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venerdì 20 gennaio 2017

Il Gran Maestro contro la "caccia ai massoni" di Rosy Bindi




Stefano Bisi non vuole consegnare gli elenchi dei fratelli del Grande Oriente d'Italia all'Antimafia: "Noi collaboriamo con tutte le istituzioni. Ci dicano chi sono i malavitosi e noi prenderemo provvedimenti"


Da Il Foglio, di David Allegranti


20 Gennaio 2017 alle 18:16







Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, e il presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi (foto LaPresse)







Roma. “Noi collaboriamo con tutte le istituzioni della Repubblica, e naturalmente anche con la commissione Antimafia, ma collaborare con l’Antimafia non vuol dire consegnare gli elenchi dei Fratelli vuol dire che possiamo collaborare se ci sono necessità”. Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, dice no alla richiesta dell’Antimafia. “Abbiamo partecipato - spiega al Foglio - a una prima audizione, poi a una seconda audizione, parlando due ore ciascuna. Io ho fornito la costituzione e il regolamento del Goi e ho fornito tutte le informazioni di cui sono a conoscenza. C’è una cosa però che non capisco. Se ci sono sospetti di infiltrazioni, siccome la responsabilità è individuale, ci dicano chi sono i malavitosi e noi prenderemo provvedimenti”.

Bisi ricorda che il Goi è impegnato nel “sostenere la costruzione di un impianto di illuminazione del campo sportivo di Norcia. Vede, anche i massoni cercano la luce… Siamo impegnati, poi, a contribuire alla ricostruzione del liceo musicale di Camerino”. La trasparenza, che il Goi più volte ha propugnato, “non è un errore, anzi è necessaria. Sul nostro sito ci sono tutte le attività che ci facciamo. Ma un conto è rendere noti gli scopi e i nomi dei vertici, un altro conto chiederci di diffondere i nomi di tutti i fratelli. A che fine, peraltro?”. Secondo lei potrebbe diventare una nuova lista di proscrizione? “Sì, si passerebbe dalla caccia alle streghe alla caccia all’uomo, con evidenti pericoli per le persone, perché il pregiudizio antimassonico presente nel nostro paese vede la massoneria genericamente intesa come la responsabile di alcuni mali. In giro possono esserci soggetti anche fragili che potrebbero vendicarsi sui Fratelli per problemi che hanno nella vita. La rivista del Califfato scrisse, dopo l’uccisione di un prete in Francia, di distruggere chiese cattoliche sinagoghe e logge massoniche”.

Insomma, dice Bisi, in Italia non è che si possono fare delle leggi e poi non osservarle. Alla commissione Antimafia, che mi ha chiesto di consegnare gli elenchi dei Fratelli, ho spiegato che mi istigavano al compimento di un reato. Nel 2003 è stata approvata una legge sulla privacy, la quale permette la riservatezza dei dati sensibili, le appartenne culturali, filosofiche, le inclinazioni sessuali e anche l’appartenenza a un’associazione come il Goi è un dato sensibile”. Perché, si chiede Bisi, “io devo essere obbligato, anche se non ho incarichi pubblici, a dire a quale associazione appartengo? Se tra noi c’è il sospetto che ci sia l’infiltrazione di un malavitoso e ci viene detto, prendiamo provvedimenti disciplinari, tenendo conto che il Goi ha controlli interni significativi, con ispettori regionali, ma non abbiamo i poteri delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria. Possiamo fare un controllo sociale”.

La Commissione Antimafia presto ascolterà i Gran Maestri di altre Obbedienze massoniche | Affaritaliani e Ansa


Affaritaliani 19.01.2017
Affaritaliani 19 gennaio 2017

La notizia trova conferma nelle dichiarazioni rilasciate il 20 gennaio a Milano dalla stessa presidente della Commissione parlamentare Antimafia. “La prossima settimana sentiremo i Gran Maestri di altre organizzazioni massoniche e dopo con la presidenza e con tutta la Commissione faremo le nostre valutazioni e decideremo gli atti conseguenti”. L’onorevole Rosy Bindi lo ha spiegato interpellata a margine della presentazione del primo corso di dottorato di ricerca in Studi sulla criminalità organizzata all’Università Statale di Milano. (Fonte Ansa)


Paolo Guzzanti su Cronache delle Calabrie: “Bindi a lezione di garantismo”




Cronache delle Calabrie 19.01.2017
Prima pagina di “Cronache delle Calabrie” del 19 gennaio

“Bindi a lezione di garantismo”. Così è intitolato l’editoriale di Paolo Guzzanti sul quotidiano “Cronache delle Calabrie”, da lui diretto, pubblicato in prima pagina il 19 gennaio. Riportiamo il testo integrale.

Porta in faccia alla Bindi che pretendeva di farsi consegnare gli elenchi degli iscritti alla loggia massonica Grand’Oriente d’Italia, dal Gran Maestro di questa loggia, Stefano Bisi, convocato a palazzo San Macuto a Roma e che le ha detto di no, punto e basta. Registriamo questo risultato come una vittoria del “garantismo” che è l’eccezione e non la regola.
Qualcuno penserà, o dirà, che anche noi siamo massoni e cogliamo l’occasione per dire che no, io personalmente – che come giornalista mi sono occupato moltissimo di Massoneria e di loggia P2 in tempi ormai lontani – non ho mai avuto a che fare con alcuna massoneria, né la massoneria mi ha mai invitato fra triangoli e grembiuli. Nulla contro, nulla pro. Le responsabilità sono personali.
Lo schiaffo che ha preso ieri Rosy Bindi, una delle parlamentari più dedite alla coltivazione dell’antipatia, è profondamente salutare per la democrazia liberale. Come racconta la nostra Simona Musco che ha seguito l’audizione, la Bindi ha insistito con Stefano Bisi affinché fornisse gli elenchi degli iscritti alle logge, per fare un controllo incrociato con i nomi di sospetti personaggi legati alla ‘ndrangheta. Questo è un lavoro che può fare, e certamente farà o ha già fatto la polizia giudiziaria, ma che non spetta alla presidente della Commissione Antimafia.
Siamo felici quando i colpevoli vanno in galera, ma apparteniamo a quella parte del genere umano che pretende la tutela della propria privacy e identità. E che se è iscritto alla bocciofila di Cirò, piuttosto che al circolo canottieri di Paola (ammesso che esistano l’una e l’altro) non vuole trovarsi sui giornali e nemmeno sui resoconti parlamentari. L’onorevole Bindi appartiene invece a una generazione e a una politica che per quanto ci risulta non apprezza particolarmente il diritto alla privacy e la tutela della singola persona umana, ovvero della più piccola minoranza etnica, come vuole il principio liberale cui ci ispiriamo.
E ha preso una lezione bruciante che, se non farà bene a lei che l’ha ricevuta, fa certamente bene a noi cittadini liberi e liberali. 
Paolo Guzzanti

giovedì 19 gennaio 2017

Audizione a testimonianza del Gran Maestro Stefano Bisi alla Commissione Antimafia | Radio Radicale

Il nostro cuore vicino alle popolazioni del Centro Italia colpite da terremoto ed emergenza neve


Centro Italia, come donare: Grande Oriente d’Italia, Via di San Pancrazio 8, 00152 Roma | Contributo Pro Terremotati | IBAN IT 76 S 01030 05109 000001302191 | BIC/SWIFT PASCITMMROM (da includere nei bonifici internazionali). Il Gran Maestro Stefano Bisi ringrazia quanti, non solo del Grande Oriente, dimostrano la loro generosità attraverso la nostra sottoscrizione. Grazie a tutti.
Nuove violenti scosse di terremoto, bufere di neve, temperature polari e slavine. Non c’è pace per la popolazione del Centro Italia, che, dal violentissimo sisma del  24 agosto scorso  sta affrontando una serie di sfide senza precedenti. Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo sono state letteralmene messe in ginocchio dalla terra che continua a tremare, provocando morte e  distruzione e da una terribile ondata di maltempo, che rende irragiungibili anche ai mezzi di soccorso alcune aree. Il nostro cuore è vicino a tutti coloro che sono vittime di questa interminabile emergenza.  L’invito è quello di continuare a portare avanti il nostro impegno di solidarietà ovunque occorra e con tutti i mezzi. Il Grande Oriente resta in prima linea.  Siamo intanto  anche impegnati a fornire l’illuminazione del campo sportivo di Norcia, uno dei comuni più colpiti . Alcuni Fratelli hanno incontrato il sindaco Nicola Alemanno e i ragazzi della squadra di calcio nursina che hanno manifestato la loro gioia e la loro stima nei confronti del Grande Oriente per quanto sta cercando di realizzare a Norcia. In attesa dell’adempimento di alcune procedure burocratiche che dovrebbero essere concluse a breve i giovani calciatori hanno ringraziato i Fratelli chiedendo di fare insieme una foto.

'Ndrangheta e massoneria, niente elenchi all'Antimafia


Il Gran maestro del Goi ribadisce il suo "no" alla richiesta dei nomi degli iscritti: «Io eletto con i voti dei clan? In cinque inchieste a Reggio c'è solo un membro del Grande Oriente»

Mercoledì, 18 Gennaio 2017 19:18 da Corriere della Calabria
'Ndrangheta e massoneria, niente elenchi all'Antimafia
ROMA «Sulla consegna degli elenchi degli iscritti al Grande Oriente d'Italia, ho scritto una lettera alla presidente Rosy Bindi motivando il perché non può avvenire: riteniamo che si compierebbe un reato in quanto il Parlamento ha approvato una legge sulla privacy che tutela la riservatezza dei dati sensibili». Il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Stefano Bisi, in audizione come testimone in Commissione Antimafia - è la prima volta che in questa legislatura l'Antimafia usa questi poteri che comportano che la testimonianza sia simile a quella che avviene in un processo - oppone un fermo rifiuto alla Bindi che, già 5 mesi fa, aveva chiesto, a nome della Commissione, di consegnare gli elenchi degli iscritti al Goi. Iscritti che sono circa 23 mila appartenenti a 850 logge, ognuno dei quali paga circa 400-500 euro l'anno al Goi che fanno una cifra pari a 11 milioni l'anno. Il patrimonio del Goi è composto dalle case massoniche che sono una cinquantina e sarebbe stato un patrimonio più ampio se - ha detto oggi Bisi - «la Repubblica ci avesse riconsegnato Palazzo Giustiniani, che ci è stato confiscato dal fascismo». Nel corso dell'audizione - che ha visto alcuni momenti di "attrito" tra la presidente Bindi che poneva le domande anche a nome degli altri parlamentari dell'Antimafia e Bisi - quest'ultimo ha detto tra l'altro che «poteva essere una preoccupazione legittima» quella di Giulio Occhionero di vedere diffusi gli elenchi con gli iscritti al Goi (come è emerso dalle intercettazioni), «perché in Italia c'è ancora un grave pregiudizio contro la massoneria». «Non ci eravamo accorti delle attività di hackeraggio o spionaggio di Occhionero, altrimenti lo avremmo ammonito ed espulso», come è poi avvenuto, ha aggiunto Bisi, che a precise richieste della presidente Bindi ha fornito i nomi di personaggi al vertice del Goi. Bisi ha escluso che ci siano attualmente parlamentari iscritti al Grande Oriente e ha detto che da quando è Gran maestro, ovvero da due anni e mezzo, sono state abbattute le colonne di 3 o 4 logge: 3 in Calabria, in provincia di Reggio, e un'altra nel Lazio. «Abbiamo controlli interni che ci fanno stare moderatamente tranquilli, abbiamo nelle logge gli ispettori che sono tenuti a vigilare sul comportamento dei fratelli: le attività di controllo interno sono numerose e quando intuiamo comportamenti contrari agli antichi doveri provvediamo alle sospensioni o alla demolizione della loggia», ha chiarito. Ha negato poi, rispondendo a domanda della Bindi, che ci sia un obbligo per i dipendenti della Pubblica amministrazione di comunicare appartenenza alla massoneria, «si deve dichiarare solo che l'appartenenza alle associazioni possa interferire con l'attività professionale». E a chi poi tra i giornalisti gli ha chiesto se è vero che è stato eletto con i voti della 'ndrangheta ha risposto "sono stato eletto con i voti dei fratelli maestri calabresi, siciliani, lombardi, di tutte le regioni. Sono grato ai calabresi: quando da cinque inchieste a Reggio Calabria c'è uno solo appartenente al Grande Oriente d'Italia, vuol dire che i fratelli stanno lavorando bene».

Il Gran Maestro Stefano Bisi si presenta alla Commissione antimafia non per consegnare gli elenchi degli iscritti del Grande Oriente d'Italia ma una lettera di motivazioni.


Il genio di Schopenhauer




« Gli uomini geniali li si è sempre trovati impetuosi e passionali. In origine questo dipende dal fatto che solo una volontà possente ha nello stesso tempo una misura inconsueta di forza cognitiva: ma ciò è condizione anche della creazione geniale: questo volere possente non può che soffrire, ben presto, di una carenza di appagamento, e allora la coscienza si distoglie dalla propria volontà per rivolgersi al mondo. (...) 'in tristitia hilaris, in hilaritate tristis'. »
(Arthur Schopenhauer)

mercoledì 18 gennaio 2017

Il massone “deviatore”: una leggenda italiana


di Rocco Schiavone
18 gennaio 2017POLITICA
 
In Italia la persecuzione contro la massoneria è un retaggio che ci portiamo dietro per lo meno dai tempi del fascismo. Ma nell’immaginario collettivo di un Paese che viveva sotto l’egida dello Stato Pontificio, il pregiudizio risale come minimo ai tempi dei moti che precedettero l’Unità d’Italia, notoriamente auspicata e favorita dai liberi fratelli muratori. Più recentemente, e in maniera grottesca, i cattocomunisti che hanno angustiato il vivere civile e invaso l’immaginario collettivo del Bel paese da metà degli anni Sessanta in poi, hanno riscoperto nei riti segreti (che poi chiunque può leggersi nei libri o su Internet, cerimonia di iniziazione compresa, con tanto di filmati su YouTube) dell’iniziazione massonica la prova di chissà quale “gomblotto” contro lo Stato e le istituzioni. Cioè gli eterni Moloch del fascismo, del comunismo e del cattolicesimo tradizionalista. E questo già a partire dallo scandalo della Loggia P2, che almeno a livello giudiziario partorì un topolino partendo dalla mandria di elefanti di cui era composto.
Si può dire senza tema di essere smentiti che come ci sono stati negli anni i professionisti dell’antimafia, e dell’anti-tutto, anche quelli della “lotta alla massoneria deviata” (frase che poi spesso ha perso l’ultimo aggettivo fino a diventare “lotta alla massoneria” tout court), hanno avuto la propria porca visibilità. E carriera politica. Generalmente si trattava di democristiani di sinistra, come Tina Anselmi che almeno aveva avuto il merito di essere stata in gioventù una staffetta partigiana. E che nella commissione di inchiesta da lei presieduta proprio sulla loggia “Propaganda due” diede il meglio ma anche il peggio di sé.
Oggi, siccome quando la storia si ripete si trasforma in farsa, la nuova persecuzione ideologica contro i massoni si incarna in un’altra democristiana di sinistra, Rosy Bindi, ma lo spessore culturale si è drasticamente ridotto. Dal maestro venerabile Licio Gelli siamo caduti giù giù fino al Carneade e bamboccione Giulio Occhionero. Cui la mamma, a suo dire, pagava ancora la pizza e la benzina per l’auto, mentre lui intanto nella sua cameretta oscura spiava con software che chiunque può comprare a pochi dollari su Internet e raccoglieva dati su tutti non si capisce per farne che se non in un’ottica di pura masturbazione mentale.
Ora però una richiesta come quella avanzata dalla Bindi di avere l’elenco, ancorché pubblico, dei 23mila massoni d’Italia per darlo un minuto dopo a giornali e agenzie di stampa, scritti, televisivi od on-line è, come dire, un tantino sopra le righe anche in un Paese che si mette la privacy sotto i piedi. Specie da quando esiste una legge apposita per tutelarla. Purtroppo i sicari di questa persecuzione da operetta, se i mandanti possono essere identificati nella cultura intollerante cattocomunista, sono i nostri mezzi di comunicazione. Che si buttano sugli pseudo misteri d’Italia con la stessa morbosità con cui i settimanali patinati e i rotocalchi si gettano sugli ultimi flirt di un politico, di un attore o di una pornostar. Le panzane sulla massoneria, deviata o meno, vendono benissimo. Anche se a livello giudiziario persino lo scandalo P2 (scoppiato nel marzo del 1981 quando finalmente i giudici Gherardo Colombo e Giuliano Turone riuscirono a far sequestrare e poi a dare in pasto ai giornali per il tramite del pavido Premier dell’epoca, Arnaldo Forlani, il famigerato elenco di Licio Gelli) produsse solo assoluzioni a raffica, tranne alcune condanne per depistaggio ai danni dello stesso Gelli nelle indagini parallele sulla strage di Bologna. Peraltro depistaggi a sfavore di coloro che poi vennero condannati per quella strage, con tutta probabilità da innocenti. Ma anche in quel caso la coerenza, essendo notoriamente la virtù degli imbecilli, e i pm di Bologna essendo furbissimi, i reati dei vari Gelli, Musumeci, Belmonte e dello stesso Francesco Pazienza furono utilizzati ad usum delphini. I reprobi massoni vennero condannati per depistaggio, ma le prove portate con questi depistaggi furono a loro volta comunque usate per condannare Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e l’allora minorenne Luigi Ciavardini.
Oggi come ieri tanti giornali campano con l’ammiccamento a questo ciarpame giudiziario e ideologico che si sostanzia in una sorta di lotta alla massoneria nel nome di una trasparenza che poi è quella grillina, garantita dalla Casaleggio Associati. Entità che a molti appare ben più strana e oscura, nella genesi e nelle funzioni, di qualunque loggia del Grande Oriente d’Italia.
La Bindi e quelle come lei si godono l’immeritato quarto d’ora di celebrità e fra poco nei libri di storia (stile Camera Fabietti) leggeremo una versione del Risorgimento lievemente modificata: Garibaldi, Cavour e Mazzini, tre noti massoni a livello di maestri venerabili esattamente come Gelli o come il malcapitato a capo del Goi che deve fronteggiare le prepotenti pretese della Bindi, non più gli autori dell’indipendenza italiani ma i primi motori immobili dei mitici “misteri d’Italia”. E magari anche della trattativa Stato-mafia. Dall’Ottocento a oggi.

Hermes. Il Santuario di Memphis




L'origine della Massoneria, così come per tutte le grandi istituzioni destinate ad esercitare una potente influenza sull'avvenire dell'umanità, si perde nella notte dei tempi. Mille opinioni contraddittorie sono state espresse su questo argomento, mille sistemi sono stati provati; e, fino ad oggi, nessun sistema è stato così preponderante da riunire a sé l'opinione generale.
Tentare di enumerare e di analizzare le diverse opinioni sarebbe un'opera sia fastidiosa sia di poca utilità. Due fatti solamente sembrano mettere d'accordo tutti gli autori, e possono servire da punto di congiunzione: il primo è che la Massoneria è venuta dall'Oriente; il secondo, che essa è la continuazione degli antichi misteri, o almeno che mostra con essi incredibili analogie.

Marconis de Nègre, in questa prima edizione italiana curata dal filosofo pontino Mauro Cascio, «Hermes o il Santuario di Memphis», della metà del secolo scorso, racconta un mito che si dispiega nella storia culturale dell'Occidente come poco altro. Quella 'filosofia perenne' originatasi (probabilmente) in Egitto, maturata in Grecia e consegnata alla cultura europea, riscoperta nel Rinascimento con Giordano Bruno soprattutto e rivissuta nel Settecento con alcuni degli autori e degli interpreti più importanti del pensiero dell'epoca: Fichte, Schelling, Goethe, Hegel. Sull'argomento lo stesso editore (Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno) aveva già proposto un testo di Marc Bédarride e soprattutto «Origine dei Riti di Memphis e Misraïm» di Jean Bricaud con la prefazione di Gabriele La Porta e Egidio Senatore.

Massoneria e Irridentismo, incontro alla Casa del Ricordo di Roma


Incontro dedicato a “Massoneria e Irridentismo” alla Casa Ricordo di Roma oggi 18 gennaio alle 17,30. Relatori: Ester Capuzzo, Sapienza Università di Roma e Carlo Ricotti, Luiss. Il dibattito, che si concentrerà in particolare sui nessi allacciati dai patrioti con il Grande Oriente d’Italia, è ispirato al libro “Massoneria e irridentismo. Geografia dell’associazionismo patriottico in Italia tra Otto e Novecento” pubblicato da Irsml Friuli Venezia Giulia nel 2015. All’incontro  presente l’autore Luca G.Mantenti  soffermandosi in particolare sui nessi allacciati dai patrioti con il Grande Oriente d’Italia. L’iniziativa è coordinata e promossa dal Dipartimento Attività Culturali – Direzione Organismi Partecipati e Spazi Culturali di Roma Capitale in collaborazione con le Associazioni della Casa del Ricordo..

Il teologo Mancuso a Firenze il 14 febbraio per parlare di Mediterraneo, Spiritualità, Genti e Religioni


Martedì 14 febbraio alle ore 17,30, a Firenze, nei locali dell’Hotel Mediterraneo in lungarno del Tempio, il professor Vito Mancuso, teologo e saggista svolgerà una conversazione pubblica dal titolo : Il Mediterraneo. Spiritualità, Genti e Religioni. L’ evento, organizzato dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana sarà presentato dal Presidente Francesco Borgognoni.

Il Grande Oriente a Norcia realizzerà l’illuminazione del campo sportivo e incontra i giovani della squadra di calcio


Visita a Norcia e ulteriori passi avanti per il Grande Oriente d’Italia che si è impegnato a fornire l’illuminazione del campo sportivo del centro umbro, uno dei comuni più colpiti dal terremoto. Alcuni Fratelli hanno incontrato il sindaco Nicola Alemanno e i ragazzi della squadra di calcio nursina che hanno manifestato la loro gioia e la loro stima nei confronti del Grande Oriente per quanto sta cercando di realizzare a Norcia. In attesa dell’adempimento di alcune procedure burocratiche che dovrebbero essere concluse a breve i giovani calciatori hanno ringraziato i Fratelli chiedendo di fare insieme una foto.
La notizia anche sul Corriere dell’Umbria
La notizia anche sul Corriere dell'Umbria del 17 gennaio
Corriere dell’Umbria del 17 gennaio 2017

martedì 17 gennaio 2017

Massoneria e irredentismo


Risultati immagini per massoneria e irredentismo



Proponiamo una tesi di dottorato di Luca Giuseppe Manenti, dal titolo "Massoneria e irredentismo".


Per leggerla clicca qui

Il Rituale "in extenso" per la Cerimonia di Installazione della Loggia Heredom il 21 Gennaio a Cagliari





All'Annual Installation Meeting, che si terrà in un Tempio allestito presso il THotel di Cagliari il prossimo 21 Gennaio alle ore 9,00, la Loggia Heredom 1224 celebrerà la Cerimonia di Installazione del Maestro Eletto col tradizionale rituale Emulation.

Per l’occasione, durante l’Inner Working, ossia i lavori interni accessibile esclusivamente ai Maestri Venerabili Installati, verrà riproposto il tradizionale rituale "in extenso", ossia in forma estesa e completa, del Consiglio dei Maestri Installati.

Ecco cosa scrive J. Ward a riguardo di questa importante Cerimonia nella prefazione del Rituale.


"La cerimonia completa di Installazione del Maestro Eletto risulta essere caduta in disuso, ancorché una parte di questa sia ben nota a coloro che sono stati invitati a condividerne i misteri. In questo testo mi sono sforzato di salvare dall’oblio un’antica ed interessante cerimonia affinché, studiandola, i Fratelli possano comprendere il significato della cerimonia ridotta con la quale sono stati installati.

Il grado di Maestro Installato è fondamentale, in quanto si trova alla biforcazione del percorso iniziatico. Esso collega i tre gradi dell’Ordine con ciò che seguirà ed indica come, a questo punto, il percorso si divida, cosicché una soluzione al problema della p. p. si trovi nell’Arco Reale, mentre l’altra soluzione è di indirizzo cristiano ed è rivelata in alcuni degli “Alti Gradi”.

Io ritengo che l’intero sistema della Muratoria sia talmente armonioso che anche solo la perdita parziale di un grado così importante potrebbe distruggerne la simmetria e far perdere un passaggio fondamentale ai Fratelli. E’ con questo obiettivo, ossia quello di aiutare coloro che desiderano comprendere il significato profondo del nostro sistema, che ho voluto preservare questo antico rituale originario del sud dell’Inghilterra.

Potrei aggiungere che nel nord e nell’ovest dell’Inghilterra esistono rituali differenti per il grado di Maestro installato, esattamente come ne esistono per i gradi dell’Ordine; essi contengono spunti molto interessanti, ma questo lavoro esula dal compito che ci siamo prefissati con questo libretto.

Sfortunatamente nei tempi moderni, ossia agli inizi del 1900, a causa dei persistenti sforzi tesi a ridurre il grado di Maestro Installato al suo solo scheletro, il suo vero significato è andato quasi interamente perduto. Si tratta, comunque, di uno dei gradi più importanti, in un certo senso si può dire che completa quello di maestro. Quando siamo stati “elevati” da una fossa, in virtù di una presa particolare, non ci è stata data una definitiva speranza di resurrezione. Al massimo, ciò che abbiamo ottenuto è una flebile speranza, come quella della luce del Maestro Muratore, che è servita solo a rivelare le tenebre che avvolgono l’avvenire. Si può solo dire che il maestro ha assimilato la dottrina che afferma che risorgeremo dalla morte. Non viene dato nulla al di là di una pallida speranza. Molto diversa la situazione nel grado di Maestro Installato; se ben compreso, il Maestro Installato rappresenta l’uomo che è risorto, sia allegoricamente, che sul piano mistico. Questo fatto è sostenuto dall’uso di certi segni che nei tempi andati, erano associati, nell’antico Egitto, con il risorto Horus, in particolare il segno del s.......o. Questa lezione è così ovvia che può probabilmente spiegare l’ostilità che questo grado ha incontrato in certi ambienti; è pur vero che rappresenta una condizione di un Dio che muore e risorge e, poiché nei tempi moderni, in occidente, l’evento si identifica immediatamente con la morte e resurrezione di Cristo, ne consegue una distinta interpretazione cristiana.

Osteggiandolo, viene talvolta proposta la motivazione che si tratta di un grado moderno e che soltanto in america viene praticato il grado di Past Master, si tratta di vere e proprie falsificazioni. Il grado americano è completamente differente e si tratta di un sostitutivo per essere qualificati per l’Arco Reale, che in America viene conferito solo ai Past Masters. A causa della grande dimensione delle logge americane, una loggia di 100 Fratelli è una loggia abbastanza piccola, è ovviamente impossibile per la maggioranza dei membri arrivare a sedere sullo scranno del MV; dunque, se un sostitutivo non fosse stato inserito o la necessità di qualifica abolita, il grado dell’Arco Reale sarebbe stato pressoché non ottenibile. Detto questo, il grado di Maestro Installato ed il grado di Past Master americano non sono la stessa cosa e nessuno che li conosca ambedue può commettere l’errore di confonderli. Nel merito dell’età di un qualsiasi grado della Libera Muratoria è pericoloso essere dogmatici, a causa della carenza di fonti scritte, ma sui vecchi grembiuli illustrati sul libro dei maestri è dipinta la proclamazione del Maestro esattamente come descritto nel rituale. Questo grembiule è datatati 1790, possiamo, dunque, dirci certi che il grado di Maestro installato è indubbiamente antico. Inoltre, nel Royal Order of Scotland ci sono chiari riferimenti che incrociano questo grado, inclusa la pietra perpendicolare (in questo rituale chiamata pietra perfetta) che indica come il grado fosse ben conosciuto nei giorni in cui il rituale del Royal Order venne redatto nella forma attuale. L’età esatta del rituale del Royal Order può essere materia di discussione, ma secondo gli archivi, era operativo a Londra nel 1741, coloro che conoscono l’antico stile grammaticale ed i curiosi versi utilizzati, sono convinti che non sia successivo ai primi del 1700, ed è mia opinione che sia molto più vecchio, per la tradizione che conserva è di epoca molto antica e chiaramente in opposizione alla religione ufficiale in Scozia nel 18° secolo. Fatti come questi non possono essere dimenticati con leggerezza ed anche se la forma del rituale non fosse precedente al 1790, oscurarne il suo profondo insegnamento riducendolo a forma priva di significato è un vero peccato.

Il grado è, per altro, regolarmente praticato in varie parti dell’Inghilterra a meno di 100 miglia da Londra. La parola di passo, come già detto, indica che il Maestro Installato rappresenta l’uomo risorto dalla morte e, sul piano mistico, lo spirito di Cristo si manifesta nel vero ricercatore, il quale viene così abilitato all’insegnamento a coloro che non sono passati attraverso la stessa esperienza mistica. I quattro colpi possono sembrare strani, riferiti ad un soggetto come questo, ma implicano la resurrezione del corpo, il quale depurato dai suoi elementi più grossolani, diviene un vero corpo di spirito, come quello menzionato da San Paolo
".   J. Ward