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lunedì 10 aprile 2017

“Una fiamma per la libertà”. Dibattito in Gran Loggia


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Diritti umani, democrazia, libertà sono valori ormai a rischio anche in Occidente, sui quali bisogna tenere sempre alta la guardia e che vanno salvaguardati con ogni mezzo. La Massoneria lo ha fatto per trecento anni, un anniversario che festeggia quest’anno, e continua a farlo ancor oggi.  Questi i temi al centro della tavola rotonda dal titolo “Una fiamma per la libertà” che si  è tenuta in apertura della Gran Loggia 2017  al Palacongressi di Rimini.  Al dibattito, moderato dal giornalista Angelo Di Rosa, e concluso dal Gran Maestro Stefano Bisi, sono intervenuti il direttore del quotidiano Il Tempo Gian Marco Chiocci, il presidente della Lidu, Antonio Stango e il senatore Riccardo Mazzoni.

Occorre una forte controffensiva

Stango
Antonio Stango
Antonio Stango, presidente della Lega italiana dei diritti dell’uomo, costituita nel 1919 dal sindaco di Roma, Ernesto Nathan, che fu anche Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, ha sottolineato come  i tre pilastri su cui si fonda la nostra società, ossia “libertà, laicità e partecipazione democratica”, oggi siano in grave pericolo in diverse zone del globo. E ha fatto appello a una adeguata controffensiva.  “Vi sono nuovi politici –ha sottolineato Stango- in varie parti del mondo che invocano poteri forti e spinte repressive”. Bisogna reagire a tutto questo, ha detto, come sta facendo ad esempio il Grande Oriente, che si sta battendo con coraggio contro gli attacchi che gli sono stati sferrati con metodi inquisitori e in difesa dei cittadini, di tutti i cittadini, e del loro diritto di associarsi.

Basta con la caccia alle streghe 

Chiocci
Gian Marco Chiocci
“Non sono mai stato massone, né lo è o lo è stato qualcuno della mia famiglia, né ho avuto una tessera di partito, se non  recentemente quella del Partito Radicale. Ma con la redazione del mio giornale, cerco di battermi ogni giorno per difendere il  principio di libertà” dagli attacchi ai quale è soggetto. Ha tenuto a precisarlo a inizio del suo intervento  Gian Marco Chiocci, direttore de “Il Tempo”, lo storico quotidiano romano, recentemente bollato come “giornale massone” -lo ha detto lo stesso Chiocci– per aver sostenuto la causa  del  Grande Oriente d’Italia contro il provvedimento di sequestro degli elenchi degli iscritti al Goi della Calabria e della Sicilia, ordinato dalla Commissione Antimafia. “Ho sviluppato  un garantismo talebano e l’ho fatto occupandomi di giudiziaria quando ero inviato a ‘Il Giornale’”, ha raccontato il direttore de “Il Tempo”, ricordando “le stragi dii innocenti” provocate da inchieste che poi non hanno portato a nulla, come quella di Why Not, firmata dall’attuale sindaco di Napoli Luigi De Magistris, alla quale Chiocci ha dedicato anche un libro dal titolo “Il pubblico mistero”. “In tutte le indagini, soprattutto quelle più fragili –ha aggiunto il giornalista- poi finiva sempre per spuntare la Massoneria”, per conferire loro la forza che non avevano e conquistarsi i titoli sui media. Chiocci ha ribadito con forza tutto il suo personale  apprezzamento per il coraggio con il quale il Grande Oriente e il suo Gran Maestro Stefano Bisi stanno rispondendo agli atti intimidatori di cui è stata fatta oggetto l’Obbedienza. “Basta –con la caccia alle streghe”, ha rimarcato il giornalista, aggiungendo che “attraverso la lotta alla Massoneria si consuma di fatto una battaglia politica”.

La partita in gioco è più che mai complessa

Mazzoni
Riccardo Mazzoni
Parlare di libertà in questo momento è difficilissimo”, ha detto, aprendo il suo intervento, il senatore Riccardo Mazzoni, membro della Prima Commissione permanente (Affari Costituzionali), vicepresidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, ricordando il grande contributo offerto nel corso della storia dalla Massoneria all’affermazione di valori che sono alla base della nostra società occidentale e che oggi sono messi a rischio da radicalismi religiosi, come quello islamista,  ma anche da pericolose derive populiste. Grandi sfide ci attendono, ha sottolineato, chiedendosi “quale sarà il futuro dei nostri figli e se sarà un futuro di libertà e se le democrazie riusciranno a sopravvivere all’impoverimento delle classi medie e al risveglio dei fondamentalismi” . “La partita che è in atto è più che mai complessa”, ha aggiunto il parlamentare, che si è anche soffermato sul caso del quale in questi mesi è stato protagonista il Grande Oriente, rievocando quello che accadde durante il fascismo, che perseguitò la Libera Muratoria.

Siamo belli e migliori degli altri

bisiaHa infine preso la parola il Gran Maestro Stefano Bisi, che ha ricordato il grande contributo della Massoneria alla lotta alla dittatura fascista, alla costruzione della Repubblica, che nel 2016 ha celebrato i 70 anni. “Il suo stesso emblema –ha tenuto a rammentare- è opera di un massone, un massone che si chiamava Paolo Paschetto”. I liberi muratori si sono sempre battuti per la libertà, la libertà di tutti e continuano a farlo ogni giorno.  “Siamo belli e migliori di molti altri”, ha detto il Gran Maestro, conquistandosi gli applausi della platea. E “a chi ci vorrebbe abolire” rispondiamo con lo strumento del diritto, con la nostra intensa attività cultuale e con la solidarietà, praticata ogni giorno da fratelli che operano in tutt’Italia e in tanti modi diversi, attraverso associazioni di volontariato, attraverso le officine.  Bisi ha anche annunciato l’arrivo domani da Norcia, comune dell’Italia Centrale colpito dalle forti scosse di terremoto dei mesi scorsi, di un gruppo di ragazzi e del sindaco, ai quali il Grande Oriente si è impegnato a restituire la luce dello stadio, per restituire loro anche la gioia e il sorriso, perduti. “Il terremoto, ci hanno detto, non ha prodotto solo macerie, ma ci ha colpito anche l’anima.  “Dedico –ha detto anche il Gran Maestro, a inizio del suo intervento- questa fiamma della libertà al fratello Morris Ghezzi, protagonista di tante edizioni della Gran Loggia, che oggi sta combattendo la sua battaglia per la vita.