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lunedì 15 maggio 2017

Lettera aperta del Gran Maestro Stefano Bisi a De Bortoli “La Libera Muratoria e il bene dell’umanità “


Carissimo dottor De Bortoli
Mi congratulo con Lei per l’ultimo Suo libro che, vedo, sta avendo sin dai primi giorni della sua diffusione una grande rilevanza mediatica per la querelle sulla vicenda Boschi-Banca Etruria. In questo contesto, con mio grande rammarico, per l’ennesima volta viene evocata la longa manus, o per meglio dire, il fantasma buono per tutte le stagioni e per tutti gli amanti di poteri occulti, costituito dalla Libera Muratoria. Si tratta di una Istituzione che per tanti aspetti fa da formidabile cassa di risonanza. E’ una salsa buona per tutte le minestre.
Già in passato avevo avuto la possibilità ed avvertito la necessità di risponderLe quando da direttore del Corriere della Sera in un editoriale scrisse quella frase – a mio avviso un po’ infelice – in cui avverti’ “odore stantio’ di Massoneria” sul patto del Nazareno.
Oggi Lei, ha nuovamente riaperto la questione affermando in modo netto ed inequivocabile durante la trasmissione Otto e Mezzo che la vicenda Banca Etruria è “Storia di Massoneria”. E non ha evocato questa Istituzione con toni benevoli.
Non so quali siano i motivi e le fonti che la inducono a essere così pontificale e ritengo che della vicenda, se sono stati commessi eventuali reati, saprà sicuramente chiarirne tutti gli aspetti la Magistratura.
Così come non entro nel merito della vicenda Boschi, la quale a sua volta da ministra esclamò delle parole sbagliate e sessiste nei confronti della Massoneria rispondendo piccata ad un parlamentare del M5S che l’aveva attaccata. Allora non esitai ad intervenire con la ministra scrivendoLe anche una lettera per ribadire che quel “Massone, dillo a tua sorella” era un’offesa ad un’Istituzione che meritava e merita il massimo rispetto per gli alti principi professati e per il ruolo che ha avuto nella realizzazione dell’unità d’Italia nel Risorgimento e della Repubblica Italiana nel Dopoguerra.
Oggi, quel che vorrei ribadire e con il dovuto rispetto ricordare a chi come Lei esercita brillantemente la professione di giornalista ritenuto fra i più autorevoli, è il messaggio errato che si continua a trasmettere a tanti cittadini tirando in ballo la Libera Muratoria Universale in modo generalistico e creando ombre e pregiudizi su tanti fratelli.
La Massoneria italiana del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani non si occupa di affari economici e politici e non interviene in vicende bancarie che nulla hanno a che fare con il nostro ruolo di alfieri della difesa di principi di Libertà e diffusione del libero pensiero, di diritti dell’Uomo e dell’Umanita’ al cui miglioramento noi lavoriamo nei nostri Templi.
Siamo stanchi di essere additati come uomini che costituiscono e gestiscono con la politica e altre entità “poteri quasi (forti)” citando il titolo del suo libro. Siamo immersi in una vicenda politico-giudiziaria con la Commissione Nazionale Antimafia che, illecitamente e in modo altamente discriminatorio, ha fatto sequestrare gli elenchi degli iscritti ed abbiamo fatto ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo per fare valere le nostre ragioni.
Non intendiamo, ne’ vogliamo essere tirati dalla giacchetta in
questioni e vicende, in giochi pure politici che hanno altra matrice e ben altra storia rispetto a quella sublime ed ai meriti della Massoneria.
I liberi muratori del Grande Oriente d’Italia consci del momento di grave crisi attraversato a tutti i livelli dal Paese hanno ed avranno un solo obiettivo: quello di fare il Bene dell’Italia. Lo faranno democraticamente, civilmente, stimolando le coscienze ed invitando tutti a investire nella banca che piu’ conta e i cui interessi sono fruttiferi per tutti: quella della Cultura e della Scuola che deve formare classi dirigenti ed uomini all’altezza della storia della nostra Italia.
Vorrei, infine, ricordare che i liberi muratori, che sono cittadini come gli altri, hanno il diritto e il dovere, ieri come oggi, di impegnarsi individualmente per migliorare il Paese in cui vivono mettendo a disposizione le proprie capacità ed esperienze in tutti i settori, senza preclusioni ideologiche e lavorando al meglio per costruire delle eccellenze. E, non bisogna orgogliosamente mai dimenticare che fra le tante belle storie di uomini e massoni capaci di ben fare c’è anche quella di un fratello di Arezzo del Grande Oriente d’Italia che ha legato il suo nome al periodo di maggiore espansione e successo della Banca dell’Etruria. Con competenza, professionalità e meriti innegabili. Che sono e restano al di là dell’appartenenza massonica i punti cardine di ogni uomo.
Cordiali saluti
Il Gran Maestro
Stefano Bisi