"Siniscalchi, Massone integerrimo - scrive in una nota il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani - seppe, in un periodo buio per la Repubblica, alzare la sua voce di fervente democratico per denunciare all'interno della Libera Muratoria, alla pubblica opinione e alle Istituzioni, che ne ignoravano l'esistenza, l'infausto e pernicioso fenomeno denominato P2, che nulla aveva a che spartire con il Grande Oriente che, per contro, ne era la prima vittima. Se oggi il Grande Oriente d'Italia vive ed è credibile, lo deve anche al Fratello Siniscalchi. Il Gran Maestro, memore, piange il Fratello e l'amico".
Siniscalchi era entrato a far parte del Grande Oriente d'Italia nel 1951, ad appena 23 anni. Con Riccardo Sacco e Augusto Comba ha fondato nel 1959 la Rivista "Ipotenusa" con cui di recente aveva ripreso a collaborare. La sua scelta di recuperare integralmente l'espressione iniziatica dell'Istituzione massonica ne ha fatto un personaggio di primo piano nella lotta contro la deviazione della P2.