martedì 18 ottobre 2011
Oggi ricorre il 121° Anniversario dalla morte di Luigi Pianciani, avvenuta a Spoleto il 18 Ottobre del 1890.
Luigi Pianciani nacque a Roma nel 1810 da una famiglia nobile di origine spoletina, legata alla curia pontificia. Fin da giovane, però, reagì alla tradizione conservatrice dell'ambiente domestico, simpatizzando per la Giovine Italia di Mazzini.
Laureatosi in giurisprudenza, entrò nell'amministrazione pubblica di Roma, come ispettore generale delle dogane. Il 30 dicembre 1842 sposò Amalia dei principi Ruspoli e venne così ascritto al patriziato romano. Il fratello era il conte Adolfo Pianciani, che fu generale delle "Armi pontificie". Nel 1847 venne eletto gonfaloniere di Spoleto e promosse la prima petizione rivolta a Pio IX per ottenere l'introduzione della costituzione liberale. Nel 1848 fu ufficiale delle milizie combattenti nel Veneto e prese parte alla difesa di Venezia. Nel 1849 fu arrestato dai francesi. Liberato, fu esule in Francia e poi a Londra, continuando a collaborare alle iniziative mazziniane.
Tornato in Italia, partecipò alla campagna meridionale del 1860, e poi alla terza guerra di indipendenza, distinguendosi in particolare nella battaglia di Bezzecca, per il suo operato fu insignito della croce di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia "per avere durante la campagna eseguito importanti missioni con molta intelligenza e per essersi esposto tutta la giornata nei punti più pericolosi percorrendo la linea a piedi ed a cavallo, portando ordini ai comandanti. Diede egli stesso disposizioni momentanee con molta intelligenza e sangue freddo, e contribuì ad assicurare la ritirata di tre pezzi riordinando i soldati sulla piattaforma e fu tra i più animosi a ricondurli al combattimento".
Era intanto iniziata la sua attività politico-istituzionale. Fu eletto deputato alla Camera del Regno nel 1865. sindaco di Roma liberata e presidente del Consiglio provinciale (all'epoca l'unica carica elettiva posta al vertice della Provincia).
Fu iniziato massone il 28 Luglio 1867 nella Loggia "Universo" di Firenze.
Il 10 febbraio 1871 fu nominato delegato del Grande Oriente d'Italia per Roma e provincia con il compito di promuovere la fondazione di logge nella città. La scelta era ben motivata. Deputato della repubblica romana nel 1849, in stretto contatto con tutti i gruppi della democrazia romana negli anni sessanta, Pianciani aveva svolto per Roma, da Spoleto dove abitava, una fondamentale opera di collegamento e di supporto. Fu il primo Sindaco di Roma liberata , tra il 1872 ed il 1873 fu Presidente del Consiglio provinciale (all'epoca l'unica carica elettiva posta al vertice della Provincia), e fu Presidente del celebre Circolo Romano, punto di incontro dei democratici della nuova capitale.
Dopo la sua morte la rivista massonica dedicò molte pagine alla descrizione minuta dei funerali che si erano svolti a Spoleto la mattina del 20 ottobre nella più fastosa ufficialità. La salma era poi partita per Roma, dove sarebbe stata cremata la mattina dopo, coperta dagli emblemi che lo avevano accompagnato in vita: la bandiera tricolore, la camicia rossa e la sciarpa massonica con le insegne del 33 grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato. Nel testamento olografo il conte spoletino aveva lasciato scritto:
Voglio che il mio cadavere sia cremato e le mie ceneri, prelevandone due ricordi, uno per Letizia, l'altro per Ines, riposte in un'urna e depositate nel sepolcro di mia proprietà, dove riposa la mia prima moglie Rosa, nel Campo Verano, unendovi nella parte posteriore del piccolo monumento le sole parole: Qui sono riposte le ceneri di Luigi Pianciani. Non voglio alla mia morte né funzioni religiose, né suoni di campane, né preti attorno al mio letto, queste sono sempre state le mie idee e voglio che siano osservate.
venerdì 14 ottobre 2011
Oggi nasce la Gran Loggia di Albania
Si compie così un percorso iniziato nel 2008, quando in seno al Grande Oriente d'Italia furono costituite tre logge in Albania, iniziando all'Arte Muratoria solo i Fratelli ivi residenti. Superato il periodo di gestazione e vagliati i candidati con una precisa selezione volta a eliminare sul nascere il rischio di infiltrazioni da parte di faccendieri, avventurieri e personaggi riciclati del passato regime dittatoriale, la Massoneria albanese presenta il volto nuovo dei giovani e delle energie positive.
Da Tirana viene perciò un messaggio forte: la Libera Muratoria unisce lì dove nel mondo profano sussiste invece odio etnico o religioso, divisioni per credo o appartenenze. Il fatto che serbi e greci, storicamente in conflitto con gli albanesi, siano protagonisti di questo evento, è un messaggio di luce per l'uomo. E un segno di speranza per la storia europea.
Raffi: Grande Oriente d'Italia non ha nulla a che fare con Brother Net. Non è un ente di collocamento né una camera di compensazione
In particolare, secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica.it, il sito è accessibile solo agli iscritti alle comunioni massoniche italiane con l'obiettivo di aiutare "i fratelli nella ricerca e nello scambio di opportunità di lavoro". Il Grande Oriente d'Italia ha preso subito le distanze da iniziative ridicole e contrarie ai nostri valori. Il sito, peraltro, è stato immediatamente chiuso dopo il nostro duro ed immediato intervento.
DALLA STAMPA
Pisa 12 ottobre 2011 (Il Nuovo Corriere di Firenze) I massoni che hanno fatto grande l'Italia Roma 12 ottobre 2011 (La Voce Repubblicana) Il verminaio P2 scoperchiato da Spadolini Lucca 12 ottobre 2011 (La Nazione) I personaggi di Pizzi raccontano la Massoneria lucchese |
giovedì 13 ottobre 2011
La fine dei Templari
Sono trascorsi settecentoquattro anni da quel Venerdì 13 Ottobre 1307 che vide l'inizio della persecuzione contro i Templari, che, nell'arco di pochi anni, avrebbe determinato la scomparsa dell'Ordine.
I Templari furono un ordine monastico-cavalleresco (cioè erano allo stesso tempo monaci e soldati) fondato nel 1119 da Hugues de Payen, insieme ad altri otto confratelli, a Gerusalemme. Venti anni prima, il 15 luglio del 1099, i principi che avevano sottoscritto la Prima Crociata, indetta da papa Urbano II, avevano riconquistato Gerusalemme sottraendola ai Saraceni. Il principe Baldovino di Fiandra, fratello di Goffredo di Buglione, divenne primo re di Gerusalemme col nome di Baldovino I. La Terrasanta, però, continuava a rimanere terreno pericoloso per i frequenti scontri con i Saraceni che premevano per riprendersi il Santo Sepolcro, così, secondo le fonti storiche ufficiali, nacque l'idea della costituzione di un ordine militare per la protezione e la difesa armata dei pellegrini, organizzata internamente come un ordine monastico. Baldovino, il patriarca di Gerusalemme e tutto l'alto clero appoggiarono l'impresa e il re concesse loro di occupare le vaste scuderie ricavate nei sotterranei della Grande Moschea di Al-Aqsa, costruita sul luogo dove un tempo sorgeva il Tempio di Salomone.
Per tale motivo, il gruppo neoformato cominciò ad essere chiamato "Cavalieri del Tempio" e quindi Cavalieri Templari. In realtà come ordine monastico vero e proprio venne approvato soltanto nel 1128, con il concilio di Troyes, tenutosi sotto il pontificato di papa Onorio II. A spingere il papa, ancora restio all'idea che un monaco potesse essere abilitato a spargere sangue, a concedere loro il riconoscimento ufficiale fu San Bernardo di Chiaravalle, allora massimo esponente dell'ordine dei Frati Cistercensi, che redasse per loro una Regola specifica mutuata da quella dei suoi confratelli.
Innocenzo II, che doveva a San Bernardo l'elezione al soglio pontificio, concesse loro nel 1139 una prima serie d'importanti privilegi. Infine Eugenio III, nel 1147, concesse ai Templari, che già indossavano il mantello bianco, l'autorizzazione ad aggiungervi una croce rossa.
Nell'arco di un paio di secoli l'Ordine crebbe divenendo sempre più potente e ricco, acquistando territori in tutta Europa, ma soprattutto in Francia ed in Italia, dove furono fondate le chiese e le "mansioni" più importanti. Anche quando la Terrasanta fu nuovamente e definitivamente perduta, l'Ordine continuò a prosperare, proseguendo la sua opera di difesa dei pellegrini in Europa, lungo le strade che conducevano ai massimi luoghi di culto del tempo: il Santuario di San Giacomo di Compostela, in Galizia (Spagna) e la Basilica di San Pietro, a Roma. Celebre, a tale proposito, è la cosiddetta Via Francigena, o Romea, che collegava questi due luoghi e lungo la quale, in tutti i territori interessati dal suo percorso, si svilupparono mansioni e commanderie templari. La via proseguiva oltre Roma, nell'Italia meridionale, fino ad arrivare agli importanti porti pugliesi (come Bari e Trani) che costituivano scali d'obbligo per tutte le navi che partivano per il Medio Oriente.
Agli inizi del XIV sec. i Templari erano diventati così potenti che ormai agivano per conto loro in tutti gli Stati, senza riconoscere autorità alcuna eccetto quella del Pontefice. Le immense ricchezze accumulate faceva di loro le personalità più ricche e potenti d'Europa, tanto che molti sovrani avevano ricorso a loro per prestiti finanziari (i Templari sono stati i precursori del moderno sistema bancario, con l'invenzione della "lettera di cambio", antenata degli attuali assegni circolari). Fu appunto un monarca, il Re di Francia Filippo IV il Bello, che decise di porre fine al predominio dei Cavalieri del Tempio (ed al suo debito nei loro confronti che cresceva sempre di più) riuscendo a convincere l'allora papa Clemente V a tacciare l'Ordine di eresia e a farlo perseguire. Ordini segreti vennero inviati a tutti i mandati del Re sul territorio francese, con l'obbligo di apertura simultanea ad una data ben precisa.
Fu così che il 13 Ottobre 1307, di primo mattino, per ordine del Re vennero arrestati simultaneamente tutti i Templari di Francia che vennero trovati nelle loro "Case", tra i quali figurarono il Gran Maestro Jacques De Molay, il precettore di Normandia, Geoffrey de Charnay nonché l'ex tesoriere del regno di Francia. Il 13 Ottobre era un venerdì, e da allora il Venerdì 13 è diventato un giorno di sventura e disgrazia. Ogni commanderia templare venne sciolta, i suoi adepti furono catturati e sotto tortura confessarono ogni tipo di nefandezza che i loro persecutori volessero attribuirgli, molti abiurarono la loro fede, altri furono arsi al rogo, altri ancora furono reintegrati in altri ordini, come gli Ospitalieri o i Cavalieri Teutonici. L'ultimo atto di questa farsa in grande scala fu il 18 Marzo 1314, quando su un'isoletta della Senna vennero arsi al rogo Jacques De Molay e Geoffrey de Charnay.
Una leggenda ci racconta che prima di morire, il Gran Maestro pronunciò una terribile maledizione contro il Re ed il Papa: «Aspetto davanti al Tribunale di Dio il Re di Francia prima di trecento giorni, ed il papa Clemente V prima di quaranta giorni!». Di fatto, meno di quaranta giorni dopo, nella notte fra il 19 ed il 20 Aprile, Clemente V, che da qualche tempo soffriva di vomito incoercibile, morì a Roquemaure-sur-Rhône, nei dintorni di Avignone. Nel corso dello stesso anno moriva anche Filippo il Bello. Di una male incurabile, dissero alcuni, in seguito ad un incidente di caccia (era caduto da cavallo), secondo altri. Non solo: in poco tempo tutti i discendenti del re morirono per varie cause, e la famiglia di Filippo il Bello si estinse totalmente.
DALLA STAMPA
| Roma 10 ottobre 2011 (Il Tempo) La massoneria torna in gioco e presenta un piano di riforme Napoli 10 ottobre 2011 (Il Giornale di Napoli) Massoni a Napoli: noi qui per il riscatto del Sud Pisa 9 ottobre 2011 (Il Tirreno) In un libro la storia della massoneria pisana Napoli 8 ottobre 2011 (ANSA) Sud: Convegno 'Grande Oriente' a Napoli, non si può più sbagliare. Raffi, basta assistenzialismo. Serve Progetto per riscatto Napoli 5 ottobre 2011 (Il Denaro) A Napoli i "muratori" festeggiano l'unità d'Italia Roma 4 ottobre 2011 (Libero) Sud: Raffi (Goi), in Campania unica spazzatura sono i camorristi |
mercoledì 12 ottobre 2011
Bolzano, 19 ottobre 2011 - Conferenza "Romeo e Giulietta nella sinfonia, nel balletto, nel musical"
Roma, 21 ottobre 2011 - Il viaggio di Platone nell'Italia del Rinascimento
NOVITA' EDITORIALI
Giuseppe Garibaldi - Bonanno Editore
I Mille. Ricordi di un protagonista
martedì 11 ottobre 2011
L'intervento del Gran Maestro, Gustavo Raffi, al Convegno di Napoli
"Siamo dalla parte - ha aggiunto il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani - di quanti in questi anni hanno conservato un pensiero libero, tenuto controvento. Hanno denunciato malaffare e interessi di parte e non di rado hanno pagato per le loro scelte di coerenza. Il riscatto del Sud è la priorità del Paese, perché significa lotta per il lavoro e per i diritti, per una cultura della libertà che fa strada al cambiamento. Si traduce in scelte concrete perché tutto deve partire da una cultura di fondo che non è quella dei mandolini e dei nuovi Pulcinella ma è il coraggio di strappare i giovani alla droga. E' la responsabilità - ha sottolineato Raffi - di chi denuncia il racket, di chi si impegna ogni giorno facendo il proprio lavoro, dei maestri che a Scampia mettono i libri sui banchi della scuola pubblica per insegnare ai giovani che la verità non è la violenza, e che si può essere uomini liberi anche se si vive all'Inferno".
"A Napoli - ha rimarcato Raffi - non devono bruciare i cassonetti ma la rabbia per ciò che ancora non c'è, per ciò che vogliamo costruire. L'unica spazzatura in Campania devono essere i camorristi da consegnare alla patrie galere. La criminalità non può essere ammortizzatore sociale dove il lavoro scarseggia. Al Sud non si può sempre recuperare, bisogna anticipare. Dobbiamo affiancare e sostenere chi spezza le catene della minorità. Chi combatte per la dignità del Sud è nostro Fratello - ha scandito il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia - perché deve tramontare il tempo dei mezzucci e della raccomandazione, per premiare finalmente il merito".
"Lanciamo un appello alla coesione nazionale - ha concluso Raffi - attraverso un nuovo Patto di Fratellanza tra i cittadini. A Napoli e in Campania, fallito il miraggio del nuovo Rinascimento, venga il tempo di un Nuovo Risorgimento della Ragione. La stagione delle responsabilità condivise per dare risposte vere ai problemi e costruire il futuro. In nome dell'Uomo, per la verità dell'Italia".
Tirana, 14 ottobre 2011 - Nasce la Gran Loggia di Albania
La cerimonia di installazione verrà officiata dal Segretario Generale della Conferenza Mondiale delle Gran Logge, Thomas Jackson, dal Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, dal Gran Maestro di Grecia, Nicolaos Vourgidis e dal Gran Maestro di Serbia, Petar Kostic.
Si compie così un percorso iniziato nel 2008, quando in seno al Grande Oriente d'Italia furono costituite tre logge in Albania, iniziando all'Arte Muratoria solo i Fratelli ivi residenti. Superato il periodo di gestazione e vagliati i candidati con una precisa selezione volta a eliminare sul nascere il rischio di infiltrazioni da parte di faccendieri, avventurieri e personaggi riciclati del passato regime dittatoriale, la Massoneria albanese presenta il volto nuovo dei giovani e delle energie positive.
Da Tirana viene perciò un messaggio forte: la Libera Muratoria unisce lì dove nel mondo profano sussiste invece odio etnico o religioso, divisioni per credo o appartenenze. Il fatto che serbi e greci, storicamente in conflitto con gli albanesi, siano protagonisti di questo evento, è un messaggio di luce per l'uomo. E un segno di speranza per la storia europea.
Milano, 17 ottobre 2011 - Incontro sul tema "Il federalismo ieri e oggi"
venerdì 7 ottobre 2011
208a Tornata di Loggia - Venerdì 14 Ottobre 2011
Carissimo Signore e Fratello,
Sei cordialmente invitato a partecipare alla 208a Tornata di questa Loggia che si terrà presso il Tempio n° 2 della Casa dei Liberi Muratori di Piazza Indipendenza 1 a Cagliari, il prossimo Venerdì 14 Ottobre 2011, alle ore 19,45 per le ore 20.15.
Durante questa Tornata verrà presentata la Quinta Sezione della Prima Lezione Emulation.
Su comando del Maestro Venerabile.
Sinceramente e Fraternamente
Ven. Fr. G.M., Segretario
giovedì 6 ottobre 2011
Il Fr. Steve Jobs è passato alla Gran Loggia Superiore
lo ricordiamo con il suo celebre discorso che racchiude una valenza esoterica ed un insegnamento iniziatico di altissimo livello.
"Il vostro tempo è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere con i risultati dei pensieri degli altri. E non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario"
(Steve Jobs, 1955-2011)
mercoledì 5 ottobre 2011
Caselle Torinese, 14 ottobre 2011 - Conferenza "Il Mito della Massoneria tra Storia, Esoterismo e attività sociali"
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