Loggia

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lunedì 12 ottobre 2009

Viaggio nel mondo della Massoneria.


In onda lunedì 12 ottobre 2009 alle 21.00 su RaiDue

Roberto Giacobbo cerca una riposta ad una domanda che sono in molti ormai a porsi: cosa succederebbe se un asteroide colpisse la Terra? Voyager ha immaginato il futuro. E’ già successo nel passato: un corpo celeste gigantesco che, con una forza distruttiva, colpisce il pianeta. Tutto si trasforma in un inferno di fiamme. Quello che resta, è uno scenario di devastazione. La vita si estingue. Un’era giunge bruscamente al termine. Ma il mondo, gradualmente, si riprende… e torna a popolarsi. Ha inizio l’era dell’uomo. Ma l’Universo è già pronto a colpire un’altra volta. E questa volta non sono i dinosauri a dominare sulla Terra. Ma non solo:
Voyager compie un viaggio nel mondo della Massoneria mostrando, per la prima volta e in esclusiva, le immagini di un tempio massone, i suoi simbolismi misteriosi e i suoi riti segreti. Una indagine all’interno di un’organizzazione di livello mondiale: ma cosa sono le logge massoniche? E che cosa significa oggi essere un affiliato? Una storia, quella Massoneria, che parte da lontano, dal leggendario Hiram, l’architetto che quasi mille anni prima di Cristo avrebbe edificato il Tempio di re Salomone a Gerusalemme, per passare attraverso i costruttori delle cattedrali gotiche e i Cavalieri Templari.

E infine, le telecamere di Voyager hanno raggiunto Città del Messico per raccontare i misteri che si celano dietro una delle icone sacre più venerate d’America: la Madonna di Guadalupe. Secondo la tradizione la Vergine sarebbe apparsa al contadino Juan Diego Cuauhtlatoazin, un atzeco convertito al cristianesimo, più volte tra il 9 e 12 dicembre 1531 e avrebbe lasciato un segno delle sue apparizioni: un mantello con la propria immagine. Cosa c’è di vero nel mantello e nella sua adorazione?

venerdì 9 ottobre 2009

Nel portico o ingresso del Tempio di Re Salomone


Cerimonia di Iniziazione al Grado di Apprendista Ammesso Libero Muratore



Il prossimo Venerdì 16 Ottobre 2009, alle ore 19.45 per le ore 20.15, presso il Tempio n° 4 della Casa dei Liberi Muratori del Grande Oriente d'Italia, in Piazza Indipendenza 1 a Cagliari, verrà celebrata la Cerimonia di Iniziazione al Grado di Apprendista Ammesso Libero Muratore del Sig. Roberto N.

L'invito è esteso a tutti i Fratelli.

Seguirà il Convivio Fraterno.

Il Sacro Arco Reale di Gerusalemme


Un rapido esame delle condizioni della Massoneria inglese agli inizi del 1701 fornisce un utile contributo alla comprensione dei motivi storici che favorirono il sorgere dell'Ordine dell' Arco Reale di Gerusalemme in seno alla Libera Muratoria. Tuttavia bisogna precisare che l'attività muratoria inglese esisteva già in periodi anteriori a tale data, come testimonia la Compagnia Londinese dei Liberi Muratori (1621), nonche molti documenti attestano che nel 1600 esistevano logge operative in Scozia e speculative in Inghilterra. A proposito di quest'ultime logge B. Jones scrive: "Sappiamo pochissimo delle loro cerimonie ma abbiamo ragione di credere che siano state semplici con poco formalismo cerimoniale, però avevano qualcosa d'importante in materia esoterica". Originariamente le logge inglesi avevano una vita autonoma e spesso rituali diversi; solo nel 1717 quattro logge note da tempo immemorabile si riunirono e fondarono la prima Gran Loggia, con a capo un Gran Maestro. La nuova Gran Loggia stabilì riunioni trimestrali, una festa annuale e si diede una Costituzione e Regolamenti che sostituirono gli Antichi Doveri del 1380. La prima Costituzione pubblicata ed autorizzata è del 1723. Essa fu redatta dal Dr. James Anderson e, in un titolo riguardante "Dio e la religione", venivano espressi concetti molto diversi da quelli esposti negli Antichi Doveri. In una postilla al titolo citato, Anderson si esprimeva così: "Devo ricordarvi un'altra cosa e cioè di evitare di parlare di politica e di religione per favorire l'unità dei massoni su di una piattaforma che li divida il meno possibile. La nostra religione è la religione della Natura e di amare Dio sopra ogni cosa ed il nostro prossimo come noi stessi. Questa. è, la vera religione primitiva, cattolica, universale, convenuta come tale in tutti i tempI e in tutte le eta".Da queste parole appare chiaro che Anderson mirava ad una decristinanizzazione della massoneria inglese ed indulgeva alle teorie teiste del tempo, pur senza cedere alle tesi atee. La Gran Loggia non trovò, in quel periodo, molti consensi sia per le idee che professava, sia perche si era arrogato il diritto di formulare ordini ed istruzioni alle.altre logge, sia perche le informazioni viaggiavano con lentezza. E' significativo il fatto che dovettero passare ben sedici anni dall'emanazione delle prime Costituzioni prima che si costituisse la Gran Loggia degli Antichi, che rivestì un ruolo antagonistico. Un altro motivo che aiutò l'affermazione dell' Arco Reale, fu l'adozione del sistema trigraduale. È opinione di molti studiosi che la Libera Muratoria, prima del 1730 lavorasse in due gradi o forse in uno. L 'adozione del grado hiramico giovò alI' Arco Reale. Sempre Bernard Jones, a questo proposito scrive: "Se non vi fosse stata tale innovazione, l'Arco Reale, forse, non sarebbe mai divenuto parte integrante dell'Ordine Massonico. Il massone delle antiche logge era generalmente un'anima religiosa e relativamente semplice, quindi la storia della leggenda di Hiram lo preparò ad un'altra storia che gli forniva due insegnamenti non presenti nei gradi iniziali".Il sistema dei tre gradi determinò l'introduzione di un "grado" che, nuovo o meno, fu accettato da coloro che si opponevano alla prima Gran Loggia (noti con il nome di "Antients" cioè "Antichi") e fu considerato come facente parte di un sistema tradizionale. È altresì un fatto rilevante che gli "antichi" adottarono e svilupparono non solo la cerimonia dell'Arco Reale, ma anche la cerimonia di Installazione dei Maestri Venerabili divenuta, in seguito il ponte tra la loggia ed il capitolo. Gli "antichi" accettarono l'Arco perche si innestava bene sulla loro mentalità e venne da loro considerato come "ritualità antica ma trascurata, racchiudente in se la vera essenza della tradizione ebraicocristiana, nonche alchemica ed ermetica".I fondatori della prima Gran Loggia (chiamati "Moderns" o "Moderni") non amavano essere considerati degli innovatori, pertanto accettarono, anche se ufficiosamente, l' Arco Reale anche per evitare di lasciare agli avversari una "chance" in più. I moderni mantennero per lungo tempo una posizione ambigua nei confronti dell' Arco: l'atteggiamento ufficiale generale era di riluttanza, tuttavia ufficiosamente le logge praticavano il rituale dell'Arco e molti ufficiali della Gran Loggia si fecero esaltare.La Gran Loggia dei moderni giunse al punto di cancellare nel 1755 una Loggia, la "Ben Jonson's Head Lodge", dal Registro Generale perche praticava il rituale dell'Arco Reale. Samuel Spencer, Gran Segretario di quella Gran Loggia, scriveva, nel 1767, ad un fratello di Francoforte che "l'Arco Reale è una società che noi non riconosciamo e che riteniamo essere una invenzione per introdurre innovazioni e sedurre i fratelli". Malgrado l'esteriore animosità verbale, risulta che Samuel Spencer era un compagno regolarmente esaltato, attivo e quotizzante in un Capitolo. Un altro Gran Segretario dei moderni, Thomas French, fu uno dei firmatari del Charter of Compact, la Carta di fondazione dell'Arco. Inoltre, è da rilevare che il più antico verbale di "esaltazione", datato 1758, proviene da una loggia dei moderni, la "Crown Lodge" n. 220 in Christmas Street. Quale sia stata la posizione della Massoneria dell'Arco Reale all'interno della Gran Loggia dei moderni appare chiaro dalle parole di James Heseltine, Gran Segretario dei moderni, ex ufficiale del Supremo Gran Capitolo, il quale, nel 1774, rivolgendosi a Peter Gogel, ex Gran Maestro di Francoforte, così scriveva: "È vero che molti nella Confraternita appartengono ad un "grado" che dovrebbe essere più elevato degli altri ed è chiamato Arco Reale, io ho l'onore di appartenere a tale "grado" ma non è riconosciuto dalla Gran Loggia. Fa parte della massoneria, ma non ha legami con la Gran Loggia, e, per noi in Inghilterra, questo è l'unico grado ulteriore che conosciamo".La Gran Loggia degli Antichi, costituitasi ne11751, assunse, invece, un atteggiamento di profondo rispetto e di simpatia nei confronti dell'Arco Reale. Lawrence Dermott, Gran Segretario degli antichi, nell' "Haiman Rezon", edizione del 1756, definisce la Massoneria dell'Arco Reale "la radice, il cuore ed il midollo della Libera Muratoria". Per lungo tempo la pratica del rituale dell'Arco ed il conferimento del titolo avvenne nelle medesime Logge della Libera Muratoria, certamente in sedute riservate. D'altra parte, in quel periodo storico, sia le logge degli antichi che quelle dei moderni ritenevano di avere il diritto di conferire qualsiasi titolo massonico, a piacimento, poichè sulle bolle di fondazione non veniva specificato in quali gradi dovesse lavorare.I lavori dell' Arco che si svolgevano in una Loggia ed i titoli conferiti non erano autorizzati con apposita bolla, poichè non esisteva alcuna autorità che la rilasciasse. Questa situazione era comune alle due gran Logge inglesi, alla Scozia, ed alla Irlanda, ma non si poteva considerare "regolare". In Inghilterra i "Moderni" non pensavano neanche lontanamente di fare qualcosa per regolarizzare la pratica, divenuta sempre più usuale, di esaltare maestri come compagni dell'Arco Reale nelle logge. Gli Antichi, i quali si compiacevano della fama e del vantaggio di essere noti come la Gran Loggia dei quattro gradi, continuavano ad esaltare maestri nelle loro logge, ritenendo tale pratica normale e regolare.La situazione generale si modificò, nel 1766, per iniziativa del Gran Maestro dei Moderni Lord Blayney, il quale firmò la bolla di costituzione dell'Eccellente Gran Capitolo Reale che, nel 1811, cambiò il nome in Supremo Gran Capitolo. La carta istitutiva dell'Eccellente Gran Capitolo Reale è anche il documento fondamentale dell' Arco: esso viene generalmente indicato come "Charter of Compact" cioè carta di fondazione e di protezione, e, malgrado la diversa data espressa in calce, risale al 30 luglio 1766. Per completare il sintetico quadro storico mi sembra opportuno ricordare l'Act of Union del Dicembre 1813 che ancora oggi, si può leggere come dichiarazione preliminare alla Costituzione della Gran Loggia Unita d'Inghilterra. Esso recita testualmente: "È dichiarato e stabilito che la pura ed antica massoneria consiste in tre gradi e non più. Quelli di Apprendista, Compagno d'Arte e Maestro Massone, includendo il Supremo Ordine del Sacro Arco Reale."In virtù della dichiarazione del 1813 nel sistema inglese l'Arco Reale fa parte integrante della Libera Muratoria, pertanto il Gran Maestro della Gran Loggia Unita d'Inghilterra è il Primo Gran Principale del Supremo Gran Capitolo ed i Grandi Ufficiali, se primi principali, sono Ufficiali del Supremo Gran Capitolo, con titolo corrispondente.
I capitoli sono sempre collegati ad una loggia e portano il medesimo numero e titolo distintivo. L'esaltazione in un capitolo non conferisce un grado. I capitoli sono governati dal Supremo Gran Capitolo che possiede propri regolamenti.Diversa fisionomia e sistemazione sono conferite all' Arco in Scozia, in Irlanda e negli Stati Uniti. Tuttavia i diversi corpi nel Regno Unito mantengono reciproci riconoscimenti e fraterni rapporti.In Scozia il Supremo Gran Capitolo dell'Arco Reale non ha connessioni con la Gran Loggia ed i capitoli hanno una loro numerazione e titoli. Il candidato che aspira ad essere esaltato nell'Arco Reale deve avere conseguito preliminarmente il grado di Maestro del Marchio. Inoltre durante l'esaltazione gli vengono conferiti i gradi di Maestro eccellente. Facciamo notare che le leggi scozzesi conferiscono anche il titolo di Maestro del Marchio. In Irlanda il candidato che viene esaltato nell' Arco riceve anche il titolo di Maestro del Marchio con una particolare cerimonia officiata nello stesso capitolo. La cerimonia di esaltazione differisce ritualmente da quella inglese e viene conservata anche una speciale cerimonia chiamata' 'passaggio dei veli'. In Irlanda il Supremo Gran Capitolo non ha alcuna connessione con la Gran Loggia.In Inghilterra invece il grado del Marchio viene conferito ai Maestri Muratori. Nelle logge del marchio dipendenti dalla Gran Loggia del Marchio questo grado non è preliminare all'ammissione nell'Arco Reale.

Borsa di studio 'Oreste Dito'

Reggio Calabria 17 ottobre 2009

Terza borsa di studio 'Oreste Dito'.
La premiazione sarà nel corso del convegno "Mediterraneo centro di unione di popoli, culture e religioni diverse".
Organizza la loggia reggina "G. Logoteta" con il patrocinio della Regione Calabria, della Provincia e del Comune di Reggio Calabria.

Leggi il programma

Mostra documentaria la rivoluzione della Repubblica romana tra celebrazione e satira 1849-2009.


Dal 1 agosto fino al 15 ottobre 2009 il Comune di Malcesine (VR) esporrà presso la Sala della Casermetta nel Castello Scaligero la mostra documentaria allestita dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’Italia e presentata in occasione dell’ultima Gran Loggia a Rimini dal 3 al 5 aprile 2009. La breve, seppure intensa, esperienza della Repubblica Romana del 1849 costituisce da centosessanta anni, un fondamentale riferimento ideale e politico per l’Italia e l’Europa; ad essa deve essere doverosamente riconosciuto il ruolo avuto nella ricerca dell’assetto per una Democrazia repubblicana nazionale. Le schiere di giovani eroi che in quelle giornate caddero valorosamente difendendo la Patria e la Libertà, saranno per sempre simboli della democrazia non solo italiana. La potenza di questi valori simbolici è testimoniata, per la prima volta nella storia, dalla messe vastissima di documenti prodotti nella breve ma significativa stagione della Repubblica Romana del 1849: bandi, proclami, stampe, quadri e cimeli che la fanno rivivere, cogliendone gli aspetti celebrativi politici, sociali e istituzionali. Un valore simbolico forse più diretto lo possiedono le raffigurazioni satiriche; la contraffazione delle sembianze, le inverosimili scenografie, la negazione dell’iconografia classica giocano un interessante ruolo nel proporci aspetti storici e sociali difficili, se non impossibili, da rappresentare con la stessa immediatezza attraverso gli strumenti tradizionali. In questo contesto si colloca la mostra "La Rivoluzione della Repubblica Romana, tra celebrazione e satira – 1849/2009" che già nel titolo indica con chiarezza le sue caratteristiche. Si è proceduto ad una selezione, il più possibile esaustiva, dell’ampia documentazione storica disponibile, presentando i pezzi giudicati più significativi per illustrare gli avvenimenti e gli aspetti umani e sociali legati ai momenti esaltanti della Repubblica Romana del 1849.Il materiale esposto è espressione diretta della collaborazione tra la casa editrice Gangemi ed il Servizio Biblioteca del Grande Oriente d'Italia.

"Il Fuoco che non brucia" di Massimo Marra


Gli Atti del I° Convegno Nazionale di Studi Alchemici svoltosi in Ottobre 2008 al Castello di Pavone Canavese organizzato dal Collegio Circoscrizionale dei MM.VV. del Piemonte e della Valle d'Aosta in collaborazione con il Grande Oriente d'Italia, sono disponibili sotto forma di una edizione completa e illustrata.La pubblicazione, intitolata "Il Fuoco che non brucia", rappresenta il "corpus" dei contributi presentati nel convegno che ha rappresentato anche l'occasione per rendere un doveroso tributo alla memoria di un grande studioso di importanza mondiale : Paolo Lucarelli.
Vengono qui riassunti infatti anche tutti gli interventi nello spazio ad egli dedicato "in memoriam".
L'edizione, curata da Massimo Marra, pone in evidenza come l'Alchimia "ci si para innanzi come un fiume carsico, una corrente sotterranea cui uomini e donne di tempi e culture diverse, in diverse declinazioni e caratteri, sembrano aver attinto ed attingere tuttora. Arti figurative e plastiche, letteratura colta e popolare, così come le più recenti arti minori, denunciano sempre più di frequente il segno inoccultabile di una persistente influenza ermetica".Sono stati riuniti per questo evento autorevoli studiosi di varia formazione e provenienza con alcuni discepoli contemporanei dell'Arte regale per creare un luogo di confronto collettivo e di libero approfondimento sui paesaggi inaspettati e sulle luminose prospettive ancora nascoste del bellissimo ed in gran parte inesplorato Giardino di Hermes.Il Convegno Nazionale di Pavone, organizzato dalla Commissione Cultura del Collegio presieduta da Massimo M. Brighenti, ha anticipato il I° Convegno Internazionale di Studi Alchemici in previsione per Maggio 2010, dove studiosi provenienti da tutto il mondo si avvicenderanno per approfondire la materia. Interventi di: Massimo Marra, Maurizio Barracano, Grazia Shogen Marchianò, Giuseppe Sermonti, Paolo Aldo Rossi, Paolo Mottana, Mino Gabriele, Andrea De Pascalis, Luciano Pirrotta, Anna Maria Partini, Alberto Cesare Ambesi, Carlo Paredi, Cesare Pierbattisti, Maurizio Natoli, Massimo Candellero, Francesco Indraccolo, Guido Buffo, Anna Cuculo e Luca Dragani. Massimo Marra, saggista, esperto di discipline esoteriche occidentali e storia dell'esoterismo, ha approfondito particolarmente la rinascita occultista francese a cavallo tra XIX e XX secolo. Dal 2004 al 2008 è stato il direttore editoriale del trimestrale "Atrium – Studi metafisici e tradizionali". Fra le sue più recenti pubblicazioni, ricordiamo Il Pulicinella filosofo chimico: uomini e idee dell'alchimia a Napoli nel periodo del Viceregno (Mimesis, 2000), insieme ad Andrea De Pascalis, il volume collettivo Alchimia (Mimesis, 2007), e il primo studio critico sulla figura e l'opera dell'esoterista francese Schwaller de Lubicz, R. A. Schwaller de Lubicz: la politica, l'esoterismo, l'egittologia (Mimesis, 2008).

Dià-lògoi. Rimini ottobre 2009 - marzo 2010


Nuovo ciclo di conferenze dell'associazione "Giovanni Venerucci", emanazione dell'omonima loggia riminese.

Intervengono specialisti affermati come Morris Ghezzi, Claudio Bonvecchio, Antonio Panaino, Alessandro Meluzzi, Bent Parodi e Alfredo Marinelli.


martedì 6 ottobre 2009

147a Tornata di Loggia - Venerdì 16 Ottobre 2009


Carissimo Signore e Fratello,


sei cordialmente invitato a partecipare alla 147a Tornata di questa Loggia che si terrà presso il Tempio n° 4 della Casa dei Liberi Muratori di Piazza Indipendenza 1 a Cagliari, il prossimo Venerdì 16 Ottobre 2009, alle ore 19.45 per le ore 20.15.

Durante questa Tornata verrà celebrata la Cerimonia di Iniziazione al Grado di Apprendista Ammesso Libero Muratore del Signor R. N.


Su comando del Maestro Venerabile.


Sinceramente e Fraternamente

Ven. Fr. G.M., Segretario

Dolianova. “Alla ricerca del tempo perduto”


Da venerdì 09 a domenica 11 ottobre 2009
Per tre giorni Dolianova ospiterà feste, danze, lotte e soprattutto convegni scientifici dedicati al Medioevo e ai Templari.

L’evento, che si intitola “Alla ricerca del tempo perduto” è in realtà una grande festa medievale ideato dall’Associazione culturale Samarcanda. Una iniziativa rivolta a grandi e piccini, agli studiosi e ai semplici curiosoni che si rinnoverà per il terzo anno consecutivo dal 9 all’11 ottobre. Come di consueto, anche stavolta, il centro storico di Dolianova ospiterà un nutrito calendario di appuntamenti che avranno il compito di “far riscoprire e vivere tradizioni, ricette, spaccati di vita caduti nel dimenticatoio” come sostiene Lucia Laconi, insegnate che ha programmato l’iniziativa.
Nella suggestiva Cattedrale di San Pantaleo, sede vescovile romanico-pisana iniziata nel 1160 nel centro storico di Dolianova, alle 16 in punto di venerdì verrà inaugurata - con un solenne annuncio araldico - la terza edizione della festa Medievale: parteciperanno il sindaco di Dolianova Luigi Piano e l’assessore alla cultura Antonello Murgia.
Dalle 17 alle 22 la festa andrà avanti con degustazioni di pietanze tipiche dell’Evo medio, esibizioni di sbandieratori, giocolieri, letture di fiabe e danze.
Sabato mattina, sempre nella Cattedrale di San Pantaleo, si terrà l’evento clou rappresentato dal convegno “Nel segno della croce: i templari e la Sardegna”. A partire dalle 10 interverranno studiosi e accademici: Barbara Fois, medievalista, la ricercatrice Cristina Cannas, Barbara Corona e altri relatori che sveleranno curiosità e dati certi sull’Ordine dei Templari, le loro chiese, gli stemmi, gli usi e i costumi di un ordine cavalleresco privilegiato che ha lasciato varie tracce del proprio passaggio in Sardegna. Il convegno, al quale seguirà un dibattito aperto a tutti i presenti verrà coordinato da Marcello Polastri. Seguirà un Buffet rigorosamente a base di pietanze medievali.
Sempre sabato, alle 17, si terrà la simulazione della guerra medievale con la collaborazione dei Cavalieri dell’antica locanda e i Memoria Milites che, armati fino ai denti, se le daranno di santa ragione davanti agli astanti, che indosseranno i vestiti del periodo.
Contemporaneamente verranno inaugurate le mostre sui “gioielli ispirati all’arte Medioevale” di Jeandri gioielli e “Armi e strumenti di tortura”. Alle ore 19,30 nel sagrato della Cattedrale di San Pantaleo si terrà la simulazione dell’oramai famoso processo ai templari. Fervono in questi giorni i preparativi della legna per ricostruire l’ideale e terribile rogo. Alle 21,30 ci sarà la cena solenne dal titolo “A tavola con i templari. Viaggio alla scoperta del loro cibo”. Seguirà uno spettacolo di danza con l’esibizione di giocolieri e giullari. La festa andrà avanti il giorno seguente quando domenica 11, dalle ore 16,30 partirà il corteo storico con la collaborazione di ben dieci tra gruppi e associazioni amanti dell’arte e del costume Medievale: nel centro storico del paese sfileranno oltre duecento dame e cavalieri, agghindati da testa a piedi in modo rigorosamente fedele alla realtà. Il Gruppo musicale Nocte Surgente di Villasor diretto dal maestro Giuseppe Tassara, dalle 21,30 terrà il concerto “Madre de Deus – Il culto di Maria alla corte di Alfonso x”. E alle 22 la cena conlusiva “A cena con Eleonora”, attesissima degustazione a tema allietata da suoni e canti del passato.
Insomma, una festa nella festa che il prossimo weekend consentirà a Dolianova e provincia di fare un salto nel passato, “alla ricerca del tempo perduto”.

La giornata della preghiera massonica


di Oscar Bartoli (http://oscarb1.blogspot.com/)

Nella Metropolitan Memorial United Methodist Church, sulla Nebraska Avenue di Washington DC, si e' tenuto il "Nation's Capital Masonic Day of Prayer".
La cosa puo' stupire gli innumerevoli denigratori della Massoneria che sentono odore di zolfo del demonio ogni volta che si accenna all'Istituzione che e' stata fondata ufficialmente nel 1717.
Ma sono pochi in Italia a sapere che nella Massoneria americana si prega molto.
Nelle Logge convivono Fratelli ebrei, palestinesi, musulmani, buddisti, cattolici, cristiani di diverse confessioni ed anche seguaci del reverendo Moon (quello che sposa decine di migliaia di persone radunate negli stadi).
All'inizio ed alla fine delle loro stated communication (che in italiano si chiamano 'tornate') i massoni pregano il Grande Architetto dell'Universo che tutti quanti riunisce. Ed anche se in Loggia non si deve parlare di religione e politica, ogni membro e' sollecitato a manifestare e seguire la propria confessione religiosa nella sua vita di tutti i giorni. Perche' la Massoneria non e' una pseudo religione ma una istituzione che lavora per il perfezionamento dell'uomo.
Tornando alla giornata di preghiera nella cattedrale metodista della Capitale, siamo rimasti stupiti per l'austerita' della cerimonia che si e' dipanata in un'ora, tra recitazione di brani del Vecchio Testamento, canzoni religiose intonate dal coro di ragazzi di una chiesa Episcopale e un intervento pronunciato dal Reverendo Terry Tilton, past Grand Master del Minnesota, invitato dal gran maestro di Washingon Kwuame Acquaah, il primo nero a ricoprire la massima responsabilita' massonica in una Gran Loggia fino a ieri dominata dai bianchi.
Nel suo intervento il pastore Tilton riferendosi alla sua esperienza di rotariano (sia ben chiaro: non esiste alcun collegamento tra Rotary e Massoneria) ha ricordato che i quattro principi su cui si fonda l'azione di ogni rotariano sono: "Is it the truth? Is it fair to all concerned? Will it build goodwill and better friendship? Will it be beneficial to all concerned?" E di questi il piu' importante e' il primo: la ricerca della verita' in un mondo, ha sottolineato il reverendo Tilton afflitto da corruzione, amoralita', grettezza nei comportamenti, insensibilita' nei rapporti umani, mancanza di etica dei professionisti della politica, disprezzo di coloro che soffrono, che perdono il posto di lavoro, che non sanno come andare avanti. La cerimonia si e' conclusa con un 'Pater noster" cantato con grande efficacia interpretativa da Gretchen M. Starks giovane ed applaudita cantante AfroAmerican.

Università di Pavia: “La Sindone è un falso!”


Potrebbe essere un falso il “Sacro Lenzuolo” esposto a Torino. I risultati della nuova ricerca dell’Università di Pavia verranno presentati al Congresso Nazionale del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) che si terrà ad Abano Terme dal 9 all’11 ottobre. Intanto, sulla Sindone si riapre il dibattito.

di CLAUDIA MIGLIORE

Un lenzuolo. Il lenzuolo in cui secondo i vangeli Giuseppe di Arimatera avvolse il corpo di Gesù deposto dalla croce. Il lenzuolo che porta impresso il volto e il sangue di Gesù. Questo è quello che si sa della Sacra Sindone. Quello che non si sa è se la Sindone di Torino, quella comparsa negli anni cinquanta del XIV secolo nelle mani del cavaliere Goffredo di Charny e di sua moglie Giovanna di Vergy, quella ceduta nel 1452 al duca di Savoia Ludovico il Generoso, quella danneggiata da un incendio scoppiato nella sacrestia della cappella ducale di Chambery, quella portata a Nizza, poi a Vercelli, poi di nuovo a Chambery e poi a Torino, sia “quella” Sindone. La Sacra Sindone.
Secondo il chimico Luigi Garlaschelli dell’Università di Pavia quella di Torino non è la Sacra Sindone. E’ stato realizzato un esperimento. In laboratorio il chimico ha provato a ricreare quell’immagine su un lenzuolo. E ci è riuscito. Eccola qui. La Sindone del XXI secolo. Immaginate che confusione se qualcuno le trovasse entrambe tra altri 100 anni!
In realtà nessuna delle due è quella originale dal momento che Garlaschelli sostiene che un bravo falsario nel 1300 avrebbe potuto avere tutti gli strumenti necessari per fare la stessa cosa. Una prova abbastanza empirica che ci dice che “quella” Sindone non risale all’età di Cristo. “Quella” Sindone è del 1300. Ma Garlaschelli non è l’unico a dirlo.
La prova del carbonio 14. Dal 1989 al 2008.Nel 1989 sulla Sindone di Torino vengono svolti alcuni esami. Quelli con il carbonio 14. Il carbonio 14 è un isotopo radioattivo presente in tutte le sostanze organiche che comincia a decadere dopo la morte di tali sostanze. La datazione con il radiocarbonio non fa altro che misurare la quantità di isotopi di carbonio presenti e, in considerazione dei tempi di decadimento, individua con una certa approssimazione la data in cui tale decadimento è partito. Per dirla semplicemente e sinteticamente. Sulla Sindone di Torino i test sono stati condotti da ben tre laboratori, Oxford, Tucson e Zurigo. Tutti e tre hanno portato allo stesso risultato. Il lenzuolo è di epoca medioevale. E’ un falso databile tra il 1260 e il 1390 circa. Tutto chiaro. La Sindone di Torino resta lì. Continua ad essere esposta periodicamente e ad attirare fedeli (si parla di ostensioni n.d.r.) e il mondo scientifico rimane tranquillo per un po’ di anni. Fino al 2008. Marzo per la precisione. La BBC riapre il mistero con una ricerca ed un documentario, confutando i test del 1989. Le immagini ad alta definizione condotte dalla troupe della BBC sulla Sindone di Torino e le prove storico scientifiche elaborate dagli scienziati in questi anni mettono in discussione i risultati della datazione con il carbonio 14. Due scienziati in particolare, John Jackson e Christopher Ramsey, dichiarano che le tecniche attuali di datazione con il carbonio 14 sono più avanzate e confermano la possibilità che anche un lenzuolo di lino, risalente davvero all’epoca di Gesù, potrebbe essere risultato più recente all’esame condotto nel 1989. Con il documentario della BBC del 25 marzo 2008 si riapre il dibattito.
Il volto di Leonardo da Vinci. Le ipotesi recenti.Piovono libri, saggi, ipotesi e nuove teorie. La più avvincente tra tutte è senz’altro quella della scrittrice toscana Vittoria Hazel. Studiosa di Leonardo da Vinci, il cui volto rappresenta un mistero non meno fitto di quello della Sindone, la Hazel, lo ritrova nella Sindone. “A cavallo del Cinquecento, su commissione di Bayazet II, un sultano ottomano, Leonardo da Vinci creò la Sacra Sindone. Prese una tela antica e servendosi di un ferro arroventato sul fuoco disegnò sulla tela l’immagine di un uomo che portava sul corpo i segni della tortura e della crocifissione. Per disegnare l’impronta del volto, Leonardo usò se stesso come modello, realizzando dunque un autoritratto”. Teoria affascinante. Che però mal si sposa con la datazione del 1989 anche se la Hazel sostiene che la data del lenzuolo non è necessariamente la stessa dell’immagine impressa che potrebbe essere stata creata in un momento successivo.
E arriviamo ai giorni nostri e all’esperimento di Garlaschelli che colloca nuovamente la Sindone di Torino al 1300 e al Medioevo.
Ma allora Gesù? La Sacra Sindone? Il Santo Graal protetto dai cavalieri templari? Non ci sono più certezze. Tutto e il contrario di tutto. E la Sindone di Torino, che già non ne ha passate pochissime tra traslochi, cambi di proprietà ed incendi, è lì e continua a rimanere un mistero. Un mistero che, aldilà del comprensibile interesse scientifico, genera ulteriore interesse, attenzione, curiosità. E il dubbio un po’ ci viene che forse per qualcuno è meglio così. Perché chi ci crede continuerà a crederci e chi non ci crede ne sarà incuriosito.
Nel 2010 è programmata una nuova “ostensione”. La sindone verrà nuovamente esposta. Rinnovata e ristrutturata. Potrà essere oggetto di nuovi studi. Sarà oggetto di nuova curiosità. Torino si attende due milioni di turisti a partire da aprile e per i 40 giorni successivi. E’ stato creato anche un logo. Sono benvenuti gli sponsor e le promozioni. E di questo nessuno ne fa mistero.
(6 ottobre 2009)

giovedì 1 ottobre 2009

«I nostri 40 anni di vita massonica»


Convegno per la ricorrenza della loggia “Sigismondo Arquer”. Nel 1969 la ricostituzione

Negli anni Settanta ne fece parte anche il poeta Masala

Giovedì 01 ottobre 2009
«Non un comitato d'affari ma un'associazione che ha per fine la crescita interiore degli affiliati e il progresso della società»: la massoneria raccontata da Giuseppe Figus, oratore della loggia “Sigismondo Arquer”, rifondata 40 anni fa.
Che ci facevano, ieri sera, nella Casa massonica di piazza Indipendenza, il sindaco Emilio Floris, l'antropologo e romanziere Giulio Angioni, lo storico del teatro Sergio Bullegas, l'assessore e storico dell'arte Giorgio Pellegrini, il giornalista e storico della massoneria Gianfranco Murtas? Semplice: davano vita a un convegno (seguito da rinfresco) per celebrare i secondi 40 anni della loggia “Sigismondo Arquer”, la numero 709 del Grande Oriente d'Italia. Una delle quindici attive nel capoluogo isolano. La prima, almeno nominalmente: «Una loggia “Sigismondo Arquer” fu fondata a Cagliari nel 1890 dov'è rimasta attiva fino al 1925, quando fu sciolta, insieme a tutte le altre, in Italia, per effetto della legge fascista contro le associazioni», racconta Giuseppe Figus, ingegnere in pensione, cavaliere del lavoro per meriti sportivi e, da tre anni, “oratore” della loggia.

AFFILIATI ILLUSTRI

Nel 1969, dopo una pausa durata 44 anni, la rinascita: «Su impulso di Francesco Bussalai, ex partigiano, comunista poi passato con i socialisti. Una fra le tante persone importanti per la vita cittadina che sono state affiliate alla nostra loggia». Esempi? «L'ex sindaco Roberto Dalcortivo. Sergio Massenti. Eliseo Spiga. Il poeta Francesco Masala». Quello di Arasolé, Quelli dalle labbra bianche , Il Dio petrolio ? «Lui». Ed eccolo, il nome del poeta, nella lista che, a pagina 75 dell'opuscolo celebrativo del quarantennale, elenca, anno per anno, tutti quelli che dal 1969 hanno ricoperto ruoli di rilievo nella loggia “Arquer”: fu “oratore” negli anni 1970/71 e 72/73. La carica oggi ricoperta da Figus. Che spiega: «L'oratore è il custode delle leggi. Le altre cariche sono quelle dei maestri sorveglianti, il segretario e il tesoriere. Mentre i gradi sono tre: all'inizio sei “apprendista”, e durante le riunioni non hai diritto di parola, poi diventi “compagno” e, quando completi il percorso di crescita interiore che è il vero, unico fine della massoneria, “maestro”».


NIENTE BUSINESS, FRATELLI

La loggia, si accalora Figus, non è un comitato d'affari: «Ci riuniamo tre volte al mese. Non si parla di affari, politica né economia, in loggia. Certo, la gran parte delle numerose persone che fanno domanda di affiliazione si aspetta vantaggi economici: di solito, lasciamo che siano loro stessi ad accorgersi di come stanno le cose e a scegliere di andarsene. Il vero massone pensa a migliorare se stesso e quindi la società. Poi è vero, in loggia conosci persone, fai amicizie. Ma non è più come prima del '25, quando in loggia si decidevano i candidati che venivano poi eletti».


ATEI, MUSULMANI, OPERAI

Alla “Arquer” sono in 35 («È raro che una loggia abbia più di 40 affiliati: oltre quella soglia le riunioni diventano complicate»). Scelti in base a criteri severissimi: «Fedina penale pulita, propensione alla crescita interiore, attitudine all'aiuto reciproco. Fra i nostri affiliati ci sono medici, avvocati, commercialisti, io sono ingegnere». Nessun operaio: «Ma in passato ce n'erano. Il problema sono le spese: e mantenere un palazzo come il nostro non è uno scherzo». Nessuna preclusione sociale, insomma: «Né religiosa. Fino a poco tempo fa, prima che si trasferisse in un'altra loggia, avevamo un affiliato maomettano, un geometra. Certo, ha avuto qualche difficoltà, inizialmente, perché durante le riunioni teniamo aperta una Bibbia, sul Vangelo di Giovanni. Ci sono anche, anzi soprattutto, atei. Ma l'importante è riconoscere quello che noi chiamiamo Grande architetto dell'universo». Che è, poi, un concetto assimilabile a quello di Dio. «Ma non è confessionale. La massoneria non è mistica o religiosa. È, questo sì, esoterica». E perciò sospetta. «Tanti pregiudizi. Ma siamo stati noi, non certo la commissione parlamentare, a fare pulizia. È stato Armandino Corona a mettere Licio Gelli e la sua P2 fuori dal Grande Oriente d'Italia». Serate come quella di ieri vogliono servire a questo: «Vogliamo far vedere a tutti che i massoni non sono persone che fanno intrallazzi».


Il Regime Scozzese Rettificato


Il Regime Scozzese Rettificato discende, per filiazione diretta, dalla Stretta Osservanza Templare, sia nel suo simbolismo cavalleresco che nei principi cristiani.
La Rettifica del rito venne realizzata nel Convento di Lione nel 1778, durante il quale vennero adottati due Codici:
il "Codice Massonico delle Logge Riunite e Rettificate;
il "Codice Generale dei Regolamenti dell’Ordine dei Cavalieri Beneficenti della Città Santa".
Questi sono, ancor’oggi, i soli documenti che ispirano il Regime Scozzese Rettificato.
La Regola Massonica delle Logge Riunite e Rettificate fu adottata dal Convento Generale di Wilhelmsbad nel 1782.
Da allora il mondo è molto cambiato e si è evoluto, le attuali Costituzioni dell'Ordine hanno, dunque, il principale obbiettivo di tener nella debita considerazione questa evoluzione.
Esse non derogano dai Codici originali, se non nella misura strettamente necessaria per garantire l’integrità sostanziale ed il perpetuarsi di quegli ideali che hanno ispirato i Fondatori ed i Legislatori dell’Ordine.
Il Regime Scozzese Rettificato è un, dunque, un Ordine Massonico nei suoi primi quattro gradi ed è un Ordine Cavalleresco nei suoi ultimi due gradi e pone alle sue fondamenta la fede in una Potenza Suprema, indicata nei rituali come Grande Architetto dell’Universo.
L’Ordine è Cristiano, nel senso più ampio ed elevato del termine.
Il Regime Scozzese Rettificato ha come scopo:
il perfezionamento individuale che ogni uomo deve compiere su se stesso;
l’esercizio di una beneficenza attiva e diretta ad ogni uomo, quale sia la sua nazionalità o la sua condizione sociale.
Per saperne di più visita il Sito Ufficiale del Regime Scozzese Rettificato - Giurisdizione Italiana, all'indirizzo http://www.scozzeserettificato.ch/.

Il Regime Scozzese Rettificato

Il Regime Scozzese Rettificato discende, per filiazione diretta, dalla Stretta Osservanza Templare, sia nel suo simbolismo cavalleresco che nei principi cristiani.
La Rettifica del rito venne realizzata nel Convento di Lione nel 1778, durante il quale vennero adottati due Codici:
il "Codice Massonico delle Logge Riunite e Rettificate;
il "Codice Generale dei Regolamenti dell’Ordine dei Cavalieri Beneficenti della Città Santa".
Questi sono, ancor’oggi, i soli documenti che ispirano il Regime Scozzese Rettificato.
La Regola Massonica delle Logge Riunite e Rettificate fu adottata dal Convento Generale di Wilhelmsbad nel 1782.
Da allora il mondo è molto cambiato e si è evoluto, le attuali Costituzioni dell'Ordine hanno, dunque, il principale obbiettivo di tener nella debita considerazione questa evoluzione.
Esse non derogano dai Codici originali, se non nella misura strettamente necessaria per garantire l’integrità sostanziale ed il perpetuarsi di quegli ideali che hanno ispirato i Fondatori ed i Legislatori dell’Ordine.
Il Regime Scozzese Rettificato è un, dunque, un Ordine Massonico nei suoi primi quattro gradi ed è un Ordine Cavalleresco nei suoi ultimi due gradi e pone alle sue fondamenta la fede in una Potenza Suprema, indicata nei rituali come Grande Architetto dell’Universo.
L’Ordine è Cristiano, nel senso più ampio ed elevato del termine.
Il Regime Scozzese Rettificato ha come scopo:
il perfezionamento individuale che ogni uomo deve compiere su se stesso;
l’esercizio di una beneficenza attiva e diretta ad ogni uomo, quale sia la sua nazionalità o la sua condizione sociale.
Per saperne di più visita il Sito Ufficiale del Regime Scozzese Rettificato - Giurisdizione Italiana, all'indirizzo www.scozzeserettificato.ch.