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mercoledì 26 aprile 2017

Festa del 25 Aprile al Vascello. Il Gran Maestro Stefano Bisi: “La libertà e la democrazia, una gemma imperfetta che richiede un lavoro costante”


Il Grande Oriente d’Italia ha celebrato quest’anno al Vascello la ricorrenza del 25 Aprile, giornata simbolo della Liberazione dal fascismo e dal nazismo, con un convegno, aperto al pubblico, che si è tenuto nella Sala Ungari della Biblioteca, dal titolo: “La resistenza delle libertà”, alla quale hanno preso parte il Gran Maestro Stefano Bisi, il Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele, docente all’Università di Messina, il presidente della Lidu Antonio Stango . Ha introdotto i lavori Angelo di Rosa,  che ha letto il celebre inno alla libertà del grande poeta francese Paul Eluard. A moderare la tavola rotonda il giornalista Marco Frittella, popolare mezzobusto della Rai, che ha dato via all’incontro ricordando il ruolo importantissimo che la Massoneria ebbe nella  lotta contro il regime di Mussolini e nella nascita della Repubblica. Lotta alla quale presero parte tanti coraggiosi massoni che vennero perseguitati e che sacrificarono le loro vite per consegnare alle future generazioni uno stato democratico in grado di garantire libertà e diritti, sanciti in una preziosa Carta costituzionale, che molti di loro contribuirono anche a scrivere. Frittella ha citato nomi illustri di liberi muratori come Giovanni Amendola, Giovanni Becciolini, Domizio Torrigiani. “Eppure -ha detto- tutto ciò è assai poco presente nel dibattito pubblico. Il contributo della Libera Muratoria alla Resistenza e alla nascita dell’Italia è sostanzialmente misconosciuto”. Perchè questo è avvenuto? Perchè non c’è sufficiente memoria? Un interrogativo al quale ha risposto il Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele, aggiungendo altri nomi a quelli citati da Frittella,… Bruno Pacciardi, Mario Angeloni, Francesco Fausto NItti. Nomi, ai quali vanno aggiunti 20 dei martiri delle Fosse Ardeatine,  che sono riportati nei libri di storia, ma di cui viene omesso un piccolo particolare e cioè che erano massoni, “fratelli attivi in logge del Grande Oriente in esilio”. “La Massoneria -ha detto il professor Fedeli- paga in tutt’Europa il prezzo di una persecuzione accanita, che coincide con la massima espansione dei fascismo, del nazismo e del franchismo”. La scarsa focalizzazione su ruolo che ebbe la Massoneria in questa parte di storia importante per l’Italia, secondo il Gma, va fatta risalire agli albori del Fascismo che mise al bando la Massoneria, attraverso una legge sulle associazioni varata nel nobembre del 1925, contro la quale si levò la voce di Antonio Gramsci, che non difese la Libera Muratoria, ma capì che quello era il primo passo verso l’abolizione di tutte le libertà. Ha preso poi la parola Antonio Stango, presidente della Lidu, la Lega italiana per i diritti umani, fondata nel 1919 da Ernesto Nathan, che fu sindaco di Roma, ma anche Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. “Il 25 aprile -ha detto Stango- va calato nel presente, dove le libertà sono minacciate”. Bisogna continuare a tenere alta la guardia, è stato l’invito che ha lanciato, perchè ci sono “tenebre che calano ovunque” anche ai nostri tempi, tenebre fatte di ignoranza, incuria, falsificazioni della storia, che sono i peggiori nemici del diritto e della laicità. Ha concluso il Gran Maestro Stefano Bisi, che, con orgoglio ha ricordato la storia del collare dei Gran Maestri del Grande Oriente, quel collare che indossa sempre  e che fu miracolosamente salvato da un fratello dalla furia delle squadracce fasciste che fecero irruzione a Palazzo Giustiniani, che ebbe la prontezza di nasconderlo nei pannolini del figlio neonato. Oggi come ieri la Massoneria è nel mirino. Oggi come ieri si cercano elenchi. “Ma badate bene -ha sottolineato il Gran Maestro- nella storia accade sempre che prima si toccano i liberi muratori e poi tutti gli altri”. “La libertà e la democrazia -ha aggiunto- sono una gemma imperfetta, che richiede un lavoro costante, che va fatto ogni giorno”.
Libertà  
di Paul Éluard
Su  quaderni di scolaro
Su i miei banchi e gli alberi
Su la sabbia su la neve
Scrivo il tuo nome
Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che è bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome
Su le immagini dorate
Su le armi dei guerrieri
Su la corona dei re
Scrivo il tuo nome
Su la giungla ed il deserto
Su i nidi su le ginestre
Su la eco dell’infanzia
Scrivo il tuo nome
Su i miracoli notturni
Sul pan bianco dei miei giorni
Le stagioni fidanzate
Scrivo il tuo nome
Su tutti i miei lembi d’azzurro
Su lo stagno sole sfatto
E sul lago luna viva
Scrivo il tuo nome
Su le piane e l’orizzonte
Su le ali degli uccelli
E il mulino delle ombre
Scrivo il tuo nome
Su ogni alito di aurora
Su le onde su le barche
Su la montagna demente
Scrivo il tuo nome
Su la schiuma delle nuvole
Su i sudori d’uragano
Su la pioggia spessa e smorta
Scrivo il tuo nome
Su le forme scintillanti
Le campane dei colori
Su la verità fisica
Scrivo il tuo nome
Su i sentieri risvegliati
Su le strade dispiegate
Su le piazze che dilagano
Scrivo il tuo nome
Sopra il lume che s’accende
Sopra il lume che si spegne
Su le mie case raccolte
Scrivo il tuo nome
Sopra il frutto schiuso in due
Dello specchio e della stanza
Sul mio letto guscio vuoto
Scrivo il tuo nome
Sul mio cane ghiotto e tenero
Su le sue orecchie dritte
Su la sua zampa maldestra
Scrivo il tuo nome
Sul decollo della soglia
Su gli oggetti familiari
Su la santa onda del fuoco
Scrivo il tuo nome
Su ogni carne consentita
Su la fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Scrivo il tuo nome
Sopra i vetri di stupore
Su le labbra attente
Tanto più su del silenzio
Scrivo il tuo nome
Sopra i miei rifugi infranti
Sopra i miei fari crollati
Su le mura del mio tedio
Scrivo il tuo nome
Su l’assenza che non chiede
Su la nuda solitudine
Su i gradini della morte
Scrivo il tuo nome
Sul vigore ritornato
Sul pericolo svanito
Su l’immemore speranza
Scrivo il tuo nome
E in virtù d’una Parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per chiamarti
Libertà.
(traduzione di Franco Fortini)