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martedì 30 settembre 2008

Raimon Panikkar : osservazione sulle cause del “non dialogo”


"L'ossessione psicologica per la certezza, affermata da un grande filosofo quale fu Cartesio, ha portato all'ossessione patologica per la sicurezza" che caratterizza in mille modi il nostro vivere quotidiano.
Grazie a Dio niente è sicuro e l'aggrapparsi a presunte certezze ci pone sulla difensiva e finisce per renderci intolleranti, chiusi, incapaci di dialogo.
"Chi ha desiderio di sicurezza non può avere pace".
Tra gli ostacoli che impediscono un vero dialogo, non a caso, c'è la paura.
Ma a partire dal riconoscimento di tale paura si può lavorare al suo superamento ("il cuore puro").
Ed è la consapevolezza della propria vulnerabilità, la principale componente del dialogo: "Se sono convinto di avere ragione, di essere il più forte e penso di avere tutte le risposte, che dialogo è? Mi chiuderò al dialogo, pensando che l'altro non sia in grado di capirmi, e poi mi lamenterò della sua chiusura".
"La vulnerabilità, d'altra parte, non è una debolezza, ma una richiesta di dialogo discreta e senza parole.
È quello che mi consente di aprirmi, senza essere una minaccia per l'altro".
Il dialogo è essenziale alla vita umana - noi non siamo monadi chiuse in un narcisismo individualista - ma anche alla cultura e alla religione.

lunedì 29 settembre 2008

Il Fratello di Via Panisperna


I ragazzi di Via Panisperna: da sinistra Oscar D'Agostino, Emilio Segrè, Edoardo
Amaldi, Franco Rasetti ed Enrico Fermi.
Esattamente centosette anni fa, il 29 settembre 1901, nasce a Roma Enrico Fermi, figlio di Alberto, funzionario del Ministero dei Trasporti e Ida De Gattis, maestra. Fino ai tre anni di età risiede in campagna sotto lo stretto controllo di una balia, a sei anni inizia regolarmente la scuola elementare laica (fattore importante, in quanto non ha mai ricevuto educazione religiosa, comportando e supportando quindi l'agnosticismo che lo ha accompagnato per tutta la sua vita). Profondamente addolorato dalla morte prematura del fratello Giulio, maggiore di un solo anno, con il quale aveva legato particolarmente, getta tutto il suo sconforto nei libri, canalizzando positivamente la rabbia per la perdita, tanto da terminare il liceo ginnasio "Umberto" con un anno di anticipo, avendo tempo anche per concentrarsi su approfonditi studi di matematica e fisica su testi da lui comprati o anche solo sfogliati presso il mercatino delle pulci di Campo de'Fiori. Un collega del padre, l'ingegnere Adolfo Amidei, avendo a cuore il ragazzo, gli suggerisce di non iscriversi all'Università di Roma, bensì all'Università di Pisa, in particolare alla scuola Normale, presentandosi al concorso annuale che si tiene per potervi accedere: il tema "Caratteri distintivi dei suoni" viene affrontato da lui con estrema maestria, permettendogli di classificarsi primo in graduatoria. Inizia quindi nel 1918 la frequentazione a Pisa, della durata di quattro anni: si laurea il 7 luglio del 1922, dimostrando anche una conoscenza linguistica non comune (oltre al latino e il greco, conosce infatti l'inglese, il francese ed il tedesco), che gli permette dopo poco di partire alla volta di Gottigen, alla scuola di Max Born, per migliorare le conoscenze di fisica quantistica.

Nel 1923 viene iniziato Massone nella Loggia Lemmi di Roma, allora all'obbedienza di Piazza del Gesù. Nel 1925, con pochi rimpianti, si sposta a Leida, in Olanda, ove ha modo di incontrare Albert Einstein, anche lui Massone e Premio Nobel per la Fisica nel 1921.A Roma ottiene per primo la cattedra di Fisica Teorica, creata per lui dal Prof. Orso Mario Corbino, direttore dell'Istituto di Fisica, il quale contemporaneamente compone un gruppo di studio ribattezzato in seguito "i ragazzi di Via Panisperna" (dalla sede dell'istituto), composto da Rasetti, Segrè, Amaldi, Majorana, Trabacchi e Pontecorvo.
Le argomentazioni principali degli studi ineriscono la spettroscopia, ottenendo risultati eccellenti, ma quasi tutti i membri di questo gruppo si sentono sempre più attratti dalla fisica nucleare, spostandosi sempre più frequentemente all'estero a studiare nei laboratori più innovativi. Fermi si concentra sullo studio del nucleo atomico, arrivando a formulare la teoria del decadimento beta, secondo la quale l'emissione di un fotone è data dalla transizione di un neutrone in un protone con la creazione di un elettrone e di un neutrino. Questa teoria, introdotta al termine del 1933, trova subito conferma nella scoperta della radioattività da parte di Curie e Joliot, esposta nei primi mesi del 1934. Sulla base di questa scoperta, Fermi formula una nuova idea: utilizzare i neutroni come proiettili per evitare la repulsione coulombiana per poter produrre radioattività artificiale. Dopo alcuni tentativi infruttuosi, ottengono risultati positivi per 37 specie sulle 60 testate, scoprendo altresì che in caso di urti successivi, i neutroni prodotti da urti rallentati hanno un tasso di efficacia molto più elevata nella generazione di specie radioattive. Tra il 1935 e il 1937 il gruppo si separa di nuovo per diverse assegnazioni di cattedre, a Roma rimangono solo Fermi e Amaldi: Nel 1938 ad Enrico Fermi viene conferito il premio Nobel, ma questa è l'unica nota felice dell'anno. Majorana scompare infatti in circostanze più o meno misteriose e a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista, il fisico romano è costretto ad emigrare, visto che sua moglie Laura è ebrea. Fermi accetta la cattedra alla Columbia University, mentre il suo amico Segrè, scoprendo di essere stato licenziato a Roma, accetta la cattedra di fisica a Berkeley. Dopo l'arrivo alla Columbia, inizia a concentrarsi sugli esperimenti iniziali di Hahn e Strassman sulla fissione nucleare, e con l'aiuto di Dunning e Booth e progetta un primo piano per la costruzione della prima pila nucleare, ovvero il primo dispositivo ove produrre in modo controllato la reazione a catena. Enrico Fermi vede la realizzazione dei suoi sforzi il 2 dicembre del 1942, con l'entrata in funzione della prima centrale nucleare a Chicago; l'energia nucleare diviene così fonte di vita, ma allo stesso tempo anche uno strumento di guerra: il fisico aderisce infatti al progetto Manhattan allo scopo di creare il primo ordigno nucleare.


Dopo la guerra si dedica allo studio sulle particelle elementari e ad acceleratori di particelle, concentrandosi principalmente sui pioni e le sue interazioni con i protoni. Durante un suo periodo di permanenza in Italia, nell'estate del 1954, iniziano a manifestarsi i primi drammatici sintomi del cancro allo stomaco: questa malattia, allora ancora pressochè sconosciuta, lo debilita rapidamente portandolo alla morte il 29 novembre dello stesso anno a Chicago, negli Stati Uniti.

Il Fratello di Via Panisperna

Esattamente centosette anni fa, il 29 settembre 1901, nasce a Roma Enrico Fermi, figlio di Alberto, funzionario del Ministero dei Trasporti e Ida De Gattis, maestra. Fino ai tre anni di età risiede in campagna sotto lo stretto controllo di una balia, a sei anni inizia regolarmente la scuola elementare laica (fattore importante, in quanto non ha mai ricevuto educazione religiosa, comportando e supportando quindi l'agnosticismo che lo ha accompagnato per tutta la sua vita). Profondamente addolorato dalla morte prematura del fratello Giulio, maggiore di un solo anno, con il quale aveva legato particolarmente, getta tutto il suo sconforto nei libri, canalizzando positivamente la rabbia per la perdita, tanto da terminare il liceo ginnasio "Umberto" con un anno di anticipo, avendo tempo anche per concentrarsi su approfonditi studi di matematica e fisica su testi da lui comprati o anche solo sfogliati presso il mercatino delle pulci di Campo de'Fiori. Un collega del padre, l'ingegnere Adolfo Amidei, avendo a cuore il ragazzo, gli suggerisce di non iscriversi all'Università di Roma, bensì all'Università di Pisa, in particolare alla scuola Normale, presentandosi al concorso annuale che si tiene per potervi accedere: il tema "Caratteri distintivi dei suoni" viene affrontato da lui con estrema maestria, permettendogli di classificarsi primo in graduatoria. Inizia quindi nel 1918 la frequentazione a Pisa, della durata di quattro anni: si laurea il 7 luglio del 1922, dimostrando anche una conoscenza linguistica non comune (oltre al latino e il greco, conosce infatti l'inglese, il francese ed il tedesco), che gli permette dopo poco di partire alla volta di Gottigen, alla scuola di Max Born, per migliorare le conoscenze di fisica quantistica.

Nel 1923 viene iniziato Massone nella Loggia Lemmi di Roma, allora all'obbedienza di Piazza del Gesù. Nel 1925, con pochi rimpianti, si sposta a Leida, in Olanda, ove ha modo di incontrare Albert Einstein, anche lui Massone e Premio Nobel per la Fisica nel 1921.A Roma ottiene per primo la cattedra di Fisica Teorica, creata per lui dal Prof. Orso Mario Corbino, direttore dell'Istituto di Fisica, il quale contemporaneamente compone un gruppo di studio ribattezzato in seguito "i ragazzi di Via Panisperna" (dalla sede dell'istituto), composto da Rasetti, Segrè, Amaldi, Majorana, Trabacchi e Pontecorvo.




I ragazzi di Via Panisperna: da sinistra Oscar D'Agostino, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Franco Rasetti ed Enrico Fermi.


Le argomentazioni principali degli studi ineriscono la spettroscopia, ottenendo risultati eccellenti, ma quasi tutti i membri di questo gruppo si sentono sempre più attratti dalla fisica nucleare, spostandosi sempre più frequentemente all'estero a studiare nei laboratori più innovativi. Fermi si concentra sullo studio del nucleo atomico, arrivando a formulare la teoria del decadimento beta, secondo la quale l'emissione di un fotone è data dalla transizione di un neutrone in un protone con la creazione di un elettrone e di un neutrino. Questa teoria, introdotta al termine del 1933, trova subito conferma nella scoperta della radioattività da parte di Curie e Joliot, esposta nei primi mesi del 1934. Sulla base di questa scoperta, Fermi formula una nuova idea: utilizzare i neutroni come proiettili per evitare la repulsione coulombiana per poter produrre radioattività artificiale. Dopo alcuni tentativi infruttuosi, ottengono risultati positivi per 37 specie sulle 60 testate, scoprendo altresì che in caso di urti successivi, i neutroni prodotti da urti rallentati hanno un tasso di efficacia molto più elevata nella generazione di specie radioattive. Tra il 1935 e il 1937 il gruppo si separa di nuovo per diverse assegnazioni di cattedre, a Roma rimangono solo Fermi e Amaldi: Nel 1938 ad Enrico Fermi viene conferito il premio Nobel, ma questa è l'unica nota felice dell'anno. Majorana scompare infatti in circostanze più o meno misteriose e a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista, il fisico romano è costretto ad emigrare, visto che sua moglie Laura è ebrea. Fermi accetta la cattedra alla Columbia University, mentre il suo amico Segrè, scoprendo di essere stato licenziato a Roma, accetta la cattedra di fisica a Berkeley. Dopo l'arrivo alla Columbia, inizia a concentrarsi sugli esperimenti iniziali di Hahn e Strassman sulla fissione nucleare, e con l'aiuto di Dunning e Booth e progetta un primo piano per la costruzione della prima pila nucleare, ovvero il primo dispositivo ove produrre in modo controllato la reazione a catena. Enrico Fermi vede la realizzazione dei suoi sforzi il 2 dicembre del 1942, con l'entrata in funzione della prima centrale nucleare a Chicago; l'energia nucleare diviene così fonte di vita, ma allo stesso tempo anche uno strumento di guerra: il fisico aderisce infatti al progetto Manhattan allo scopo di creare il primo ordigno nucleare.


Dopo la guerra si dedica allo studio sulle particelle elementari e ad acceleratori di particelle, concentrandosi principalmente sui pioni e le sue interazioni con i protoni. Durante un suo periodo di permanenza in Italia, nell'estate del 1954, iniziano a manifestarsi i primi drammatici sintomi del cancro allo stomaco: questa malattia, allora ancora pressochè sconosciuta, lo debilita rapidamente portandolo alla morte il 29 novembre dello stesso anno a Chicago, negli Stati Uniti.

venerdì 26 settembre 2008

LA MASSONERIA E LA NASCITA DELL'IMPRESA DEL MUSIC HALL


VILLA IL VASCELLO - ROMA

SABATO 27 SETTEMBRE 2008 - Ore 19:00


Massoni e Music Hall. Incontro con Diane Clements.

Al Vascello con la Direttrice della Biblioteca e del Museo della UGLE (United Grand Lodge of England - Gran Loggia Unita d'Inghilterra), Diane Clements.
L'influenza esercitata dalla massoneria nello sviluppo dell'industria dello spettacolo di varietà e nella vita di alcuni imprenditori e organizzatori teatrali, sarà il tema della conferenza che Diane Clements, Direttrice della Biblioteca e del Museo della Massoneria della UGLE, terrà per gli "Incontri Internazionali del Servizio Biblioteca del Grande Oriente d'Italia".
L'incontro sarà introdotto dal Gran Bibliotecario del GOI Bernardino Fioravanti.
Il Maestro Bruno Battisti D'Amario presenterà una sua trascrizione del brano per Music Hall di ispirazione massonica "Act on the square, boys!", il cui testo verrà letto dall'attore Achille Brugnini.
Interverranno anche l'attore Gianluca Guidi e lo storico Lucio Villari, raffinato cultore dei grandi eventi di cinema e teatro. Sarà presente il Gran Maestro Gustavo Raffi.
Massoneria e Music Hall, un rapporto a primo impatto un po' bizzarro nello scintillante mondo, anche effimero, del teatro e della musica dal vivo in Gran Bretagna tra gli inizi del XIX secolo e la metà del XX. Se ne parlerà il 27 settembre a Villa 'Il Vascello' nell'ambito degli "Incontri internazionali del Servizio Biblioteca" del Grande Oriente d'Italia con Diane Clements, Direttrice di Biblioteca e Museo della UGLE, che, per la prima volta in Italia, presenterà il fenomeno con documenti e studi singolari.
Dalla partecipazione di massoni all'impresa teatrale del Music Hall nacquero intrecci di gusto e di stile che favorirono l'aggregazione sociale e furono preludio delle prime proiezioni cinematografiche. Il Bibliotecario del Grande Oriente, Dino Fioravanti, responsabile del Servizio Biblioteca, ricorderà, in apertura dell'incontro, gli studi in corso proprio su massoneria e cinema muto.
La Biblioteca e il Museo della Massoneria della Gran Loggia Unita d'Inghilterra ospitano una delle più prestigiose collezioni massoniche del mondo. La struttura museale custodisce oggetti con decorazioni liberomuratorie (servizi da tè, porcellane, bicchieri, argenti, mobili, orologi, gioielli, grembiuli e insegne), appartenenti anche a famosi massoni e membri della famiglia reale, come Winston Churchill ed Edoardo VII. Sono esposti insieme ad una ricca collezione di stampe, incisioni e fotografie. La Biblioteca e l'Archivio Storico (entrambi di libera consultazione) comprendono un'ampia raccolta di libri a stampa e manoscritti sulla Massoneria (soprattutto in Inghilterra) e su materie collegate, comprese le tradizioni esoteriche e mistiche.
Attualmente presso la Biblioteca e il Museo della Massoneria della Gran Loggia Unita d'Inghilterra, che si trova nella Freemasons' Hall di Londra, Sede della Gran Loggia Unita d'Inghilterra, è in corso una mostra, inaugurata il 4 Giugno e che rimarrà aperta fino al 19 Dicembre, che celebra il primo Centenario della Massoneria Femminile Britannica.

mercoledì 24 settembre 2008

Avete un'idea di com'era il Tempio di Re Salomone ?

Ecco il rendering del Tempio di Re Salomone




Un borghese piccolo piccolo

Una magnifica interpretazione di un'iniziazione massonica interpretata dal grande Alberto Sordi.




LA GRANDE OPERA GASTRONOMICA - Tavola semiseria


Cari Fr∴, l’idea di questa tavola parte da un quesito che da tempo mi pongo:
“Ma che tipo di persone erano i frequentatori delle quattro taverne (“L’oca e la salsiccia”, “Alla corona”, “Uva e calice” e “Al melo”) che il 24 giugno 1717, giorno di San Giovanni Battista nonchè solstizio d’estate, decisero di formare la Gran Loggia d’Inghilterra ?”
Dato che si riunivano in taverne, sicuramente dovevano essere delle persone che amavano la convivialità e il piacere dello stare insieme.
Le sociétés des plaisirs pullulavano nell’Europa più progredita ed erano un’eredità dell’Epicureismo: agapi fraterne celebravano la gioia di vivere interno a un buon tavolo imbandito dove anche la musica aveva la sua parte. Si riteneva, a buon diritto, che attraverso il piacere e l’armonia si sarebbero accresciuti sia gli individui che la società.
Ancora oggi si pensi che esistono, ad esempio in Spagna, le sociedades gastronomicas, associazioni per soli uomini dedicate unicamente allo stare insieme per cucinare e mangiare ciò che si è preparato. Sono luoghi speciali dove lo spirito comunitario si mette al servizio delle gastronomia e della convivialità.
Ma allora, per gioco, ma neanche più di tanto, si può lavorare con la fantasia e affermare che esistono delle forti analogie e legami tra la cucina e i nostri lavori di massoni speculativi.
Non è “armonia e piacere di stare insieme” l’organizzare dei banchetti per i nostri amici ? mettersi in cucina e cucinare qualcosa che possa appagare noi stessi e gli altri ? dare vita alle nostre architetture gastronomiche con la magia di pietanze diverse ? non esiste anche nelle grandi cucine la tipica gerarchia che parte dall’ultimo garzone per arrivare allo chef, depositario dell’arte e tracciatore di mitici menù ? non si usa il grembiule anche in cucina? ma soprattutto, non è un rituale anche il cucinare ?
E’ fatto accertato che i rituali sono necessari, anzi indispensabili, all’uomo, soprattutto al giorno d’oggi in cui si è assillati dall’incalzare del tempo e dell’efficienza. Il rituale aiuta la concentrazione, contribuisce a estraniarsi dalla banale e stressante quotidianità. In una celebre frase del Parsifal di Wagner, prima del cerimoniale dell’Agape Sacra, viene detto che lì il tempo diventa spazio: frase enigmatica che racchiude l’essenza del rituale. Questo, difatti, si svolge nello spazio e tende ad annullare la dimensione tempo. Nel mondo dei fornelli, lo si può vivere provando a dilettarsi con le vecchie ricette. Cucinare il fagiano come ci consiglia il grande Artusi è come rivivere un tempo ormai dimenticato.
Ma vi è di più. Nel cucinare vi è una certa forma di filantropia che pone il cuoco nella condizione di donare agli altri il frutto del proprio lavoro e della propria creatività.
Platone ambienta uno dei suoi dialoghi più elevati proprio durante un banchetto, il Simposio, e in quelle pagine afferma che l’aspirazione massima dell’uomo è quella dell’immortalità: il cuoco come l’artista in un certo senso crea per perpetuarsi.
Vi siete mai chiesti quante cose può insegnarci la Cucina?
Prendiamo ad esempio due concetti base dell’Iniziazione: quello di Morte e di Rinascita.
Tamino all’inizio del Flauto Magico sviene, come accadrà più avanti a Pamina: è il primo stadio iniziatico. Lo svenimento è una morte simulata, ed è dalla morte che ha origine la trasformazione dell’individuo. Ebbene, in nessun posto come in cucina è valido questo principio: quello di ridar vita a chi vita non ha più.
Lo Stracotto d’Asino rinasce grazie al prodigio dell’Alchimia gastronomica con il risultato di una mutazione qualitativa: dopo sette ore di cottura avrà raggiunto uno stadio di mutazione spirituale della materia.
L’Alchimia consisteva nel ricondurre sul piano materiale la perfezione spirituale. Il suo fine ultimo era quello di spiegare che “uno è in tutto e tutto è in tutto”, che il mondo è una Grande Analogia. Il testo più importante è di poche righe, talmente semplice da poter essere scritto su uno smeraldo: ciò significa che le cose più alte sono quelle più semplici. E’ appunto la Tavolo di Smeraldo attribuita a Ermete Trismegisto.
Molto dobbiamo ancora imparare dall’alchimia gastronomica.
E per i grandi alchimisti - Raimondo Lullo, Basilio Valentino, Paracelso - c’era un solo modo per imparare: l’azione. Trascorrevano anni e anni davanti a fornelli accesi, osservando il fuoco che avrebbe dovuto purificare i metalli. Nel fissare il fuoco a poco a poco dileguavano dalla loro mente tutte le impurità, le negatività, le vanità del mondo e il processo di purificazione del metallo finiva col rigenerare loro stessi. Alla fine, il metallo si sarebbe liberato dalle sue proprietà individuali e avrebbe permesso loro di comprendere il linguaggio dell’Universo, poiché rappresentava il mezzo tramite il quale le cose comunicavano tra loro: questa era per gli alchimisti, così come per noi, la Grande Opera.
E per finire un’altro quesito che mi attanaglia la mente:
“Ma l’Ouròboros, simbolo alchemico del divenire eterno, prima di mordersi la coda l’ha immersa, come un buon pinzimonio, in una ciottola contenente il sale e il mistico “Olio del Tempio”?”

Fr. Maurizio B. PM

martedì 23 settembre 2008

Il telegramma del Capo dello Stato esprime il proprio apprezzamento per il convegno promosso dal GOI



Roma, 20 settembre 2008




Il Capo dello Stato, On. Giorgio Napolitano, ha inviato all'Ill.mo e Ven.mo Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, l'Avv. Gustavo Raffi, un telegramma in cui esprime il proprio apprezzamento per il convegno promosso dal Grande Oriente d'Italia nel 60° anniversario della promulgazione della Costituzione .




Leggi il messaggio dalla Presidenza della Repubblica




"Il tradimento del Templare"- libro postumo di Franco Cuomo


PARIGI ANNO DOMINI 1314

La storia comincia in un giorno di marzo del 1314 mentre a Parigi bruciano gli ultimi templari.
..."Così, sopraffatti da una incomprensione che escludeva ogni pietà, andarono al rogo gli ultimi templari sull'isola della Senna, nello slargo antistante la cattedrale di Notre-Dame, in un rosso tramonto di marzo. Con il sole alle spalle, guardando l'Oriente".
..."Mancavano tre giorni all'equinozio di primavera. La Senna scorreva leggera. Venivano dai giardini reali, poco distanti, effluvi dolci di mandorlo e pesco, che ben presto il fumo acre della legna secca – e della carne bruciata – disperse nei lamenti".
..."Con le residue forze che gli restavano, infatti, mentre il fuoco ne divorava lentamente gli arti inferiori, salendo piano dalle caviglie all'inguine, Jacques de Molay ebbe modo di gridare con voce arrochita dal fumo i nomi di re Filippo detto il Bello e del pavido papa Clemente che ne aveva assecondato i piani, intimando loro di presentarsi nel giro di un anno al giudizio di Dio. Moriva da uomo libero, vittima di una libertà sopraffatta dalla voracità di un re sull'orlo della bancarotta, bisognoso di appropriarsi dei tesori del Tempio".


Esce nelle librerie il 23 settembre il romanzo postumo di Franco Cuomo,''Il tradimento del Templare'' (Baldini Castoldi Dalai), un'avvincente spy story di ambiente medievale che non rinuncia alla precisione storica.
Protagonista è Esquieu de Floryan, da tutti detto Squinn, l'uomo che ha consegnato agli inquisitori di Filippo il Bello il gran maestro Jacques de Molay.
Ma perché ha tradito? Lo ha fatto per interesse, oppure il suo è stato un estremo tentativo di restituire al Tempio l'antica dignità, abbattendone i simboli ormai corrotti?
Lungo le pagine del libro si snoda una vicenda emozionante e intricata in cui la figura di Squinn si affianca a quella di personaggi d'eccezione - come Dante Alighieri, legato ai Templari perché guida dei "Fedeli d'Amore" - in una folla eterogenea di potenti e miserabili, fuggiaschi ed esuli.
Con una lingua preziosa, magica e avvolgente, Franco Cuomo ha dato vita ad uno dei più grandi enigmi della storia.

lunedì 22 settembre 2008

Un importante e prestigioso riconoscimento è stato assegnato nei giorni scorsi a Roma al Capitolo Demolay "Militiae Templi" n. 62026 di Cagliari


Il Maestro Consigliere Emanuele S.P. del Capitolo Demolay "Militiae Templi" n. 62026 di Cagliari, è stato insignito del collare di Deputaty State Master Concilior, quindi il "numero due" dei giovani cavalieri italiani.
Nella toccante cerimonia di investitura, officiata dall'Ufficiale Esecutivo dello Stato, è stato sottolineato il prezioso ruolo dal Maestro Consigliere nel rilancio del Capitolo cagliaritano, che ha visto, la casa massonica cagliaritana ospitare lo scorso 7 settembre la solenne tornata d'iniziazione con l'ingresso di 6 nuovi ragazzi.

Il riconoscimento assegnato a Emanuele – è stato sottolineato da più parti – va condiviso con tutti gli altri Demolay cagliaritani ed in particolare con il primo Maestro Consigliere del Capitolo Stefano Cherchi per l'impegno sempre profuso a favore dell'Ordine, prima come MC del Capitolo ed ora, finalmente, come Advisor dello stesso, completando così per primo quel ciclo naturale che vede i ragazzi, da giovani maturi, prendere loro stessi le redini dell'Ordine.

Equinozio d'Autunno- 22 Settembre 2008


In astronomia un equinozio è definito come l'istante in cui il Sole raggiunge una delle due intersezioni tra l'eclittica e l'equatore celeste.



Illuminazione della Terra all'Equinozio.

La parola "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale". Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni di ogni anno in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. Per definire esattamente la lunghezza del giorno, l'alba comincia quando il sole ha superato di metà l'orizzonte e il tramonto finisce quando il sole è di metà sotto l'orizzonte. Usando questa definizione, la lunghezza del giorno è esattamente 12 ore. Agli equinozi, il sole sorge all'esatto est e tramonta all'esatto ovest.
Nell'emisfero settentrionale, l'equinozio di marzo (che cade il 20 o 21 Marzo) è l'equinozio di primavera, e l'equinozio di settembre (che cade il 22 o 23 settembre) è l'equinozio d'autunno; nell'emisfero meridionale, questi nomi sono invertiti.
Gli equinozi possono essere considerati anche come punti nel cielo. Anche se la luce diurna nasconde le altre stelle, rendendo difficile vedere la posizione del sole rispetto agli altri corpi celesti, il sole ha una posizione definita relativa alle altre stelle. Mentre la Terra gira attorno al sole, l'apparente posizione del sole si sposta di un intero cerchio nel periodo di un anno. Questo cerchio è chiamato eclittica, ed è anche il piano dell'orbita della Terra proiettato sulla sfera celeste. Gli altri pianeti visibili ad occhio nudo come Venere, Marte e Saturno, sembrano muoversi lungo l'eclittica poiché le loro orbite sono su un piano simile a quello della Terra.
L'altro cerchio nel cielo è l'equatore celeste, o la proiezione dell'equatore terrestre sulla sfera celeste. Poiché l'asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell'orbita, l'equatore celeste è inclinato rispetto all'eclittica. Due volte l'anno, il sole incrocia il piano dell'equatore terrestre. Questi due punti sono gli equinozi.
Il punto dell'equinozio di primavera del nostro emisfero è anche chiamato punto vernale (g), punto dell'Ariete o punto gamma (γ). Mentre quello dell'equinozio d'autunno è anche chiamato punto della Bilancia (ω). A causa della precessione degli equinozi questi punti non si trovano più nella costellazione da cui prendono il nome.
L'istante nel quale il sole passa attraverso ogni punto di equinozio può essere calcolato accuratamente, così l'equinozio è un particolare istante, piuttosto che un giorno intero.

Il comportamento del Sole.
Agli equinozi il sole sorge precisamente ad est e tramonta precisamente ad ovest, dappertutto.La lunghezza del giorno eguaglia la lunghezza della notte.
All' equatore il Sole sorge in circolo verticale dall'orizzonte est fino allo zenit, e poi tramonta in circolo verticale dallo zenit all'orizzonte ovest.
Al Tropico del Cancro il Sole passa a sud, dove giunge alla sua massima altitudine per quel giorno che è 66°33'
Al Tropico del Capricorno il Sole passa a nord, dove giunge alla sua altitudine massima per quel giorno che è 66°33'
Al Polo Nord il Sole passa da un dì lungo 6 mesi ad una notte lunga 6 mesi.
Al Polo Sud il Sole passa da una notte lunga 6 mesi ad un dì lungo 6 mesi.

Significato dell'equinozio d'autunno.
Settembre è il mese dei nuovi inizi. La scuola, il lavoro, i tanti impegni da concordare, sono solo un aspetto di questa stagione, che ogni anno inizia in prossimità dell'Equinozio d'Autunno.
Questo periodo è caratterizzato dall' equilibrio esistente tra giorno e notte che a cavallo del 22 Settembre si trovano ad avere pari durata.In questi giorni anche la natura si appresta a mutare. Le foglie iniziano ad ingiallire, gli animali si preparano al lungo inverno, e gli uomini celebrano la fine del secondo raccolto dell'anno.In questo momento però anche l'aspetto spirituale è importante. L'Equinozio d'Autunno rappresenta il raccolto di quanto si è seminato durante la primavera e l'estate.Allo stesso tempo è un invito ad interiorizzare quanto appreso dalle esperienze fatte.Il modo migliore per approcciarsi a questa festa è quello di ringraziare la natura per quanto ci ha offerto, ponendo fine, contemporaneamente, ai vecchi progetti.
Da oggi la forza del sole inizia a diminuire. Questo processo durerà fino al solstizio d'inverno, quando pian piano riprenderà vigore, portando i giorni a durare più delle notti.L'Equinozio d'Autunno è un momento ideale per rituali di protezione e prosperità , per piangere chi non c'è più, per onorare l'equilibrio tra spirito e materia, entrambi importanti elementi della nostra vita.
Come festeggiare l'Equinozio d'Autunno.
Oltre ad allestire un banchetto, un buon modo per festeggiare è quello di passare qualche ora tra la natura, magari portando del cibo agli uccelli o donando del fertilizzante alle piante.Per chi invece, desidera ricordare una persona cara che non c'è più, si può prendere una mela ed offrirla in suo onore.
La mela è un simbolo importante dell'Equinozio d'Autunno. Se ne tagliate una a metà, in senso orizzontale, scoprirete che i semi al suo interno formano un pentacolo, simbolo di vita e di speranza, oltre che di protezione.
Gli incensi indicati sono: la mirra, la salvia, il benzoino, l'ibisco e i petali di rose.I colori da usare per addobbare la tavola o l'altare sono l'arancio, il color oro, il marrone ed il bordeaux.I cibi da preferire sono, tutti i frutti autunnali, focacce e schiacciate, le noci, carote, cipolle, patate, e ovviamente il vino.Per chi ama i cristalli, in questo giorno sono indicati particolarmente l'ametista, il cristallo di rocca e l'avventurina.

A tutti Voi vadano i miei più affettuosi auguri di
Buon Equinozio d'Autunno.

giovedì 18 settembre 2008

Nasce "Massoneria Italia IN": per i Fratelli di ogni Obbedienza attivi su LinkedIN


Nasce una "loggia" trasversale e virtuale.


Possono aderire i fratelli di qualsiasi Obbedienza attivi su LinkedIN (http://www.linkedin.com/)


LinkedIN è uno dei più importanti siti di networking professionale presente su web.


Al suo interno è stato creato un gruppo denominato Massoneria Italia IN.


Data la sua finalità di puro "networking" è aperto a tutti fratelli di tutte le obbedienze.


L'accettazione è successiva alla verifica dei dati massonici (città, loggia, Obbedienza di appartenenza e conoscenza della parola di primo grado).


Siete tutti inviati ad iscriverdi a LinkedIN (pochi dati di registrazione, moltissimi contatti professionali interessanti) e a "bussare alla porta" di Massoneria Italia IN.


Sarò pronto a tegolarvi e ad accogliervi a braccia aperte.


Fr. Maurizio B., PM

DEDICATE AL 60° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA LE CELEBRAZIONI DEL XX SETTEMBRE DEL GOI


(ASCA) - Roma, 18 set - Sono dedicati al 60mo anniversario della Costituzione repubblicana i tradizionali festeggiamenti che il Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani dedica alla ricorrenza del XX settembre, in occasione dell' equinozio d'autunno data che, nel calendario massonico, segna la ripresa dei lavori nelle logge.Le celebrazioni si apriranno dopodomani, sabato 20 settembre, alle ore 9, a Porta Pia dove il Gran Maestro Gustavo Raffi, accompagnato da una delegazione di massoni, deporra' una corona di alloro alla Breccia, ed in seguito rendera' omaggio al monumento di Garibaldi al Gianicolo.''

La commemorazione dell'anniversario della Costituzione repubblicana -sottolinea il Gran Maestro Raffi- non e' per i liberi muratori un atto formale. Il nostro Paese, pur avendo subito una trasformazione straordinaria, deve rimanere saldamente ancorato ai principi ispiratori della Carta Costituzionale che ne rappresentano l'identita'. Primo fra tutti quello della democrazia, strumento primario per costruire una Comunita' Nazionale libera, giusta tra eguali''.


I massoni, aggiunge Raffi, ''ribadiscono la loro fedelta' a questi principi e a questi valori e si sentono impegnati ad osservarli, difenderli e a promuoverli nel loro agire quotidiano''.


Il programma della giornata di sabato 20 settembre prevede sempre in mattinata, alle ore 10,30, il convegno di studi ''Con la Costituzione nella patria per la democrazia a 60 anni dalla Carta Costituzionale'' che si terra' a Villa Il Vascello, sede del Grande Oriente d'Italia. (Via di San Pancrazio, 8).


Moderati dal filosofo Claudio Bonvecchio, interverranno al dibattito lo storico Carlo Ricotti, Antonio Baldassarre, gia' Presidente emerito della Corte Costituzionale, il politologo e scrittore Massimo Teodori, il giornalista e saggista Oscar Giannino. Le celebrazioni si concluderanno nel pomeriggio con l'allocuzione del Gran Maestro Gustavo Raffi.

LONDRA - CANONBURY MASONIC RESEARCH CENTRE


A Londra, presso il Canonbury Masonic Research Centre, si terrà, il prossimo 25 e 26 Ottobre, la Decima Conferenza Internazionale, dal titolo "Freemasonry and Science".


Tra i diversi relatori, anche il Fr. Fabio Venzi, Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia, presenterà una relazione dal titolo "Tra Razionalismo Scientista ed Intelligenza Noetica. La percezione del Sacro nell'indagine scientifica:una visione olistica".


Questo il programma completo:


Saturday 25 October:

9.15 Registration & coffee
9.50 Opening: CMRC TrusteesIntroduction: Carole McGilvery CIPRCMRC Conference Organiser Chair: Dr Andrew PrescottLibrarian, University of Wales
10.00 Dr Roger Dachez Lecturer, University of Paris, President Institut Maçonnique de France Mesmerism & Freemasonry:Magnetic Madness in Lyons 1784-1785
10.40 Alain Bauer Criminologist, Sorbonne University, Paris, Past Grand Master Orient of France Freemasonry, Isaac Newton & the Crisis of European Conscience: A French View
11.20 Morning coffee
11.45 Professor Susan Mitchell Sommers, Department of History, Saint Vincent College, USA, Ebenezer Sibly: The Masonic Mystical Doctor
12.25 Speakers panel – questions and discussion
1.00 Lunch
2.30 Dr Edi Bilimoria DPhil, FRI, FIMechE, FEI, CEngUniversities of Oxford, London & Sussex, Chairman of the Theosophical World Trust for Education and ResearchConsciousness – Scientific & Esoteric Perspectives
3.10 Dr Andreas Önnerfors, Director, Centre for Research into Freemasonry, University of Sheffield, The Concept of Science in the Imagination of European Freemasonry
3.50 Afternoon tea
4.20 John Gordon MA, FRICS, University of Exeter, Towards a Modern Metaphysics
5.00 Speakers panel – questions and discussion
5.30 Close

Sunday 26 October
9.15 Coffee
9.50 Welcome & introduction: Carole McGilvery Chair: Dr Andrew Prescott, Librarian, University of Wales
10.00 Dr Fabio Venzi, Grand Master, Regular Grand Lodge of Italy, Perceiving the Sacred in Scientific Research: The Interplay of Scientific Rationalism & Noetic Intelligence
10.40 Dr Andrew Prescott, Librarian, University of Wales, William Rand: Physician, Alchemist & Freemason?
11.20 Morning coffee
11.45 James North MA, The Warburg Institute, University of London, Editor, Baconia Secret Alchemy: The Origins of Baconian Science in the Bible & Hermetic Philosophy
12.25 Speakers panel – questions and discussion
1.00 Lunch
2.30 Professor Charles Porset, Centre national de la recherche scientifique (CNRS), Paris IV, Sorbonne, The Scientific Lodge of the Nine Sisters (Les Neuf Soeurs)
3.10 Philippa Faulks, Author, Count Allesandro Cagliostro: Healer, Alchemist & Freemason in the Age of Enlightenment
3.50 Gerald Riley, BA (Hons), FInstSMM, The Hidden Mysteries of Nature & Science?
4.30 Speakers panel – questions and discussion
5.00 Afternoon tea
5.30 Close


Per maggiori informazioni potrete visitare il sito Web del Canonbury Masonic Research Centre all'indirizzo: http://www.canonbury.ac.uk/.

Stranezze della storia. Dopo settecento anni i Templari citano il Papa in tribunale



di Rosanna Pilolli (pontediferro.org)



Nel clima politicamente difficile e niente affatto rassicurante dell'estate non ancora trascorsa, una notizia clamorosa. E bizzarra nella sua, diciamo, originalità: il Papa di Roma, Benedetto XVI, denunciato davanti ad un Tribunale di Madrid dall'"Asociaciòn Orden Soberana del Temple de Cristo", che si considera erede legittima delle leggendarie armate medioevali dei "Cavalieri di Cristo": i Templari, le cui gesta, le ricchezze, i misteri ed i mitici riti di iniziazione al limite dell'eresia, non hanno mai smesso di interessare la storia e la letteratura, in particolare l'attuale grasso filone di "fanta-mistero" con i suoi milioni di lettori in tutto il mondo.L'Associazione spagnola, con la sua iniziativa giudiziaria, vuole recuperare l'onore che quei "Cavalieri di Dio" perdettero settecento anni fa quando l'ordine venne sciolto dal Papa Clemente V su istigazione del Re di Francia Filippo il Bello. Fu poi il re, braccio secolare, ad imprigionare e spedire sul rogo , gli ingombranti " miliziani della fede", i più integralisti di tutta la storia cristiana. Il tesoro dei Templari venne presumibilmente incamerato dalla Corona. Non si tratta soltanto di onore. Negli atti di causa, accanto alla richiesta di riabilitazione dell'Ordine, si allude con insistenza ai beni accumulati dai monaci guerrieri: un valore di 100 miliardi dei quali l'Ordine venne espropriato.Il Papa Benedetto è chiamato in giudizio come successore di quel Clemente V il quale, agli inizi del 1300 fu costretto a sciogliere il potentissimo Ordine sul quale gravava da tempo, a torto, il sospetto di eresia. Erano gli anni della "schiavitù di Avignone", il papato si trovava in una situazione di enorme debolezza politica. E, riparato in terra francese, era di fatto soggetto alle fortissime pressioni ed ai ricatti finanziari del re.Fuori da ogni leggenda, i Templari, furono veri e propri soldati della fede, capaci di uccidere e sterminare gli "infedeli" nel nome del Signore, per la tutela del Santo Sepolcro e la sicurezza della città di Gerusalemme in mano cristiana al momento della fondazione della loro milizia. Ma non furono soltanto "Cavalieri della Trascendenza". Furono anche "Cavalieri di banca" particolarmente versati nei commerci "multinazionali".L'Ordine fu fondato nel 1120 da Ugo de Payns, un nobile dello Champagne che lasciò la patria, i beni, la moglie e i figli per farsi crociato in Terra Santa. I Cavalieri del Tempio, all'inizio soltanto otto, erano monaci, non sacerdoti. Non potevano, cioè, celebrare messe e, benché consacrati non possedevano lo "status"sacerdotale. Ma avevano la licenza di portare armi e, devotamente, di servirsene.Una Regola di 72 articoli , estremamente dura e spesso assurda, costituiva l'asse portante della comunità templare. In pratica era vietato tutto. Nessun motto di spirito , silenzio assoluto durante i pasti. Gli stivali non andavano tolti nemmeno a letto. Vietatissimo baciare qualsiasi donna, perfino le madri e le sorelle; i baci di tutte le figlie di Eva erano considerati distorsivi per la integrità e per la purezza maschile.Ogni altro aspetto della vita rigidamente regolato: la dieta povera di carne e ricchissima di legumi, l'abbigliamento bianco privo di ornamenti preziosi. Preghiere estenuanti, porta delle celle aperte, nessuna privacy. Pochi anni dopo la sua fondazione, l'Ordine dei Templari, posto sotto la diretta autorità del papa, ottenne l'enorme privilegio di non pagare più le decime sui beni ricevuti in elemosina. Fu questa l'origine della ricchezza che i Cavalieri di Cristo accumularono in brevissimo tempo e che servì da base d'investimento alle loro sapienti attività bancarie ed imprenditoriali. Ma che fu anche la causa della loro fine ingloriosa. Non appena, infatti, con la fine delle Crociate in Terra Santa, il ruolo storico dei Monaci guerrieri divenne fragile, sul ricchissimo Ordine piovvero accuse gravissime e persistenti di eresia, idolatria e perfino di sodomia. Pur pressato dal Re di Francia, Clemente V tentò invano di porre le ricchezze dei Templari sotto tutela. La "ragion di Stato" dell' indebitatissimo Filippo il Bello fu più forte.In risposta indiretta alla denuncia dell'Associazione spagnola, l'Osservatore Romano ha pubblicato gli atti del "Processo contro i Templari" scoperti negli archivi vaticani della ricercatrice italiana Barbara Frale. Risulta da questi importanti documenti processuali che i Cavalieri di Cristo, settecento anni fa, furono assolti dall'accusa di eresia, ma la loro comunità dispersa per sempre. Il Capo dell'Ordine, Giacomo di Molay, fu arso vivo a Parigi nel 1314. Nell'andare a morte, il monaco guerriero lanciò l'anatema contro Filippo il Bello ed il Papa Clemente V responsabili della sua rovina. La maledizione andò a segno: il papa e il Re di Francia morirono entrambi nello stesso anno.Il giudice spagnolo incaricato di giudicare il caso straordinario di un Papa chiamato in causa, ha dichiarato, in prima istanza, la propria incompetenza ad un giudizio su fatti accaduti settecento anni fa e dei quali è ormai competente soltanto la storia.Contro la pronuncia che non cambia una oscura pagina del medioevo, è stato proposto appello.