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lunedì 20 novembre 2017

Un massone non è incandidabile: il giudice dà ragione ad un politico/Giornale di Sicilia


Far parte della massoneria non può essere un fatto ostativo per aspirare a cariche politiche, attraverso libere consultazioni elettorali. Il giudice del tribunale di Marsala ha dato ragione all’ex assessore del comune di Castelvetrano, Mimmo Signorello, che aveva presentato ricorso contro sulla sua incandidabilità. L’ex amministratore era stato oggetto di un’interdittiva assieme all’ex sindaco Felice Errante, ad altri ex consiglieri e componenti della giunta dopo lo scioglimento «per infiltrazioni mafiose» del Comune di Castelvetrano su decisione del ministero degli Interni. «Il decreto emesso dal Tribunale collegiale civile di Marsala divenuto già irrevocabile dice Mimmo Signorello ha rigettato la richiesta di incandidabilità avanzata dal ministro dell’Interno in riferimento alla mia appartenenza alla loggia massonica Francisco Ferrer di Castelvetrano, del Grande Oriente d’Italia. Il Tribunale, continua l’ex assessore Signorello, che è anche avvocato nel rigettare la richiesta, ha statuito che la mera appartenenza alla massoneria, nello specifico al Grande Oriente d’Italia, non è assolutamente causa di incandidabiltà, né tanto meno reato. Pertanto, nell’esprimere la piena soddisfazione per quanto decretato dal Tribunale e nel confermare e ribadire, anche da avvocato, l’assoluta fiducia nella giustizia. Manifesto anche un sentimento di amarezza per quello che questa vicenda ha rappresentato per me e per chi mi è vicino per essere stato incluso nella «lista nera» degli incandidabili. Mi piace ricordare che in Italia, ai sensi dell’articolo 18 della Costituzione, l’associazione è libera, ed in mancanza di requisiti negativi, di cui allo stesso articolo 18, è quindi libera l’appartenenza ad una loggia massonica, come ha scritto il magistrato». «L’equazione mafia uguale a Massoneria non esiste» ha dichiarato Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, l’ordine più importante dei massoni in Italia. Incandidabili, invece, restano l’ex sindaco Felice Errante, Lillo Giambalvo, Enrico Adamo e Franco Martino. Tutti, tranne Adamo, hanno presentato ricorso contro il decreto del tribunale civile di Marsala: l’udienza è fissata avanti la Corte di Appello di Palermo sezione civile per il prossimo 6 dicembre. Intanto il Tar del Lazio chiamato a pronunciarsi sulla legittimità dello scioglimento del Comune di Castelverano per presunte infiltrazioni mafiose, ha ritenuto fondata la richiesta dei ricorrenti, ed in prima persone dell’ex sindaco, e ha deciso di rinviare la decisione per meglio approfondire l’argomento fissando la data del 28 marzo del 2018 per la decisione nel merito.
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