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lunedì 30 marzo 2015

Il messaggio del Gran Maestro Stefano Bisi nella ricorrenza dell'eccidio. Tra i 335 italiani trucidati delle SS c'erano anche 18 massoni

Fosse Ardeatine
Il 24 marzo del 1944 nelle antiche cave di pozzolana situate nei pressi della via Ardeatina a Roma 335 italiani tra civili e militari vennero fucilati dalle SS. Il massacro fu la folle risposta nazista all'attentato di via Rasella organizzato da un gruppo di partigiani dei Gap contro una pattuglia tedesca. A decidere che l'azione di rappresaglia consistesse nella fucilazione di dieci italiani per ogni soldato morto del Terzo Reich furono il tenente colonnello Herbert Kappler e il comandante delle Forze Armate della Wermacht di stanza nella capitale, generale Kurt Mälzer, che insieme alla polizia fascista elaborarono la lista delle vittime. "Fra questi combattenti per la libertà, fra questi 335 martiri finiti nelle mani spietate e inumane delle SS c'erano anche 18 massoni appartenenti al Grande Oriente d'Italia e all'Obbedienza di Piazza del Gesù", ha tenuto a ricordarlo il Gran Maestro Stefano Bisi nel messaggio inviato alla Comunione in occasione del 71° anniversario dell'eccidio. "Personalità molto diverse culturalmente e politicamente ma accomunate –ha spiegato Bisi- dai medesimi valori di Libertà-Uguaglianza-Fratellanza e dalla lotta senza tregua alla dittatura nazifascista. Come l'avvocato, Placido Martini, liberale, medaglia d'oro al valor militare alla memoria della resistenza, e il comunista Silvio Campanile entrambi Fratelli nella Loggia Pisacane fondata nel confino dell'Isola di Ponza dall'allora Gran Maestro Domizio Torrigiani. Lo stesso cinico e barbaro destino strappò le loro vite, e quelle degli altri 16 Fratelli massoni, alle loro famiglie, tolse le loro vivaci intelligenze alla grande famiglia Massonica, e negò il loro apporto alla grande opera di ricostruzione della civiltà in Italia e nelle altre nazioni dopo la fine del conflitto". "Noi –ha sottolineato il Gran Maestro , invitando i Fratelli a onorarne la memoria durante le loro tornate- dobbiamo ricordarli per il grande contributo che hanno dato alla causa della libertà. Se oggi viviamo in un paese democratico lo dobbiamo anche a loro.. Furono uomini e Fratelli come noi che ebbero come guida il 'cielo stellato e la morale interiore' e che diedero lustro alla Libera Muratoria e alla Libera Umanità della Vita. Non dimentichiamoli mai e perpetuiamone il luminoso esempio".