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lunedì 27 marzo 2017

Celebrati a Locri i 50 anni di massoneria del fratello Aurelio Palmieri


“Esorto i più giovani ad avere fiducia nella strada tracciata dai maestri anziani, e chiamo questi ultimi al dovere di fungere da guida ed esempio affinché si possa realizzare un passaggio armonico dal passato al presente, nel rigoroso rispetto della ritualità”.
Sono le parole più significative pronunziate da Aurelio Palmieri durante un incontro del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria, appositamente riunito nell’occasione presso l’Hotel President di Siderno per la consegna al fr. Palmieri della Medaglia del Veterano, assegnatagli dal Gran Maestro Stefano Bisi per solennizzare i cinquant’anni di anzianità massonica. Visibilmente commosso ma sempre lucido e combattivo, circondato dall’entusiasmo e dall’affetto dei Maestri Venerabili e dei numerosi fratelli giunti nella Locride da ogni parte della Calabria, il fratello Palmieri ha rivolto al Collegio un messaggio dai toni alti a carichi della lezione pazientemente accumulata nel corso dei tanti anni di partecipazione alla vita interna dell’Istituzione. Il tasto su cui egli, dall’alto della sua esperienza, ha specificamente insistito è stata l’importanza del “rituale” ai fini di una formazione massonica veramente efficace, il rituale inteso quale rappresentazione simbolica della relazione analogica fra il libero muratore e l’universo, percorso sempre attuale che scandisce da più di tre secoli, dalle origini settecentesche della Libera Muratorìa, i passi di ogni massone al di là della razza, della nazionalità, della religione, della condizione sociale ed economica, in una dimensione realmente universalistica che rende l’appartenenza alla Massoneria un unicum in tutti i sensi.
Il rituale non come insieme di norme più o meno vincolanti, con una serie di premi o punizioni da distribuire in virtù di una presunta conformità alla giustezza detenuta da un corpo separato (come un clero o una frazione del corpo sociale), ma come realizzazione concreta dell’universale nell’individuale, inveramento dei limiti e delle contraddizioni ma anche con i momenti esaltanti e le altezze che caratterizzano la vita “concreta” di ognuno di noi. La cerimonia è stata aperta con un’agile introduzione del fratello Giuseppe Messina, Presidente del Collegio della Calabria, il quale, nel sottolineare le ormai proverbiali dedizione e attaccamento all’Istituzione del fratello Palmieri, ha inteso porre in particolare rilievo il suo contributo all’elevazione dei fratelli tutti grazie all’umile e diuturna fatica della veicolazione dei libri sulle cui pagine generazioni di massoni calabresi hanno potuto allargare e consolidare le loro conoscenze in materia di tradizioni storiche, di simbolismo, di filosofia misterica, di esoterismo, affinando in tal modo la loro competenza di un universo che costituisce per molti liberi muratori un vero percorso ad ostacoli, un labirinto che spesso ci ha spalancato i suoi segreti passaggi grazie agli opportuni suggerimenti di lettura generosamente forniti da Aurelio Palmieri.
Subito dopo Messina ha ceduto la parola a Lavalva, oratore del collegio, all’ex presidente del collegio Colloca, ai GMO Pino Lombardo e Ugo Bellantoni, i quali hanno rafforzato il loro plauso e l’espressione della loro riconoscenza verso il lavoro svolto dal fratello Palmieri, ringraziandolo per il contributo dato alla loro individuale crescita muratoria e a quella di tutta la Libera Muratorìa calabrese.
E’ stato infine Antonio Seminario, Primo Gran Sorvegliante del Grande Oriente d’Italia, a segnare il momento solenne dell’intera tornata procedendo prima alla consegna della Medaglia del Veterano e poi rivolgendo a Palmieri un indirizzo di saluto incentrato sul valore del rapporto disinteressato che ha unito in tanti anni la sua figura a quella di schiere di fratelli per i quali egli ha rivestito la funzione del portatore di Luce, illuminando i primi, spesso incerti passaggi del difficile impegno di percorrere con sicurezza la via iniziatica.
Con toni sentiti e a tratti vibranti, Seminario ha espresso l’augurio personale del Gran Maestro Stefano Bisi che durante il breve scorcio di Gran Maestranza finora trascorsa non ha perso l’occasione di indicare agli occhi di tutta la Comunione il fratello Aurelio Palmieri quale emblema di coerenza, dignità, forza e coraggio massonici uniti armoniosamente alla fiducia nell’intangibilità dei propri valori testimoniati da una lunga vita spesa al servizio dell’Istituzione.
La freschezza che, nonostante l’età avanzata, si esprime ancora nelle pagine dell’Almanacco che ogni mattina Palmieri fa giungere puntualmente sugli schermi pc del Gran Maestro prima e poi dei fratelli compresi nel suo indirizzario personale, rappresenta il miglior modo di dare inizio alla propria giornata per una fascia consistente di liberi muratori italiani. Si trasfonde in tale impegno, ha proseguito Seminario, un senso della vita muratoria sempre affrontata quale impegno primario, resa in ogni suo momento con una pienezza ed uno stile che in modo gioioso contraddistinguono l’impegno a svolgere la funzione di soggetto trainante e mai stanco di raggiungere traguardi viepiù ambiti e perseguiti giorno dopo giorno.
Palmieri rappresenta un patrimonio di tutta la Circoscrizione calabrese; egli incarna in pieno un exemplum che lo ha reso popolarissimo tra i fratelli e ne ha proiettato la figura in modo permanente nella sempre presente sollecitudine verso il massone bisognoso di aiuto, che fa le prime, imprecise prove di applicazione in un mondo che ancora non conosce e ancora percorre con un disequilibrio sostanzialmente profano. Avere qualcuno cui guardare come permanente fonte di ispirazione, percepire la sicurezza fornita dalla stretta di mano che serra con fermezza quella del neofita il cui universo di tenebra è stato appena squarciato perché egli cominci a vedere, a capire, a costruire il proprio Tempio interiore, tutti ritorniamo apprendisti di fronte a uomini della statura morale ed esoterica di Aurelio Palmieri.