e fallimenti; che ci chiama inesorabile al confronto con i nostri limiti e le nostre risorse, che quotidianamente ci chiede di scegliere se nutrire quella parte di noi che è Luce o quella parte che è Ombra, che fare nel mezzo di una tempesta? Che fare allorché chi ci è accanto o la vita stessa ci ferisce? Semplicemente, ristabilire equilibrio: rispondi al male con il bene. Proteggiti dal male che senti ti viene inflitto e in risposta metti in circolo nell’Universo un atto d’amore che avvolga chiunque, compreso chi ti ha ferito. Quando il buio si infittisce, sii la candela che illumina l’oscurità.

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Mino Gabriele al Teatro Il Vascello il 28 gennaio per parlare della migrazione dei simboli


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Nella copertina del libro è raffigurato l’emblema ‘L’ da Michael Maier, Atalanta fugiens, hoc est, Emblemata Nova de Secretis Naturae Chymica, Oppenheimi, 1618.
È da pochissimo in libreria l’ultimo libro di Mino Gabriele. “Il primo giorno del mondo”, edito da Adelphi, che approfondisce il tema della “migrazione dei simboli”, oggetto di studio alla fine dell’Ottocento da parte di Eugène Goblet d’Alviella, storico delle religioni e interprete della tradizione massonica, che pubblicò nel 1891 un saggio intitolato proprio La migration des symboles. Trascorso oltre un secolo, Gabriele riprende il tema raccontando la sorprendente migrazione delle immagini simboliche attraverso tempi e luoghi distanti. Ne parlerà sabato 28 gennaio (ore 10:30) al Teatro il Vascello di Roma in un incontro aperto al pubblico organizzato dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia e al quale parteciperà il Gran Maestro Stefano Bisi.
Saranno quattro storie, oggetto del libro di Mino Gabriele, ad articolare la discussione: da un bassorilievo del II secolo che rappresenta il primo giorno del mondo, con il dio orfico Phanes al centro contornato dallo zodiaco – bassorilievo al quale si ispirarono, senza mai menzionarlo, diversi artisti cinquecenteschi – alla raffigurazione di un drago immortale le cui radici risalgono fino a un antico dramma indiano; da un raro amuleto giudaico-cristiano del XVI secolo, subito condannato dalla Chiesa, alla singolare incongruenza astrale, coniugata con la teoria dei quattro elementi, del ciclo decorativo del celebre Studiolo di Francesco I de’ Medici. Gabriele propone un cammino che non ha diluito i pensieri e le idee che a quelle immagini hanno dato forma, ma ne ha anzi arricchito la trama e i concetti in spazi sempre più ampi. Fino ad oggi.
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A sinistra Mino Gabriele con il Gran Maestro Stefano Bisi e il Gran Bibliotecario Dino Fioravanti nel gennaio 2015 in un incontro a Roma, al Teatro Il Vascello
Mino Gabriele è professore presso l’Università di Udine, dove insegna “Iconografia e Iconologia”. Studioso noto per i suoi lavori sulla tradizione simbolica nell’arte e nella letteratura medievali e rinascimentali, come per le ricerche in ambito ermetico e alchemico. Ha pubblicato, fra l’altro, Il giardino di Hermes. Massimiliano Palombara alchimista e rosacroce nella Roma del Seicento (1986); Alchimia. La tradizione in Occidente secondo le fonti manoscritte e a stampa (1986); Le incisioni alchemico-metallurgiche di Domenico Beccafumi (1988); L’arte della memoria per figure (2006); Alchimia e iconologia (2008). Ha curato l’edizione di testi inediti, tra cui il ‘De la trasmutatione metallica’. Poema del XVI secolo di Antonio Allegretti (1981) e Le précieux Don de Dieu(1988); si ricordano inoltre: Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna (con Marco Ariani, 1998), Corpus iconographicum di Giordano Bruno (2001), Il Libro degli Emblemi di Andrea Alciato (2009), Sui simulacri di Porfirio (2012). Dirige la collana “Multa Paucis. Opere Rare e Inedite” della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la rivista «Fontes. Periodico semestrale di Filologia Classica e Storia dell’Arte».
Ingresso libero
Info: Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia: 06 5899344-215/221 | bibliogoi@grandeoriente.it


“Avanti, con coraggio”. Seminario di Studi Massonici a Udine dedicato alla costruzione di una futura società migliore


udine1“Dobbiamo andare avanti, con coraggio”. È il messaggio lanciato dal Gran Maestro Stefano Bisi da Udine, dove ha partecipato al Seminario Massonico di Studi ‘in memoriam Antonio Celotti’ del Grande Oriente d’Italia  organizzato dal Collegio Circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia e dall’Associazione Culturale “Libero Pensiero” della città e che si è tenuto a Palazzo Kechler.  “Futuro Chiama Italia. La battaglia delle idee contro gli interessi di parte”,  il tema scelto per l’evento. E di futuro, ha parlato il Gran Maestro. Un futuro per costruire il quale la Massoneria si propone come laboratorio di speranza.  Bisi, che  ha auspicato un “nuovo illuminismo”,  ha invitato tutti “a essere ottimisti, a non piangersi addosso”, a non innalzare muri, ma a sviluppare un senso nuovo di comunità, basato sulla solidarietà, che oggi – ha sottolineato – è quello che manca, ad andare “oltre lo scetticismo e lo sconforto“, cercando sempre di trovare la forza e l’energia dentro se stessi e di trasmetterle agli altri. E questo, ha rimarcato, “è anche il compito che spetta agli insegnanti, se non vogliono perdere i ragazzi e allontanarli dalla scuola“. Essere costruttivi è, dunque,  l’approccio giusto. 
Non c’è notte tanto lunga – ha ricordato Bisi citando le parole pronunciate dal sindaco di Amatrice udine3all’indomani del terribile terremoto di agosto – da impedire al sole di risorgere. Certo ci vuole  coraggio, la paura non deve bloccarci“, ha aggiunto citando illustri esempi da seguire, come Nelson Mandela, Paolo Borsellino. “Il Grande Oriente – ha proseguito il Gran Maestro – è una Comunione massonica in grande salute, custode di memorie del passato, un bel passato, che oggi però deve diventare laboratorio di speranza. Dobbiamo essere una candela sempre accesa nella notte. L’anno prossimo – ha aggiunto – festeggeremo i 300 anni di Massoneria e lo faremo pensando ai 300 anni che ci sono davanti, che affronteremo con il cuore e con la ragione, guardando avanti con forza“.
udine2Una “battaglia delle idee contro le molte sordità” è lo slogan che gli organizzatori  hanno voluto  lanciare per evidenziare l’attenzione della Massoneria alla svolta epocale che la società affronta con molta difficoltà. Perché “la Libera Muratoria è dalla parte dei cittadini, non delle banche e dei poteri forti”. “Nella odierna società – si legge nella brochure –  dovrebbe albergare il senso della responsabilità, dell’impegno concreto per il lavoro, la giustizia sociale, i diritti. Impegno civico e responsabilità, perciò, come alternativa alla decadenza e impegno verso una nuova costruzione sociale, rispetto all’egoismo degli interessi di parte. Il Grande Oriente d’Italia non vuole sia cancellata l’idea di futuro”.
Nel dibattito che si è tenuto a Palazzo Kechler si sono confrontati vari esperti: Giovanni Maria Cecconi, esponente di punta del Grande Oriente d’Italia; Fulvio Salimbeni, docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Udine, il senatore Riccardo Mazzoni, vicepresidente della Commissione per la tutela e la promozione dei Diritti Umani, e Omar Chessa, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Sassari. A dare il via ai saluti il neo eletto presidente circoscrizionale del Friuli Venezia Giulia del Grande Oriente d’Italia, Guido Ricci, e il presidente delle logge udinesi Marco De Carli.
Antonio Celotti il giorno del suo centesimo compleanno celebrato nel 2006
Antonio Celotti nel 2006, il giorno del suo centesimo compleanno
Al termine della serata sono state consegnate le due borse di studio bandite con il “Premio Antonio Celotti”  – istituito nell’aprile 2010 con cadenza biennale e riservato a giovani laureati dell’ateneo udinese – dedicato al decano della Massoneria della regione, scomparso nel giugno del 2009 all’età di 103 anni. Antonio Celotti è autore del saggio “La Massoneria in Friuli. Prime ricerche sulla sua esistenza ed influenza”, pubblicato nel 1982 e aggiornato per il suo 100esimo compleanno. Pneumologo nella vita di tutti i giorni, Celotti dedicò la sua esistenza alla cura e alla ricerca medica, conciliando le sue numerose attività con gli impegni nel Grande Oriente d’Italia dove entrò diciannovenne. È considerato tra i promotori della rinascita culturale e intellettuale di Udine nel secondo dopoguerra.
ALLEGATI

venerdì 2 dicembre 2016

A proposito di donne. La Massoneria femminile nel mondo nel nuovo libro di Mariano Bianca


mariano-bianca-la-massoneria-femminile-nel-mondoUna “dea madre” prenuragica, simbolo di energia primordiale che regola l’alterna vicenda della vita e della morte, caratterizza la copertina del nuovo libro del filosofo Mariano Bianca che nel suo ultimo saggio, in materia massonica ed esoterica, si occupa di donne e di Libera Muratoria. Viene spontaneo chiedersi il perché di questa scelta iconografica e, andando oltre le radici sarde dell’autore, è sufficiente rispondere che questa raffigurazione femminile si ritrova nel 94,7 per cento di ‘idoletti’ dell’arte preistorica della Sardegna, testimoniando, in linea con la tradizione europea e orientale, l’indiscutibile rilievo della donna, sin dai primordi, nella sfera del sacro.
“La Massoneria femminile nel mondo. Dalle Logge d’Adozione alle Grandi Logge Femminili” è il titolo del libro di Mariano Bianca, edito da Atanór, che percorre la storia della donna nell’ambito della Libera Muratoria. L’ammissione delle donne in Massoneria fu una questione che si pose sin dalla fondazione della ‘Massoneria Speculativa’ nel 1717 con la costituzione della Gran Loggia Unita d’Inghilterra che, seguendo fedelmente le regole della ‘Massoneria Operativa’, non ammise né ammette sino a oggi l’iniziazione femminile. Il processo che portò all’ammissione delle donne nelle logge massoniche fu molto lungo e spesso ostacolato dalle Massonerie maschili e solo nel XX secolo iniziarono a formarsi Grandi Logge interamente femminili. L’autore presenta un resoconto dello stato attuale della Massoneria femminile nel mondo partendo dall’ingresso di alcune donne nelle logge maschili nel XVIII secolo, dalla formazione delle logge cosiddette di “Adozione” tra Settecento e Ottocento sino alla costituzione delle Massonerie miste o co-Massonerie e delle Massonerie interamente femminili. Il libro contribuisce a definire una sezione della storia della Libera Muratoria moderna che si avvia a compiere, nel 2017, i trecento anni di vita.
mariano-biancaMariano Bianca, già Professore Ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Siena, si occupa di filosofia della mente, etica, epistemologia, metafisica e ontologia. Laureato in Filosofia e Logica matematica, ha soggiornato alcuni anni negli Stati Uniti dove ha svolto ricerca in Intelligenza artificiale e simulazione biologica e ha conseguito il Master of Sciences in Computer and Communication Sciences presso l’University of Michigan. Ha pubblicato molti saggi tra cui: Fondamenti di etica e bioetica (2000), Rappresentazioni Mentali e conoscenza (2005), Richiedere e pregare (2006), La mente immaginale(2009), Etica, eugenica e futuro della specie umana (2011), La propria mente e il sé (2014). Ha pubblicato molti articoli di massoneria ed esoterismo e nella casa editrice Atanòr ha pubblicato i saggi L’oltre e l’invisibile-meditazioni iniziatiche (2002) e Le colonne del tempio (2014).

La libertà di stampa in Italia




Su Radio Radicale per parlare anche di Media e Massoneria con Carlo Ricotti (Università LUISS Guido Carli), Giuseppe Monsagrati (ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi La Sapienza di Roma), Giancarlo Tartaglia, direttore della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI). Conclude Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia.

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Udine. Il Grande Oriente d’Italia a palazzo Kechler | Messaggero Veneto


messaggero-veneto-02-12-2016
Messaggero Veneto del 2 dicembre 2016
ALLEGATI

Breve storia del tutto




Breve storia del tutto presenta in forma rivista e aggiornata l'avvincente resoconto delle ricerche di Ken Wilber in merito al ruolo svolto dall'essere umano all'interno di un universo dinamico e interconnesso, fatto di materia, mente, anima e Spirito. Rispondendo alle domande del suo interlocutore in un linguaggio semplice e ricco di esemplificazioni, l'autore esamina il corso dell'evoluzione, intesa come manifestazione dello Spirito dalla materia alla vita biologica alla mente, fino a considerare gli stadi superiori di sviluppo della coscienza nei quali lo Spirito stesso diviene cosciente di sé. Attraverso il dialogo e il confronto, emerge la sua straordinaria prospettiva evolutiva in merito al “grande disegno” dell'universo e a molte criticità controverse ancora irrisolte, quali la guerra di genere, il multiculturalismo, l'etica ambientale, il rapporto tra tecnologia ed ecologia, cultura e natura, trascendenza e immanenza, e le trasformazioni che interessano l'avvenire dell'intera umanità.

«Nelle pagine di questo libro troverete un buffet universale di possibilità umane disposte come uno scintillante arcobaleno, uno straordinario spettro dei vostri potenziali più elevati e profondi. Questa mappa è solamente un invito a esplorare gli ampi territori della vostra coscienza, i potenziali quasi illimitati del vostro essere e divenire, l'espansione pressoché infinita della vostra consapevolezza primordiale, per arrivare così nel luogo che non avete mai lasciato: la vostra natura più profonda e il vostro volto originale».

Il massone Mario Angeloni e il suo amore per la libertà. A Perugia fine delle celebrazioni il 2 dicembre


locandina-convegno-angeloniCon un convegno il 2 dicembre si chiudono a Perugia le celebrazioni in ricordo di Mario Angeloni, illustre perugino leader antifascista in esilio, morto in combattimento all’inizio della guerra di Spagna. Avvocato, repubblicano, Angeloni aderì alla Massoneria del Grande Oriente d’Italia durante l’ascesa fascista continuando a condividere gli ideali liberomuratori anche all’estero nel Grande Oriente in esilio. La singolare circostanza che nel 2016 ricorrano il 120esimo anniversario della sua nascita e l’ottantesimo della morte ha indotto lo scorso anno la storica Società generale di Mutuo Soccorso di Perugia a costituire un Comitato per le onoranze a suo nome al quale hanno aderito vari soggetti istituzionali, culturali e della società civile. Una prima commemorazione è avvenuta il 24 giugno con una lectio magistralis di Valdo Spini nella Sala dei Notari a Perugia.
L’incontro “Mario Angeloni, un antifascista europeo”, questo è il titolo del convegno del 2 dicembre,  chiamerà a raccolta più esponenti del mondo della cultura per delineare il quadro completo di un personaggio che, con la sua vicenda, esprime i valori più alti di un’epoca buia e violenta e il cui esempio si affianca a tanti altri di quella storia poco conosciuta e non troppo lontana. La Università per stranieri di Perugia, a Palazzo Gallenga, ospiterà l’incontro che si svolgerà, per tutta una giornata – dalle ore 10,30 – a cura dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea. Tra i relatori anche la pronipote di Garibaldi, Annita Garibaldi Jallet. La sessione pomeridiana si chiuderà con un concerto, realizzato in collaborazione con l’Associazione Mazziniana Italiana, di Stefano Ragni, musicista di formazione umanistica e apprezzato divulgatore del repertorio italiano che è stato ospite anche del Grande Oriente, al Vascello, in occasione delle ultime celebrazioni per il XX Settembre. Iniziative a corollario del convegno di Perugia saranno la presentazione di una biografia di Mario Angeloni, curata da Renato Traquandi, e lo scoprimento di una lapide collocata in quella che fu la sua abitazione nel centro storico di Perugia.
Nel 1956, in occasione del ventesimo anniversario della guerra civile di Spagna, all’illustre perugino fu conferita la medaglia d’oro alla memoria. Anche il Grande Oriente d’Italia lo ricorda con una loggia a Perugia che porta il suo nome dal 1970.
Un profilo massonico di Mario Angeloni, con la sua tragica esperienza spagnola, è stato pubblicato  lo scorso anno nell’edizione di maggio (numero 9-10) di “Erasmo”, il bollettino del Grande Oriente d’Italia. Autore dell’articolo, che qui riproduciamo integralmente, è lo storico Marco Novarino.
Mario Angeloni
Mario Angeloni
Mario Angeloni, il massone anti-franchista 
Tra i massoni che scelsero la via dell’esilio per non sottostare al regime fascista la figura di Mario Angeloni assume una luce particolare sia per la giovane età, la coerenza delle scelte e la tragica morte facendolo diventare un simbolo della lotta ai totalitarismi. Angeloni rappresenta l’archetipo del libero muratore che pone al centro della propria esistenza la libertà e la difesa dei diritti umani. Figlio di un massone (il padre Publio fu il punto di riferimento della massoneria perugina all’inizio del Novecento), fu un dirigente della Lega Italiana per i Diritti dell’Uomo e un convinto repubblicano ma al contempo fu uno strenuo sostenitore dell’unità delle forze antifasciste e per questo stimato dagli esponenti di ‘Giustizia e Libertà’ , dai socialisti e persino dai comunisti e dagli anarchici. Iniziato nel 1922, ventiseienne, nella loggia “Concordia” di Perugia, partecipò attivamente alla resistenza antifascista in Umbria, facendo parte della direzione del Partito repubblicano e costituendo, nel 1924, l’associazione “Italia libera”. Vittima delle violenze fasciste, venne arrestato e confinato prima a Lipari, poi a Ustica e infine a Ponza. Nel 1932 riuscì a espatriare in Francia e durante la dura vita dell’esilio divenne uno dei massimi esponenti della Lidu, che svolse un ruolo importante nel ‘fuoriuscitismo’ antifascista, e ricoprì per un breve periodo la carica di segretario del Partito repubblicano. Nel luglio del 1936 fu tra coloro che intuirono che la rivolta militare contro il legittimo governo repubblicano spagnolo, era il sinistro crepitio di una fiammata che nel giro di poco tempo sarebbe diventato un incendio spaventoso. I massoni furono fra le vittime designate dalla coalizione reazionaria facente capo al generale Francisco Franco che il 18 luglio 1936 iniziò «una crociata contro la politica, il marxismo, la massoneria» scatenando una guerra civile, che durò quasi tre anni e fu il preludio sotto molti aspetti, ideologico, politico, militare, della Seconda conflagrazione mondiale. In Spagna, oltre agli orrori della guerra, si instaurò un clima d’autentica persecuzione nei confronti dei massoni mano a mano che i nazionalisti conquistavano nuovi territori. Appartenere alla Libera Muratoria significava la condanna a morte senza processo né appello: esecuzioni sommarie avvennero a Salamanca, Zaragoza, Logroño, Burgos, Ceuta, Algeciras, Valladolid e a Malaga, per 80 massoni l’esecuzione avvenne con la “garrota”, medievale strumento che fu orrendamente usato dal regime franchista fino al 1974. Questo isterismo non colpì solamente i vivi ma si abbatté anche sui morti con profanazione di tombe di massoni, tanto che nel 1938 un decreto impose la distruzione dei simboli libero-muratori nei cimiteri.
Copertina del libro di Francisco de Luis, pubblicato nel 1934, raffigurante un massone incappucciato che tenta d'impadronirsi della Spagna (tratto dal catalogo della mostra "Duecentocinquant'anni di polemica antimassonica", 1997, Grande Oriente d'Italia-Collegio Piemonte e Valle d'Aosta)
Copertina del libro di Francisco de Luis, pubblicato nel 1934, raffigurante un massone incappucciato che tenta d’impadronirsi della Spagna (tratto dal catalogo della mostra “Duecentocinquant’anni di polemica antimassonica”, Grande Oriente d’Italia-Collegio Piemonte e Valle d’Aosta, 1997)
Di fronte a tanta violenza e consci che in terra spagnola erano in gioco i principi di libertà, eguaglianza e fratellanza numerosi massoni accorsero come volontari in difesa della repubblica democratica spagnola. Tra questi non poteva mancare il giovane avvocato perugino che alla fine del luglio 1936 si recò a Barcellona insieme alla moglie, Maria Giaele Franchini, che s’impegnò come infermiera durante la guerra e in seguito diresse l’ufficio consolare italiano di Barcellona. Immediatamente Angeloni si mise in contatto con Carlo Rosselli, Camillo Berneri e ad altri, e il 17 agosto firmò l’atto costitutivo della Colonna Italiana che raggruppava i primi italiani che erano accorsi in Spagna per combattere il fascismo, dato che i generali golpisti avevano ricevuto fin dall’inizio l’aperto e concreto sostegno di Mussolini. Forte della sua esperienza militare acquisita come ufficiale della cavalleria durante la Prima guerra mondiale preparò inizialmente alle armi i componenti della Colonna per poi partire per il fronte di Huesca al comando di una compagnia di mitraglieri. La mattina del 28 agosto, sul Monte Aragón – che venne soprannominato dallo stesso Angeloni, Monte Pelato, per la sua totale mancanza di vegetazione – situato fra Huesca e Almudevar, gli uomini della Colonna italiana vennero attaccati dalle truppe franchiste, e Angeloni venne colpito da una raffica partita da un’autoblindo. Trasportato in ospedale, morì il giorno stesso a Sariñena, piccolo villaggio aragonese. Non fu il solo massone che diede la propria vita in questa guerra e tutti meriterebbero di essere ricordati. I massoni del Grande Oriente d’Italia in esilio lo fecero nel corso dell’Assemblea del 20 giugno 1937, esaltando le loro figure come un esempio per le future generazioni e il loro sacrificio venne collegato a quello dei fratelli Rosselli. (Marco Novarino)
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