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lunedì 13 novembre 2017

Arezzo. Il 14 novembre presentazione del libro “La libertà come metodo”


“La libertà come metodo”.  E’ il libro di Alessandro Sbordoni, dedicato all’iniziazione liberomuratoria nelle sue relazioni con le pratiche del quotidiano che sarà presentato il 14 novembre ad Arezzo. A organizzare l’evento che si terrà alle 17,30 nella Biblioteca della Casa Massonica (via Pescioni, 2) la loggia  “Benedetto Cairoli” (119) . Introdurrà il convegno e lo modererà Roberto Severi. Porterà i saluti dell’officina il maestro venerabile Fabrizio Policarpi. Oltre all’autore interverrà Marco Montanari, filosofo e counselor di scuola assagioliana.Le conclusioni sono affidate al Gran Maestro Stefani Bisi. Sarà presente anche il presidente del Collegio circoscrizionale Francesco Borgognoni.
ALLEGATI

giovedì 26 ottobre 2017

Persone e Libertà nel terzo Millennio. Evento questa sera a Milano


Persone e Libertà nel terzo Millennio. E’ questo il tema dell’incontro che si terrà oggi, 26 ottobre,  a Milano nella sala degli Affreschi della Società Umanitaria alle ore 18. Ha organizzato l’evento la loggia I Nuovi Cavalieri di Scozia  n. 34 , che,  prendendo spunto dalla propria storia che affonda le radici nel 1911, intende proporre e stimolare il dibattito sui diritti civili in Italia.
L’officina, che ha vissuto l’abbattimento delle colonne imposto dal regime fascista ma ha continuato ad esistere ed alla nascita dello stato democratico ha ripreso a lavorare, sente più che mai oggi, in questo momento di grande confusione sui Diritti dell’Uomo,  la necessità di promuovere un approfondimento sul valore sociale della “Libertà”, guardato soprattutto sotto il profilo delle “Libertà civili”, valori su cui la Libera Muratoria Universale poggia la sua stessa essenza. Interverranno Nicola Sorrentino (Maestro Venerabile della loggia I nuovi cavalieri di Scozia 34), Corrado Augias (Libertà ch’è sì cara…), Marco Cappato (Non violenza e Libertà civili), il Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele (Dallo Statuto albertino alla Costituzione repubblicana), Salvatore Veca (Dalla libertà di pensiero al sistema delle libertà). Concluderà Claudio Bonvecchio, Grande Oratore del Grande Oriente.”
ALLEGATI

lunedì 9 ottobre 2017

Diritti associativi e libertà civili. Convegno a Milano del Collegio lombardo



Dopo la pausa estiva riprende l’attività culturale del Collegio Circoscrizionale della Lombardia del Grande Oriente d’Italia con un convegno  che affronterà un tema di grande attualità e che coinvolge particolarmente i liberi muratori italiani, oggetto negli ultimi tempi di particolare pregiudizio e discriminazione.
“La bilancia della giustizia: diritti associativi e libertà civili” è il titolo dell’incontro a cura del Collegio lombardo  che si svolgerà il 30 settembre (ore 10) a Milano presso  l’Auditorium  “Giacomo Manzù” del Centro Congressi della Fondazione Cariplo. L’iniziativa si avvale del patrocinio della Società Umanitaria. Qualificatissimi i relatori in programma.
Moderati da Francesco Carrassi, direttore del quotidiano La Nazione, portano contributi: il senatore Gabriele Albertini, già sindaco di Milano; l’onorevole Daniele Capezzone; il giurista Attila Tanzi, Ordinario di Diritto Internazionale all’Università di Bologna. Le conclusioni saranno del filosofo Claudio Bonvecchio, Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia. Porteranno saluti in apertura il presidente circoscrizionale della Lombardia Antonino Salsone e il presidente della Società Umanitaria Amos Nannini.
Ingresso libero.

ALLEGATI

Milano. Convegno all’Umanitaria, David Monti: “Incredibile che un magistrato non debba andare dove si difende la libertà”.




David Monti, Sostituto procuratore del Tribunale di Milano applicato alla Direzione Distrettuale Antimafia.


“Pretendiamo il massimo rispetto perché siamo noi i primi a darlo ed a tutti. Quello che si da a tutte le associazioni. Non siamo figli di un Dio minore, non abbiamo solo i doveri, ma anche gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini. Noi Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia lavoriamo esclusivamente per il miglioramento dell’uomo e della società. E, assieme alle altre culture di questo Paese, abbiamo ideato, voluto e creato lo Stato unitario e questa Repubblica, e penso, tra i tanti, a Meuccio Ruini, Massone e Presidente della Commissione dei 75 che ha scritto la Carta Costituzionale. Ed abbiamo difeso i valori e la tenuta democratica di questa Repubblica, e penso a Lando Conti, sindaco di Firenze, Massone, ucciso dalle Brigate Rosse”. Un lungo, interminabile applauso ha accolto le parole con cui, sabato 30 settembre all’Auditorium Giacomo Manzù (Fondazione Cariplo) di Milano, Antonino Salsone, Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Lombardia del Goi ha aperto i lavori del convegno “La Bilancia della Giustizia. Diritti associativi e libertà civili”.
Il dibattito, moderato dal direttore  della Nazione Francesco Carrassi, ha messo a confronto, con vivaci botta e risposta, il senatore Gabriele Albertini, il deputato Daniele Capezzone,  il professore di diritto internazionale Attila Tanzi e Claudio Bonvecchio, professore di filosofia e Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia, che ha concluso i lavori.  Alberto Jannuzzelli, in qualità di vicepresidente, ha portato i saluti della Società Umanitaria di Milano, che ha patrocinato l’iniziativa a cui hanno partecipato oltre 250 persone.
Sala piena, dunque.  Evento raro a Milano, un sabato mattina. Ma il tema in discussione è caldo e il livello degli interventi e dei partecipanti è stata la migliore risposta agli attacchi politici discriminatori della Commissione Parlamentare Antimafia presieduta dall’On. Rosi Bindi ed a quelli mediatici portati nelle case degli italiani da una rete della televisione di Stato.
“Mi viene in mente la leggenda del Santo Inquisitore” ha detto Albertini “che si presenta anonimo, grigio, nella piazza di Siviglia dove sono appena stati bruciati vivi 100 eretici. Vuole fare arrestare il Salvatore perché fa miracoli, restituisce la vista. L’incubo della libertà è un fardello pesante per gli uomini. Gesù lo bacia sulla bocca e il Grande inquisitore lo libera”. Ci vuole forza per praticare la libertà, intende dire Albertini. Ce ne vuole tanta “per vincere chi vuole calpestare questo bisogno”.
Con la sua consueta brillantezza Daniele Capezzone si è chiesto retoricamente: ”Perché dopo lo scandalo dei pedofili tra vescovi e preti non è stata istituita una Commissione che chiedesse gli elenchi di tutti i preti e di tutti gli affiliati alla Chiesa cattolica?”. Non solo la responsabilità penale è individuale, ma “siamo anche in uno Stato in cui si è colpevoli dopo il terzo grado di giudizio”. L’amara constatazione di Capezzone è che si contano forse sulle dita di una mano i parlamentari che manifestano il coraggio di esporsi per garantire la libertà di tutti ad esprimere la propria opinione e ad associarsi. Anche ai Massoni. “Non si fa campagna elettorale sulla pelle delle associazioni” ha concluso Capezzone.
Tra le tante peculiarità del Belpaese, c’è anche la particolare litigiosità. “Quello dei diritti associativi” ha detto infatti il professor Attila Tanzi “È un problema tutto italiano. È così dal Medioevo. Si premia l’individualità, si persegue la squadra che si radica”. Per fortuna che ci da una mano la Corte Suprema dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato due volte l’Italia, proprio sul tema della Massoneria. “La prima” ha spiegato Tanzi “nel 2001 quando sanzionò il governo perché la Regione Marche vietava l’assunzione in incarichi amministrativi a persone iscritte alla Massoneria. La seconda, nel 2007, perché la Regione Friuli nelle domande di assunzione impose di specificare se si apparteneva a qualche associazione”.
Il dibattito, sollecitato dalla fluida e stimolante conduzione di Carrassi, ha toccato molti temi anche con il contributo del pubblico. Si è parlato di diritti costituzionali, di controverse leggi approvate dal governo in carica, di libertà.
Ma il colpo di scena inatteso e assai applaudito è stato l’intervento di David Monti, Sostituto procuratore del Tribunale di Milano applicato alla Direzione Distrettuale Antimafia.
Monti ha motivato così la sua presenza al convegno del Goi: “Trovo incredibile che un magistrato non debba andare dove si difende la libertà”.  “L’ Inquisizione” ha aggiunto Monti “È una categoria dello spirito umano. E agisce quando un potere scarsamente legittimato si sposa con la paura popolare. Ne nasce quello statuto odioso permanente che trova la mia contrarietà perché attribuisce uno stigma indelebile alle persone”. Sulla vicenda degli elenchi che tanta amarezza crea a chi combatte da sempre per la libertà, Monti non ha usato mezzi termini: ”Gli elenchi non si chiedono a nessuno”.
L’orgoglio di essere Massoni è stato il cuore delle conclusioni, del Grande Oratore del Goi Claudio Bonvecchio.  “Bisogna dare coraggio a persone libere, come il dottor Monti. Il Goi ha una fiducia assoluta nella magistratura, che è stata corretta anche nelle attuali circostanze. Ma la riflessione è sulla cultura, sulla conoscenza”. Bonvecchio lo ha spiegato con un simpatico aneddoto: “Un giorno in treno ho incontrato  il parlamentare  del Movimento Cinque Stelle Alessandro Di Battista. Gli ho spiegato chi sono. Abbiamo parlato tre ore. Avete diritto di critica, gli ho detto, ma dovete sapere di che cosa parlate. A scuola non spiegano che l’Unità d’Italia l‘hanno fatta i liberi muratori. O che tanti Fratelli sono morti anche alle Fosse Ardeatine. La Massoneria vuole essere al servizio dello Stato. Ma vuole essere rispettata. Ora basta prenderle, risponderemo botta su botta. Ci apriremo sempre di più alla società portando avanti i valori della Fratellanza, della Tolleranza e dell’Uguaglianza”.
  

Persone e Libertà nel terzo Millennio. Evento a Milano il 26 ottobre



Persone e Libertà nel terzo Millennio. E’ questo il tema dell’incontro che si terrà il 26 ottobre a Milano nella sala degli Affreschi della Società Umanitaria alle ore 18. Ha organizzato l’evento la loggia I Nuovi Cavalieri di Scozia  n. 34 , che,  prendendo spunto dalla propria storia che affonda le radici nel 1911, intende proporre e stimolare il dibattito sui diritti civili in Italia.
L’officina, che ha vissuto l’abbattimento delle colonne imposto dal regime fascista ma ha continuato ad esistere ed alla nascita dello stato democratico ha ripreso a lavorare, sente più che mai oggi, in questo momento di grande confusione sui Diritti dell’Uomo,  la necessità di promuovere un approfondimento sul valore sociale della “Libertà”, guardato soprattutto sotto il profilo delle “Libertà civili”, valori su cui la Libera Muratoria Universale poggia la sua stessa essenza. Interverranno Nicola Sorrentino, Corrado Augias (Libertà ch’è sì cara…), Marco Cappato (Non violenza e Libertà civili), il Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele (Dallo Statuto albertino alla Costituzione repubblicana), Salvatore Veca (Dalla libertà di pensiero al sistema delle libertà). Concluderà
Claudio Bonvecchio, Grande Oratore del Grande Oriente.

ALLEGATI

L'uso politico e discriminatorio della Commissione Antimafia. Il Sostituto procuratore Monti: «Gli elenchi non si chiedono a nessuno».




«Il Pd sa essere antifascista, ma non riesce ad essere antitotalitario» (Daniele Capezzone)

“Pretendiamo il massimo rispetto perché siamo noi i primi a darlo ed a tutti. Quello che si da a tutte le associazioni. Non siamo figli di un Dio minore, non abbiamo solo i doveri, ma anche gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini. Noi Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia lavoriamo esclusivamente per il miglioramento dell’uomo e della società. E, assieme alle altre culture di questo Paese, abbiamo ideato, voluto e creato lo Stato unitario e questa Repubblica, e penso, tra i tanti, a Meuccio Ruini, Massone e Presidente della Commissione dei 75 che ha scritto la Carta Costituzionale. Ed abbiamo difeso i valori e la tenuta democratica di questa Repubblica, e penso a Lando Conti, sindaco di Firenze, Massone, ucciso dalle Brigate Rosse”. Un lungo, interminabile applauso ha accolto le parole con cui, sabato 30 settembre all’Auditorium Giacomo Manzù (Fondazione Cariplo) di Milano, Antonino Salsone, Presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Lombardia del Goi ha aperto i lavori del convegno “La Bilancia della Giustizia. Diritti associativi e libertà civili”.

Il dibattito, moderato dal direttore  della Nazione Francesco Carrassi, ha messo a confronto, con vivaci botta e risposta, il senatore Gabriele Albertini, il deputato Daniele Capezzone,  il professore di diritto internazionale Attila Tanzi e Claudio Bonvecchio, professore di filosofia e Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia, che ha concluso i lavori.  Alberto Jannuzzelli, in qualità di vicepresidente, ha portato i saluti della Società Umanitaria di Milano, che ha patrocinato l’iniziativa a cui hanno partecipato oltre 250 persone.

Sala piena, dunque.  Evento raro a Milano, un sabato mattina. Ma il tema in discussione è caldo e il livello degli interventi e dei partecipanti è stata la migliore risposta agli attacchi politici discriminatori della Commissione Parlamentare Antimafia presieduta dall’On. Rosi Bindi ed a quelli mediatici portati nelle case degli italiani da una rete della televisione di Stato.

“Mi viene in mente la leggenda del Santo Inquisitore” ha detto Albertini “che si presenta anonimo, grigio, nella piazza di Siviglia dove sono appena stati bruciati vivi 100 eretici. Vuole fare arrestare il Salvatore perché fa miracoli, restituisce la vista. L’incubo della libertà è un fardello pesante per gli uomini. Gesù lo bacia sulla bocca e il Grande inquisitore lo libera”. Ci vuole forza per praticare la libertà, intende dire Albertini. Ce ne vuole tanta “per vincere chi vuole calpestare questo bisogno”.

Con la sua consueta brillantezza Daniele Capezzone si è chiesto retoricamente: ”Perché dopo lo scandalo dei pedofili tra vescovi e preti non è stata istituita una Commissione che chiedesse gli elenchi di tutti i preti e di tutti gli affiliati alla Chiesa cattolica?”. Non solo la responsabilità penale è individuale, ma “siamo anche in uno Stato in cui si è colpevoli dopo il terzo grado di giudizio”. L’amara constatazione di Capezzone è che si contano forse sulle dita di una mano i parlamentari che manifestano il coraggio di esporsi per garantire la libertà di tutti ad esprimere la propria opinione e ad associarsi. Anche ai Massoni. “Non si fa campagna elettorale sulla pelle delle associazioni” ha concluso Capezzone.

Tra le tante peculiarità del Belpaese, c’è anche la particolare litigiosità. “Quello dei diritti associativi” ha detto infatti il professor Attila Tanzi “È un problema tutto italiano. È così dal Medioevo. Si premia l’individualità, si persegue la squadra che si radica”. Per fortuna che ci da una mano la Corte Suprema dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato due volte l’Italia, proprio sul tema della Massoneria. “La prima” ha spiegato Tanzi “nel 2001 quando sanzionò il governo perché la Regione Marche vietava l’assunzione in incarichi amministrativi a persone iscritte alla Massoneria. La seconda, nel 2007, perché la Regione Friuli nelle domande di assunzione impose di specificare se si apparteneva a qualche associazione”.


Il dibattito, sollecitato dalla fluida e stimolante conduzione di Carrassi, ha toccato molti temi anche con il contributo del pubblico. Si è parlato di diritti costituzionali, di controverse leggi approvate dal governo in carica, di libertà.

Ma il colpo di scena inatteso e assai applaudito è stato l’intervento di David Monti, Sostituto procuratore del Tribunale di Milano applicato alla Direzione Distrettuale Antimafia.

Monti ha motivato così la sua presenza al convegno del Goi: “Trovo incredibile che un magistrato non debba andare dove si difende la libertà”.  “L’ Inquisizione” ha aggiunto Monti “È una categoria dello spirito umano. E agisce quando un potere scarsamente legittimato si sposa con la paura popolare. Ne nasce quello statuto odioso permanente che trova la mia contrarietà perché attribuisce uno stigma indelebile alle persone”. Sulla vicenda degli elenchi che tanta amarezza crea a chi combatte da sempre per la libertà, Monti non ha usato mezzi termini: ”Gli elenchi non si chiedono a nessuno”.

L’orgoglio di essere Massoni è stato il cuore delle conclusioni, del Grande Oratore del Goi Claudio Bonvecchio.  “Bisogna dare coraggio a persone libere, come il dottor Monti. Il Goi ha una fiducia assoluta nella magistratura, che è stata corretta anche nelle attuali circostanze. Ma la riflessione è sulla cultura, sulla conoscenza”. Bonvecchio lo ha spiegato con un simpatico aneddoto: “Un giorno in treno ho incontrato  il parlamentare  del Movimento Cinque Stelle Alessandro Di Battista. Gli ho spiegato chi sono. Abbiamo parlato tre ore. Avete diritto di critica, gli ho detto, ma dovete sapere di che cosa parlate. A scuola non spiegano che l’Unità d’Italia l‘hanno fatta i liberi muratori. O che tanti Fratelli sono morti anche alle Fosse Ardeatine. La Massoneria vuole essere al servizio dello Stato. Ma vuole essere rispettata. Ora basta prenderle, risponderemo botta su botta. Ci apriremo sempre di più alla società portando avanti i valori della Fratellanza, della Tolleranza e dell’Uguaglianza”.


Fonte: GOI

venerdì 8 settembre 2017

XX Settembre. “Oltre. Per una nuova stagione dei diritti”, dibattito al Vascello




“Oltre. Per una nuova stagione dei diritti” è il tema che costituisce il filo rosso delle manifestazioni organizzate per il XX Settembre di quest’anno al Vascello, e al quale è dedicato anche il dibattito che darà il via, sabato 16 settembre alle 10, alle cinque giornate di incontri ed eventi organizzati dal Grande Oriente d’Italia per il tradizionale appuntamento che coincide con l’Equinozio di Autunno e con l’anniversario della Breccia di Porta Pia e che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva. 


L’incontro, al quale interverranno esponenti del mondo della cultura e della comunicazione e le cui conclusioni come sempre saranno affidate al Gran Maestro Stefano Bisi, sarà l’occasione per riflettere e analizzare, da differenti prospettive, la realtà che ci circonda -segnata sempre più da una diffusa incertezza politica e sociale, da rigurgiti populisti, dall’approfondirsi dei divari economici- e il futuro che ci attende, e che ci impone non tanto di “andare avanti”, che è cosa inevitabile, quanto di avere la forza di “andare oltre” con coraggio. 

“Oltre” contro chi agita vecchi fantasmi, “oltre” nella difesa di diritti e libertà, anche acquisiti che appaiono sempre più di nuovo a rischio, “oltre” il cinico materialismo, “oltre” i conflitti che generano dolore e morte, “oltre” l’intolleranza, le tensioni e gli odi razziali, che mettono a repentaglio le grandi conquiste dell’umanità.

mercoledì 28 giugno 2017

24 giugno 1717-2017, Massoneria cultura di libertà. Il dibattito | video



Con una festa che si è tenuta nei giardini del Vascello, il Grande Oriente ha celebrato il trecentesimo anniversario della Massoneria moderna, nata a Londra il 24 giugno del 1717. A dare il via alla manifestazione, un evento dal titolo “Per una cultura della libertà”, al quale hanno partecipato Eugenio Bernardini, Moderatore della Tavola Valdese, Arturo Diaconale, direttore del quotidiano “L’Opinione delle Libertà” e membro del Cda della Rai e Hadeel Azeez Dhaher, pittrice irachena.
Sul palco è salito anche Nicola Alemanno, sindaco di Norcia, che, dopo la Gran Loggia di Rimini, ha rinnovato la sua amicizia al Grande Oriente d’Italia, impegnato a partecipare alla rinascita della comunità della piccola cittadina cuore d’Italia e del vecchio continente. A presentare i relatori il giornalista Claudio Giomini, celebre per le sue telecronache del Palio di Siena, che ha introdotto il tema dell’incontro, sottolineando come esso oggi continui ad essere al centro del dibattito e come la libertà sia un ideale che va vivificato e continuamente difeso. Il numero di giugno di “Erasmo”, notiziario del Grande Oriente d’Italia, pubblica una cronaca dell’evento.

mercoledì 21 giugno 2017

Alle radici della libertà. Le Costituzioni Melfitane del 1231. Convegno a Melfi il 7 luglio



Alle radici delle libertà. Le Costituzioni Melfitane del 1231 è il titolo del convegno organizzato nel Castello Normano di Melfi (Potenza) per venerdì 7 luglio alle 17,30. Dopo i saluti del sindaco Livio Valvano, introdurrà i lavori il professore Luigi Serra, docente emerito di Storia della Letteratura Araba, con una relazione dal titolo “Le Costituzioni di Federico tra Oriente e Occidente”. Interverrà il Gran Maestro Stefano Bisi. Le conclusioni saranno affidate al senatore  Riccardo Nencini,  Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti. Presiederà Graziano Cipriano, presidente del Circolo Culturale Tommaso Crudeli.

ALLEGATI

venerdì 28 aprile 2017

Le libertà decadenti. Al convegno della Fondazione Einaudi è intervenuto il Gran Maestro



Dal diritto all’informazione, sempre più minacciato dai nuovi media e dalle fake news della rete, al diritto alla privacy, messo a rischio da un’inquietante invasione tecnologica e robotica della  sfera individuale, al diritto di associazione, rivendicato e difeso in questi mesi dal Grande Oriente d’Italia nella vicenda che lo ha visto confrontarsi con la Commissione Parlamentare Antimafia: sono stati questi i temi al centro del convegno, organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi, dal titolo  “Le libertà decadenti” che si è tenuto oggi 27 aprile nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati e al quale sono intervenuti Corrado Ocone della Fondazione Einaudi, Francesco Pizzetti Capo di Gabinetto del Ministeri Affari Regionali e già garante della Privacy, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, e che è stato introdotto da Andrea Pruiti Ciarello consigliere Cda della Fondazione Einaudi.
Ha portato i saluti  dello storico ente intitolato all’economista e secondo Presidente della nostra Repubblica  il presidente della Fondazione, l’avvocato Giuseppe Benedetto, che ha rievocato il pensiero di Einaudi e la sua lungimiranza politica, auspicando successo per le battaglie che da qualche secolo i liberali portano avanti nel nome dell’etica della responsabilità. “Spero da cittadino di questo paese – ha sottolineato Benedetto, riferendosi al caso che ha coinvolto il Grande Oriente – che le istituzioni capiscano cosa vuol dire privacy e cosa vuol dire tutela e rispetto della persona”, due cardine della battaglia che da qualche secolo i liberali portano avanti.  Nel suo intervento Andrea Pruiti Ciarello si è soffermato in particolare sul grande rischio alle libertà conquistate dall’Europa rappresentato da demagogia e populismi, che sono frutto di oscurantismo e di ignoranza. Pruiti Ciariello ha anche illustrato la genesi degli articoli 18 (libertà di associazione) e 21 (libertà di stampa) della nostra Costituzione e degli intenti dei padri dell’Italia libera e democratica e sottolineato come oggi quei sacrosanti principi, fondamenti della nostra società libera, siano fortemente minacciati. “Servono – ha rimarcato con forza – strumenti giuridici innovativi” per far fronte alla deriva che mette seriamente a rischio alcune nostre libertà fondamentali.
Poi è toccato all’ex Garante della privacy Pizzetti misurare la febbre delle nostre libertà. Pizzetti ha rammentato che la disinformazione non è un fenomeno nuovo, ma  che sicuramente viene oggi enfatizzato dalla rete e che sono da ripensare  e ridefinire gli strumenti a garanzia della libertà di informazione e manifestazione del pensiero, come anche quelli a tutela della privacy e della libertà di associazione, libertà che ha sempre dovuto fare i conti con il concetto di segretezza. “Nel nostro ordinamento – ha rammentato Pizzetti – l’Autorità Giudiziaria non incontra limiti, nel rispetto della legge, quando si tratta di perseguire un reato”. Ed è proprio qui il punto: deve esserci un reato da contestare e un individuo al quale contestarlo. Non sono ammesse generalizzazioni, che è quello che invece ha fatto, come poi ha evidenziato, prendendo la parola, il Gran Maestro Bisi, la Commissione Antimafia. “La Commissione Antimafia – ha detto il Gran Maestro – agisce con i poteri e i limiti dell’Autorità Giudiziaria, ma non sono previsti strumenti ai quali ricorrere come si può invece fare nei confronti di un pubblico ministero”. Un limite che Bisi ha definito “aberrante”. “I provvedimenti di questo organismo parlamentare non sono impugnabili e il cittadino non ha nessuna possibilità di appellarsi”. Come è successo al Grande Oriente, che non ha potuto rivolgersi al tribunale della libertà contro l’iniziativa della Commissione Antimafia di sequestrare i propri elenchi senza che alcun reato specifico gli fosse contestato in quanto libera associazione.”Occorre una riflessione – ha sottolineato il Gran Maestro – sui poteri dell’Antimafia, che svolgendo attività giudiziaria può interferire e interferisce e può anche danneggiare con l’attività dell’autorità giudiziaria”. “Riflettiamo su questo”, è stato l’invito rivolto da Bisi, che ha espresso apprezzamento per il modo in cui il Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha oggi ricordato nel giorno dell’ottantesimo anniversario della morte Antonio Gramsci e il suo intervento, l’unico e coraggioso, contro la legge con la quale il Fascismo nel novembre del 1925 mise al bando la Massoneria. Una legge, che è molto simile, ha sottolineato il Gran Maestro al pdl presentato oggi da un membro della Commissione Antimafia, una legge che oggi impedirebbe a Enrico Fermi, che era un massone, in quanto massone di insegnare in una università. Ha concluso l’incontro Corrado Ocone, che ha tratteggiato da un punto di vista storico filosofico il pensiero liberale sottolineandone la drammatica dialettica con i totalitarismi contro i quali ha fatto appello  a riscoprire tutta la forza dirompente dello spirito critico e dell’intelligenza libera.

giovedì 27 aprile 2017

Gramsci in una mostra a Montecitorio. La presidente Boldrini ricorda l’intervento parlamentare del 1924 sulla Massoneria




Antonio Gramsci

La presidente della Camera Laura Bodrini ha inaugurato il 27 aprile a Montecitorio la mostra “Gramsci, i Quaderni e i libri del carcere” realizzata in collaborazione con la Fondazione Gramsci per celebrare l’ottantesimo anniversario della morte di Antonio Gramsci. Presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La mostra rimarrà aperta fino al 7 giugno.

Nel ritratto di Gramsci tracciato dalla presidente, il ricordo dell’unico discorso parlamentare tenuto dal leader politico il 16 maggio del 1924 durante la discussione della legge voluta da Mussolini per mettere fuori legge la Massoneria e qualsiasi manifestazione di libertà.

“Esattamente ottant’anni fa, all’alba del 27 aprile del 1937 – ha detto la presidente della Camera – moriva Antonio Gramsci. Era ricoverato nella clinica Quisisana di Roma, dopo aver trascorso gli ultimi anni in carcere. Il carcere aveva minato irrimediabilmente un fisico già colpito dalla malattia fin dai suoi primi anni di vita. La Camera dei deputati, che lo ebbe tra i suoi membri, tra il 1924 e il 1926, l’anno in cui venne arrestato, rende a lui omaggio con questo momento di riflessione e con una mostra che inauguriamo oggi, promossa dalla Fondazione Gramsci, che ringrazio anche per aver deciso di realizzarla qui, a Palazzo Montecitorio. Per la prima volta sarà possibile vedere, e sfogliare integralmente, grazie alla versione digitale, i 33 quaderni del carcere. E poi una selezione di 100 titoli dei libri e delle riviste che Gramsci leggeva durante la detenzione”. “Una mostra così importante ha un indubbio valore storico. E spero – ha proseguito Laura Boldrini – che tante persone vengano a visitarla. Ma ha anche un significato politico. Qual è questo significato? Come è noto, al momento del processo, che si celebrò nel 1928, e che si concluse con la condanna a vent’anni, il pubblico ministero terminò la sua requisitoria con parole, rivolte a Gramsci, che sarebbero restate famose: “Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare”. Ecco, l’esposizione che inauguriamo oggi mostra concretamente che il regime fascista fallì nel suo obiettivo, perché quel cervello non smise affatto di funzionare. Si alimentò ancora di una vasta produzione letteraria e scientifica e produsse, con i Quaderni, una delle pietre miliari della cultura italiana ed europea. Tolsero a Gramsci la libertà. Gli tolsero ancora la salute e infine la vita. Privarono la sua parte politica di un dirigente colto e stimato. Ma non riuscirono a compromettere le sue facoltà intellettuali e la sua sete di conoscenza. L’intelligenza di Gramsci ebbe dunque la meglio sulla violenza del regime. Fu deputato, come ho detto, per poco tempo.  *Intervenne una sola volta nell’Aula di Montecitorio, il 16 maggio del 1925, durante la discussione di un disegno di legge contro le società segrete e in particolare, così lo presentava il Governo Mussolini, contro la massoneria”.
“Invito, chi non l’abbia ancora fatto, a leggere il resoconto di quella seduta e dell’intervento di Gramsci. Un intervento nel quale denunciava il vero intento di quel disegno di legge che non era tanto volto a colpire la massoneria, quanto le organizzazioni dell’opposizione antifascista. Vale la pena leggere quel discorso, non soltanto perché vi si ritrova il tratto razionale, lucido e profondo del suo modo di argomentare, ma anche perché racconta di come il regime fascista aveva ridotto il confronto parlamentare. Gramsci – prosegue la presidente – fu interrotto dai deputati fascisti almeno 30 volte, di cui diciotto dallo stesso Mussolini. Quasi sempre frasi provocatorie e minacciose. Si trattava d’altronde di quel Benito Mussolini che pochi mesi prima, il 3 gennaio del 1925, nell’Aula della Camera, aveva dichiarato di assumersi “la responsabilità politica, morale, storica” del delitto Matteotti”. “Il delitto Matteotti provocò la protesta dei deputati aventiniani che, come ricorda la targa che è qui alle mie spalle, si riunirono in questa sala nell’estate del 1924. Ma Gramsci e i comunisti, ritenendo inefficace la scelta aventiniana, nel novembre di quello stesso anno decisero di riprendere posto tra i banchi del Parlamento e di proseguire da lì la loro opposizione al regime. Antonio Gramsci, socialista e poi tra i fondatori del Partito Comunista, di cui divenne segretario nel 1926, fu un marxista originale, mai dogmatico, mai prigioniero di schemi precostituiti. Come dimostra la lettura dei Quaderni, nonostante fosse recluso materialmente tra le quattro mura del carcere, la sua mente indagava libera sulla storia italiana, sul ruolo degli intellettuali, sulla questione meridionale, sulla natura del partito politico, sui grandi autori della letteratura, del teatro, del pensiero filosofico. Il carattere libero della sua ricerca ha influenzato la vita politica dell’Italia repubblicana ed ha contribuito alla diffusione della sua opera in tutto il mondo. Ancora oggi Gramsci è tra gli autori più studiati in molti Paesi. E’ anche per questo che il prestigio di Antonio Gramsci va ben oltre la parte politica che più si è riconosciuta nel suo pensiero e nella sua azione. Il 28 aprile del 1947, l’Assemblea Costituente commemorò Gramsci a dieci anni dalla morte e decise di collocare in sua memoria un busto che ancora oggi ne ricorda la figura. Intervennero rappresentanti di diversi gruppi politici, anche dei più distanti dalle sue idee. A nome della Democrazia Cristiana intervenne Giovanni Gronchi, che pochi anni dopo fu eletto Presidente della Repubblica. Disse Gronchi: “Per noi, ogni combattente per un ideale di libertà e di giustizia è degno di omaggio, al di sopra di ogni dissenso. Ma quando un combattente ha la statura morale e intellettuale di Gramsci. raggiunge un’altezza che può per noi rappresentare la incarnazione di quel principio di devozione alla propria fede, che è a fondamento del nostro pensiero e delle nostre idealità”. Ho citato questa frase del discorso di Gronchi per ribadire che oggi, a ottant’anni dalla sua morte, tutti gli italiani, pur nella diversità delle opinioni, possono riconoscersi nel ricordo di Antonio Gramsci. Un uomo che ha seguito fino all’estremo sacrifico un ideale di giustizia e di libertà e a cui l’Italia deve molto”, ha concluso Laura Boldrini. (ANSA)

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Gramsci e la Massoneria. Era il 16 maggio 1925





lunedì 24 aprile 2017

“La resistenza delle libertà”, festa del 25 Aprile al Vascello. Modererà la tavola rotonda il giornalista Marco Frittella



Il Grande Oriente d’Italia celebrerà quest’anno al Vascello la ricorrezza del 25 Aprile, giornata simbolo della Liberazione dal fascismo e dal nazismo, con un convegno, aperto al pubblico,  che si terrà, martedì alle 11,30 presso la sede del Goi in via di San Pancrazio 8, dal titolo “La resistenza delle Libertà” . Alla tavola rotonda, che sarà moderata dal giornalista Marco Frittella, popolare mezzobusto della Rai, parteciperanno il Gran Maestro Stefano Bisi, il Gran Maestro aggiunto Santi Fedele, il presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, Antonio Stango e altri rappresentanti del mondo della cultura e dell’informazione. Nel corso dell’incontro ci si soffermerà in particolare sul ruolo che la Massoneria ebbe nella  lotta contro il regime di Mussolini e nella nascita della Repubblica. Lotta alla quale presero parte tanti coraggiosi fratelli che vennero perseguitati e che sacrificarono le loro vite per consegnare alle future generazioni uno stato democratico in grado di garantire libertà e diritti, sanciti in una preziosa Carta costituzionale, che molti di loro contribuirono anche a scrivere.  Lunga è la lista dei liberi muratori un prezzo altissimo in nome dei loro alti principi. Un esempio fra tutti, quello del  Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani, Domizio Torrigiani, che dovette fronteggiare gli anni più cupi per l’Istituzione, e che fu confinato prima a Lipari e poi a Ponza, e morì cieco nel 1932. Il suo alto magistero, la sua dolorosa decisione di sciogliere le Officine per evitare spargimento di sangue, l’esilio in Francia, il coraggioso rientro in Italia sino alla morte hanno fatto di lui un’icona della Massoneria in tutto il mondo. Per non dimenticare i 20 fratelli che furono barbaramente trucidati dai fascisti alle Fosse Ardetine il 24 marzo del 1944.

venerdì 21 aprile 2017

Le libertà decadenti: Il Gran Maestro Stefano Bisi alla Camera dei Deputati per un incontro della Fondazione Einaudi




La Fondazione Luigi Einaudi ha indetto un interessante incontro dal titolo “Le libertà decadenti” che si svolgerà il prossimo 27 aprile con inizio alle ore 17 a Roma. Nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, in via del Seminario 76, si discuterà della manifestazione del pensiero e della libertà di associazione nell’Italia di oggi. Al dibattito che sarà moderato dal giornalista Piero Sansonetti, direttore del quotidiano “Il Dubbio”, interverranno l’onorevole Enrico Zanetti, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi, Corrado Ocone della Fondazione Einaudi, e Francesco Pizzetti Capo di Gabinetto del Ministeri Affari Regionali e già garante della Privacy. I lavori saranno introdotti da Andrea Pruiti Ciarello consigliere Cda della Fondazione Einaudi.

Fonte: GOI

mercoledì 19 aprile 2017

25 aprile: Il Grande Oriente d’Italia organizza al Vascello l’incontro “La resistenza delle libertà” | Agenparl



(AGENPARL) – Roma, 19 apr 2017 – “La resistenza delle Libertà” e’ il titolo dell’incontro aperto al pubblico che il Grande Oriente d’Italia ha organizzato per martedì 25 aprile alle 11.30 al Vascello. La tavola rotonda, che sarà moderata dal giornalista Marco Frittella, ed alla quale parteciperanno il Gran Maestro Stefano Bisi, il Gran Maestro aggiunto Santi Fedele, il presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, Antonio Stango oltre a giornalisti e uomini di cultura, vuole essere l’occasione, nel giorno in cui viene ricordata la Liberazione del Paese dal regime fascista e dall’oppressione nazista, per riflettere su tutte le Libertà in un momento difficile sullo scenario mondiale per l’intera Umanità.
Agenparl 19 aprile 2017

Il Grande Oriente d’Italia celebra il 25 aprile al Vascello con l’incontro “La resistenza delle libertà”



“La resistenza delle Libertà” e’ il titolo dell’incontro aperto al pubblico che il Grande Oriente d’Italia ha organizzato per martedì 25 aprile alle 11.30 al Vascello. La tavola rotonda, che sarà moderata dal giornalista Marco Frittella, ed alla quale parteciperanno il Gran Maestro Stefano Bisi, il Gran Maestro aggiunto Santi Fedele, il presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, Antonio Stango oltre a giornalisti e uomini di cultura, vuole essere l’occasione, nel giorno in cui viene ricordata la Liberazione del Paese dal regime fascista e dall’oppressione nazista, per riflettere su tutte le Libertà in un momento difficile sullo scenario mondiale per l’intera Umanità.

lunedì 10 aprile 2017

“Una fiamma per la libertà”. Dibattito in Gran Loggia



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Diritti umani, democrazia, libertà sono valori ormai a rischio anche in Occidente, sui quali bisogna tenere sempre alta la guardia e che vanno salvaguardati con ogni mezzo. La Massoneria lo ha fatto per trecento anni, un anniversario che festeggia quest’anno, e continua a farlo ancor oggi.  Questi i temi al centro della tavola rotonda dal titolo “Una fiamma per la libertà” che si  è tenuta in apertura della Gran Loggia 2017  al Palacongressi di Rimini.  Al dibattito, moderato dal giornalista Angelo Di Rosa, e concluso dal Gran Maestro Stefano Bisi, sono intervenuti il direttore del quotidiano Il Tempo Gian Marco Chiocci, il presidente della Lidu, Antonio Stango e il senatore Riccardo Mazzoni.

Occorre una forte controffensiva


Stango
Antonio Stango

Antonio Stango, presidente della Lega italiana dei diritti dell’uomo, costituita nel 1919 dal sindaco di Roma, Ernesto Nathan, che fu anche Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, ha sottolineato come  i tre pilastri su cui si fonda la nostra società, ossia “libertà, laicità e partecipazione democratica”, oggi siano in grave pericolo in diverse zone del globo. E ha fatto appello a una adeguata controffensiva.  “Vi sono nuovi politici –ha sottolineato Stango- in varie parti del mondo che invocano poteri forti e spinte repressive”. Bisogna reagire a tutto questo, ha detto, come sta facendo ad esempio il Grande Oriente, che si sta battendo con coraggio contro gli attacchi che gli sono stati sferrati con metodi inquisitori e in difesa dei cittadini, di tutti i cittadini, e del loro diritto di associarsi.

Basta con la caccia alle streghe 


Chiocci
Gian Marco Chiocci

“Non sono mai stato massone, né lo è o lo è stato qualcuno della mia famiglia, né ho avuto una tessera di partito, se non  recentemente quella del Partito Radicale. Ma con la redazione del mio giornale, cerco di battermi ogni giorno per difendere il  principio di libertà” dagli attacchi ai quale è soggetto. Ha tenuto a precisarlo a inizio del suo intervento  Gian Marco Chiocci, direttore de “Il Tempo”, lo storico quotidiano romano, recentemente bollato come “giornale massone” -lo ha detto lo stesso Chiocci– per aver sostenuto la causa  del  Grande Oriente d’Italia contro il provvedimento di sequestro degli elenchi degli iscritti al Goi della Calabria e della Sicilia, ordinato dalla Commissione Antimafia. “Ho sviluppato  un garantismo talebano e l’ho fatto occupandomi di giudiziaria quando ero inviato a ‘Il Giornale’”, ha raccontato il direttore de “Il Tempo”, ricordando “le stragi dii innocenti” provocate da inchieste che poi non hanno portato a nulla, come quella di Why Not, firmata dall’attuale sindaco di Napoli Luigi De Magistris, alla quale Chiocci ha dedicato anche un libro dal titolo “Il pubblico mistero”. “In tutte le indagini, soprattutto quelle più fragili –ha aggiunto il giornalista- poi finiva sempre per spuntare la Massoneria”, per conferire loro la forza che non avevano e conquistarsi i titoli sui media. Chiocci ha ribadito con forza tutto il suo personale  apprezzamento per il coraggio con il quale il Grande Oriente e il suo Gran Maestro Stefano Bisi stanno rispondendo agli atti intimidatori di cui è stata fatta oggetto l’Obbedienza. “Basta –con la caccia alle streghe”, ha rimarcato il giornalista, aggiungendo che “attraverso la lotta alla Massoneria si consuma di fatto una battaglia politica”.

La partita in gioco è più che mai complessa


Mazzoni
Riccardo Mazzoni

“Parlare di libertà in questo momento è difficilissimo”, ha detto, aprendo il suo intervento, il senatore Riccardo Mazzoni, membro della Prima Commissione permanente (Affari Costituzionali), vicepresidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, ricordando il grande contributo offerto nel corso della storia dalla Massoneria all’affermazione di valori che sono alla base della nostra società occidentale e che oggi sono messi a rischio da radicalismi religiosi, come quello islamista,  ma anche da pericolose derive populiste. Grandi sfide ci attendono, ha sottolineato, chiedendosi “quale sarà il futuro dei nostri figli e se sarà un futuro di libertà e se le democrazie riusciranno a sopravvivere all’impoverimento delle classi medie e al risveglio dei fondamentalismi” . “La partita che è in atto è più che mai complessa”, ha aggiunto il parlamentare, che si è anche soffermato sul caso del quale in questi mesi è stato protagonista il Grande Oriente, rievocando quello che accadde durante il fascismo, che perseguitò la Libera Muratoria.

Siamo belli e migliori degli altri

bisiaHa infine preso la parola il Gran Maestro Stefano Bisi, che ha ricordato il grande contributo della Massoneria alla lotta alla dittatura fascista, alla costruzione della Repubblica, che nel 2016 ha celebrato i 70 anni. “Il suo stesso emblema –ha tenuto a rammentare- è opera di un massone, un massone che si chiamava Paolo Paschetto”. I liberi muratori si sono sempre battuti per la libertà, la libertà di tutti e continuano a farlo ogni giorno.  “Siamo belli e migliori di molti altri”, ha detto il Gran Maestro, conquistandosi gli applausi della platea. E “a chi ci vorrebbe abolire” rispondiamo con lo strumento del diritto, con la nostra intensa attività cultuale e con la solidarietà, praticata ogni giorno da fratelli che operano in tutt’Italia e in tanti modi diversi, attraverso associazioni di volontariato, attraverso le officine.  Bisi ha anche annunciato l’arrivo domani da Norcia, comune dell’Italia Centrale colpito dalle forti scosse di terremoto dei mesi scorsi, di un gruppo di ragazzi e del sindaco, ai quali il Grande Oriente si è impegnato a restituire la luce dello stadio, per restituire loro anche la gioia e il sorriso, perduti. “Il terremoto, ci hanno detto, non ha prodotto solo macerie, ma ci ha colpito anche l’anima.  “Dedico –ha detto anche il Gran Maestro, a inizio del suo intervento- questa fiamma della libertà al fratello Morris Ghezzi, protagonista di tante edizioni della Gran Loggia, che oggi sta combattendo la sua battaglia per la vita.

giovedì 6 aprile 2017

Gran Loggia 2017. Convegno “Una fiamma per la libertà”, cultura, politica e informazione si confrontano a Rimini



Fronte brochure GL 2017“Chi resta in piedi se cade la libertà?” È l’interrogativo che si pone il massone Rudyard Kipling. Una bella immagine letteraria, ma anche la traccia di tre secoli di cammino della Massoneria moderna per l’affermazione di diritti e libertà. E diritti, libertà e valori democratici a rischio anche nelle società più avanzate sarà il filo rosso del convegno dal titolo “Una fiamma per la libertà”, tra i primi appuntamenti in apertura della Gran Loggia 2017 – in programma la mattina di venerdì 7 aprile, alle ore 10,45, al Palacongressi di Rimini. Il radio dramma Gramsci, Mussolini. Due modi di guardare la Massoneria e di interpretarla del Servizio Biblioteca precede l’incontro al quale interverranno esponenti del mondo della cultura, della politica e dell’informazione.

lunedì 27 marzo 2017

Palermo. Il Gran Maestro: “Sequestrare gli elenchi degli iscritti significa criminalizzare un’associazione”



palermo“Un provvedimento di altri tempi perché non fa altro che criminalizzare nei fatti una libera associazione, prevista dalla Costituzione italiana. Quanto portato avanti dalla Commissione parlamentare Antimafia finisce con l’identificare l’istituzione con la criminalità. E questo lo riteniamo un atto illecito”. Lo ha detto Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi all’interno della casa massonica di piazzetta Speciale a Palermo. Un incontro nel tempio aperto per la prima volta ai giornalisti.
“Il Grande Oriente d’Italia non è segreto, né riservato – ha spiegato Bisi -. Le nostre attività sono note. Come noti sono, ad esempio, i dirigenti e le nostre sedi. Cercando su Internet è possibile trovare ogni informazione, scaricare le nostre pubblicazioni. Oggi siamo arrabbiati perché abbiamo subito un provvedimento ingiusto. Un provvedimento che sentiamo come una ferita nel nostro cuore. E le ferite nel cuore non si cicatrizzano. La persecuzione della massoneria è stata sempre anticipatrice di derive totalitarie”.Sede-Grande-Oriente-Palermo-4
Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia è poi intervenuto sul sistema di controllo interno alla stessa comunione e alle logge. “Abbiamo ispettori circoscrizionali, abbiamo un controllo associativo. Sia chiaro – ha aggiunto Stefano Bisi –: non siamo pubblici ministeri. Non possiamo fare perquisizioni, non possiamo andare a controllare i conti correnti. Non siamo forze dell’ordine. Il nostro è un controllo associativo come quello di diverse associazioni. Noi, tuttavia, rispetto ad altri abbiamo carichi pendenti e casellario giudiziale dei nostri iscritti. E non credo che tante altre associazioni quando viene presentata una domanda facciano allo stesso modo”.
“I nostri principi – ha concluso Bisi – sono la libertà, la fraternità e l’uguaglianza. Sono in testa in tutti i nostri templi massonici. E c’è poi un altro simbolo che voglio ricordare: il cielo stellato. Anch’esso presente in ogni tempio. Un cielo che unisce tutti gli uomini: unisce i rifugiati che stanotte sbarcheranno sulle nostre coste e chi stasera guarderà il cielo da una terrazza di un albergo o dalla sua abitazione. Questo vuol dire che nei templi massonici, sotto questo cielo, ci sono persone di ogni categoria sociale. Pensare che nel Grande Oriente d’Italia ci siano soltanto alti e importanti personaggi del mondo dell’industria, grandi dirigenti e grandi politici è solo un luogo comune. Qui ci sono persone che hanno una sensibilità non comune, la massoneria forma uomini”.
http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-f9fb1cb6-573a-4018-9d55-e41a181ae733.html
http://palermo.blogsicilia.it/ecco-la-sede-della-loggia-massonica-grande-oriente-a-palermo-foto/385466/4/
http://www.palermotoday.it/cronaca/massoneria-palermo-porte-aperte-giornalist