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venerdì 3 giugno 2016

Storia. Il Fatto Quotidiano racconta l’omicidio di Ballori a Palazzo Giustiniani quando era sede della Massoneria


ilfattoquotidiano.jpgAchille Ballori, designato al vertice del Grande Oriente e Sovrano Gran Commendatore in carica del Rito Scozzese Antico ed Accettato, era stato vicesindaco di Roma nella giunta Nathan: fu ammazzato da un folle la sera del 31 ottobre 1917. L’omicidio avvenne a Palazzo Giustiniani, oggi del Senato, ma che all’epoca era sede della massoneria italiana. La vicenda è stata raccontata sotto forma di radiodramma alla Gran Loggia 2016, l’appuntamento annuale del Grande Oriente d’Italia a Rimini. La battaglia del nuovo corso del Gran Maestro Stefano Bisi è quella di istituire il museo della massoneria italiana a Palazzo Giustiniani, acquistato dal Grande Oriente nel 1911, poi confiscato dal fascismo e mai restituito. Oggi la sede è al Vascello, sul Gianicolo ma Palazzo Giustiniani resta una ferita aperta. (Fabrizio D’Esposito)
Larticolo sul Fatto Quotidiano del 30 maggio 2016
L’articolo sul Fatto Quotidiano del 30 maggio 2016

Il Fatto Quotidiano 30.05.2016_Pagina_2
L’articolo sul Fatto Quotidiano il 30 maggio 2016


ALLEGATI

Il Convegno su Paschetto e i valori della Repubblica a Torre Pellice. Il Gran Maestro Stefano Bisi: “Con i Valdesi un percorso comune per una legge sulla Libertà di coscienza”


L’Aula Sinodale della Casa Valdese di Torre Pellice a stento ha contenuto il pubblico delle grandi occasioni, almeno 250 persone di cui quasi la metà non massoni, per il convegno organizzato dal Grande Oriente d’Italia e dalla Fondazione Centro Culturale Valdese.
Alla presenza dei sindaci di Torre Pellice e Villar Pellice e altre autorità si è svolto il primo incontro ufficiale di due realtà minoritarie ma significative nell’impegno quotidiano per la costante ricerca del miglioramento della nostra società.
Il convegno su Paolo Paschetto, autore dello stemma della Repubblica, è stato moderato con sagacia e autorevolezza da Renato Lavarini, presidente del Collegio Circoscrizionale dei MMVV del Piemonte e Valle d’Aosta, che inizialmente ha spiegato perché si è scelto Torre Pellice proprio alla vigilia del 2 giugno e ha citato i numerosi massoni presenti nell’Assemblea Costituente e nella Commissione dei 75.
La pastora Erika Tomassone ha portato come presidente del Centro Culturale Valdese i saluti ricordando l’importanza e la bellezza della nostra Carta Costituzionale, troppo sovente disattesa, e ha sottolineato la presenza fondante di 21 donne nella Costituente.
Daniele Jalla della Società di Studi Valdesi ha tracciato, sotto il famoso affresco della quercia, disegnato da suo nonno Paschetto, che decora con potenza l’emiciclo dell’Aula, la travagliata storia della nascita dello stemma.
Ha descritto sia il percorso intellettuale che ha portato al disegno conclusivo sia quello burocratico, percorso complicato anche dal fatto che Paschetto fosse un protestante.
A Marco Novarino dell’Università di Torino e direttore del Centro Studi per la Libera Muratoria l’incarico di affrontare il complesso tema dell’esame di alcuni articoli della Costituzione particolarmente discussi e discutibili, soprattutto in un periodo come il dopoguerra in un Paese lacerato e ferito dopo il ventennio fascista e sempre alle prese con le pesanti interferenze di Oltretevere.
Ha dunque esaminato il duro lavoro dei Padri e delle Madri Costituenti, come non sia presente il termine laicità come invece nella Costituzione francese dello stesso anno. E come proprio laicità, libertà religiosa e scuola siano invece i cardini su cui deve poggiare l’intero asse costituzionale, temi sui quali da sempre combattono contraddistinguendosi massoni e valdesi.
Citando valdesi importanti come Mario Piacentini, Giorgio Peyrot, Carlo Alberto Rollier, Giovanni Gonnet che hanno tentato sempre di portare una visione laica della società, si è soffermato sugli artt. 7 e 8 riguardanti la libertà religiosa e sugli artt. 33 e 34 sulla scuola, sottolineandone le criticità di allora che si riverberano ancora sul nostro quotidiano. Ha terminato il suo intervento con la citazione di un lucido passo di Piero Calamandrei. Hanno poi preso la parola per le conclusioni il Gran Maestro e il Moderatore della Tavola Valdese.
Stefano Bisi con la consueta pacata ma determinata fermezza, con la naturalezza e profondità dei suoi pensieri che lo contraddistinguono e lo fanno apprezzare non solo dalla Comunione dei Fratelli ma anche da chi si avvicina per la prima volta a un massone, ha spiegato che scegliere di essere a Torre Pellice il 1º giugno non è un caso.
“Nel corso del 2016 molte tappe sono state toccate in Italia per celebrare i 70 anni della Repubblica, da luoghi di crisi del lavoro come Piombino e Terni, da nord a sud, da luoghi di spiritualità come la moschea di Colle Val d’Elsa o come proprio Torre. Sempre per ribadire, come cittadini laici di questo Paese, il diritto di ognuno di esprimere non solo la propria fede ma anche avere la libertà di coscienza e di pensiero. È proprio partendo dalla scuola, il potersi conoscere e confrontarsi con realtà differenti sin da bambini che si potrà creare una società nuova, di rispetto reciproco. Dovremo cimentarci con una multiculturalità che potrà arricchirci, i massoni questo lo sanno bene, come conoscono l’importanza della solidarietà; non saranno i massoni a costruire muri, sono abituati a costruire ponti”.
Ha terminato auspicando che un percorso comune con i valdesi per una legge sulla libertà di coscienza abbia come degno suggello la data simbolo del 17 febbraio, cara ai massoni come ai valdesi (non importa se del 1600 quando salì al rogo Giordano Bruno o del 1848 quando vennero concessi i diritti civili a valdesi e ebrei).
Ha poi con generosità lasciato che concludesse i lavori Eugenio Bernardini, che ha esordito compiacendosi della sala stracolma, questa Aula pensata, progettata e voluta come luogo di confronto e dibattito.
Alla ricerca di quella che Giorgio Peyrot definì “la mente comune”, impossibile da ottenere se non ci si parla e ognuno tiene strette le proprie idee, come fossero le uniche buone.
Ha tranquillizzato una parte di valdesi che temono che in questo dialogo tra massoni e valdesi vi sia “qualcosa dietro”: nulla dietro, tanto davanti, storia, reciprocità come differenze e distinzioni. Nessun interesse di bottega, tutto davanti all’onore del giorno, cercando con trasparenza il confronto senza paura di contaminarsi perché dopo 70 anni manca ancora “la mente comune”.
Che fare insieme? Impegnarsi secondo caratteristiche e specificità insieme a tanti altri, cercare una casa comune senza pregiudizi e paure, con trasparenza, questa sí un dovere per uno stato democratico, e cultura. Contro i sacerdoti della menzogna, massoni e valdesi hanno tradizioni di confronto e rispetto reciproco, sanno che non si risolvono i problemi alimentando pregiudizi e paure.
Ha accennato a quanto la chiesa valdese fa con la comunità di Sant’Egidio per aprire corridoi umanitari per i profughi, azione che il Presidente della Repubblica conosce e apprezza. Insieme dovremo dunque creare una casa comune rispettosa delle differenze culturali, spirituali e religiose; creare una nuova laicità ove ognuno si senta a proprio agio, in Italia e in Europa. La nostra è una sfida comune nel portare avanti il progetto per una legge per la libertà di religione e di coscienza: il mondo politico esita mentre quello che si chiede a chi ci governa è osare.
Le conclusioni di questo splendido convegno che ha lasciato il pubblico entusiasta sono l’auspicio che i due rami dello stemma d’Italia disegnato da Paolo Paschetto, quercia e ulivo, simboleggino un grande abbraccio.
di Danilo Mouglia

“Essere massoni non è un reato”. Il Gran Maestro Stefano Bisi replica alle notizie che arrivano da Trapani e scrive ai Fratelli


Il Gran Maestro Stefano Bisi replica alle notizie giornalistiche che parlano di indagini in corso a Trapani sulla Massoneria. “Le logge trapanesi del Grande Oriente d’Italia sono legali e trasparenti e i fratelli non hanno niente a che vedere con organizzazioni criminali, del malaffare”, sottolinea, lanciando un messaggio forte di condanna contro la mafia ed ogni forma di criminalità e contro quelle forme di massoneria deviata o pseudo massoneria dietro cui si celano interessi che nulla hanno a che fare con i veri principi e le finalità della Libera Muratoria Universale.
“Essere massoni non è un reato. L’articolo 18 della Costituzione garantisce in modo inequivocabile ogni associazione che non  sia segreta, come non lo è la Massoneria del Grande Oriente d’Italia le cui sedi sono note e i cui meriti nella storia risorgimentale e repubblicana del nostro Paese sono innegabili”.
“Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Stefano Bisi, interviene così in merito alle numerose notizie giornalistiche che parlano di indagini sulla Massoneria trapanese e di un dossier, frutto delle indagini coordinate dal procuratore Viola, finito sui tavoli della Prefettura”
“Le logge trapanesi del Grande Oriente d’Italia sono legali e trasparenti e i fratelli non hanno niente a che vedere con organizzazioni criminali, del malaffare e di qualsiasi altra forma che inquini la vita pubblica e violi le regole della legalità. Fare di tutta l’erba un fascio non va bene, così come non va bene il clima di caccia alle streghe che si è diffuso in città e nella Provincia in seguito alla pubblicazione di articoli giornalistici che parlano genericamente di massoneria e di iscritti”.
Il Gran Maestro Stefano Bisi ha poi lanciato un messaggio forte di condanna contro la mafia ed ogni forma di criminalità e contro quelle forme di massoneria deviata o pseudo massoneria dietro cui si celano interessi che nulla hanno a che fare con i veri principi e le finalità della Libera Muratoria Universale.
“Esprimiamo un’alta, ferma e forte condanna contro ogni mafia e contro ogni associazione o gruppo occulto di potere tenti di manipolare per biechi e criminali interessi la Società, la cosa pubblica e la libertà dei cittadini italiani. La Magistratura vada avanti sino in fondo e colpisca alla radice quelle organizzazioni che si richiamano alla Massoneria ma che di essa non hanno nulla se non l’accattivante immagine dietro cui celarsi per altri meno nobili fini. Il Grande Oriente d’Italia che ha organizzato in tutta Italia convegni per i 70 anni della Repubblica,  che osserva fedelmente la Costituzione e le leggi dello Stato, non ha che come unico principio la Legalità”.

Dedicata alla solidarietà la tornata a logge riunite delle tre officine della costa tirrenica della provincia di Messina


barcellona 2La “Solidarietà massonica”  è il tema che è stato al centro della tornata a logge riunite in grado di Apprendista delle tre officine della costa tirrenica della Provincia di Messina, organizzata il 27 maggio  su iniziativa della “Eugenio Barresi” (1336) di Barcellona Pozzo di Gotto. L’evento, al quale hanno preso parte i due Gran Maestri Aggiunti, Sergio Rosso e Santi Fedele, ha  avuto un grande riscontro e ha richiamato oltre 150 fratelli che hanno partecipato ai lavori, diretti dal Maestro Venerabile Giuseppe Coppolino, che ha  tenuto a sottolineare l’importanza del corretto esercizio dei doveri dell’iniziato, tra cui c’è appunto quello della solidarietà, argomento affrontato anche nella sua tavola dal fratello oratore. E “Secondo Dovere”, non a caso, è il nome che  verrà dato alla associazione onlus, alle cui pietre angolari la Libera Muratoria del territorio sta lavorando insieme al Gma Sergio Rosso che è presidente della Federazione italiana di solidarietà massonica e a Marco Cauda che ne è il segretario nazionale. Rosso, nel suo intervento, ha tenuto a sottolineare la sensibilità del Grande Oriente nel sostegno ai più fragili e ha mostrato, insieme a Cauda, alcuni filmati a testimonianza di come l’astratto dovere di solidarietà sia stato tramutato in una realtà tangibile. Profonde le riflessione espresse poi dal Gma Santi Fedeli su questo momento difficile che la società sempre più globalizzata sta attraversando. Hanno preso la parola anche il vicepresidente del Collegio della Sicilia, i Maestri Venerabili, i Garanti d’Amicizia e il Gran Ufficiale R. Roselli, che ha tracciato le conclusioni. Nel corso dei lavori, Osvaldo Maiorca ha donato un defibrillatore alla propria officina che ne deciderà chi ne sarà il  beneficiario. La tornata è stata occasione per un piccolo contributo al teorema che la Massoneria in questo contesto storico svolge un ruolo primario e centrale perché propugna quei valori fondamentali della convivenza civile e democratica che ruotano intorno alla centralità dell’Uomo.

Repubblica70. Il contributo della Massoneria alla Costituzione, convegno a Genova l’11 giugno


Genova 11 giugno 2016Con il convegno “La Massoneria per la Repubblica – Il contributo della Libera Muratoria alla Carta Costituzionale” il Grande Oriente d’Italia porta a Genova la rassegna culturale “Repubblica70” che celebra da febbraio il settantesimo della nostra Repubblica in varie città, luoghi simboli della nazione. Il capoluogo ligure è senza dubbio uno di questi, dove nacque e si formò Giuseppe Mazzini, padre della patria e anima repubblicana ante litteram del nostro paese
“Con ‘Repubblica70’ – spiega il Gran Maestro Stefano Bisi – portiamo alla ribalta fatti e personaggi della storia d’Italia per sensibilizzare soprattutto i giovani a conoscere l’identità e i fondamenti della comunità in cui vivono. Lo facciamo con convegni dal nord al sud della nazione affrontando temi che legano le esperienze passate ai temi di oggi perché riteniamo formativo far conoscere le nostre radici e la cultura che ne è scaturita, così profonda e appassionata. E parliamo della Costituzione che, all’indomani del 2 giugno 1946, i padri costituenti – tra loro i massoni Meuccio Ruini, Giovanni Conti, Ugo Della Seta, solo per citarne alcuni – concepirono pensando alle lotte degli italiani per la giustizia e la libertà e con l’aspirazione di costruire un paese tollerante, solidale, rispettoso di ogni sua manifestazione sociale e, soprattutto, garante dei diritti inviolabili dell’uomo come singolo e come comunità”.
Il convegno di Genova “La Massoneria per la Repubblica – Il contributo della Libera Muratoria alla Carta Costituzionale” è fissato per sabato 11 giugno nella suggestiva sede di Palazzo della Meridiana dalle ore 15,30. Sarà presente il Gran Maestro Stefano Bisi che chiuderà i lavori. Porteranno contributi: Renzo Brunetti, vice presidente nazionale dell’Associazione mazziniana e Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia; Zeffiro Ciuffoletti, professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Firenze; Paolo Gastaldi, professore ordinario di Storia del pensiero politico e sociale all’Università di Pavia; Paolo Peluffo, giornalista, storico, scrittore, vice presidente della Società Dante Alighieri. Modera lo storico Francesco Paolo Barbanente, già presidente circoscrizionale della Liguria e introduce Carlo Alberto Melani, presidente del Collegio circoscrizionale ligure del Grande Oriente d’Italia.
Nel corso dei lavori emergerà la portata del pensiero che animò il Risorgimento e poi l’unità d’Italia e che è substrato della nostra cultura. Fino ad arrivare all’Italia repubblicana di oggi, anche nella prospettiva europea in cui lo spirito dei padri della patria, e ricordiamo Giuseppe Mazzini, si rivela ancora una volta con largo anticipo, in un’ottica democratica e riformista, nell’idea di una Europa giusta e solidale rivolta all’integrazione delle genti attraverso l’educazione, nell’interesse comune di un progresso civile di pace e prosperità. Un’idea che si rincorre ancora e che è sempre più presente davanti allo spettro di nuovi muri.
L’iniziativa si avvale del patrocinio del Comune di Genova.
ALLEGATI

Oggi la presentazione del libro di Tiziano Busca


Oltre il muro a Catania. Una bella iniziativa, in collaborazione con Tipheret - Gruppo editoriale Bonanno. Con Giacomo Marramao, Santi Fedele, Gabriele La Porta. E il sindaco Enzo Bianco




Una bella iniziativa all'Università di Catania organizzata dal mio editore Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno col Comune di Catania. Introdotti da Alberto Samonà (Libero), tra i tanti interventi accademici da segnalare quello di Giacomo Marramao (Roma Tre), Santi Fedele (Università di Messina), Francesco Coniglione (Università di Catania, presidente della Società Filosofica Italiana), Gabriele La Porta. Interviene il sindaco Enzo Bianco.

Sul Sole 24 Ore un articolo su Saint-Martin, Martinez e il Martinismo delle origini




«C'è un giudizio di Joseph de Maistre, il filosofo passato alla storia per “Le Serate di San Pietroburgo” e amato da Baudelaire (confessò come la lettura di questo autore gli avesse insegnato a pensare), che dovrebbe farci riflettere. Riguarda Louis Claude de Saint-Martin. Lo considera: “Il più istruito, il più saggio, il più elegante dei teosofi”. Balzac lo lesse attentamente e deve molto a sua volta a codesto singolare letterato, e non soltanto per “Séraphita”; i romantici tedeschi, inoltre, ne subirono un deciso influsso, come è facile riscontrare nell'opera del filosofo monacense Franz von Baader». Comincia così un lungo articolo del Sole 24 Ore su Louis-Claude de Saint-Martin in occasione dell'uscita dell'Uomo di Desiderio, curata da Matteo Ranalli. Le opere del filosofo incognito, allievo di Martinez de Pasqually e segretario dell'Ordine degli Eletti Cohen, sono conosciute da tempo dal pubblico italiano, grazie all'infaticabile lavoro di Ovidio La Pera e Vittorio Vanni. Un'intera collana dell'editore Tipheret, peraltro, è dedicata ai classici del pensiero martinista (Lamed). Da un paio d'anni Mauro Cascio sta proponendo anche edizioni critiche, spesso in prima edizione italiana, del Martinismo delle origini (prima cioè che Papus si inventasse il suo Ordine Martinista): «Il Trattato sulla Reintegrazione degli esseri» e il «Manoscritto di Algeri» di Martinez de Pasqually, «L'uomo-Dio. Trattato delle due nature», «Le Istruzioni di Lione», le «Lettere» e i «Nove Quaderni D.» di J.B. Willermoz, «Le Istruzioni della saggezza», «Il cimitero di Amboise» e «Lettera a un amico sulla Rivoluzione francese» di Louis-Claude de Saint-Martin, oltre all'Atlante di Prunelle de Lière, e alle opere di Bricaud, Chevillon e dello stesso Gerard Encausse.

Leggi l'articolo sul sito del Sole 24 Ore

mercoledì 1 giugno 2016

L'opposizione dell'Islam alla Massoneria


di Marco Rocchi

Serie filatelica raffigurante Abdel Kader, musulmano, massone, padre della nazione algerina


In questo articolo (in inglese) apparso sulla rivista Die Welt des Islams nel 1996, l'autore Jacob M. Landau analizza le radici storiche della diffusa opposizione dell'Islam alla Massoneria:

https://app.box.com/s/5u2ylf3hljg1v68o5m85s4jasks230w9.

2 Giugno 2016, Settant’anni della Repubblica. Il messaggio del Gran Maestro: quel patto sottoscritto 70 anni fa oltre ogni divisione e conflitto


fine-logo 70 con scritta -“Carissimi Fratelli, la nostra amata Repubblica compie 70 anni. La bandiera tricolore sventola a Villa il Vascello e in tutte le sedi del Grande Oriente d’Italia per celebrare questa sentita giornata di festa nazionale”. Il Gran Maestro Stefano Bisi si rivolge a tutte le logge per sancire la portata del settantesimo anniversario della Repubblica italiana che ricorre il 2 giugno e che il Grande Oriente celebra dall’inizio dell’anno con eventi culturali dal nord al sud d’Italia. “Quel patto – scrive il Gran Maestro – sottoscritto 70 anni fa da uomini e donne di tutte le provenienze politiche e con idee completamente diverse, capaci di superare ogni divisione e ogni conflittualità per dare un futuro di democrazia e di pace alla nazione, oggi ci deve fare riflettere più che mai sulla necessità di scelte responsabili e condivise. Sulla fondamentale necessità del dialogo e dell’ascolto”. Di seguito pubblichiamo il testo integrale.

Carissimi Fratelli,
La nostra amata Repubblica compie 70 anni. La bandiera tricolore sventola a Villa il Vascello e in tutte le sedi del Grande Oriente d’Italia per celebrare questa sentita giornata di festa nazionale.
Si tratta di una ricorrenza molto importante che il Grande Oriente d’Italia ha voluto ricordare dai primi mesi dell’anno con la bella iniziativa dei numerosi convegni che in tutta Italia sono stati organizzati con successo e che hanno visto ovunque una larga e sentita partecipazione di pubblico.
Eventi per i quali tantissimi fratelli, da Sud a Nord, da Reggio Calabria a Torre Pellice, si sono dedicati con passione ed entusiasmo per far sì che questa particolare data fosse adeguatamente celebrata. A tutti va il mio plauso e il ringraziamento per aver reso con grande impegno e sacrificio personale questa iniziativa ricca di contenuti e significati.
I 70 anni non sono solo un numero, ma il sentito e lusinghiero percorso di una storia repubblicana alla quale hanno dato un significativo contributo anche i tantissimi massoni che hanno combattuto il Fascismo, che hanno partecipato alla Liberazione e che sono stati protagonisti del momento più importante e delicato dell’iniziale fase repubblicana: la stesura della Carta Costituzionale.
È a uomini come Meuccio Ruini, presidente dell’Assemblea dei 75, massone del Grande Oriente d’Italia, che va innanzitutto il nostro pensiero. Essi ci hanno consegnato un patrimonio di alti principi e valori che sono stati un autentico tesoro per tante generazioni di italiani e che lo saranno anche per le nuove generazioni del Paese e per coloro che prenderanno la cittadinanza.
Quel patto sottoscritto 70 anni fa da uomini e donne di tutte le provenienze politiche e con idee completamente diverse, capaci di superare ogni divisione e ogni conflittualità per dare un futuro di Democrazia e di pace alla nazione, oggi ci deve fare riflettere più che mai sulla necessità di scelte responsabili e condivise. Sulla fondamentale necessità del dialogo e dell’ascolto.
La Costituzione è una fonte preziosa alla quale tutti devono attingere per continuare ad irrigare il fertile terreno su cui è piantato il grande albero della Democrazia.  I principi sui quali si fonda la Repubblica sono di una natura talmente alta che essi non possono essere messi in discussione. È la Costituzione stessa ad essere stata scolpita nella roccia. E le parole incise nella pietra sono autentiche pietre di saggezza.
“La  Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Questo dice l’articolo 2 della Costituzione. L’Uguaglianza è uno dei pilastri che sorreggono l’architrave della Repubblica ed è uno dei capisaldi del nostro trinomio massonico.
Uguaglianza e Libertà, Lavoro e Diritti, Tolleranza e Solidarietà. Questa è la grande ricchezza genetica di una sublime Carta che ogni uomo deve fare sua giorno dopo giorno e condividere con gli altri. Con tutti, in parità di diritti e doveri. Perché nessuno ha più diritti degli altri e nessuno ha meno doveri degli altri.
Spero che i giovani, ai quali tutti noi dobbiamo dare un illuminato esempio, così come la politica che deve fornire loro una giusta e concreta speranza di costruirsi un degno avvenire, la leggano con amore e prendano coscienza che in essa c’è contenuto anche il loro futuro. Essi hanno il sacrosanto diritto di chiedere uno Stato più vicino ai loro bisogni ed efficiente. Ma anche il dovere di partecipare con coraggio, passione civile ed entusiasmo alla vita del Paese, per consolidare il bene comune e contribuire al rilancio.
Fieri di essere italiani, garantiti dalla luce e dalla forza della Costituzione, rispettosi delle leggi della Repubblica, e con la mano destra sul cuore, oggi cantiamo nelle piazze l’inno di Mameli e gridiamo insieme con gioia e vigore: Viva la Repubblica, viva l’Italia, viva il Capo dello Stato!
Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani
Roma 1 giugno 2016

Torre Pellice, convegno del Grande Oriente con la Fondazione centro culturale valdese | Riforma


Riforma 1 giugno 2016
Riforma 1 giugno 2016

Paschetto, padre dello stemma italiano. Convegno a cura di Massoneria e Centro culturale valdese | Eco del Chisone


Eco del Chisone del 1° giugno 2016
Eco del Chisone del 1° giugno 2016
ALLEGATI

A Cagliari tornata congiunta con il Gran Maestro Stefano Bisi: nasce la Loggia Agugliata n° 1502 di Tortolì


Sabato 28 maggio le logge della Sardegna del Grande Oriente d’Italia si sono riunite a Cagliari in tornata congiunta alla presenza del Gran Maestro Stefano Bisi e di quasi totalità della sua Giunta. Oltre 400 partecipanti, da ogni parte dell’isola e da altre regioni, hanno preso parte alla cerimonia rituale che ha celebrato la costituzione della Loggia Agugliastra (1502) di Tortolì, il conosciutissimo capoluogo dell’Ogliastra a est della Sardegna. La fondazione di una loggia in questa zona era da tempo caldeggiata da tanti Fratelli ogliastrini che aderivano a logge cagliaritane e i lavori rituali sono stati particolarmente sentiti proprio perché la nascita della “Agugliastra” è stata voluta e condivisa da tutti. In più la presenza del Gran Maestro ha dato grande solennità all’evento.
Il tempio in allestimento nel padiglione della Fiera Campionaria
Il tempio in allestimento nel padiglione della Fiera Campionaria
Per via dell’alto numero dei partecipanti, la tornata si è svolta nel Padiglione Mediterraneo della Fiera Campionaria. Insieme al Gran Maestro Bisi, sono intervenuti i Gran Maestri Aggiunti Sergio Rosso e Santi Fedele, il Primo Gran Sorvegliante Tonino Seminario, il Grande Oratore Claudio Bonvecchio, il Gran Segretario Michele Pietrangeli. Tra i tanti erano presenti gli ex Gran Tesorieri Antonio Catanese e Fernando Ferrari, il Grande Ufficiale Nicola Lucchi, i Consiglieri dell’Ordine della Sardegna Michele Sechi (rappresentante in Giunta) Claudio Solinas e Ettore Manconi insieme ai Garanti d’Amicizia, tra loro Gino Floris, Gabriele Addis, Giancarlo Caddeo, Alberto Sechi e Antonio Mancini, il Consigliere dell’Ordine del Lazio Paolo Mundula,  il Presidente del Collegio Circoscrizionale della Lombardia Enzo Liaci, il Presidente del Collegio Circoscrizionale della Liguria Carlo Alberto Melani – con una delegazione ligure composta dal vicepresidente Innocente Ramoino e dall’Oratore (già presidente circoscrizionale della Sardegna) Mike Avignoni -, il presidente della Commissione Nazionale “Costituzione e Regolamento” Carlo Ricotti e l’ex maestro della Loggia Nuovo Risorgimento (472) di La Spezia, Matteo Musetti.

Il messaggio del Gran Maestro Stefano Bisi per la ricorrenza del 2 giugno, Festa della Repubblica